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V

DISCORSO PRELIMINARE.

No

tempi della Romana potenza le provin- Della lingua che usassero i popoli della Ve. eie dell'Italia superiore, che s'estendono dal Min- nezia terrestre prima di aver da' Ronjani l'idioma cio e dal Benaco sino al 'Timavo e alle alpi Giu- latino, non v'ha certamente memoria : benchè crelie, e che comprendevano presso al mare le città

al mare le città dasi da qualche autore ch' essi parlassero un dia. d' Aquileia che n'era metropoli, Trieste , Altino e letto greco o quasi greco, qual era appunto quello Concordia , e fra terra Oderzo, Belluno , 'Trevigi, della Paflagonia ond' ebbero i primi Eneti la deriAdria, Padova; Esle, Vicenza, Verona, furono abi vazione.. tale da popoli chiamati Eneti o Veneti, i quali Sorto poi e diffuso l'idioma latino e fattosi formavano una sola regione alleata de'Romani sot- comune à lulta. Italia, siccome gl'Insubri, che abi10 il nome della Venezia. Pretendesi che questi tavaoo l'attuale Lombardia , lasciarono la lingua popoli fossero discendenti dagli Eneti della Pafla- Celtica , ritenendone però i dittonghi, le aspre e gonia , provincia dell'Asia, minore, donde venisse- fischianti desioeuze e i suoni nasali e gutturali che ro in due differenti ensigrazioni, la prima delle qua- rimasero sino a' di nostri ; siccome i Toscani perli si vuol assegoare all'epoca della irruzione degli deuero l'antica loro lingua Etrusca; cosi i Veneti Scili primitivi, cioè 1900 anni prima di Crisio (1), adottarono anch'essi il nuovo linguaggio e lo parI.e poche isolelle delle nostre lagune erano luoghi larono comunemente, meschiandolo e modificanpresso che abbandonati ed incolui o soltanto abila- dolo cogli accenti e collà dolcezza dell'aplica loro ti da qnalche meschina famiglia che procaceiavasi lingua grecanica , e latinizzando non meno una il villo colla pesca, colla caccia e cul sale. Nell'ul- quantità di termini nazionali, che non erano conotimo decadimento dell' Impero qua e là invaso da sciuti in altri luoghi d'Italia: barbare nazioni, anche il Veneto continente sog- Del dialetto proprio del popolo Veneto nei giacque a sovversione, perchè prima fu devastato primi tempi dell'impero Romano, cioè quando la da' Goti circa l'anno 402, poi dagli Sciti o Tarla- lingua latina era ucl fiore, non abbiamo generalri, e finalmente l'anno 453 in segnalato modo dagli mente alcuna traccia (2); le memorie all'opposto : Uoni condoli dal feroce Auila , il cui terribile po- abbondaco de' bassi tempi ne' quali ebbe luogo il me è rimasto ancora per tradizione fra noi. Lo spa- sovvertimento della conjune lingua trasformatasi vento universalmente sparso per l'avanzare in lta- nell'italiana ch' ora parliamo , trovandosi pieni gli lia di questo Flagello di Dio , fece emigrare da atti pubblici e gli archivii di scritture in lingua voltul!e le Ciuà Venete molti ricchi abitanti e rifug- gare, e dove appunto, facendosi il confronto d'un gire per luogo di sicurezza nel nostro estuario: 00- secolo coll'altro, si vede il progresso, la formaziode formaronsi Grado, Caorle, Eraclea, Torcello , ne ,.e se può dirsi, il miglioramento o la perfezio. Burano, Murano, Malamocco, Pelestripa, Chioge oc de Ma lingua com'è a' giorni nostri parláta. gia, Cavarzere ed altri luoghi minori, i quali riu- Uno solo è radicalmente il dialetto oggi coniti composero il Ducato o sia tulla: l'estensione mune a tutte le provincie degli antichi. Veneti, podel territorio Veneto marittimo de'primi secoli re- che essendo le varietà notabili e le differenze di pubblicani, e negli ullinsi (esclusa Eraclea che non qualche voce da un luogo all'altro. Ma non può è più ) una delle quindici proriocic dello Stato Ve- vegarsi che il migliore, come il più facile nella Delo appellata DOGADO..

