De la littérature du Midi de l'Europe,

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Chez Treuttel et Würtz, Libraires, rue de Lille, ancient hôtel de Lauraguais, n° 17; et à Strasbourg, même Maison de Commerce., 1813
 

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Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 81 - Disse: — Io vi priego e supplico, mia Diva, Per quello amor che mi mostraste, quando Per me lasciaste la paterna riva; E se comandar posso, io vel comando, Che...
Pagina 215 - Era forte collerico e sdegnoso, Della lingua e del cor libero e sciolto ; Non era avaro , non ambizioso , Era fedele ed amorevol molto; Degli amici amator miracoloso; Così anche chi in odio aveva tolto, : .' Odiava a guerra finita e mortale; Ma più pronto era a amar, ch'a voler male. Di persona era grande, magro e schietto; Lunghe e sottil le gambe forte aveva, E il naso grande, e il viso largo, e stretto Lo spazio che le ciglia divideva; Concavo l...
Pagina 132 - ... invoglia e sforza. Poco quindi lontan nel sen del monte scaturia mormorando un picciol rio. Egli v'accorse e l'elmo empiè nel fonte, e tornò mesto al grande ufficio e pio.
Pagina 132 - Non morì già, che sue virtuti accolse tutte in quel punto e in guardia al cor le mise, e premendo il suo affanno a dar si volse vita con l'acqua a chi co '1 ferro uccise. Mentre egli il suon de...
Pagina 158 - Tous les beaux-arts cherchent à retracer ces formes primitives de la beauté-, que rien n'égale dans le monde , mais dont l'empreinte a été placée dans notre cœur, comme le modèle auquel nous devons tout comparer.
Pagina 216 - Nessun di servitù giammai si dolse, Né più ne fu nimico di costui ; E pure a consumarlo il diavol tolse > Sempre il tenne fortuna, in forza altrui : Sempre che comandargli il padron volse, Di non servirlo venne voglia a lui ; Voleva far da sé , non comandato ; Com' un gli comandava , era spacciato.
Pagina 216 - Di persona era grande, magro e schietto: lunghe e sottil le gambe forte aveva, e '1 naso grande, e '1 viso largo, e stretto lo spazio che le ciglia divideva: concavo l'occhio aveva, azzurro e netto, la barba folta quasi il nascondeva, se l'avesse portata; ma il padrone aveva con le barbe aspra quistione.
Pagina 76 - Tre volte e quattro e sei lesse lo scritto quello infelice, e pur cercando in vano che non vi fosse quel che v'era scritto...
Pagina 215 - E pur non uscì mai di quello impaccio. Quanto peggio facea, più avea da fare, Aveva sempre in seno e sotto il braccio, Dietro e innanzi di lettere un fastello, E scriveva e stillavasi il cervello. Quivi anche, o fusse la disgrazia, o '1 poco Merito suo, non ebbe troppo bene: Certi benefieioli aveva loco, Nel Paesel, che gli eran brighe e pene: Or la tempesta, or l'acqua ed or il foco, Or il Diavol l'entrate gli ritiene, E certe magre pensioni aveva, Onde mai un quattrin non riscoteva.
Pagina 47 - Né mai le chiome del giardino eterno tenera brina o fresca neve imbianca; ivi non osa entrar ghiacciato verno, non vento o l'erbe o gli arbuscelli stanca; ivi non volgon gli anni il lor quaderno; ma lieta Primavera mai non manca, ch'e suoi crin biondi e crespi all'aura spiega, e mille fiori in ghirlandetta lega.

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