Poesie di Ossian, antico poeta celtico

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Presso G. Orlandelli, 1819
 

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Pagina 32 - La brevità o la lunghezza del verso, la varietà delle flessioni, delle pose, delle cadenze, l'armonia che risulta naturalmente dal numero e quella che nasce dall'aggiustatezza delle consonanze, il diverso intralciamento e la distribuzione delle rime, ciascheduna di queste cose modifica i sentimenti, e comunica loro una bellezza propria e distinta da tutte le altre.
Pagina 210 - E sola e lenta si movea sul Lena. Faccia avea ella pallida qual nebbia, Guancia fosca di lagrime: più volte Trasse l'azzurra man fuor delle vesti, Vesti ordite di nubi, e la distese i so Accennando a Fingallo, e volse altrove I taciturni sguardi.
Pagina 32 - ... trasferiscano gli stessi sentimenti in un altro metro, si cangi la disposizione, si alterino le misure: tutto è guasto. Le idee, aggiustate sopra un altro metro, stanno, per cosi dire, a disagio in questo nuovo, e prendono attitudini violente e scomposte: si forma una discordanza disgustosa tra i sentimenti ed i suoni: gli oggetti non si presentano più sotto il punto di vista conveniente: l'orecchio, ed in conseguenza lo spirito, si riposa in luoghi poco opportuni, e sdrucciola su quelli ne...
Pagina 243 - Lena; estrani vati canteranno il mio nome: un'ampia fascia 150 copremi in petto una mortai ferita; ecco io la squarcio e la disperdo al vento. — Sgorgò dal fianco il nero sangue; ei manca, ei more; e sopra lui pietosamente Fingàl si curva; indi i suoi duci appella: 155 — Oscar, Fillan, miei figli: alzisi tosto la tomba ad Orla: ei poserà sul Lena, lungi dal grato mormorio del Loda, lungi dalla sua sposa: un giorno i fiacchi vedranno l'arco alle sue sale appeso, 160 ma non potran piegarlo:...
Pagina 185 - E qual tristezza alberga in sì bel sen,» placido io dissi «o figlia di beltà? poss'io, qual sono giovine ancor, farmi tuo schermo e scudo, 425 donna del mar? Non ho invincibil brando, ma cor che non vacilla ». « A te men volo, » sospirando rispose «o prence eccelso di valorosi, a te men volo, o sire delle conche ospitali, alto sostegno 430 della debile destra. Il re di Craca me vagheggiava, qual vivace raggio della sua stirpe; ed echeggiar sovente le colline di Cromala s'udirò ai sospiri...
Pagina 105 - Loclin sulla ventosa spiaggia d'Ullina abbrividato, e lungi dai cervi de' suoi colli e dalle sale de' suoi conviti? Or via, Carilo, sorgi, 500 porta a Svaran le mie parole: digli che la mia festa io spargo: ei venga in queste ore notturne ad ascoltare il suono de' miei boschetti, or che gelati, acuti pungono i venti le marine spume.
Pagina 140 - Ullina, e in un con essa 170 la tua sposa e il tuo can: la dal ricolmo e palpitante sen bella tua sposa ed il tuo can raggiungitor del vento. Questi a lui cedi in testimonio eterno della fiacchezza del tuo braccio, e in esso 175 scorgi il tuo re.
Pagina 258 - L'idea di forza è interamente relativa; e si prenderebbe un grosso equivoco, se si volesse misurar dalla nostra la forza degli antichi Celti. Qual proporzione tra la tessitura di corpi nati da germi viziati, ristretti dal primo lor nascimento tra mille nodi, cresciuti all'ombra e nell'inazione, custoditi con mille dannose riserve e guasti interamente dalla mollezza; e tra la vasta corporatura d'uomini nati tra i boschi, che aveano per vestiti le carni, per letto la terra, per tetto il ciclo, indurati...
Pagina 260 - Abbiam già detto in altro luogo che Fingal è l'eroe della natura. Eccone una prova sensibile. Egli s'intenerisce sopra i mali dell'umanità, e la compiange. Le sue lagrime sono date alla natura umana, non a lui stesso. Egli trova in se medesimo dei conforti ben degni di lui; e sa darli anche agli altri opportunamente. Ma non lascia di sembrar duro e strano ad un cuore sensibile, che gli uomini anche i più grandi debbano perire come i più vili. Non bisogna equivocare, come molti fanno, tra l'insensibilità...
Pagina 31 - I traduttori, volendo mettere in vista la difficoltà delle traduzioni, calcano unicamente sopra la diversità del linguaggio; ma non mostrano di sentire un'altra difficoltà, con cui è lor necessario di lottare, e che, per mio credere, è ancora più grande : voglio dire quella che nasce dalla diversità della versificazione.

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