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Renato D'Àngiò

Don Ottolino Caiazzo cava/ti 400.

Il duca di Malfi 200.

11 conte Paris di Calabria 200.

Don Cesare da Martiuengo 400.

Don Alessandro 600.

Don Francesco Sanseverino 400.

Don Iacopo Canno 600.

Sommano cwalli 2800.

RIASSUNTO

Papa Eugenio IV . cavalli 4,200.

Signoria di Venezia 16,100.

Duca di Milano 19,750.

Siena 1,000.

Firenze 3,000.

Alfonso d'Aragona . . . 17,800.

Renato d'Angiò 2,800.

Sommano in totale cavalli 64,650.

Da questo specchio si ricava adunque, che nell'anno 1439, non fatta ragione del duca di Savoia, dei marchesi di Saluzzo e di Monferrato, e dei Comuni di Lucca, di Genova, e di Perugia, noveravansi in Italia 64,650 uomini a cavallo, divisi sotto 170 condottieri; sicchè mediamente ciascuno di questi aveva sotto di se 380 cavalli. Avvertasi, che dei fanti, come di gente dappoco, non si teneva ancora conto nella estimazione delle forze degli Stati. Avvertasi eziandio al titolo di Don, attribuito digià alla maggior parte dei condottieri; quantunque appena da quattro anni la dominazione aragonese si fosse introdotta nel regno di Napoli. Ma la vanità umana non perde tempo ad arrogarsene i titoli ed il fasto.

Nota XX.

(a Pari» IV. c. IV. §. IV. pag. 138).
A. 1448.

Àssoldamento del marchese Guglielmo di Monferrato.

11 presente contratto di assodamento insieme con alcuni altri inediti o rari, che riferiremo più sotto, somministrano in compendio la misura esatta delle relazioni, che nel xv secolo passavano tra il principe e i condottieri. Ci siamo indotti a ristamparlo, a preferenza d'altri inediti, come assai più di quelli chiaro e compito.

« E primo, il predetto illustre signor Guglielmo per li presenti capitoli si conduce ai servigi, soldi e stipendii del predetto illustre ed eccelso sig. Francesco Sforza ecc. con la condotta di lancie 700 per tempo di otto mesi fermi e continui, cominciando il dì primo del mese di novembre 1448, e con riferma di altri otto mesi al beneplacito di esso illustre sig. Conte Francesco con provvisione di fiorini 6600, ciascun mese, a ragione di soldi 54 d'imperiali per fiorino, per la sopradescritta condotta. E con la condotta di lancie 700 e fanti 500 promette esso signor Guglielmo di servire il signor Conte bene, dirittamente e fedelmente, senza eccezione, scusa o contraddizione alcuna, ed obbedire ogni comandamento del predetto illustre signor Conte conforme al suo potere.

Item, promette il predetto signor Guglielmo al predetto signor Conte, che se per lui o per quelli di sua compagnia si pigliasse alcun signor capitano o condottiero di gente d'arme o altr'uomo di dignità o condizione — Item, alcuno altro che fosse ribeilo o bandito dall' Eccellenza di detto signor Conte, lo consegnerà o farà consegnare in mano di esso sig. Conte, e de'suoi mandati; pagando perù esso signor Conte la taglia giusta ed onesta die quei tali o tale dovevano pagare.

Item, promette il detto signor Guglielmo ad esso signor Conte, che durante il tempo della detta ferma non terrà pratica con alcun Signore, Comunità, o Signoria, senza licenza e saputa di detto signor Conte. Anzi tutto quello che sentisse die fosse per alcun modo contro la persona o Stato di esso signor Conte lo notificherà fedelmente a S. E.

Item, promette il detto signor Guglielmo al signor Conte, che finita che avrà la detta ferma o riferma, avendo luogo, non offenderà il detto signor Conte, ne suo Stato o gente d'arme da cavallo o da piedi per alcun modo puhhlico uè privato, per termine di tre mesi.

Et e converso, il predetto illustre signor Conte Francesco Sforza accetta ferma e conduce il signor Guglielmo di Monferrato, ecc. ecc., con questo che di due mesi innanzi il fine della ferma, esso illustre signor Conte debba avvisare il detto signor Guglielmo della sua intenzione, e non avvisandolo si intenda rifermo con tutti i patti e convenzioni, che sui presenti capitoli si contengono.

Item, promette il signor Conte al signor Guglielmo per le dette lancie e fanti di dargli per provvisione mensuale ducati 6600, di quei ducati che S. E. è solita di dare e dà ■ suoi capitani e gente d'arme, e promette fargli buone sette paghe della ferma, ed altrettante della riferma, avendo luogo.

