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sene.

ESSER A DEZON ,

SUO.

E SPESSO GUASTA EL DE

zon, Chi mpilluszica non digiuna, e vale ba

si. Tralasciar l'uso d'una cosa, Rimaner- cizio, e che per timore di ca dere attiensi

e questa risponde: ADESSO FA Dİ, volendo colle mani al pomo della sella, che in ve- in certo modo far conoscere alla Madre DESVOLTAR, v. Dislorre o Distogliere: neziano dicesi Pomolo.

l'irragionevolezza della dimanda, perchè Distornare; Stornare; Svolgere, Rimuo- DEVOZIÒN, s. f. Divosione e Devozione.

in così breve tempo trascorso la camicia vere alcuno dal suo pensiero o proponi- CATIVA DEVOZIÒN, Indevozione o Indivo

non poteva esser intieramente cucita. mento. zione.

DIA — Per dia, Specie di giuramento, cui LASSARSE DESVOLTÀR, Lasciarsi svolge- AVÈR DEVOZIÒN A L'OSTARIA, Esser incli- corrispondono Per Dio; a fe di Dio e simire o sconvolgere. nato all'osteria, Avervi genio.

li. V. PER DINA. Comunque alcuni dicano L’È ON Omo che se LASSA DESVOLTÅR, È LA MIA DEVOZIÒN, dicono molti per Mo- più volentieri Per dia per tacere Dio, si un midollonaccio, È

persona che si lascia do di salutare con riverenza, e vale Divo- avverta che anche i Greci hanno l'accusafacilmente svolgere. tamente cio è Ossequiosamente.

tivo Dia nel significato di Giove; onde poOno che NO SE DESVOLTA, Fermo: Teno. PERDER LA DEVOZIÒN, detto fig. Perdere trebbe darsi che il nostro uso fosse un anre; Caparbio: Inflessibile, Duro, fisso nel- la pazienza, Infastidirsi.

tico grecismo. la sua opinione.

ROMPER LA DEVOZIÒN, V. Romper.

De dia o De diana o De DIANA BACARADESVOLZER, v. Svolgere, contrario di DEZAL, Voce antiquata per Dizisk. V. Na, pronunziato con impazienza, EsclamaAvvolgere. DEZIAL. V. Dizul.

zione denotante maraviglia, e vi corrisponDESVOLZER EL FILO, Scannellare, SvolDEZUN, 8. m. Digiuno.

dono Deddina; Diamin; Diamine; Diagere il filo di sul cannello Trascanna. ROMPER EL dezur, Sdigiunare, cioè Man- cine. re, Svolgere il filo da un cannone e metter- giare nelle ore non permesse.

DIABOLICO, add. - CARATERE DIABOLICO, lo in sur un altro. V. InderenÅR.

Essere a digiuno o a Pessimo carattere cioè Mal fatto, inintelDETAGIO, e. m. Dettaglio, dal franc. De- corpo o stomaco digiuno.

ligibile. lail, Discorso circostanziato.

EL VORIA ESSER A DEZUN D'una cossa, L'È UN ANDİR DIABOLICO, È un mal anVENDER A DETAGIO, T. Mer. Vendere a detto fig. Vorrebbe essere a digiuno d'una dare, cioè Una pessima strada, un cattiritaglio, cioè a minuto. cosa, cioè Non vorrebbe averla fatta.

vissimo camminare. CONTAR CON DETAGIO, Narrare o Conta- CORPO PASSUO NO CREDE AL DEZUN. V. Pas- DIACHILON, 8. m. Diaquilonne, Sorta di re dettagliatamente; Dettagliare.

cerotto composto di più ingredienti, buono DETAR, v. Dettare e Dillare Dettare DEZUNAR o Zunir, v. Digiunare o Giu- a' ciccioni e simili posteme, per purgarle e adagio, ad alta voce; Dettar presto, fret- nare.

chiuderle. toloso.

