Della perfetta poesia italiana, Volume 1

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Società tipografica dei Classici italiani, 1821
 

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Pagina 337 - 1 suo chiaro nome Che sona nel mio cor sì dolcemente. Ma, tornandomi a mente Che pur morta è la mia speranza, viva Allor ch'ella fioriva, Sa ben Amor qual io divento, e, spero, Vedel colei ch'è or sì presso al vero.
Pagina 26 - Deh!, ballatetta, dille sospirando, quando le se' presente: — Questa vostra servente vien per istar con vui, partita da colui che fu servo d'amore. — Tu, voce sbigottita e deboletta, ch'esci piangendo de lo cor dolente, coll'anima e con questa ballatetta va ragionando della strutta mente. Voi troverete una donna piacente di sì dolce intelletto, che vi sarà diletto davanti starle ognora. Anima, e tu l'adora sempre nel su
Pagina 278 - Così parlar conviensi al vostro ingegno, però che solo da sensato apprende ciò che fa poscia d'intelletto degno. Per questo la Scrittura condescende a vostra facultate, e piedi e mano attribuisce a Dio e altro intende; e Santa Chiesa con aspetto umano Gabri'el e Michel vi rappresenta, e l'altro che Tobia rifece sano.
Pagina 223 - Traditum est etiam Homerum caecum fuisse ; at eius picturam, non poesin videmus. Quae regio, quae ora, qui locus Graeciae, quae species formaque pugnae, quae acies, quod remigium, qui motus hominum, qui ferarum non ita expictus est, ut, quae ipse non viderit, nos ut videremus, effecerit?
Pagina 310 - Or in forma di ninfa o d'altra diva che del più chiaro fondo di Sorga esca e pongasi a sedere in su la riva, or l'ho veduto su per l'erba fresca calcare i fior com" una donna viva, mostrando in vista che di me le 'ncresca.
Pagina 42 - ... gli equivoci, le argutezze sono fioretti che scossi cadono a terra, né possono sperar durata. Si fece dunque egli a coltivar lo stile del Petrarca ; e tanto adoperò in questa impresa, che il solo suo esempio bastò per disingannar molte città non solamente di Lomba'rdia, ma d'Italia ancora. E ben fu facile ad un filosofo par suo , poetando , di piacere ai saggi e al volgo stesso , più che non piacque per l
Pagina 215 - Silenus asello vix sedet, et pressas continet ante iubas; dum sequitur Bacchas, Bacchae fugiuntque petuntque, quadrupedem ferula dum malus urget eques, in caput aurito cecidit delapsus asello : clamarunt satyri, 'surge age, surge, pater...
Pagina 24 - Null'uom ne puote, ma ciascun sospira? Ahi Dio, che sembra quando gli occhi gira ? Dicalo Amor, ch'io non saprei contare: Cotanto d'umiltà donna mi pare Che ciascun' altra in ver di lei chiam
Pagina 27 - Ch'io bramo e seguo la cagion eli' io pero. Ben forse alcun verrà dopo qualche anno, II qual, leggendo i miei sospiri in rima, Si dolerà della mia dura sorte. E chi sa che colei, ch' or non m' estima, Visto con il mio mal giunto il suo danno, Non deggia lagrimar della mia morte.
Pagina 298 - Gli Arcadi in Roma O NOI d'Arcadia fortunata gente, Che dopo l'ondeggiar di dubbia sorte Sovra i colli romani abbiam soggiorno ! Noi qui miriamo intorno Da questa illustre solitaria parte L'alte famose membra Della città di Marte.

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