Boezio Severino: della consolazione della filosofia

Copertina anteriore
coi tipi della Minerva, 1832 - 181 pagine
 

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Pagina 68 - Questo cotale stato brigano di conseguire tutti i mortali , com' abbiamo detto , ma per diverse vie , perciocché nelle menti degli uomini , è naturalmente il desiderio del vero bene innestato: ma l'errore, che gli mena fuor di strada, gli travia a beni falsi...
Pagina 125 - Ma conciossiacosaché sola la bontà possa far gli uomini più che uomini, di necessità è, che la malvagità faccia meno che uomini tutti coloro che ella dalla umana condizione ha tolti e avvallati. Avviene dunque che, cui tu vedi trasformato da vizi, non possa uomo riputarlo. Uno che toglie per forza 1' altrui ricchezze, tutto caldo di avarizia, si può dire che sia simile a un lupo.
Pagina 68 - Varchi), la quale per molti e vari studi fatica, seb bene procede per diverse vie, si sforza nondimeno di pervenire a un fine solo, cioè a quello della beatitudine : e la beatitudine non è altro, che quel bene il quale acquistato che alcuno ha, egli non può desiderare più altra cosa nessuna : e questo bene è senza alcun dubbio il primo e più alto di tutti i beni, e quello il quale contiene in sè tutti gli altri....
Pagina 68 - E dunque manifesto che la beatitudine è uno stato perfetto, nel quale sono tutti i beni ragunati. Questo cotale stato brigano di conseguire tutti i mortali, come abbiamo detto, ma per diverse vie, perciocchè nelle menti degli uomini è naturalmente il desiderio del vero bene innestato; ma l'errore, che gli mena fuor di strada, gli travia a
Pagina 13 - ... forse vuoi ancor tu essere colpevole a torto con esso meco, e da false calog.ne molestata e afflitta? O allievo mio, rispose ella, doveva io abbandonarti, e non partire insieme con esso teco quella soma, dividendo in due la fatica , la quale tu , per li carichi e colpe che a mia cagione dati ti sono, t'hai posta sopra le spalle?
Pagina 17 - Conigasto, che si voleva imperiosamente occupare, e ingiustamente, la roba di chiunque poco poteva? quante volte abbattei ioTriguilla, maestro di casa del re, e lo rimossi da quelle ingiurie che egli aveva di già non pur cominciate, ma fatte? quante volte difesi io , mettendo a ripentaglio e gravissimo rischio l'autorità mia, i poveretti , cui l'avarizia de' barbari, mai non punita , con infinite e infinite calogne molestava?
Pagina 23 - ... state ben fatte e con prudenza, le quali sono riuscite felicemente ; e di qui nasce, che la prima cosa che abbandoni coloro i quali caggiono in miseria, è la riputazione. Io non posso ricordarmi senza rincrescimento e fastidio grande quali debbano ora essere i cicalamenti del popolo sopra i fatti miei , quanti e quanto diversi e discordanti i pareri. Questo solo voglio aver detto, che la più grave soma che sostengano gli sbattuti e afflitti dalla fortuna, è che i peccati, che sono loro apposti...
Pagina 82 - Laonde non può l' altrui splendore , se tu non sei chiaro da te, farti rilucere; e, se pure nella nobiltà è bene alcuno, egli (secondo il giudizio mio) è questo solo, che a' nobili pare che sia posta necessità di non tralignare dalla virtù de
Pagina 125 - Uno che toglie per forza 1' altrui ricchezze, tutto caldo di avarizia, si può dire che sia simile a un lupo. Uno uomo feroce e inquieto, che piatisce e litiga sempre, potrai agguagliare a un cane. Un altro che si diletti di porre agguati, e pigli piacere d' involare l' altrui con inganni e frode, si può adeguare alle volpi.
Pagina 9 - ... suoi dolori, ma gli nutrissero ancora con dolci veleni? Perciò che queste sono quelle, le quali colle non fruttevoli spine de gli affetti uccidono l'abbondevoli e fruttuose biade della ragione: e non che liberino dalle passioni dell'animo le menti degli uomini, elleno ve le avvezzano dentro, e ve le nutricano, e per certo se le carezze vostre e lusinghe...

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