ANCA EL POCO

DIAGO, s. m. che, anticamente enn voce DETRAGAN 0 DETREGAN, V. in CIÈVOLO.

barbaricà dicevasi LiaGò, forse dal Greco DETRONAR, v. Detronizzare, Levar giù

che Ancbe le piccole trasgressioni rompono Heliacon; Solatio, luogo esposto al sole; lo del trono, Scacciare un principe dal trono l'osservanza delle leggi del digiuno.

stesso che Belveder. V. Disautorare, vale Privare dell'autorità. Opere BONE E MANCO ORAZIÒN O DEZONI, DIALOGÅR, v. Dialogiszare , Parlare in DEVA, Seconda persona dell'imperfetto di

V. OPERA.

dialogo disputando — Il senso postro più Dar, Dar Ora si dice Dava, ma i Chiog- STA NOTE ME TOCA DEZUNİR, Questa not- comune di questa voce è Confabulare, cioè giotti dicono Deva.

te mi tocca il digiuno ovv, mi tocca far Ragionar insieme come per giuoco e di coDEVARIO, 8. m. Divario; Disvario e Sva- feria dice la Moglie che dorme una notte se piacevoli, Ovvero, Discorrere, Parlamenrio, e dicesi anche Scatto. senza il Marito - Rompere la quaresima

tare per trattenimento, DEVEGNİR, v. Provenire, Derivare.

è il suo contrario.

DIALOGO, 8. m. No SERVE A FAR DIAVedaREMO DA DOVE CHE LA DEVIÊN, Ve- DEZZACOLAR, v. Spillaccherare, Levar

LOGAI, Non serve a far quistioni o a quidremo donde o da qual cagione provenle pillacchere o zacchere.

stionare o a bisticciare; Non si dee conga.

DEZZOLAR, v. Slegare: Dislegare; Scior- tendere. Devegnir, detto in T. for. Devenire, Ve- re; Sciogliere; Scignere.

DIALTIA, 8. f. Voce apt. Dialtea, Unguennire all'atto di cbe che sia. Devenire al- DEZZOLAR LA BENDA, Sbendare.

to composto di più ingredienti, ma specialP espedizione d'un processo. Dİ, 8. m. Di, Giorno, giornata.

mente di mucilagine d'altea. DEVENTAR, v. Diventare; Divenire; Ad- Dì de festa, Di festivo - DÌ DA LAORAR, DIAMANTÀ, add. Indiamantato. diventare o Addivenire. Di da lavoro o Di feriale

DIAMANTAR, v. Indiamantare, Lavorare DEVENTÅR BIANCO CO FA UNA PEZZA LAVA

Di nero, Quello in cui è vietato di mangiar o Ridurre a foggia di diamante AffacDA, O CO FA LA CERA, Venir nel viso color carni.

cettare o Sfaccettare e Lavorar a faccetdi cenere; Diventar nel viso come un pan- OGNI DÌ PASSA UN di Ogni di ne va un te, dicesi del Lavorar un corpo solido in no curato e lavato; Allividire o Allibbi- di, cioè Il tempo passa.

maniera, che abbia più facce o piani diverre, Impallidire.

Tuto EL SANTO DÌ, Tutto il nato di, Si- si, come si fa del diamante e delle altre DeventÅR PORCO, V. Porco.

gnifica Tutto l'intiero di, ed anche Conti- gioie. V. BRILANTÀR. DEVIAR. V. Desviar e DESALVEAR. nuamente.

QUADRELI DEL DIAMANTE, Faccette del DEVORAMENTO, s. m.

DEVORAMENTO AL DÌ D'Ancuo, Al giorno d'oggi; A'tem- diamante. DE STOMEGO, Mordicamento. V. Magna- pi presenti; In questa età; In questo tem- DIAMANTE CATIVO, Diamantaccio. po; A' di nostri.

DIAMANTE CHE PAR UN BRILANTE, DiamanDEVOTISSIMO, add. EL DEVOTISSIMO,

DE BEL DÌ, Di bel giorno; Di bel di; A te che mostra bene, per dire Che brilla. detto in gergo, Il culo; n deretano; I di giorno chiaro; Di bel sole.

