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AVVERTIMENTO

premesso al secondo volume pubblicato nel 1844.

Nel pubblicare questa seconda parte della Storia della Legislazione italiana, seguendo l'ordine che mi sono proposto nella Prefazione al primo volume, debbo far noto al lettore che per non rendere la mia narrazione troppo arida mi sono deliberato di spaisi tire in due epoche, anziché raccogliere in un sol periodo, la serie dei progressi della Legislazione. La prima epoca che si contiene in questo volume, comprende il giro di tre secoli, cioé il xm, il xiv ed il xv, e rappresenta l'età eroica, per così dire, della gente italiana. Quella che verrà dopo, abbraccierà i secoli xvi, xvn e xvm, e sarà testimonianza di depressioni di forze, e di sollevamenti d'opinioni. N Ma per quanto abbia creduto di svolgere il mio suggetto, non ho però inteso di entrare in minuti particolari e di esporre distintamente le leggi tutte che governarono i varii popoli della penisola. Segnare i principali caratteri degli ordinamenti civili; indicare il legame comune che stringeva il fascio di minuti e svariati statuti; aprire le vedute generali del moto impresso alla società dalle vicende dei tempi: tali furono le mie intenzioni nel dettare questa istoria che dee servire piuttosto ad eccitare che non a saziare il desiderio di coteste dottrine di pubblico reggimento. E se, come ne ho lusinga, non ho fallito intieramente al mio scopo, io mi terrò fortunato d'aver servito ad avviare la gioventù studiosa per un sentiero che la condurrà ad una meta a sé gloriosa, utile agli altri. Ai giovani, io già diceva altra volta, é raccomandato il nostro avvenire. Né l'inerte contemplazione di glorie avite, né l'impaziente sollecitudine di glorie future bastano a rendere fruttiferi in un popolo i semi di virtù in lui posti dalla Provvidenza, e a maturare i destini cui quella li abbia chiamati. Un lavoro lento e continuato di studii profondi, un esercizio non interrotto di virtù sociali, un'iiacessante considerazione dell'indole propria che ci faccia discernere il bene positivo possibile a conseguirsi, e ci divezzi da chimerici desiderii e da fallaci speranze: tali sono i mezzi coi quali i nobili e forti ingegni si preparano alle grandi e generose imprese. La Storia ci disvela i segreti fondamenti delle costituzioni dei popoli. Non ben s'intende quello che siamo, rnon ben si prevede «quello che possiam essere, se non ci ricordiamo di quel che fummo un tempo. I popoli non altrimenti che gl'individui subiscono l'influenza dei fatti dei loro padri. Preso sotto questo aspetto lo studio della Storia, anche quando si riferisce alle età più rimote, c'insegna a giudicare delle cose presenti. Insigne deposito d'idee feconde e di utili istituzioni si racchiude nei documenti antichi della legislazione italiana. Colà si rinvengono le origini dei nostri costumi, le sorgenti della nostra ricchezza. Colà risuona un eco d'ogni nostra gioia, d'ogni nostro dolore. In questo fervore di studii di tutto che ragguarda alle discipline sociali, che occupa i più eletti ingegni d'Europa, bello è il vedere come ogni dì più si renda giustizia al profondo senno italiano, e i nostri esempi si propongano all'imitazione straniera.

Facciamoci dunque a scoprire, ad illustrare, a predicare le verità utili e sante che possono conferire al buono stato ed alla gloria della nostra comune patria, e se nel nostro assunto incontreremo prove difficili, ci sarà di conforto il pensare che il trionfo delle idee utili non è mai se non una questione di data.

Non addurrò scuse se qui ho ripetuto ciò che replicatamente già dissi, ma poichè l'occasione il comportava, credetti che l'inculcare pensieri che tengo per giusti e provvidi, non fosse nè errore nè colpa.

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