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Torino, VINCENZO Bona, Tipografo di S. M. o de' RR. Principi.

AVVERTENZA

PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE

I molti codici manoscritti contenenti cose di Sallustio e sparsi per le varie biblioteche d'Europa possono distribuirsi in quattro classi; la prima, che è dei più antichi ed autorevoli, abbraccia que' codici nei quali il testo del Bellum Iugurthinum ha due lacune, una più piccola al cap. 44, 5 (mancano le parole : neque muniebantur ea), e un'altra più grande da 103, 2 a 112, 3 (dalle parole ex omni copia necessariorum a: pacem vellet, daret operam ecc.). Questi codici nella Catil. 6,2 mancano pure della proposizione: « ita brevi multitudo diversa ac vaga concordia civitas facta erat ». A questa classe appartengono quattro codici della Nazionale di Parigi, uno di Basilea, uno di Wolfenbüttel, tre di Monaco, uno di Copenhaguen e uno di Zurigo; tutti del IX 0 X secolo. Una seconda classe comprende quei manoscritti che hanno solo la lacuna minore, non la maggiore nel testo della Giugurtina; son di questo numero alcuni codici parigini, altri di Monaco, altri di Wolfenbüttel, di cui pochi del XII o XIII secolo, la più parte del XV. La terza classe è di quelli molto più numerosi, che non hanno nè l'una nè l'altra lacuna, e molti di questi non mancano neppure delle parole soprascritte in Catil. 6, 2 o le hanno registrate in margine o interlineari; di questa classe molti esemplari si trovano in molti luoghi, e son di questa classe per lo più i mss. sal

lustiani dell'Ambrosiana di Milano e della Laurenziana di Firenze ch'io ebbi occasione di vedere. Alla quarta classe finalmente sogliono ascriversi quei codici che contengono frammenti delle Storie di Sallustio e le concioni e lettere estratte dalle

e varie opere di lui; fra questi il più copioso è un manoscritto Vaticano del IX sec., da cui derivano altri del XV sec.; per gli estratti dalla Catilinaria e dalla Giug. è ancora notevole un manos. di Berna del X secolo.

Gli studi fatti su questi manoscritti prima dal Roth (9o vol. del Museo Renano) e dal DIETSCH (Ediz. critica del 1859), poi dal IORDAN (Ediz. di Berlino 1866, 2a 1876, 3a 1887) hanno dimostrato che la base più sicura del testo della Catilinaria e della Giugurtina, è il cod. Parigino 16024 (proveniente dall'antico Fondo della Sorbona, n. 500) a cui s'accosta assai da vicino l'altro Parigino 16025 (Sorbona, n. 1576), entrambi della la classe, e con essi pel testo delle concioni e lettere va confrontato il Vaticano 3864 della classe quarta. Questo criterio fu adottato da tutti i più recenti editori di Sallustio, come l'EUSSNER, il KLIMSCHA, il PRAMMER in Germania (Lipsia 1887, Vienna 1888, Praga 1888), l'ANTOINE e il LALLIER in Francia (Paris 1888). E a questo stesso io mi attenni nel correggere il testo di questa 2a edizione, sicchè essa differisce dalla precedente in parecchi punti, perchè, abbandonata la lezione del Dietsch, ho preferito riprodurre il testo originario del codice Parigino 16024, come il più ragionevole. Per nessun autore la critica conservatrice ha più ragion d'essere che per Sallustio, il cui testo manoscritto è abbastanza attendibile, e le emendazioni congetturali, salvo poche eccezioni, non han fatto che guastarlo.

Anche il Commento fu corretto in molti luoghi rispetto alla 13 edizione, aggiunte alcune osservazioni storiche o linguistiche, altre rettificate; sempre badando allo scopo suo principale, che è di giovare ai lettori intelligenti e già preparati a vincere da sè le prime difficoltà d’una tale lettura.

Infine l'Introduzione fu corretta e ampliata in modo che rispondesse allo stato attuale delle nostre cognizioni intorno allo storico di Amiterno.

Pavia, marzo 1891.

FELICE RAMORINO.

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