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LEO S. OLSCHKI, Editore - FIRENZE

I Disegni della R. Galleria degli Uffizi in Firenze

PUBBLICAZIONE AUTORIZZATA ED INCORAGGIATA

DAL R. MINISTERO DELL'ISTRUZIONE PUBBLICA

e diretta da

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C. GAMBA, ispettore onorario dei Musei di Firenze. CHARLES LOESER M. A. e GIOVANNI POGGI, direttore degli Uffizi.

Prezzo della collezione completa di 20 portafogli con oltre 500 tavole di disegni, per l'Italia 3000 Lire, per l'Estero 2000 Franchi in oro.

Ogni serie ancora disponibile (4 portafogli con 100 tavole) costa per l'Italia 750 Lire, per l'Estero 500 Franchi in oro.

NON SI VENDONO NÈ TAVOLE NÈ PORTAFOGLI A PARTE.

RIVISTA D'ARTE

DIRETTA DA GIOVANNI POGGI

Ogni volume comprende non più di sei e

non

meno di tre fascicoli di comples

sive 250-300 pagine, con circa 90 illustrazioni in zincotipia. Con l'ultimo fascicolo di ogni volume si distribuisce agli associati l'Indice delle materie e dei nomi.

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prezzo dell'abbonamento ad un volume è di L. 30 per l'Italia e di Fr. 36 in oro per l'Estero. Non si vendono numeri separati.

Per ciò che riguarda l'amministrazione occorre rivolgersi all'editore Comm. LEO S. OLSCHKI, Lungarno Acciaioli 4, Firenze; per ciò che riguarda la redazione (invio di manoscritti e di libri, cambi di periodici etc.) al Dott. GIOVANNI POGGI, presso la R. Galleria degli Uffizi.

Delle prime nove annate della Rivista d'Arte non è più disponibile alcun esemplare completo essendone esaurite le prime due, mentre le annate III, IV, V, VI, VII, VIII e IX si cedono ancora, anche separatamente, al prezzo di 20 Fr. cadauna.

PAOLO D'ANCONA

LA MINIATURA FIORENTINA

(SECOLI XI-XVI)

L'opera, elegantemente stampata su carta a mano, in-4°, consta di due grossi e ricchi volumi, il primo dei quali contiene la trattazione storico-artistica e 110 tavole di cui una a colori, il secondo il catalogo descrittivo e indici di oltre 900 pagine.

Edizione tirata in soli 300 esemplari numerati.

PREZZO: Franchi 200

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Della Bibliofilia si pubblica ogni mese una dispensa di 32 pagine di scritti originali con molte illustrazioni e copertina a tre colori.

L'abbonamento annuo costa : Per l'Italia, Lire 40.

Per l'Estero (Stati dell' Unione

Postale) Frcs. 50 in oro. - Non si vendono dispense a parte. Prezzo dell'annata compiuta (dopo la pubblicazione dell'ultima dispensa), Lire 50.

L'annata corre dall'Aprile al Marzo.

Lettere e vaglia si dirigano alla Libreria LEO S. OLSCHKI Firenze, Lungarno Acciaioli, 4.

SOMMARIO DEL PRESENTE FASCICOLO

Una pagina di storia bolognese e due lettere inedite di Pietro Giordani. (G. P. CLERICI).
Bibliografia della laude. (GENNARO MARIA MONTI). (Continua).

Pag. 233

Due falsificazioni del Settecento nella storia dell'aeronautica e dell'aviazione. (GIUSEPPE BOFFITO). (Con 2 illustrazioni). (Continuazione e fine).

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257 273

. 286

Corrispondenti Piemontesi di Jacopo Morelli. (C. FRATI). (Continua)
Ricerche bibliografiche sull'aviazione. (VLADIMIRO PAPPAFAVA).
Un inventario di codici del secolo XIII e le vicende della Biblioteca, dell'Archivio e del Tesoro di
Fonte Avellana. (GUIDO VITALETTI). (Con 18 fac-simili). (Continua)
Saggio di una Bibliografia Stenografica Italiana. (GIUSEPPE ALIPRANDI). (Continua)!
Rivista delle riviste

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291

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blioteca del Seminario di Faenza. Per il settimo centenario dell' Università di Padova. La fine di una lunga vertenza : Le carte Corvisieri all'Archivio di Stato di Roma. Gli incunabuli della Biblioteca Cantonale e Universitaria di Fribourg. Un catalogo di incunabuli del secolo XVIII. La Biblioteca e i manoscritti di L. Illica. - La Biblioteca dell'ex Istituto archeologico germanico. Codice manoscritto musicale.

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Inventari dei Manoscritti delle Biblioteche d'Italia

Opera fondata dal prof. GIUSEPPE MAZZATINTI

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Volume XXIV: Manoscritti della R. Biblioteca Universitaria e della Biblioteca Cateriniana del Seminario di PISA, d'ARGENTA e di PAVULLO nel Frignano. - 180 pp. (compreso l'Indice). Fr. 20.

1

Volume XXV: Manoscritti della R. Biblioteca Universitaria di BOLOGNA. 304 pp. (compreso l'Indice). Fr. 20.

Non si trovano più in commercio collezioni complete, essendo esauriti i volumi IX, X, XI e XII.

I volumi XIV e XV furono ristampati.

Sono usciti finora gli inventari di 125 Biblioteche d'Italia.

Nessun altro paese del mondo può vantarsi di una simile pubblicazione.

