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caldissimi, e per miserabil opera di penna e d'inchiostro, piacciavi, Signore, recarmi alcun conforto facendo a questa lieto viso, e permettendole uscire coi vostri auspicj. Accogliete a un tempo le proteste di quel verace rispetto col quale mi onoro di essere

Di V. S. Illustrissima

Obbedientissimo ed umilissimo servủore

G: ROMEGIALLI.

Consilium fuluri a praeterito venii.

Seneca æpist. 83.

PARAFRASI La vita ideale dell'uomo più di rimembranze e previdenze è composta che di sensazioni attuali, anzi egli non riesce a cacciare il guardo nelle tenebre del futuro se non colla face del passato alla mano.

Gioja Galat. lib. I.

сар.

II.

Cæterum ex aliis negotiis quæ ingenio exercontur in primis magno usui est memoria rerum gestarum.

SALUST. Bellum Jugurth. cap. IV.

PREFAZIONE

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Volendo Luciano burlarsi della vanità di coloro i quali, seoza cognizione delle leggi relative, e senza il debito apparecchio, prendono inconsideratamente a scrivere istorie, fatta alcuna premessa circa il furore a suoi tempi fra molti eruditi dominante per questo genere di produzioni, esce a dire: » Annun» ziandosi che Filippo avanzavasi, tutti i Corinti si » mossero tumultuando ed era ognuno in faccende,

e chi apparecchiava armi, chi portava pietre, chi » rifabbricava le mura e rinforzavane i merli, fa» cendo altre cose necessarie all' uopo. Laonde Diogene,

vedendo ciò, e non avendo a che fare, nè » servendosi alcuno di lui in niuna cosa, disciol» tosi il suo mantelluccio, incominciò ancor esso a » voltolare con gran calore su e giù pel Cranione (*) » la botte ove aveva la sua casa. E dicendogli uno » de' suoi conoscenti: perchè fai questo o Diogene?

Rispose muovo ancor io la botte per non restarmi

(*) Scuola presso Corinto.

rac

» ozioso fra tanti affacendati ». Così ancor io ( usurpo
le espressioni del Samosatese ) » per non rimanermi
>> muto in un tempo tanto verboso, e per non essere
» trasportato qua e là in silenzio, come up figurante
» di commedia, ho creduto esser bene, per quanto
io
posso,
di muovere la botte »

e ciò appunto scrivendo storie, e per raccontare fatti in molta

parte già da altri narrati, quand'anche io sappia » quanto » è pericoloso il voltolarsi pei sassi e specialmente » un botticello come il mio » e sia per avvenirmi di doyere » all'urto di ogni piccolo sassolino, » cogliere i cocci ».

Ella è la storia del mio paese quella che ho tolto a scrivere, e per scrbarni dramma di coraggio ad eseguire il mio proposito, chiudo e ripongo il libro del salirico beffardo preceltore, e non altrimenti adopro coi volumi di quei valorosi che con tanto ingegno e con tanta ridondanza di sapere, scrivendo le cose della patria loro, si sono estesi ai fatti a questa provincia perteventi, spiegando anche in questo una emulazione che, quando sorga pura da veleno d'invidia e di gelosia , quando non produca o fomenti lo spirito di fazione, quando si manifesti sceyra dalla smania di oscurare a vicenda , e con miserabili polemiche (le quali troppo spesso e troppo facilmente dagli scritti passano alle persone ), la chiarezza dei pomi, quando in somma a generoso lodevole scopo è indirizzala , di olimi frutti è sicurissima, avventurosa cagione.

La storia della Valtellina, dei distretti di Bormio o di Chiavenna, dei paesi cioè costituenti in oggi la provincia di Sondrio , non ha a riputarsi cosa

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sì piccola , in confronto a quella di altre provincie , quale sembrare potrebbe a chi l'importanza calcolare de volesse puramente dalla superficiale estensione del territorio e dal numero degli abitanti. La topografica di lei situazione, le antiche e nuove di lei relazioni col milanese, colla Rezia e col Tirolo; i delitti, e, quel che in politica è peggio, gli errori; le fazioni, le gare sanguinose , le vicende di religione, che ne furono alle volte causa e più sovente pretesto; le brighe, i trattati, le mene, i rigiri, e la parte direita od indiretta che in tutto questo ebbero pure le primarie europee potenze, hanno resi i nostri fasti interessanti non solo entro l'angustia della provincia; ma, sino a certo ragguardevole punto, fuori di essa, ed anche fra gli esteri. Mio divisamento quello sia dunque di, come ho già detto, scrivere questa istoria, e cið von tanto per voglia di fama qualsiasi, quanto per la ragione del civico sinopese, e più ancora, per addurre alcuna varietà delle ordinarie mie fredde e monotone occupazioni ; più perchè altri in leggendola, senza por mente a quella purezza di lingua, a quella forbitura di stile, a quella esattezza di ordine, pregi tutti che in simili produzioni ricercausi, e in che, forse troppo spesso, verrò trovato maucante, voglia trarve quel profitto che deve sicuramente venirne dal confronto dei casi, la regola cioè per la propria sia pubblica, sia domestica condotta , all'oggetto di evitare que sinistri, che da simili od eguali cagioni , vedemmo essere un tenipo derivati. La lettura poi delle patrie cose deve riuscire in guisa desiderata e dilettevole da stornare alcuna volta almepo, e specialmente i giovani, da quella di libri

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