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DIZIONARIO

DEL

DI A LETTO VENEZIANO

!

DEL

DIALETTO VENEZIANO

DI

GIUSEPPE BOERIO

Buerio
Digianario del
Distella Venegono

V ENEZIA

COI TIPI DI ANDREA SANTINI E FIGLIO

MDCCCXXIX.

t99

..

EDITO, PER CURA

DI

DANIELE MANIN

BIBLIOTHECA

REGIA

NOWACENSIS,

DISCORSO PRELIMINARE.

No

tempi della Romana potenza le provin- Della lingua che usassero i popoli della Vecie dell'Italia superiore, che s'estendono dal Min- pezia terrestre prima di aver da' Romaoi l'idionia cio e dal Benaco sino al Timavo e alle alpi Giu- latino, non v'ha certamente memoria: benchè crelie, e che comprendevano presso al mare le città dasi da qualche autore ch'essi parlassero un diad' Aquileia che n'era metropoli, Trieste, Altino e letto greco o quasi greco, qual era appunto quello Concordia, e fra terra Oderzo, Belluno , 'Trevigi, della Paflagonia ood' ebbero i primi Eneti la deriAdria, Padova, Esle, Vicenza, Verona, furono abi. vazione. tate da popoli chiamati Eneti o Veneti, i quali Sorto poi e diffuso l'idioma latino e fattosi fornavano una sola regione alleata de'Romani sot- comune a tutta Italia, siccome gl'Insubri, che abito il nome della Venezia. Pretendesi che questi tavano l'attuale Lombardia , lasciarono la lingua popoli fossero discendenti dagli Eneti della Pafla- Celtica , ritenendone però i dittonghi, le aspre e gopia , provincia dell'Asia minore, donde venisse- fischianti desinenze e i suoni nasali e gutturali che ro in due differenti emigrazioni, la prima delle qua- rimasero sino a'di nostri ; siccome i Toscani perli si vuol assegnare all'epoca della irruzione degli dettero l'antica loro livgua Etrusca ; cosi i Veneti Sciti primitivi, cioè 1900 anni prima di Cristo (1) adottárono anch'essi il nuovo linguaggio e lo parLe poche isolette delle nostre lagune erano luoghi larono comunemente, meschiandolo c modificanpresso che abbandonali ed ineolti o soltanto abita- dolo cogli accenti e colla dolcezza dell'antica loro ii da qualche meschina famiglia che procacciavasi lingua grecapica , e latinizzando non meno una il vitto colla pesca, colla caccia e col sale. Nell'ul. quantità di termini nazionali, che non erano conoLimo decadimento dell'Impero qua e là invaso da sciuti in altri luoghi d'lialia. barbare nazioni, anche il Veneto continente sog- Del dialetto proprio del popolo Veneto nei giacque a sovversione, perchè prima fu devastato primi tempi dell'impero Romano, cioè quando la da' Goui circa l' anno 402, poi dagli Scili o Tarla- lingua latina era nel fiore, von abbiamo generalri, e finalmente l'anoo 453 io segnalato modo dagli mente alcuna traccia (2); le memorie all'opposto : Unni condotti dal feroce Alila, il cui terribile no- abbondano de' bassi tempi ne' quali ebbe luogo il me è rimasto ancora per tradizione fra noi. Lo spa- sovvertimento della comune lingua trasformatasi vento universalmente sparso per l'avanzare in Ita- nell'italiana ch' ora parliamo , trovandosi pieni gli lia di questo Flagello di Dio , fece emigrare da alui pubblici e gli archivii di scritture in livgua voltutte le Ciud Vevete molti ricchi abitanti e rifug, gare, e dove appunto, facendosi il confronto d'un gire per luogo di sicurezza nel nostro estuario: op- secolo coll'altro, si vede il progresso, la formaziode formaroosi Grado, Caorle, Eraclea, Toreello, ve, e se può dirsi, il miglioramento o la perfezio. Burano, Murano, Malamocco, Pelestrina, Chiog- ne della lingua com'è a' giorni nostri parlata. gia, Cavarzere ed altri luoghi minori, i quali riu- Uno solo è radicalmente il dialeito oggi coniti composero il Ducalo o sia tulla l'estensione mune a tutte le provincie degli antichi Veneti, podel territorio Veneto marittimo de'primi secoli re- che essendo le varietà potabili e le differenze di pubblicani, e negli ultimi (esclusa Eraclea che non qualche voce da un luogo all'altro. Ma non può è più) una delle quindici provincie dello Stato Ve- pegarsi

pegarsi che il migliore, come il più facile nella veto appellata DOGADO.

struttura, dolce vell'inflessione, metrico ve' numc.

(1) Che a questi Eneti Paflagoni si aggiungessero dopo molti secoli i Veneli abitatori del paese di Vandes nella Bretagna, vella memorabile irruzione de'Galli avvenata in questa parte superiore d'Italia all'epoca di Tarquinio il Prisco, come opina Strabone con altri autori, ella è quistione immersa nella caligine de lempi, benchè affermativamente sostenuta dalla erudita perna del dollissimo Sig. Girolamo Barone Trevisan Padovano, nella sua bella dissertazione intitolata Illustrazione d un antica sigillo di Padova, stampalasi a Parma l'anno 1800, libro però fallo raro.

(2) Forse non sarebbe loolano dal vero l'asserire che il dialella latino di cui servivansi i Veneli, come tanti gli altri popoli italiani, fosse a op di presso quello stesso volgare del Popolo Romano. Ab. biamo da Plaulo molie voci latinizzate, che non erano propriamente della lingua forbila latioa usala da' docti: come Orum in vece di Aurom, Oricula in vece di Auricula ; Coda per Cauda ; Yostri per Vestri, ed altre moltissime, che parlavansi io Roma e che bando tanta analogia colle nosive verpacole. Basium poi è del 20stro Catullo Veronese.

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