strutlura, dolce vell'inflessione, metrico pe’aume

(1) Che a questi Eneti Paflagoni si aggiungessero dopo molti (2.) Forse non sarebbe lontano dal vero l'asserire che il dialello: secoli iVeneli'abitatori del paese di Vannes nella Bretagna, nel- Jalino di cui servivaasi i Veneli, come luui gli altri popoli italiani, la memorabile irruzione de'Galli avvenuta in questa parte superior. fosse a ua di presso quello stesso volgare del Popolo Romano. Abre d'Italia all'epoca di Tarquinio il Prisco, come opioa Strabone biamo da Planto molie voci latinizzate, che non erano propriamencon altri aatori, ella è qaistione immersa nella caligine de' tempi, te della lingua forbila latina usata da'clobli: come Orum in vece benchè affermativamente sostenuta dalla erudila penna del dottis- di Aurum ; Oricula in vece di Auricula ; Coda

VOsimo Sig. Girolamo Barone Trevisan Padovano, nella sua bella dis- stri.per Vestri, ed altre moltissime, che parlavansi in Roma e che sertazione intitolaka Ilustrazione d'un antico sigillo di Paduva, hanno tanta analogia colle nostre vernacole Basium poi è del nostampalasi a Parma l'anno 1800, libro però fallo raro..

per Cauda ;

stro Calulto Veronese..

VI

ri, omogenea ad ogni genere di scrittura, sia quel Grimani, Francesco Donado, Angelo Querini. lo che parlasi propriameute dal popolo della Città Robusto e flessanime incantò e viose nei tribunali di Venezia, la quale per tanti secoli fu metropoli per la bocca dei Vecchia , Svario, Cordellina, d'un floridissimo Stato e madre feconda d'uoniini Todeschini, Santonini , Costantini , Alcaini, Silillustri delle scienze, nella politica , nella nautica, vestrini, Gallini, Stefani, Cromer, Piazza, Sanella poesia , nell'eloquenza estemporanea, nelle via, Muttinelli celeberrimi Avvocati de'aostri tembelle arti e in ogoi mapiera di coltura,

pi, e de' viventi Antonelli , Calucci , Biagi ec. (2). Qual altro in fatti de' dialetti italiani si mo La iromba meonia squilla in tutta l'energia del pastrò con più facile riuscita rivale pella forza e nel tivo di lei suono delle ollave dell'eruditissimo le grazie all'antica sua madre (0)? Grave e fecun- Abate Francesco Boarelli ; nè sempre il Tasso dedo

persoase della tribuna de' comizii Veneti, e si gradò, dalla sua diguità in quelle del dottore Tomricordano cou opore nella storia, tra mille altri , i maso Mondini. La Commedia dell'inimitabile suo nomi illustri degli arringatoni patrizii, Francesco ristauratore Carlo Goldoni e pe'suoi rinomati seFoscari Doge, Alvigi Molin, Bernardo Navage- guaci; il Didascalico e il Descrittivo nella CARTA DEL ro, Marcantonio Cornaro, Giacomo. Soranzo, NAVEGÅR PITORESCO di Marco Boschini; la Satira Girolamo Grimani, Nicolò Contarini, Alessandro nelle ripie inedite del Dotti e velle edite del VaroZorzi, Leonardo Donato, Leonardo Emo, Gio- tari e del Pozzobon, detto coinunemente SCHIESON; vanni da Pesaro, Batista Nani; e li recenti Mare la Pescatoria velle egloghe di Andrea Calmo ; e il co Foscarini Doge, Carlo Contarini, Giuliano Berniesco finalmente nelle poesie pregiabili di Mar

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9 cuore.

note

(1) Pontico Viranio che fiori nel secolo XV, ne' suoi Commentarii alla grammatica greca del Guarino, fa molto elogio all' idioma Veneto, nel quale rileva appunto tutta la maestà della lingua greca , appellandolo francamente Pulcherrimus et doctissimus omnium

sermo,

in

quo tota redolet linguae grecae maiestus. E notando poi l'uso che aveano i Viniziani di ommettere in alcune pa. role la lettera i, come a dire AndAQ, Tornao, in vece del toscano. Andato, Tornato, lo rassomiglia all'idiona lonico che pur avera eguali desinenze, attribuendolo al comercio che i Viniziani avevano a Smirne, dove dopo Alene fiorirono le scienze. (Pontic. Virun. pag. 47. © 97.)

