La commedia

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Pagina 84 - la rogna. Che se la voce tua sarà molesta, Nel primo gusto, vital nutrimento Lascierà poi, quando sarà digesta. Questo tuo grido farà come vento, Che le più alte cime più percuote: E ciò non fia d'onor poco argomento. Non per tanto chi più guarda a questo e ad altri luoghi non molto dissimili
Pagina 207 - contro a mia voglia la piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere imputata. Veramente io sono stato legno senza vela, e senza governo, portato a diversi porti, e foci, e liti dal vento secco, che vapora la dolorosa povertà; e sono apparito agli occhi a molti, che forse, per alcuna fama, in altra forma m'avevano immaginato
Pagina 397 - Or ne' versi della lezione perplessa, Virgilio racconta come Beatrice scese dal cielo a chiamarlo: O Anima cortese mantovana Di cui la fama ancor nel mondo dura. Tanto più dunque parmi evidente che per cortesia, ella dovesse anche dirgli E durerà quanto il MOTO lontana, da che "parlava all'autore della descrizione: IT Fama per urbeis — MOBILITATE
Pagina 180 - piangerà quel monistero, E tristo fia d'avervi avuta possa; Perché suo figlio mal del corpo intero, E della mente peggio, e che mal nacque , Ha posto in luogo di suo pastor vero. Io non so se più disse, o s'ei si tacque Tanto era già di là da noi trascorso; Ma questo intesi e ritener mi piacque
Pagina 44 - Veramente io sono stato legno senza vela e senza governo, portato a diversi porti e foci e lidi — per le parti quasi tutte dove questa lingua si stende, peregrino sono andato. (2) »•'•>— ' Ma i tempi de' suoi tristi pellegrinaggi sono incertissimi, e gli bastò dire ch'ei scriveva ramingo. Se non che la vanità provinciale
Pagina 278 - Da me non vegno. Colui, che attende là, per qui mi mena, Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno. Le sue parole, e il modo della pena M'avevan di costui già letto il nome: Però fu la risposta così piena.
Pagina 320 - io studio quant'io posso, siccom'ella sa veracemente. Sicché, se piacere sarà di Colui, a cui tutte le cose vivono, che la mia vita per alquanti anni perseveri, spero di dire di lei quello, che mai non fu detto d'alcuna
Pagina 326 - ei caratteri d'individui famosi, benché alterati dalla tradizione, erano non per tanto notissimi. E che non si sarebbero indotti ad avere per santa un'adultera d'infame celebrità, pare che il poeta se n'accorgesse da che le fa dire — Ma lietamente a me medesma indulgo La cagion di mia sorte, e non mi noia: Che forse parria forte al vostro vulgo.
Pagina 361 - né a Virgilio, bensì ad avviso ispirato dalla Provvidenza a illuminare i mortali — Facesti come quei che va di notte, Che porta il lume dietro, e sé non giova; Ma dopo se fa le persone dotte (2).
Pagina 369 - ea me basta, tanto più quanto scopresi traduzione de' versi Nel mezzo del cammin di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura, Chè la diritta via era smarrita.

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