La Gerusalemme liberata, Volume 1

Copertina anteriore
Hauman, 1836 - 722 pagine
 

Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Nessuna recensione trovata nei soliti posti.

Pagine selezionate

Altre edizioni - Visualizza tutto

Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 58 - Mentre egli il suon de' sacri detti sciolse, Colei di gioia trasmutossi, e rise : E in atto di morir lieto e vivace, Dir parea ; S' apre il cielo ; io vado in pace. D' un bel pallore ha il bianco volto asperso, Come a...
Pagina 133 - Così piuma talor, che di gentile amorosa colomba il collo cinge, mai non si scorge a se stessa simile, ma in diversi colori al sol si tinge. Or d'accesi rubin sembra un monile...
Pagina 167 - Egli al lucido scudo il guardo gira, onde si specchia in lui qual siasi e quanto con delicato culto adorno; spira tutto odori e lascivie il crine e '1 manto, e 'l ferro, il ferro aver, non ch'altro, mira dal troppo lusso effeminato a canto: guernito è sì ch'inutile ornamento sembra, non militar fero instrumento.
Pagina 125 - Fortuna: Quinci ella in cima a una montagna ascende Disabitata, e d'ombre oscura e bruna; E, per incanto, a lei nevose rende Le spalle ei fianchi, e senza neve alcuna Gli lascia il capo verdeggiante e vago; E vi fonda un palagio appresso un lago : Ove, in perpetuo april, molle amorosa Vita seco ne mena il suo diletto.
Pagina 51 - D' una cittade entrambi e d'una fede. Ei che modesto è sì, com' essa è bella, Brama assai, poco spera, e nulla chiede; Né sa scoprirsi, o non ardisce ; ed ella O lo sprezza, o noi vede, o non s'avvede.
Pagina 75 - Indi il suo manto per lo lembo prese, Curvollo e fenne un seno, e 1 seno sporto. Così pur anco a ragionar riprese , Via più che prima dispettoso e torto : O sprezzator delle più dubbie imprese, E guerra e pace in questo sen t' apporto ; Tua sia l' elezione : or ti consiglia Senz' altro indugio, e qual più vuoi ti piglia.
Pagina 12 - Elicona, ma su nel ciclo infra i beati cori hai di stelle immortali aurea corona, tu spira al petto mio celesti ardori, tu rischiara il mio canto, e tu perdona s'intesso fregi al ver, s'adorno in parte d'altri diletti, che de
Pagina 55 - Misero, di che godi? oh quanto mesti fiano i trionfi ed infelice il vanto! Gli occhi tuoi pagheran (se in vita resti) di quel sangue ogni stilla un mar di pianto.
Pagina 162 - Dch mira , egli cantò , spuntar la rosa Dal verde suo modesta e verginella, Che mezzo aperta ancora , e mezzo ascosa, Quanto si mostra men, tanto è più bella. Ecco poi nudo il sen già baldanzosa Dispiega ; ecco poi langue , e non par quella , Quella non par, che desiata avanti Fu da mille donzelle e mille amanti. 15 Così trapassa al trapassar d...
Pagina 274 - Questa co' vivi raggi or ti conduce Là, dov'è il corpo del tuo nobil duce. 32 Allor vegg' io che dalla bella face, Anzi dal sol notturno un raggio scende, Che dritto là, dove il gran corpo giace, Quasi aureo tratto di pennel si stende...

Informazioni bibliografiche