(2) Qui cade in acconcio, di riportare alcuni periodi della applauditissima allocuzione pronunziata in povembre 1811 dall'alira volta citato Nobile Sig. Girolamo Bar. Trevisao, allora Regia, Procurator generale presso la Corte d'appello in Venezia, per la solenne riapertura delle udieuze ; squarcio oratorio che forma l'elogia speciale e la caratteristica insieme di varii Avvocati Veneti di quel tempo i più distinti nel foro, i quali saranno da voi per alfaboliche

qui sotia indicati. » Non qui mancan per nostra fede gli Anlopii (a), che gravi » d'anni, di senno, di autorila, tutto raccolgono cun fresca ed » ammirevol memoria quanto può favorire la causa che imprendogo no a perorare; che ogoi cosa dispongono al sito proprio, siechè » ogni cosa acconcia siasi a produrre per insensibili gradi quel» l'impressione a cui la voglion diretta; che a foggia di Lisia ian; 39 la mostrano ed hanno evidenza e semplicità nei narrare, e lan

la scioltezza e spontaneità nel discutere , che non lasciago so: - spetto mai di premeditazione, né di arle; e che ugualinente di - slaoti da qualsivoglia affettazion di eleganza, che da ogni bassa 9 trivialità , via via bellamente s'insinuano senza sforzo, e senza wimpeto nè violenza compiutamente trionfano..

» Ma non qui inancan dè meno li Cai Gracchi (6) ei Sulpizii - Ruh nati fatti dalla natura e dall'arte pel sublime e pel graude: m grandi nelle parole, elevati e squisiti nelle sentenze, zeppi di ti, losofia e di dottrina, in tutto il genere loro dignitosi sempre e » gravissini e al tempo slesso e nello scrivere e nello arringare al 9 par de' Demosteni concitati, vibrati, agili, concellosi, reeinenmti, tali in fine che se avessero o il tempo o la soglia di dare alle „ loro orazioni l'ultima mano, potrebbero senza mien presentarsi » come assoluii modelli di vera e somma grandiloquenza.

» Vaola cotesko foro i suoi Şcevoli e i suoi Servi Sulpizii (c), » quanto profondamente dotti alirettarlo squisitamente ingegoo

rifrugare e nel cogliere nell'immensa congerie delle moi " derne leggi e delle vetuste quanto può abbisogoare alla salvezza 'ns de’loro clienti, e ch'emineniemente posseggono spirito d'ordine, » di perspicuità, d'evidenza, arte di ben separare, di ben conpet

»lege, di ben dedurre, tanto in an d'eloquenza quanto basta ab., bondantemente a rendere sul loro labbro yon inamene pel pub„blico e più efficaci presso de' Giudici le loro doltrine.

» Udiamo con gran diletto chi unisce nelle sue arringhe la graos. vilà e la copia de Crassi alla nitidezza.ed al verbo de'Calidii (d), „la facela ameoilà non iscurrile de primi alla scorrevole vena e » dignità de' secondi; che al par di questi collissimo nel musical 9»suo dialetto, si tien lontano del pari

, dall' Asiatica profusione » che da un arido, o digiun laconismo; che serve alla proprietà » delle roci, ma non trascura la vivacità delle imagini; che a voglia ~ de' suoi subbielli, quando s'estolle senza passare vel turgido, » quando s'abbassa senza scendere nel pedestre ; che alla compo» stezza libera dell'azione congiunge l'armonia Isocratica sempre 9 svariata de' numeri, e che tuita in somma possede l'arte Tullia» pa di penetrar negli assorli ascoltanti per gaisa da piegarde » commuoverne, trasportare per le vie del diletto l'anima e

» Ammiriam finalmente chi (e), nelle greche lettere e nelle lati" ne assai brne istruito , congiungendo all' assiduità del domesti

co studio on esercizio forense alla sorpresa instancabile, nel col" to suo dire, presenta congiunta in sè solo la sugosità de' Focio» ni, l'acytezza de' Demosteni, la paziente ed indystre diligenza ~ de' Carboni, la scioltezza e la rapilità de' Filippi , dei luven zij » la callidità; e colla strella dialetlica degli Stoici e colla versatile 9 agilità de' Peripatetici, ba per ceslame di spingere l'avversario 99 allo stretto o di coglierlo al rolteggiando e schermen„ dosi di escir incolume dalle reti e d' eludere villorioso ogni ino sidia.