Diamante Gropio, Gruppito, Agg. a Diadietro.

EL DÌ DE SAN mai. V. Mai.

mante, e s'intende Quello ch'è lavorato DEVOTO, add. Divoto e Devoto, Che ba DAR EL BON DÌ, V. Bondi.

su la natural sua figura dell'ottaedro, cioè divozio ne, Pio, religioso.

PARÈR EL DÌ DEL GIUDIZIO ,

Parere un

troppo alto a confronto della sua base. Devoto DE LA MADONA DEI CERCHI, detto finimondo, e vale Gran rovina, gran preci- DIAMANTE D'OLANDA, Spera, Diamante di per ischerzo d'un Ubbriacone, ch'è quanto pizio.

figura piana, in sei foglie sole. dire Dedito o Inclinato al vino.

ADESSO PA dì! con inflessione ammira- DIAMANTI DA MURÀN, Diamanti falsi; Cri* DevoTO DE LA MADONA DEL POMOLO. Di- tiva, Maniera fam. di risposta, che vuol stalli, di quelli che si fanno a Murano nelcesi per vezzo a taluno inetto a cavalcare, dire No – Per esempio la Madre doman- le fornaci vetrarie. o ad un ragazzo cbe imprende quest'eser- da alla Figlia, Astu PINIO QUELA CANISA? DIAMANTÈR, s. m. Diamantaio, Colui

· DÌ DA PESSE,

MENTO.

che pəlisce ed affaccetta i diainanti e le al- Frugolino, Frugoletto, Agg. a Ragazzo in- UN DIAVOLO SCAZZA L'ALTRO, P. SCAZZIR. tre gioie. solente che non istà mai fermo. V. BE

Va ch'el DIAVOLO TE PORTA, Va al diaDIAMANTÈRA, 8. f. La feminina di Dia- CONÈLO.

volo; Va in malora, Sorta d'imprecamantaio, la quale, seguendosi gli esempli DIAVOLO, s. m. Diavolo o Demonio.

zione. di altre voci consimili così formate, potreb

ANDÅR TRA UN DIAVOLO E L'ALTRO, Fug. DIAVOLO! Interiezione di maraviglia, Diabe dirsi Diamanta:a. gir l'acqua sotto le grondaic, Prov. e ya

min; Diacine; Diaschigni; Diavolo! DI AMBARNE o Diascane, Diascane ; Dià- le, Nel procurar di fuggir un pericolo o OH diavolo! Domine fallo! usato come cine o Diuscolo , voci basse che servono daono apdar incontro ad un altro simile.

Diamin; ch'e' sia vero! Significa Foss'eltalora a dimostrare sorpresa, ma per lo più AVER EL DIAVOLO ADOSSO, Aver il diavolo la vera tal cosa. si usano per non dire la parola Diavolo. nell ampolla, Si dice del Prevedere con Diavolo! pronunciato come a punto ferDicesi pure Diamin; Diamine; Diaschigni. sagacità ed accortezza ogni stratagemma e mo, vale Cer!amente; Sicuramente; Già

EL VOSTRO DIAMBARNE CHE VE STRASCINA. invenzione — Avere il diavolo in lesla, Es- s' intende ; ed è loteriezione affermativa. Il vostro diavolo o il tentennino, il mala- sere scaltrito ed accorto - Avere il diavolo VARDĖ MO VO SE EL DIAVOLO AA LA rosse, testa, il nibbiaccio che vi porti, Mapiere nelle braccia, vale Avere nelle braccia una Maniera ant. metaf. che ora diremmo, VARbasse e fam. di rimprovero. forza soprannaturale o grandissima Ave.

