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Pagina 146 - Poiché fu piacere de' cittadini della bellissima e famosissima figlia di Roma, Fiorenza, di gettarmi fuori del suo dolcissimo seno (nel quale nato e nudrito fui fino al colmo della mia vita, e nel quale, con buona pace di quella, desidero con tutto il cuore di riposare l' animo stanco, e terminare il tempo che m...
Pagina 282 - S'adattò con la destra a spargervi entro La purgata farina, non cessando Con la sinistra intanto a mescer sempre La farina e l'umor con saldo legno. Quando poi tutta di sudor la fronte Aspersa egli ebbe, e...
Pagina 282 - E ratto corso là dov' egli avea Molti vasi disposti in lunghe schiere , Un piatto sovra tutti ampio e capace Indi tolse , ed il terse , e con un filo Ritroncando la massa in molte parti...
Pagina 283 - Da sé l'ingorda fame e l'importuna Sete, spesso temprando il vin con l'onda Che dal fonte scorrea gelida e pura. E già sazio era il ventre, e già il palato Da lui più non...
Pagina 286 - Pomona, che de' frutti loro Non sian degli arbor mai vedovi i rami : E tu che tante e sì diverse forme Prendi, Vertunno, il culto mio difendi Or con la spada, se soldato sei, Or col pungente stimolo, se i buoi Giunger ti piace al giogo : e tu, Priapo...
Pagina 176 - Eupolis atque Cratinus Aristophanesque poetae Atque alii, quorum comoedia prisca virorum est, Si quis erat dignus describi, quod malus ac fur, Quod moechus foret aut sicarius aut alioqui Famosus, multa cum libertate notabant.
Pagina 281 - Mentre l'onda bollia, per fissa tela Fece passar, di setole contesta, Di Cerere il tesor, che in bianca polve Ridotto avea sotto il pesante giro De la volubil pietra; indi partendo Con tagliente coltel rotonda forma Di grosso cacio, che da' topi ingordi Ei difendea dentro fiscella appesa Al negro colmo, col forato ed aspro Ferro tritèllo.
Pagina 283 - D' un panno la coperse, in guisa bianco Che l'odor del bucato ancor serbava. Quinci il picciol vasel sovra vi pose Ove il sai si conserva, e 'l pan che dolce Gli era e soave, ancor che negro e vile.
Pagina 284 - La qual, benché sì bella appaja in vista. Tosto langue però, qual fiore in prato O da falce, o da pie' presso, e reciso. Ma infelice colui, che sempre in guerra Seco, col suo pensier mai non s...
Pagina 283 - 1 pan che dolce Gli era e soave, ancor che negro e vile. Di molte erbe odorate e molti frutti Carcolla...

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