I paradisi artificiali

Copertina anteriore
Bur, 31 mag 2011 - 208 pagine
Dalla penna del poeta dei Fiori del male nasce, nel 1860, questo testo sui paradisi creati dall'assunzione di droghe, in cui, nella seconda parte, l'autore riprende e traspone le opere di Thomas De Quincey Confessioni of an English Opium-Eater e Suspiria de profundis. In una prosa musicale e conturbante, Baudelaire studia come l'oppio e l'hascisc finiscano presto per tramutarsi, da rimedi, in affascinanti e tirannici veleni dai portentosi effetti di amplificazione, e apre uno squarcio di inesausta attualità sul giogo della dipendenza, sugli abissi dell'immaginazione, sui materiali dell'inconscio e sul rapporto che corre tra vita reale, voluttà artificiali, creazione e poesia. Libro bizzarro, stravagante, profondo, I paradisi artificiali sono un saggio mirabile e un grande poema in prosa, testimonianza di un'epoca in cui hanno radice molte delle inquietudini e dei turbamenti del nostro tempo.

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Sommario

Introduzione
Cronologia
Bibliografia
Nota alla traduzione
I Paradisi Artificiali
IL poema dellhascisc
Un oppiofago
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Parole e frasi comuni

Informazioni sull'autore (2011)

Di Charles Baudelaire (Parigi 1821-1867), considerato il più grande poeta dei tempi moderni, sono disponibili in BUR I fiori del male, Il mio cuore nudo e Piccoli poemi in prosa.

Informazioni bibliografiche