Poesie italiane di Giuseppe Giusti, ed altre attribuite al medesimo

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Tip. nazionale, 1849 - 309 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 172 - ... nchiude, a poco a poco al mio veder si stinse; per che tornar con li occhi a Beatrice nulla vedere ed amor mi costrinse. Se quanto infýno a qui di lei si dice fosse conchiuso tutto in una loda, poco sarebbe a fornir questa vice. La bellezza ch'io vidi si trasmoda non pur di lÓ da noi, ma certo io credo che solo il suo fattor tutta la goda.
Pagina 173 - Tu se' lo mio maestro e il mio autore: tu se' solo colui, da cui io tolsi lo bello stile, che m
Pagina 123 - Tacete, tacete ; Lasciate il reame, O bestie che siete, A un Re di legname. Non tira a pelare , Vi lascia cantare, Non apre macello Un Re Travicello. LÓ lÓ per la reggia Dal vento portato, Tentenna, galleggia, E mai dello Stato Non pesca nel fondo : Che sccnza di mondo ! Che Re di cervello ╚ un Re Travicello ! Se a caso s' adopra D
Pagina 199 - Quei che volentier perdona, sulle ginocchia il bel corpo abbandona soavemente, e l'una e l'altra palma. Un dolor stanco, una celeste calma le appar diffusa in tutta la persona; ma nella fronte che con Dio ragiona balena l'immortal raggio dell'alma.
Pagina 89 - Fuor de' minori Levar l'incomodo Ai suoi tutori, Frutt˛ il carbone Saputo vendere, Al cor di Cesare D' un mio padrone Titol di Re, E il nastro a me. Viva Arlecchini E burattini E pasticcini; Viva le maschere D'ogni paese, La candela di sego e chi l'accese.
Pagina 123 - Un popolo pieno Di tante fortune Pu˛ farne di meno Del senso comune. Che popolo ammodo, Che principe sodo, Che santo modello Un Re Travicello ! La Vestizione.
Pagina 207 - Teco vegliar m' Ŕ caro, Gioir, pianger con te; beata e pura Si fa l'anima mia di cura in cura: In ogni pena un nuovo affetto imparo. Esulta, alla materna ombra fidato, Bellissimo innocente! Se venga il...
Pagina 172 - Sempre pi¨ c'innamora Tua vision che poggia a tanta altezza ; Nessun la vide tante volte ancora Che non trovasse in lei nuova bellezza ; Ben gusta il frutto della nuova pianta Chi la sa tutta quanta ; In lei si specchia , cui di ben far giova ; Per esempio di lei beltÓ si prova.
Pagina 207 - Che intendere non pu˛ chi non Ŕ madre, Tacita siede e immobile: ma il volto Nel suo vezzoso bambinel rapito, Arde, si turba e rasserena in questi Pensieri della mente inebriata. "Teco vegliar...

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