CecitÓ

Copertina anteriore
Feltrinelli Editore, 2010 - 276 pagine
In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi Ŕ colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede pi¨. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilitÓ altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanitÓ bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalitÓ, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.
 

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Bellissimo, scritto bene e fluido, con pochi dialoghi scritti con un metodo mai visto prima ma molto diretto e veloce. Si segue la storia di alcuni personaggi che non hanno nemmeno un nome, all'inizio e alla fine di una misteriosa malattia che rende ciechi, dentro e fuori un ex-ospedale psichiatrico. Un libro che fa riflettere e che mostra la sensibilitÓ dell'autore. A tratti sembra un survival horror dedicato agli zombie. Forse un po' troppo angosciante in certi tratti, e pi¨ nella descrizione della condizione umana. 

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