Ramalhete poÚtico do parnaso italiano

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Pagina 72 - O Donna, in cui la mia speranza vige, E che soffristi per la mia salute In Inferno lasciar le tue vestige ; Di tante cose, quante io ho vedute, Dal tuo potere e dalla tua bontate Riconosco la grazia e la virtute. Tu m' hai di servo tratto a libertate Per tutte quelle vie, per tutti i modi.
Pagina 62 - Che l' universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l' alte creature l' orma Dell' eterno valore, il quale Ŕ fine, Al quale Ŕ fatta la toccata norma. Nell' ordine ch' io dico sono accline Tutte nature per diverse sorti, Pi¨ al principio loro e men vicine; Onde si muovono a diversi porti Per lo gran mar dell' essere, e ciascuna Con istinto a lei dato che la porti. Questi ne porta il fuoco inver la luna, Questi ne' cuor mortali Ŕ permotore, Questi la terra in sŔ stringe ed aduna.
Pagina 98 - Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir mi rimembra) a lei di fare al bel fianco colonna; erba e fior che la gonna leggiadra ricoverse co l'angelico seno; aere sacro sereno ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse: date udýenzia insieme a le dolenti mie parole estreme.
Pagina 20 - 1 mio dir gli fusse grave, In fino al fiume di parlar mi trassi. Ed ecco verso noi venir per nave Un vecchio bianco per antico pelo. Gridando : Guai a voi, anime prave! Non isperate mai veder lo cielo : I' vegno, per menarvi ali' altra riva Nelle tenebre eterne in caldo, e 'n gielo: E tu, che se...
Pagina 6 - Con la test' alta, e con rabbiosa fame, Sý che parea che l' aer ne temesse : Ed una lupa, che di tutte brame Sembiava carca nella sua magrezza, E molte genti fÚ giÓ viver grame. Questa mi porse tanto di gravezza Con la paura eh' uscia di sua vista, Ch' io perdei la speranza dell
Pagina 30 - Per pi¨ fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci il viso; Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante, Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi baci˛ tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: Quel giorno pi¨ non vi leggemmo avante.
Pagina 78 - 1 terzo cerchio serra La rividi pi¨ bella e meno altera. Per man mi prese e disse : In questa spera Sarai ancor meco, se '1 desir non erra. I* son colei che ti die' tanta guerra E compie
Pagina 4 - Guardai in alto, e vidi le sue spalle Vestite giÓ de' raggi del pianeta, Che mena dritto altrui per ogni calle. Allor fu la paura un poco queta, Che nel lago del cor m' era durata 20 La notte, ch' i
Pagina 56 - Tanto, che l' ombra del beato regno Segnata nel mio capo io manifesti. Venir vedrami al tuo diletto legno , E coronarmi allor di quelle foglie . Che la materia e tu mi farai degno. Sý rade volte , Padre , se ne coglie , Per trionfare o Cesare o Poeta, ( Colpa e vergogna dell...
Pagina 28 - Amor, che al cor gentil ratto s'apprende, Prese costui della bella persona Che mi fu tolta; e il modo ancor m'offende. Amor, che a nullo amato amar perdona, Mi prese del costui piacer si forte, Che, come vedi, ancor non m'abbandona.

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