Item, promette il predetto sig. Conte Francesco di dare al detto sig. Guglielmo, per prestanza, per ciascuna delle dette lancie, ducati A0, di quei ducati soprascritti. E per ciascuna paga dei detti fanti ducali cinque, e fargli sborsare di presente ducati 6600, ed il resto in calende di aprile prossimo che viene; la quale prestanza si debbe riscontrare nella detta provvisione mensuale.

Item, promette il predetto signor Conte, die caso, che foruita la ferma il delto signor Guglielmo restasse ad avere dal" l'È. S. alcuna parte delle dette provvisioni, lo pagherà del suo servizio interamente, ovvero gli farà buone assegnazioni, e tali che meritamente si potrà contentare; ed il simile promette fare nella riferma, accadendosi rifermare.

Item, promette di prestare ogni favore, aiuto, sussidio in far avere al detto signor Guglielmo il resto del suo servizio dall'eccelsa Comunità di Firenze del tempo che è stato a! soldo di quella illustrissima Liga.

Item, promette il signor Conte Francesco Sforza ecc. in ogni accordo che Egli facesse o farà coi Milanesi, o altri Signori o Signoria, che avrà sempre raccomandato lo Stato e il bene dell'illustrissimo signor Guglielmo, ecc.

Item, promette il detto signor Conte al predetto signor Guglielmo, che essendo rotta guerra al predetto illustre signor Marchese di Monferrato, per alcuna potenza convicina o altra, bisognando, sua Signoria sarà tenuta a dare e darà licenza al detto signor Guglielmo con tutta o parte della Compagnia, secondo il bisogno, per andare alla dimensione delle dette terre; e di più porgerà ogni favore ed aiuto, emolumenti e sussidii possibili per conservazione delle dette terre, ecc.

Item, promette il predetto signor Conte Francesco e vuole che esso signor Guglielmo con tutta la Compagnia sua, con tutte le robe, panni, armi e beni loro, possano stare, passare e ritornare per tutte le città, terre, castella, luoghi, passi, porti e ponti di S. E., senza alcun pagamento di dazio, pedaggio, bolletta e gabella, come gli altri capitani e gente di armi sue; e di più che esso signor Guglielmo e tutta la compagnia sua debbano godere di tutti i privilegi, prerogative ed emolumenti che godono e goderanno gli altri capitani e genti d'armi di S. E.

Item, promette il suddetto signor Conte, che niuno collaterale od ufficiale suo, ne altra persona chi sia, eccetto l'È. S., si possa, nè debba impacciare del detto signor Guglielmo, nò per altra tausa che voglia si sia, eccetto in crimine Icese majestatis; anzi la obbedienza, cognizione e punizione de'suui delinquenti in esso signor Guglielmo.

Item, promette e vuole il detto signor Conte, che il predetto signor Guglielmo possa condurre liberamente e sicuramente nella detta sua Compagnia da cavallo e da piedi qualsivoglia persona, di che condizione si voglia, eccetto che fosse ribelle e bandeggio dalla E. S.

Item, promette il predetto signor Conte ai luoghi e tempi congrui di provvedere al detto signor Guglielmo e Compagnia sua, così da cavallo come da piedi, convenienti alloggiamenti, strami ed altre cose opportune, secondo che farà alle altre genti sue.

Item, promette che volendosi partire alcun condottiero, uomo d'armi od altro dalla Compagnia del signor Guglielmo, tanto da piedi come da cavallo, non gli accetterà nè lascierà accettare da alcuno suo capitano o condottiero, nè altro, a cui S. E. possa comandare, contro volontà, nè senza licenza del predetto signor Guglielmo. E versa vice egli non toglierà quelli della Eccellenza del Conte, nè de'suoi altri capitani o condottieri senza licenza sua.

Item, promette il predetto signor Conte Francesco, che finito il tempo della ferma o riferma, accadendo di non rifermare esso signor Guglielmo, possa mandare suoi cancellieri od altri messi speziali, che gli parerà, per curare 0 trattare suo avviamento; e di più per libito partirsi con la detta sua Compagnia rosi da piè, come da cavallo, e trasferirsi dove * gli parerà liberamente e speditamente senza impaccio, nè contradizione alcuna.

Item, promette il predetto signor Conte che durante la ferma e riferma, e similmente poi la detta riferma, esso signor Guglielmo e tutti della Compagnia sua, così da cavallo come da piedi, saranno salvi e sicuri nelle terre e pertinenze sue con tutte le robe loro; eccetto che se fossero ribelli, o banditi dall'E. S., ovvero trattassero contro Io-Stato o persona della predetta S. E.

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