- E dopo di tutti questi vengono ben altri molti che se s'ascol» tino a pelto de' più prestanti, forse scadono alquanto pel para” gone, nią se soli s'intendano, ceclamente non lasciano deside.

rarli; tanto più che in parecchie cause un dicilor par che basti 99 senza ch'esigasi un oratore. Cosi ad ogni tempra de giovani ap» prenditori s' offrono qui svariati esempii

, in ogni genere degnis» simi d'imitazione, giacchè, come osserva benissimo Tullio, pos9 sona aservi oralori ugualmente sommi comunque del tutto in fra ,- loro dissomiglianti, e tanto colpisce la semplice verilà de Tizia» ni, quanto i dolli e passionali atteggiamenti de'Raffaeli, pè men 9.si apprezzano dell'ilare magnificenza de' Paoli, le vie lerribili dle' Michelagnoli ec. 66 (a) Slofuno. Slefuni. (6) Marco Piazza. (c) Giambatista Mutinelli e Pietro Biagi. (d). Girolamo Antonelli. (e) Spiridione Calucci.

varco,

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cantonio Zorzi e in quelle di Giorgio Baffo' che logiche e della marina? Come oon couservare a'potante grazie sommerse pur troppo nella laidezza la stori almeno la memoria d'un linguaggio, dopo il più schifosa ; serbapo lutte nel dialetto Veneziano

loscano, il più bello tra i dialeui italiani, il quale le native sembianze, e fanno mostra d'una origina passato in mezzo a laple viceude politiche va senJità incaptatriee.

sibilmente alterandosi e perdendosi da trent'auni E per parlare di alcuni alui, non è forse An- in qua, come l'esperienza dimostra e lulti confertonio Lamberti che gareggia nella squisitezza del- mano: io guisa che se sono a quest' ora già quasi la Lirica co’più valenti poeti d'Italia , e va all'avi- spente dalla memoria le voci del Foro e del Go. ma nelle sue canzonette quanto Rolli e Bertota ; verno repubblicano, lo saranno coll'andar del tem. ora è nitido e tenero come Vittorelli ; ora scher. po anche le familiari e le più volgari? za arguto con apologbi tali che viente lasciano ad Tra tanti eruditi e cultori della letteratura che invidiare a Pignotti a Passeroni? E non abbia- decoravo la Citia nostra , non fuvvi alcuno sin ora nio il vostro Redi in Lodovico Pastò, autore del che si accingesse a quest'impresa ; ed era dunque Ditirambo veramente originale sul VIN FRIULARO E dal destino riserbalo all'ultimo di tal numero e al di quello altrettanto spontaneo sulla POLENTA ? E più meschino di cognizioni, qual io mi reputo ,

di Francesco Gritti si mostra forse inen saporito ne' dar cominciamento a quesi' opera , di perseverarvi sali della gioconda poesia vernacola di quel che per cinque lustri continui tra le difficoltà degl'imlo è po'suoi versi toscani e nell'applaudita sua ver- picghi pubblici sostenuti ; di ricopiarla senza noia sione del Tempio di Montesquieu? Parecchi com- per cinque volte di mano in mano che un ammas. ponimenti di cotal gevere burlesco ci diede Giam so di giupte, di riforme, di correzioni sopraggiuùbatista Maratti, che gl' inuitolò SAGGI METRICI DI geva, e di compilar finalmente una collezione, che TATI REMITA. Piacciono a chi ha dilicatezza d'ani.

se non può vantarsi 'perfella , sarà cerlo sufficieble ma e sapor di gusto'li CENTO SONETTI SU I CAVEI DE

vella quanuilà, perchè comprende lutte quelle voci NINA di Giacomo Mazzolà. Divertono in fine le e locuzioni che sono le più comuni e le più usitafadlasie bizzarre sparse delle poesie facete del no- te fra noi? stro Buratti. Sicché può francamente asserirsi che Comunque sia, io fo di pubblico diritto il mio dall'assortimento di modi sì varii, lustro, ornamen- Dizionario vernacolo, e mi pregio di prescolarlo a 10 e fertilità maggiore ridondi alla stessa lingua ila. voi Veneti colti, non già come lo avreste degnaliana, che potrebbe li tanti espressivi ed omogenei mente meritato, ma come ho potuto e saputo farlo. andare connaturaodo e moltiplicare cosi, senza il Aliis post me memoranda relinquo, dirò con Virsussidio di sorgenle straviera, le proprie bellezze, vilio, lasciando e desiderando che altro ingegvo von che que' suoni che tra le lingue viventi anima- più adatto possa un di riprodurlo, supplire alle wie trice sovrana la rendono della poesia e della musica.

