Opere di Pierjacopo Martello: Versi, e prose. 1729

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Stamperìa de L. dalla Volpe, 1729
 

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Pagina 208 - Vergine madre, figlia del tuo Figlio, Umile ed alta più che creatura, Termine fisso d' eterno consiglio: Tu se' colei, che l' umana natura Nobilitasti sì, che il suo Fattore Non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'Amore, Per lo cui caldo, nel!' eterna pace, Così è germinato questo fiore. Qui se...
Pagina 115 - Tu dal porto, onde miri il mio periglio, e co' voti e co' baci in cui puoi tanto, piega a mio scampo il nuovo Padre, o figlio...
Pagina 115 - Vivi o tu m' impetra il bando , O riedi il Padre a consolar col riso. Tu dal porto , onde miri il mio perìglio , E co
Pagina 115 - E co' voti , e co' baci , in cui puoi tanto , Piega a mio fcampo il nuovo Padre, o Figlio, Ne chieder fine al pianger mio ; ma pianto , Che le colpe del cor terga col ciglio: Chiedi un dolor , che mi ti porti a canto...
Pagina 53 - ... veri medesimi. E i suoi seguaci, prescindendo da quattro o cinque, mi paiono di que' pittori che non sanno dipingere una figura se non tal quale la vedono, abili più a far ritratti ea copiare che ad inventare. E siccome io non invidio punto a' manieristi moderni quell'alterare che fanno il vero coll'inventare dintorni più del dovere risoluti, e muscoli e nervi che mai non fe...
Pagina 99 - Aleflìo il peregrin mendico. A cui gli anni cangiar Sembiante , e chioma . Ma qualche orma però del volto antico Efler potrà , che in me trovar vi faccia Lo Spofo, il Figlio, il Cittadin, I5 Amico...
Pagina 101 - Da' gran difagi il Vifo mio finito Mi celò agli occhi tuoi , non al tuo...
Pagina 78 - Ragion vuoi, che più s'ami il bello altrui, Che non parte da noi, ma a noi s'aggiunge: Meglio è far un di due, che d
Pagina 246 - ... e nel corso delle loro recite, più e più volte rappresentarli non sdegnerebbero. Ma piccolo essendo il numero de' nostri poeti, sgombri e leggeri di borsa, si appaghino questi del sedersi nei loro gabinetti alle nostre due favole, rappresentandosele mercé della fantasia, a se medesimi, con forse maggior piacere di quello, che da imperiti attori, i quali qua un verso storpiano là mozzano un sentimento, ascoltandole, goderebbero...
Pagina 215 - Ira mia , ma tu noi puoi .Ma pur anche il duol mi fgombni Quel penfar, chealmenlo vuoi* Dove T aria intorno ingombra La Ruina alta di Tito, Pecorelle ali...

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