DÈ CHE DIAVOLEzzi che sucede! ConsideraDIANA, 8. f. Diana, La sonata del tambu- re il diavolo o il gran diavolo addosso, te voi quanti malanni o casi inopinati ro che si fa alla mattina in tutti i quar

vale Essere nelle furie maggiori, Imper- succedono. tieri militari. Quindi Balter la diana. versare; Fare il diavolo.

DIAVOLO FORTE, 8. m. Grossagrana, Per DIANA DE DIA 0 PER DIANA İN CANA

DA PER TUTO GA' È EL SO DIAVOLO, Chi Stoffa di seta più forte del Moerro ordio PER DIANA BACARANA, Per dianòra; Cor- ha capre ha corna; Chi ha polli ha pipi- nario. po di dianòra; In fede buona; Affe di te; Non v'è rosa senza spine, Tutte le DIAVOLONI, 8. m. Diavoloni e Diavolini Dio; Affeddidieci, Modo di giuramento o cose uinane hanno le loro difficoltà.

Specie di zuccherini noti, di sapore

acutisdi affermazione. Forse quel nostro Per dia- El diaVOLO GHE METE LA COA, A chi Dio simo, e molto aromatico. JA BACARANA è una corruzione del giura- farina il Diavol toglie il sacco, cioè DIBÅTER, v. Sbattere; Difalcare; Demento Per Dio Bacco, che usano alcuni. Il Diavolo cerca d'impedir le cose buone. trarre, Levar dalla somma Difalcare

DE DINA! Espressione ammirativa che El diavolo se CaZzA DA PER turo, Dio per traslato, si dice anche generalmente corrisponde alla voce Possibile! È egli pos- non fa mai Chiesa che il Diavolo non vo- quando ci pare che alcuno abbia troppo sibile! Poffarbacco !

glia o non vi fabbrichi la sua cappella. largheggiato di parole e detto assai più di DIANA, s. f. Diana, nome proprio di fem

Prov. che dà ad intendere che il Diavolo

quello ch'è, che anche dicesi Tarare. mina.

non vede farsi alcun bene senza cercar di • DIBATIMENTO, s. m. Dibattimento, il Diana, dicesi al Battere il tamburo o mettervi o farvi pascere qualche male. Sem- dibattere e d:falcare, Diffalcazione, SottraSonar le trombe sul far del giorno, che pre il Diavolo s'intermette.

zione. V. DIBATER. fanno i soldati, dall'uso che i Romani ave- EL DIAVOLO NO XE TANTO BRUTO, Non è DICAT Quasi DICAT. Voci latine riinavano di sonar colle trombe ai primi albori il diavolo brutlo come si dipinge; Sem- ste nell'uso del parlar familiare, e valgodel dì negli accampamenti un'aria dedicata pre non istà il mal dov'ei si posa; Chi no Quasi dicasi; Come sarebbe a dire ; a Diana, Dea delle selve.

vede il diavol da dovvero, lo vede con Per esempio. DIARÈA, 8. f. o Mal de CORPO, Diarrea o men corna e manco nero, L'affare non è DICIPULA (dal latino Decipula), TermiDiarria, detta altrimenti Cacaiuola; Soc- così disperato come si crede.

ne che usavasi da alcuni Forensi sotto il correnza; Uscita - Adiarrea dicesi in T.

DiavoLO PORTA

E DIAVOLO MAGNA, Dia- Governo Veneto nelle loro scritture. DeciMedico la Soppressione generale di tutte le vol porta e diavo! reca, Si dice dello Spen- pula in buona lingua equivale a Laccio, evacuazioni necessarie del corpo.

dere e gittar via più che pon couviene, ri- cioè di quelli con cui si prendono gli ucAVÈR LA DIARÈA DE SCRIVER, Aver la ca- mettendosi all'arbitrio della fortuna. celli, detto altrimenti Picuica. Noi usiamo caiuola della penna, modo basso che va- Esser un DIAVOLO DESCadena, Esser dia. questa parola io senso metaf. nel siga. di

le Aver prurilo di scrivere continuamente. volo o diavolo scatenato, dicesi di Chi Trappola; Inganno; Inciampo; Intrigo. DIÁSCASE. V. DIAMBARNE.

