Atti dell'Imp. e reale accademia della Crusca, Volume 3

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Stamperia Piatti, 1829
 

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Pagina 362 - Era già l'ora che volge il disio ai naviganti e intenerisce il core lo di c'han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d'amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more, quand'io incominciai a render vano l'udire ea mirare una dell'alme surta che l'ascoltar chiedea con mano.
Pagina 349 - Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d' onor si degno. E se di voi alcun nel mondo riede, Conforti la memoria mia, che giace Ancor del colpo che invidia le diede. Un poco attese, e poi: Da ch'ci si tace, Disse il Poeta a me, non perder 1' ora; Ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace. Ond...
Pagina 436 - ... in prosa scritte per me sono e senza titolo, ma ancora in istilo umilissimo e rimesso, quanto il più si possono. Né per tutto ciò, l' essere da cotal vento fieramente scrollato, anzi presso che diradicato, e tutto da' morsi della invidia esser lacerato, non ho potuto cessare.
Pagina 352 - ... 1 dolce suon per canti era già inteso. O sacrosante Vergini, se fami, freddi o vigilie mai per voi soffersi, cagion mi sprona ch'io mercé vi chiami. Or convien che Elicona per me versi, e Urania m'aiuti col suo coro forti cose a pensar mettere in versi. Poco più oltre, sette alberi d'oro...
Pagina 350 - Così disse il Maestro ; ed egli stessi Mi volse, e non si tenne alle mie mani, Che con le sue ancor non mi chiudessi. O voi, che avete gì' intelletti sani, Mirate la dottrina, che s' asconde Sotto il velame degli versi strani.
Pagina 441 - Qual è quella ruina che nel fianco Di qua da Trento l'Adice percosse, O per tremuoto, o per sostegno manco; Che da cima del monte, onde si mosse, Al piano, è sì la roccia discoscesa, Ch'alcuna via darebbe a chi su fosse...
Pagina 155 - l sonno i miei figluoli, Ch' eran meco, e dimandar del pane. Ben sei crudel, se tu già non ti duoli, Pensando ciò che 'l mio cor s' annunziava; E se non piangi, di che pianger suoli? Già eran desti ; e l...
Pagina 362 - Colui che volse il sesto a lo stremo del mondo, e dentro ad esso distinse tanto occulto e manifesto, non potè suo valor sì fare impresso in tutto l'universo, che '1 suo verbo non rimanesse in infinito eccesso.
Pagina 375 - Andando poi esse, lasciano dopo sé tinto l'aere di luminose liste, e si rassomigliano a tratti pennelli. Ora, in un discorso, nel quale si succedon per ordine le idee di pittura, di colori, di pennelli, di liste, di luce; idee che tutte aver debbono relazione tra loro, come potrà dirsi, che i tratti pennelli altra cosa siano che i pennelli de...
Pagina 293 - ... imitazione. Quei pochi mortali, che colla singolarità dell'ingegno la natura separò veramente dall' uman gregge, non pur primi rimangono, ma soli. Io di sì lunga vita lo compiango quando penso i tempi che a vedere lo serbò la vecchiezza.

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