Rime di Michelagnolo Buonarroti, il vecchio

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Pagina 166 - Per la sua forma, ch' Ŕ nata a salire, LÓ dove pi¨ in sua materia dura : ' Cosý l' animo preso entra in disire Ch' Ŕ moto spiritale, e mai non posa, Fin che la cosa amata il fa gioire.
Pagina 149 - Esce di mano a Lui che la vagheggia, Prima che sia, a guisa di fanciulla Che piangendo e ridendo pargoleggia, L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ci˛ che la trastulla.
Pagina 204 - Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta' come torre ferma, che non crolla giammai la cima per soffiar de...
Pagina 155 - Ch' ogni lingua divien tremando muta, E gli occhi non ardiscon di guardare. Ella sen va, sentendosi laudare, Benignamente d'umiltÓ vestuta; E par che sia una cosa venuta Di cielo in terra a miracol mostrare.
Pagina 169 - All' eterno dal tempo era venuto, E di Fiorenza in popol giusto e sano, Di che stupor dovea esser compiuto! Certo tra esso e il gaudio mi facea Libito non udire, e starmi muto. E quasi peregrin, che si ricrea Nel tempio del suo voto, riguardando, E spera giÓ ridir com...
Pagina 177 - Per che si fa gentil ci˛ ch' ella mira : Ov'ella passa, ogni uom vŔr lei si gira, E cui saluta fa tremar lo core. SicchŔ, bassando il viso, tutto smuore, E d'ogni suo difetto allor sospira: Fuggon dinanzi a lei superbia ed ira: Aiutatemi, donne, a farle onore. Ogni dolcezza, ogni pensiero umile Nasce nel core a chi parlar la sente; Ond
Pagina ix - Che di fuoco d' amor par sempre ardente, Giovane e bella in sogno mi parca Donna vedere andar per una landa Cogliendo fiori; e cantando dicea : Sappia, qualunque il mio nome dimanda, 100 Ch' io mi son Lia, e vo movendo intorno Le belle mani a farmi una ghirlanda. Per piacermi allo specchio qui m' adorno; Ma mia suora Rachel mai non si smaga Dal suo miraglio, e siede tutto giorno.
Pagina 281 - Seguendo lui, portava la mia fronte Come colui che l' ha di pensier carca, Che fa di sÚ un mezzo arco di ponte...
Pagina xxxiii - O voi che siete in piccioletta barca, desiderosi d'ascoltar, seguiti dietro al mio legno che cantando varca, tornate a riveder li vostri liti: non vi mettete in pelago, che, forse, perdendo me rimarreste smarriti.
Pagina 231 - Sý scoppia' io sott' esso grave carco, Fuori sgorgando lagrime e sospiri, E la voce allent˛ per lo suo varco. Ond' ella a me : Per entro i miei disiri, Che ti menavano ad amar lo bene, Di lÓ dal qual non Ŕ a che si aspiri, Quai fossi attraversati, o quai catene Trovasti, per che del passare innanzi Dovessiti cosý spogliar la spene?

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