procuri sempre di far qualche male; Es- DIÈ, Voce antiq. Dee, terza persona del preDIAVOLA, 8. f. Diavola o Diavolessa, Di- sere un nabisso T XE BA GRAN DIAvo- sente di Dovere. V. Cossedie. cesi di Donna oltre misura impertinente, LO O UN GRAN DIAVOLIN, Il tuo diavolo è DIÈ ESSE. Maniera antica, che ora più coriottosa, insopportabile.

cattivo, e vale Il tuo genio è malizioso. munem. dal basso popolo si dice Giesse, V. DIAVOLETO. V. Diavolin.

FAR BL DIAVOLO, Fare il diavolo, vale DIESE, s. m. Dieci o Diece. DIAVOLEZZO, 8. m. Diavoleto o Diavo- Far l'impossibile, Fare ogni sforzo.

Diese volTE TANTO, Decuplo. leria, Intrigo noioso e dispeltoso, Garbu- FAR DA DIAVOLO, Diavoleggiare, Operar De dies' ani, Decenne; Decennale ; Biglio, Difficoltà. malamente.

lustre. GRAN DIAVOLEZZO! Gran diavoleria! e FAR EL DIAVOLO E Pezo o FAR EL DIAVO- DIESSİLA, s. f. Il Diesire. Voce burlevointendesi Rumori, grida, clamori In- LO A QUATRO, Far il diavolo e la versiera ; le o corrotta dall'Inno de'morti, che codiavolio, direbbesi d’Imperversamento e

Far il diavolo in un canneto o in monta- mincia Dies iræ, dies illa etc. di Azioni vituperose e indecenti. gna; Far il diavolo e peggio, Imperver

DiR o CANTAR A QUALCÒN EL DIBSSILA, V. FAR Del Diavolezzi, Far le più diavo

in Dir. le cose del mondo, s'intende Strane o stra- LA FARINA DEL DIAVOLO VA TUTA IN SÈ- DIESTU, T. antiq. usato sempre in modo ordinarie. MOLA, V. Farina.

interrogativo, e vale Dei tu? — Cae disQUA GA DA ESSER DEI GRAN DIAVOLEZZI,

Le pone Ghe NB SA PIÙ DEL DIAVOLO, V. STU FAR? Che dei tu fare? Qui c'è qualche diavoleria, dicesi degli Dona.

DIETA, 8. f. Dieta, Astinenza da cibo. Effetti straordinarii e cattivi di cui non si MA NDÅR AL DIAVOLO, Mandar alle birbe; Far dieta o Stare a dieta, detto metaco nosce la cagione.

Dar il cencio; Dar puleggio, Licenziare. foricamente, vale Astenersi o Privarsi di DuroleZZI DA DONNE, V. STRIGHEZZI. No son GNANCA EL DIAVOLO, Non ho il che che sia.

No me PAR DIAVOLEZZI, Non mi fare viso volto di dietro, Dettato Fiorentino, Dieta (dalla voce barb. Dieta, Merces malanni, cioè Va cauto. che vale non son brutto.

diurna) chiamavasi sotto il Governo italico DIAVOLİN, add. Diavoletto o Diavoletti- Povero DIAVOLO! Cattivellaccio; Sciagu

il Salario o sia l'indennizzazione dovuta al no, che altrimenti dicesi Fistolo; Frugolo; rato, Povero, miserabile.

Giudice o ad altro pubblico impiegato,

sare.

re

SENDO.

IN DIFETO,

quando egli si recava fuori di Città per og- DICIDENTE, V. MALFIDENTE.

Divoratore; Pappatore; Diluvio: Parasgetti di uffizio.