mancanze, correggere gli errori, illustrarlo di magNon è mio questo pensiero, ma del celebratis- giori erudizioni e ridur così alla possibile interezsimo pubblico professore Abate Melchiorre Ce. za e convenienza un'

opera nazionale importante. sarotti di cara nostra memoria, il quale nel suo Ella è senza dubbio importante, perchè diretta a Saggio sopra la filosofia delle lingue, propose conservare la storia del dialetto che qui parlavasi al che tutte le Città d'Italià formassero i rispettivi vo- finire del goverpo repubblicano o sia del secolo cabolarii, per poter indi compararli tra loro, estrar- XVIII, a conservar vella sua purezza la memoria me i migliori e più comuni iermini, arricchire la delle consuetudini e de costumi pubblici e privati lingua de' dotti ed accrescere il gran Vocabolario d'una Nazione resasi per tapti secoli famosa; è moldella Crusca ( Parte IV. S.XVI.)

to poi importante perchè può da un lato contribuiSe varie Città italiane corrisposero siu ora a re ai lumi della storia patria, e dall'altro offerire un questo voto zelante e patriotico, se Milano, Bre- mezzo d'istruzione per intendere i tanti significati scia, Padova, Napoli, Palermo, Osimo, Bologna, delle nostre voci e modi antichi e moderni; e sopra Ferrara, Torioo, Mantova, Verona (1), hanno i loro tulto a promuovere fra noi e rendere farniliare alla vocabolarii già pubblicati; come averlo von doveva gioventù studiosa la cultura del bell'idioma italiano. la Città marittima di Venezia, il cui dialetto è gene- Questo mio Dizionario comprende, oltre a tutralmente ricco di locuzioni e di modi esprimenti e le voci e le frasi familiari, che si usano presentevivaci suoi proprii ed originali, di tante belle voci mente, quelle ancora che appartenevado al Goveretimologiche e imitative , e particolarmcute di iltio- no ed al Foro repubblicano; le nostre voci anti

(1) 11 Saggio di Dizionario Veronese pubblicatosi alcuni anni fa dall'erudilo Sig. Abate Venturi, ci lascia il desiderio e la speran

za insieme che ad onore della sua degna e colta Patria sia egli per darci un'opera compiuta di questo genere.

