Storia della legislazione italiana di Federigo Sclopis, Volume 2

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Unione Tipografico-Editrice, 1863
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Pagina 19 - ... nostri tempi. Pertanto dico che nessuno accidente, benché grave e violento, potrebbe ridurre mai Milano o Napoli liberi, per essere quelle membra tutte corrotte. Il che si vide dopo la morte di Filippo Visconti, che volendosi ridurre Milano alla libertà, non potette e non seppe mantenerla...
Pagina 27 - ... sottoposte al popolo e al senato e al comune di Roma, e per lo detto comune al loro imperadore : e mantenendo i nostri comuni di Toscana l'antica libertà a loro succeduta dalla civiltà del popolo romano, é assai manifesto che la maestà di quel popolo, per la libera sommessione fatta...
Pagina 296 - Compagni furono più di secento, i quali andarono stentando per lo mondo chi qua e chi là. E per lo mondo andò stentando Dante, né per quante accoglienze oneste e festevoli egli ricevesse in terra straniera, non gli uscì però mai dal cuore (1) Histoire interdire d'Italie, tom.
Pagina 521 - Savoia, dettando una relazione di tal sua legazione nel 1573. « Delle cose « che Sua Eccellenza intende o vuole ne delibera a « sua voglia » egli dice « e per dimostrazione di « questa sua potestà che intende sia assoluta, dico « che non ha voluto tenere li tre Stati del suo paese, « come l'obbligano le convenzioni antiche della casa « di Savoia con li suoi confederati, osservate sotto « ciascun altro principe passato. E di questo ne intesi « io da Sua Eccellenza che la causa era per...
Pagina 327 - Ciò detto, il pié nel sontuoso albergo Mise, e avviossi drittamente ai Proci; Ed Argo, il fido can, poscia che .visto Ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse, Gli occhi nel sonno della morte chiuse.
Pagina 116 - Sed regimen non potest esse sine legibus et statutis: ergo eo ipso, quod populus habet esse habet per consequens regimen in suo esse...
Pagina 170 - "; e annoverando i luoghi dove si dava tormento, si diceva: "A casa i Bostichi in Mercato". 21. - Vittoria dei Neri. Difesa dei vecchi priori bianchi. Molti disonesti peccati si feciono di femmine vergini; rubare i pupilli; e uomini impotenti, spogliati de' loro beni; e' cacciavangli della loro città; e molti ordini feciono "8, quelli che voleano, e quanto e come.
Pagina 454 - Certo é che i nostri pensieri ad altro non sono rivolti che al cercare di avvantaggiare questo Regno per rimetterlo (a Dio piacendo), col progresso del tempo, nell'antico suo lustro ed in quello stato in cui dovrebbe essere per la fecondità del suolo, per la felicità del clima, per la qualità degli abitanti e per l'importanza della sua positura. Quest' oggetto della nostra applicazione é pur il fine per cui vi abbiamo qui convocati. « Gradiremo pertanto che ci somministriate que
Pagina 578 - Istoria particolare delle cose passate tra il sommo pontefice Paolo V e la serenissima Repubblica di Venezia, coll'intendimento di fare l'apologia di quanto da' Veneziani venne in siffatta occorrenza eseguito (1).
Pagina 374 - Premieramente esso stabilisce che l'imperadore, i re e qualunque altro signor temporale, il quale concederà luogo a duello, cada nella scomunica. Se la terra che si concede per campo al duello é data loro dalla Chiesa, ne perdano il dominio; se é feudo, ricaggia al padrone diretto; i duellanti ei padrini incorrano nella scomunica, nella confìscazione de' beni, nella perpetua infamia, e sieno puniti come micidiali secondo i sacri canoni.

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