Parnaso italiano ovvero Raccolta de'poeti classici italiani [ed. by A. Rubbi] 56 tom

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Brani popolari

Pagina iv - 1 vero condito in molli versi, 2O i più schivi allettando ha persuaso. Così a l'egro fanciul porgiamo aspersi di soavi licor gli orli del vaso: succhi amari ingannato intanto ei beve, e da l'inganno suo vita riceve.
Pagina 64 - Era la notte allor ch'alto riposo Han l'onde ei venti, e parea muto il mondo; Gli animai lassi, e quei che '1 mare ondoso, O de' liquidi laghi alberga il fondo, E chi si giace in tana, o in mandra ascoso, E i pinti augelli nell'oblio profondo Sotto il silenzio de' secreti orrori Sopian gli affanni, e raddolciano i cori.
Pagina 172 - 1 collo snoda : Su le zampe s'innalza, e l'ali spande, E piega in arco la forcuta coda: Par che tre lingue vibri, e che fuor mande Livida spuma , e che '1 suo fischio s' oda : Ed or ch'arde la pugna, anch'ei s'infiamma Nel moto, e fumo versa insieme e fiamma. E si mostra in quel lume a' riguardanti Formidabil così l'empio Soldano, Come veggion nell'ombra i naviganti Fra mille lampi il torbido oceano.
Pagina 37 - ... 1 vede, o non s'avvede. Così fin ora il misero ha servito o non visto, o mal noto, o mal gradito. 17. S'ode l'annunzio in tanto, e che s'appresta miserabile strage al popol loro. A lei, che generosa è quanto onesta, viene in pensier come salvar costoro.
Pagina 94 - Là sovra il sole, ond' è l' origin vostra, Che meco già dai più felici regni Spinse il gran caso in questa orribil chiostra; Gli antichi altrui sospetti, ei fieri sdegni Noti son troppo, e l
Pagina 66 - Ali ha ciascuno al core ed ali al piede, né del suo ratto andar però s'accorge; ma quando il sol gli aridi campi fiede con raggi assai ferventi e in alto sorge, ecco apparir Gierusalem si vede, ecco additar Gierusalem si scorge, ecco da mille voci unitamente Gierusalemme salutar si sente.
Pagina iii - 1 gran sepolcro liberò di Cristo: Molto egli oprò col senno e con la mano] Molto soffrì nel glorioso acquisto...
Pagina 95 - ... sensi i suoi dolori, e l'ali dispiegò sovra lei placide e chete; né però cessa Amor con varie forme la sua pace turbar mentre ella dorme. Non si destò fin che garrir gli augelli non sentì lieti e salutar gli albori, e mormorar il fiume e gli arboscelli, e con l'onda scherzar l'aura e co i fiori.
Pagina 122 - ... o pur le luci vergognose e chine tenendo, d'onestà s'orna e colora, sì che viene a celar le fresche brine sotto le rose onde il bel viso infiora, qual ne...
Pagina 101 - D'auro ha la chioma, ed or dal bianco velo traluce involta, or discoperta appare: così, qualor si rasserena il cielo, or da candida nube il sol traspare, or da la nube uscendo i raggi intorno più chiari spiega, e ne raddoppia il giorno.

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