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Pagina 11 - ... dato), per le parti quasi tutte, alle quali questa lingua si stende, peregrino, quasi mendicando, sono andato, mostrando, contro a mia voglia, la piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere imputata. Veramente io sono stato legno...
Pagina 21 - Bolle l' inverno la tenace pece A rimpalmar li legni lor non sani, Che navicar non ponno, e in quella vece Chi fa suo legno nuovo, e chi ristoppa Le coste a quel che più viaggi fece ; Chi ribatte da proda, e chi da poppa; Altri fa remi, ed altri volge sarte ; Chi terzeruolo ed artimon rintoppa : 15 Tal, non per fuoco, ma per divina arte, Bollia laggiuso una pegola spessa, Che inviscava la ripa da ogni parte. Io vedea lei, ma non vedeva in essa Ma' che le bolle che il bollor levava, 20 E gonf1ar...
Pagina 19 - Quale l' fui vivo, tal son morto. Se Giove stanchi il suo fabbro, da cui Crucciato prese la folgore acuta, Onde l'ultimo di...
Pagina 15 - Che morte al petto m' ha posto la chiave: Onde s' io ebbi colpa, Più lune ha volto il Sol, poichè fu spenta; Se colpa muore purchè l
Pagina 11 - Dispensatore dello universo, che la cagione della mia scusa mai non fosse stata! Che né. altri contro me avria fallato; né io sofferto avrei pena ingiustamente. Pena, dico, d'esilio e di povertà.1 Poiché fu piacere de...
Pagina 24 - Salve, o divino, a cui largì natura II ria' di Dante e del suo duca il canto; Questo fia il grido dell'età futura; Ma l'età che fu tua tei dice in pianto. suona amara ironia anzichè meditato giudizio. Dante non avrebbe successivamente adulato al Papa e all'Imperatore, all'Austria e alla Rivoluzione. Dante non avrebbe sagrificato l'Arte ai sensi esterni; ei l'adorava com...
Pagina 15 - Non morì già; chè sue virtuti accolse tutte in quel punto, e in guardia al cor le mise e, premendo il suo affanno, a dar si volse vita con l'acqua a chi col ferro uccise. Mentre egli il suon de...
Pagina 25 - E per evitare che i vostri allievi non prendano la funesta abitudine di dar sempre alle loro idee un solo colore non li lasciate col solo Dante, ma insegnate loro a temperar l'acerbità e fierezza dello stile Dantesco colla dolcezza del Petrarca, colla fluidità dell'Ariosto, e colla nobiltà del Tasso.
Pagina 141 - Ogni fatto qualunque dell'uomo, che arreca danno ad altrui, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto , a risarcire il danno.
Pagina 12 - Tullio spezialmente in quello libello della vecchiezza ** ; questo par volere ciascuno poeta che secondo la fede de' gentili hanno parlato; questo vuole ciascuna legge, Giudei , Saracini e Tartari , e qualunque altri vivono secondo alcuna ragione.

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