quate' e perdute ;' i neologismni che dall' epoca del dell'opera di Buffon. Ed ecco il motivo per cui in 1797_sonosi introdolti specialmente pel Foro e un Dizionario vernacolo de' nostri tempi conviene nella Pubblica amministrazione, e che ora si hanno molte volte contentarsi di leggere la defivizione e come vostrali. V'havuo le voci marioaresche; i ter- la spiegazione dei termini del paese, o per somma mini sistematici , per lo più di Lioneo, che appar- grazia un vocabolo della Toscana , senza pretendetengono ala storia paturale; e parecchie elimolo- re il corrispondevle della lingua dei dotti, perchè gie, cioè quelle che diedero immediatamente ori- Bon v'ha o nou vi può essere, e perchè bisogna gine alle parole vernacole. Vi sono aggiunte, sen- persuadersi e convenire col nostro Cesaroui, che za confusione delle nostre, moltissime voci del Pa senza la contribuzione effettiva di tutte le Cina d'ldovano, tratte dal vocabolario dell'Abate Patriar. talia non è possibile compilane un Vocabolario itachi, giacchè il Distretto del Dolo fin dal 1807 ap- Jiano universale. partiene alla provincia di Venezia. E siccome quel- Parlando delle voci di lingua mancanti, voi le che si riferiscono alla pesca ed alle produzioni bensi troverete pe' Vocabolarii italiani , per esemdel mare, sono per lo più proprie di Chioggia; co- pio Beccaia, Cuoca, Gabelliera, Fattoressa, Forsì ho pensato che sarà gradevole di trovare in que- raciaia, Medichessa ec. per la Moglie o Femsla collezione molti altri termivi particolari di quel mina di Beccaio, di Cuoco, di Gabelliere ec., ma la Città, la quale fa parte della Veneziana provincia: pon le Femmine di Bilanciaio, Lattaio, BarbieCittà pop mepo beoemerila della Repubblica Iclie- re, Barcaiuolo e di cento altri mestieri. Voi non raria per aver prodotto anche a'vostri tempi lavui vi troverete le voci corrispondenti alle nostre verinsigoi cultori della zoologia Adriatica, che hanoo pacole AmBIZĂR, ÀMBRO, BIGLIARDÈR, BATIFOGIA, moko contribuito a quest'opera nel suo principio e BAVELINA, COMPROFESSÓR , CONZAOSSI, FELCÈR , PInel suo termine. Seguendo poi il metodo ragione- RONADA, SGNANFO, SGNANFIZĂR, nė a moltissime vole degli altri Voeabolarii vernacoli, ho lasciato altrettali; e non per questo sarebbe permesso di fuori, generalmente parlando , utte le voci simili scrivere Bilanciaia , Lattaia , Barbiera, Barcaa quelle della buona lingua italiana, le quali avreb. iuola, Ambro, Forchettata , Nasiloquo, ma dobero fatto un ingombro del tutto inutile, perchè già vrebbesi far uso di perifrasi. Nondimedo poiché trovavsi pe' dizionarii italiani; ma lo ritenuto ne- è mio assunto di dare un catalogo di lutle le voci cessariamente quelle che portavo modi e riboboti verpacole contrapponendovi le adouate da' buoni particolari del vostro dialetto, ed alcune altre au- scrittori, e se pon trovo di alcune l'equivalent cora che popoo tuttavia a mio giudizio impegnare pe' Dizionarii di lingua , sdegnerà forse chi mi ha la curiosità e il bisogno delle varie persone che per mano di sentire dopo la spiegazione o la defiavranno a consultare la mia opera.

uizione, anche il mio parere, cioè quali potrebbeEsponendo gli articoli delle veci radicali eb- ro essere per avveotura i termini o i modi corribi molta attenzione di distinguere in paragrafi i dispondenti, se mi vengono a taglio? A me è semversidoro significati coi corrispondenti della lingua brato di poterlo e doverlo fare; e questo caso esitaliana: vel che dee principalmcute consistere il

seodomisi affacciato moltissime volte, io mi cresoccorso d'un Dizionario vernacolo; e non ho man- detti in dovere di apporvi quelle voci o maniere, cato, ove credei opportuno , di aggiungervi degli dirò presuntive, che la ragione , l'evidenza , l'anaesempli per essere meglio ipleso.

Jogia e sopra tulto l'inclinazione della lingua itaNel comporre quest opera mi sono accertato liana m'havdo suggerilo. E se avverrà quindi, coche non tutte le voci e maniere nostre Veneziane me è da tutti desiderato, che il gran Vocabolario hapno o aver possono l'imunediata corrispondenza della Crusca venga quando che sia riformato e della lingua italiana, sia perchè i Dizionarii più di- compiuto, non sarà forse anche inutile il Lessico ligenti ed estesi ne sono difettivi, sia perchè sono Veneziano, che ricorderà agli eruditi compilatori particolari alle differenti Città della nostra peniso- qualche centinaio di voci state fin qui ommesse Ja alcune cose, alcune arti, alcuni vocaboli, alcu- nelle scorse edizioni. ni usi. Gl'ltaliani oon hapoo poi un Dizionario pro- L'Ortografia del dialetto ha non meno impeprio di storia paturale, come lo hanno i Franzesi gnato le nie sollecitudini ; e per questo conto non e gl'Inglesi : il quale non potrebbesi però ben for. ho mancato di allenermi, generalmente parlando , mare seoza aver notizia e senza il confronto delle agli Autori che abbiamo a stampa, e dei quali si veianto svariate domevclature de'pesci,delle piante,de- drà il catalogo che precede il Dizionario. lo son per gli uccelli ec. che si dando ne' diversi luoghi d'Ita- aliru d'avviso che la prima regola dell'ortografia Tia: giacchè non sono per la maggior parte attendi- d'una lingua sia quella di scrivere, se lia possibibili le voci arbitrariamente ilalianate delle traduzioni le, come si parla. Se leggiamo delle scrillure vene

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