Raccolta di melodrammi giocosi scritti nel secolo XVIII.

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Brani popolari

Pagina 497 - Appunto perché sono Una bestia solenne, io son filosofo: Chi fu Socrate? un asino. E te lo proverò. Mai non parlava Costui da sé, ma domandava sempre: Chiaro segno evidente, Ch'era una bestia, e non sapeva niente... Ed io maggior mi stimo Filosofo di lui, per la ragione, Che ogni qual volta lo voglio imitare, Nemmeno so che cosa domandare!
Pagina 423 - Voi non badate quando l'attore combatte, muore, o va prigione; e cento trilli, cento solfeggi, e cento arpeggi multiplicate : voi non pensate quando s'infuria; quando il tiranno, o il Cielo ingiuria; e ve ne uscite col paragone d'un zeffiretto, d'un agnelletto, d'un uccelletto, d'un praticello: io queste inezie, che questo e quello fan tanto dire, fan tanto ridere, quanto è possibile voglio levar. DELIRIO E pure v'è chi approva que
Pagina 68 - Ve pur troppo Quella gran diceria Che la Cuccagna sia Cercata in più d'un loco, Ma che, quando si trova, dura poco. Vi son due strade al mondo Per l'uomo pellegrin; Chi non ricerca il fin, Conoscerle non sa. La strada più fiorita Lo guida alle rovine; O E l'altra fra le spine Al porto il guiderà, (parte SCENA QUINTA Madama LIBERA e POLLASTRINA POLL.
Pagina 423 - ... il Cielo ingiuria; e ve ne uscite col paragone d'un zeffiretto, d'un agnelletto, d'un uccelletto, d'un praticello: io queste inezie, che questo e quello fan tanto dire, fan tanto ridere, quanto è possibile voglio levar. DELIRIO E pure v'è chi approva que' vezzi, que' capricci di fina, anzi divina poesia.
Pagina 244 - II passegger lo teme, Lo teme il marinar. Ma se la lieve auretta Scherzando increspa l'onda, Dall'arenosa sponda A riguardarlo alletta; E van le Ninfe belle Sulle barchette snelle Per lo tranquillo mar.
Pagina 530 - Non vi è nella ginnastica, chi sia Più della pulce elastico. Io presi un giorno a misurare un suo Più picciol salto. E come? Con due punti fissai li due confini Del salto fatto, ed indi Impressi nella cera Li piedi poi della bestiola, e dopo Col compasso ne presi la misura; E ritrovai, che avea saltato poi Trecento e nove piedi delti suoi. Questa regola dunque Abbia ciascun di voi, e diverrete Li primi saltatori della Grecia. ANTONIO E facitelo sà, ca non c'è àuto (agli alunni) Pe* ròmperve...
Pagina 496 - Quel mastro Antonio, che fu mastro Antonio. Sta sottoterra ascoso II tartufo odoroso: il porco immondo Lo scava col suo grugno; e quello poi Si fa cibo di dame e di alti eroi. Stava cosi sepolto II porco io fui, che lo scavai.
Pagina 527 - Ora parlandovi Della musica in genere, discepoli, Abbiatelo per massima: il difficile Non fu facile mai, essendo il facile Una cosa contraria alla difficile. Or io che son filosofo, Conoscendo superflui que...
Pagina 500 - Eh via la cara signorina mia, si pulisca quegli occhi, e lasci le sentenze ai tribunali. La mi creda, che il far da spigolistra è bello e buono; ma quel far da sposa con un bel giovanotto è un'altra cosa. Una rosa ed un giacinto se portate uniti in petto, bel piacer da quel mazzetto bell'odor che n'uscirà. Ma se a guasto tulipano voi la rosa poi unite, quell'odor più non sentite: quella rosa marcirà. Signorina, si stia bene: lei giudizio già ne tiene: già capisce come va (parie).
Pagina 591 - Cattera! moglie mia: e tu sapevi Questa filosofia, e te ne stavi Senza manifestarmela? Ad ogni costo mio voglio impararmela. ROSA In tre punti consiste Tutto il sistema. Primo: se tu vedi, Fingi di non vedere. Secondo: se tu senti. Fingi di non sentire. E terzo: quando mai Risentir ti volessi, Fa come lingua in bocca non aveisi.

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