Il risorgimento nazionale: letture storiche, Volume 1

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Albrighi, Segati, 1901
 

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Pagina 130 - Per chi di stragi si macchiò il mio brando? Per lo straniero. E non ho patria forse Cui sacro sia de' cittadini il sangue? Per te, per te, che cittadini hai prodi, Italia mia, combatterò, se oltraggio Ti moverà la invidia. E il più gentile Terren non sei di quanti scalda il sole? D'ogni bell'arte non sei madre, o Italia? Polve d'eroi non è la polve tua?
Pagina 436 - ... erravano ad ora ad ora sulle sue labbra, facili, ispirati, spontanei come il canto dell'allodola in sul mattino, che il popolo raccoglieva e ch'egli dimenticava.
Pagina 373 - Uomini noi di mente fredda, usi ad ascoltare assai più i dettami della ragione che non gli impulsi del cuore, dopo di aver attentamente ponderata ogni nostra parola dobbiamo in coscienza dichiararlo : una sola via è aperta per la. Nazione, pel Governo, pel Re. <• ... La guerra, la guerra immediata, senza indugi!...
Pagina 453 - Milano, che gli fu larga d' ogni maniera di conforto, e poi amaramente e con molte lagrime lo pianse. I suoi amici e commilitoni, che lo videro in Mestre ferito e in Venezia sì crudamente smembrato, narrano tutti che in mezzo agli spasimi intrepido parlava della sua Patria con quel forte affetto col quale gli eroi di Plutarco avrebbero parlato di Atene e Sparta ; ed ebbe in fatti tanta forza d' animo , da scrivere alla madre, eh' era sì degna di cotanto figlio.
Pagina 66 - Ed ebbe quindi l'onore d'esser detto talvolta esagerato o fanatico dalla generazione scettica e snervata, fra la quale gli toccò consumare la vita sua. Ma le rivoluzioni, anche le più macchiate da delitti e violenze d'ogni genere, non solo alla fine producono pure talvolta un bene politico, ma producono anche, per una strana antitesi, un risanamento morale fra gli uomini. Li scuotono, li svegliano, li costringono a cercare in loro stessi un aiuto, una forza propria, a mostrare qualità, doti, virtù,...
Pagina 186 - ... il suo braccio a salire di secolo in secolo all'eternità; è la voce di tutta Italia, che non aspetta se non una parola, una sola parola per farsi vostra. Proferitela questa parola!
Pagina 437 - V'erano ore, nelle quali lo avresti detto Stenio, il poeta della Lelia nato a vivere di melodie di lira e imagini di bellezza; ed io lo chiamava talora con quel nome per farlo sorridere; ma un momento d'inspirazione, un vaticinio di patria, di unità futura, di gloria italiana, una parola eloquente di virtù severa e di sacrificio, gli faceva splender negli occhi la fiamma dei forti pensieri ; e allora lo avresti detto nato soltanto a trattar la spada... Stenio era in lui trasfigurato dal culto d'...
Pagina 185 - Non v' è sorto dentro un pensiero: traggi, come Dio dal caos, un mondo da questi elementi dispersi; riunisci le membra sparte e pronuncia — è mia tutta, e felice — tu sarai grande siccome è Dio creatore, e venti milioni d'uomini esclameranno — Dio è nel cielo e Carlo Alberto sulla terra — ? Sire!
Pagina 437 - Colà lo rividi, raggiante di novello entusiasmo, nelle file condotte da Garibaldi, assorto negli studi e nelle cure della milizia, pieno, come tutti noi, di speranza, che ordinato il giovine esercito repubblicano, avremmo gittate una seconda volta, con più sicuri auspicii, il guanto di sfida all'austriaco....
Pagina 440 - Francesi lo raccolsero e portarono ali' ambulanza di trincea. / «Molteplici e variatissime narrazioni vennero fatte sulla morte di lui. Questo solo potei raccogliere di sicuro , che egli visse 30 ore, rassegnato , pregando , parlando della sua famiglia, e strappando le lagrime ai nemici stessi che accorrevano a vederlo per meraviglia. Il mattino del primo luglio spirò serenamente, senza soffrire. «Oh! mi sia qui concessa una parola su quel!

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