La Bibliofilía

RIVISTA DI STORIA DEL LIBRO E DELLE ARTI GRAFICHE

DI BIBLIOGRAFIA ED ERUDIZIONE

DIRETTA DA LEO S. OLSCHKI

Una pagina di storia bolognese

e due lettere inedite di Pietro Giordani

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E due lettere che seguono a questo scritto non portano data precisa nel foglio originale; ma si può con certezza affermare che il Giordani le scrisse il 12 luglio e il 6 agosto del 1815, in Bologna, inviandole poi a Parma al celebre professore Giacomo Tommasini, suo amico e quasi concittadino. Non comparvero ancora in pubblico per una ragione che si dirà più avanti; e non sono, a dir proprio, neanche due, ma una sola; poiché la seconda altro non è che la ripresa e continuazione. della prima, dopo un intervallo di ventiquattro giorni, durante il quale il Tommasini non intervenne nel colloquio epistolare.

Sin dal 1814, il Tommasini, già salito a bella nominanza in Italia, era stato chiamato alla cattedra di clinica medica dal Governo Provvisorio di Gioacchino Napoleone re di Napoli, rimasta vacante per la morte del prof. Antonio Testa. E poiché egli, sebbene nominato e desiderato, non lasciò mai definitivamente quella di Parma, neanche nel breve intervallo dell'altro Governo Provvisorio austriaco, era ancora irresoluto nei primi giorni del luglio 1815, quando già si prevedeva che Bologna sarebbe passata nel dominio del Papa. Tra la prima e la seconda lettera giordaniana vuol essere rilevato avvenne dunque

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un grande cambiamento di cose pubbliche: il passaggio da un Governo Provvisorio esotico a uno stabile legittimo, quale che fosse; e questo per comprendere pienamente le riflessioni, i consigli, e i giudizi che si danno sul momento che matura e passa.

Da ott'anni il Giordani si trovava in Bologna, occupando il posticino, a dir vero molto modesto, di vice-segretario dell'Accademia, dal quale ritraeva di che vivere sottilmente; ma con libertà e indipendenza, che gli davan modo di darsi agli studi prediletti.

La Bibliofilia, anno XXI, dispensa 8-12

29

Succeduto al Governo provvisorio austriaco, quello del Papa, e già diffuso il decreto pontificio, che prescriveva l'allontanamento dallo Stato di chiunque non potesse provare d'esser nato all'ombra di S. Petronio, le cose si erano a un tratto assai mutate, anzi invertite: il Giordani doveva andarsene da Bologna, perchè forestiere; per il Tommasini invece aumentava la convenienza di accettare la cattedra, e di venire a Bologna. Lo sfratto d'italiani da paesi italiani, qualificati forestieri, non era allora una cosa insolita. Già nel maggio precedente il governatore imperiale del ducato di Parma aveva emessa la medesima ordinazione, e altri Stati ne avevano seguito l'esempio; onde, in conclusione, l'Austria si trovò a essere la piú liberale tra i Governi della penisola, poiché accolse invece in Milano i poveri esuli dalle Legazioni e dai Ducati. L'odiosa disposizione del Governo pontificio non fu neppure d'ostacolo a numerose dimostrazioni di gioia patriottica in quasi tutti i luoghi di qualche importanza civile, che però non è da spiegarsi con l'amore al governo dei preti; bensí piuttosto con l'odio ai governi esotici precedenti, tumultuosi e arbitrari.

Dichiarata dunque Bologna in podestà del Governo pontificio il che avvenne, con precisione, il 18 luglio 1815 - la Società del Casino, che teneva le sue riunioni nel palazzo Lambertini, promosse subito un'Accademia di poesia, musica e canto, e pensò d' invitare il Giordani a preludere alla festa con un discorso. Il Giordani accettò; e in poco tempo preparò quella, che prese il titolo di Orazione per le tre legazioni riacquistate dal Papa, e che fu letta da lui il giorno 30 dello stesso mese (1). Alla riunione intervenne gran parte del clero diocesano, capeggiato da monsignor Giacomo Giustiniani, appunto allora nominato delegato apostolico per la città e provincia di Bologna; e l'orazione giordaniana, per opera della medesima Società, fu sparsa in molte copie per la città e per la provincia. Quando poi si trattò di darla alle stampe e divulgarla per il rimanente d'Italia, fu un'altra cosa: ne fu impedita l'impressione.

L'oratore celebrava le speranze del nuovo regno, disegnava la felicità sperata, a grandi linee; sebbene, appunto in que' pochi giorni che precedettero alla festa del 30 luglio, fossero avvenute cose, che non facevano troppo sperare, rispetto alla futura libertà, e che a molti erano spiaciute. Tuttavia, la nota bontà del Papa e la nota abilità del suo segretario davano affidamento, cosi all' oratore, come a quelli che lo avevano onorato dell'invito a parlare, che, in qualunque modo, il prossimo futuro sarebbe stato migliore del triste passato.

Parve ad alcuni che il Giordani si lasciasse andare a sognar liberamente ; e ci fu chi suppose che la causa del suo allontanamento da Bologna, che avvenne indi a poco, fosse da ricercarsi in siffatta impostatura punto gradita di maestro per l'avvenire. Altri disse, ma troppo presto, che ciò era falso. La verità è che la sua franchezza non piacque; e che non gli fu usata quella deferente eccezione, a cui certo aspirava, e che fu invece invocata per altri. In Francia il discorso giordaniano fu giudicato « très fort » (2); ma egli stesso, parlandone col Cicognara, nella intimità dell' amicizia, confessava che fu ascoltato senza il

(1) Vedi Scritti Editi e Postumi, vol. II, pag. 313-318.

(2) Journal des Débats Politiques et Littéraires del 27 sett. 1815.

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