DIGINDO, Gerundio del verbo Dir e Ma- sitone ; Parassitonuccio, Gran mangiatoDIFETİN, 8. m. Difettusso o Difettuccio, , niera antica ch'è però ancora usata dalla

Gorgione dicesi Quello che ingorPiccolo difetto. bassissima plebe, ma il più comune è Di

gia e beve smoderatamente — Maciulla di Maccatella, dicesi fig. per Vizio e Ma

carni cotte, fu anche detto di un Gran gagoa. Ben si sanno le sue maccalelle. DIGERİR, v. Digerire o Digestire e Smal- mangiatore. V. Magnòn. DIFÈTO, 8. m. Difetto, Imperfezione. tire, Concuocere i cibi nello stomaco.

DIMAGRİR, V. SMAGRİR. DIFèro, detto in T. degli Stamp. Mez- DIGERÌR UN AFÅR, Digerire, dicesi fig. nel

DIM İN, V. Doman. zetto, Carta difettosa, fogli orlati, strappa

signif. di Bilanciare, ponderare, considerare. DIMÈTER, v. T. di palazzo, Deporre ; Riti, ragnati o altramente difettosi. Curtaz- Bisogna DIGERIRLA, Convien berla o in

muovere ; Privar d'impiego. ze diconsi dagli Stampatori i primi fogli gozzarla o tirarla giù, cioè Sofferirla in

DIMETER IN ATI, Acchiudere ; Annettere ; che si stampano, per passar poi alla tira

Unire; Presentare; Rassegnare. pace. tura delle copie buone.

LA NE PAR TROPO GROSSA E NO POSSO DI

Dimeterse, Rinunziare; Disfarsi, DeIn difeto, detto a modo avv. In mancan- GERIRLA, Essa mi pare troppo ostica e porre un impiego od ufizio. canza di che; Altrimenti non posso ingozzarla. La voce Ostico va

DIMINUTIVO, add. — MAGNÅR IN DIMINUTINOL Vogio, Altrimenti nol voglio. -- In di- le fig. Strano e Difficile a comportare.

vo, Mangiar alla breve, cioè poche cose. PETO, GAE PENSARÒ mi, Altramente o Diver- DIGESTIÓN, 8. f. Digestione o Digerimen

DIMISSIONARIO, 8. m. Rinunziatore, e samente facendo, ci penserò io. to e Digestimento.

alluJesi ad impiego perduto o rinunziato. CHI XE IN DIFETO XE IN sospeto, Chi Cativa digestiòn, Indigestione Indi

DIMISSORIA, s. f. Paraferna, Quello che ď altri è sospettoso, di stesso è mal gestibilità, Malagevolezza nel digerire.

la donna possiede oltre la sua dote. mendoso, Il sospettare è per lo più indi- Detto figur. Far pro come l'erba a'ca

DIMISSORIALI (Beni) Beni parafernali. zio di mal carattere; e dicesi ancora Chi ni, Che dopo averla mangiata la vomita

DIMITO, V. LIMITO. è in difetto è in sospelto; simile all'altro no; Far pro come l'olio alle scardove

DINDIA Chi è colpevole d' un misfatto stima che Ha mangiato i baccelli ora spazza i gusci,

DINDIÈTA 8. f. Tacchina ; e s'è gioognun favelli del suo fatto. Ha avuto l' utile ed il piacere, ora soffre

vane, Pollanca o Pollanchetta, La femNo GHE XE CHE UN Dio senzA DIFETO, il danno ed il disgusto Ha mangiato il

mina del Pollo d'India. V. Dindio. E' non c' è uovo che non guazzi; Ogni ca- cacio nella trappola, Nel prendersi un pia

DINDİN. Voce fatta per esprimere il suosa ha cesso e fogna e acquaio; Non c'è cere si è fatto del male A digerirli ti vo- no del campanuzzo. I Toscani dicono Tinboccon del nello; Ognuno ha il suo im- glio, dicea la volpe al lupo che mangia- tin, e i Provenziali DERLIN DERLIN. piccato all' uscio, Tutti abbiamo i nostri va rasoi,

DINDIO, s. m. Pollo dindo o Pollo ď Indifetti.

DIGLADIAMENTO, 8. m. (verbale del la- dia o Gallo ď India e Gallinaccio e TacCOMPATÈR I DIPETI DEI ALTRI, Godi l'a- tino Digladior) Contesa; Contrasto ; Al- chino, detto già con termine barbarico mico tuo col vezzo e vizio suo, Ovv. Ama tercazione.

Africano. Uccello domestico comunissimo, P amico tuo col suo difetto.

DIGLADIAR, v. (dal lat. Digladior, aris) chiamato da' Sistematici Meleagris GalloOGNUN vede i difeTI DEI ALTRI E NON I che vuol anche dire, come vel senso nostro

pavo. V. Dindia. so1, Ognun vede i difetti del compagno, Contendere; Altercare; Contrastare:

Dindio, detto per agg. ad uomo, Scimuvede i suoi, stesso conosce. DIGO, Voce assai familiare, ed è appella

nito; Merlotto; Stolido; Castrone ; PicDIFICILE, add. Difficile ; Malagevole; Dis- toria o eccitatoria. Ehi; Dimmi ; Amico.

cione. agevole. DILATAMENTİN, s. m. Dilotazioncella.

GRASSO QUEL DINDIO! Non v'è sfoggi, Omo diFICILE, Uomo difficoltoso, o dif- DILETANTE o Deletante, Dilettante, in Espressione fam. che s'usa ironicamente ficultoso, stittico, inquieto, Difficile a con- forza di sust. dicesi più comunemente di

per dire, Non è gran fatto, Non è gran tentare Uomo aromatico, vale Fantasti- Chi si diletta ad un'arte, a distinzione dei co, Stravagante. professori di essa.

Non semPRE DINDIA FROLA, (Modo fig. e GNENTE È DIFICILE A CHI VOL, A buona DILETANTE DE LIBRI, V. LIBRO e PORTÀ. corrotto dal latino Non semper lilia flovolontà non manca facoltà. DILETÀR, v. Dilettare.

rent.) Sempre non islà il mal dov'ei si DIFICILOTO, add. Difficiletto; Stiticus- DiletaRSE DE MARANGÒN O DE SARTOR, posa, Gli stati talor si mutano dal male zo, Agg. a uomo che mal volentieri s'ac- V. MARANGONÅR e SARTORAR.

al bene Sempre non ride la moglie del comoda all'altrui voglia Sputaperle ; DILÈTO, 8. m. Diletto.

ladro, A lungo andare sono scoperte le triGravetto; Incomodo. V. Dipicile e Caga- Per BeL DILETO, A bel diletto; A bella stizie Passasi il folle colla sua follia, e

posta ; A bello studio, cioè A paro capric- passa un tempo ma non tuttavia, Prov. DIFICOLTÀ, 8. f. Difficoltà e Difficultà. cio o diporto, per inutile piacere.

e vale che Quel che vuol ingannare non ha CBRCÀR DIFICOLTÀ DOVE NO GHE NE XE,

DILUVIAR, v. Diluviare, Piovere straboc- sempre il suo fine. Cercar il nodo nel giunco o ne' giunchi; chevolmente. V. in Piover.

DINDOLAMENTO, 8. m. Ciondolamento, Cercar cinque piedi al montone ; Cercar DILOVIÀR A TOLA, Diluviare, modo basso Tentennio; Dimenamento; Dimenio. Paspro nel liscio. Modi fig.

e fig. Mangiare a guisa di lupo. V. in DINDOLAR, v. Tentennare; Dimenare, DIPICOLTÀ D'ORINA, V. Orina. MAGNÅR.

Agitare, Muovere in qua e in là — CionFAR DIFICOLTI, Studiare in difficoltà. DILUVIO, 8. m. Diluvio, Trabocco smisu- dolure, vale Muoversi una cosa attaccata LA DIFICOLTÀ STA IN TEL PRINCIPIO, n rato di pioggia.

perpendicolarmente - Vibrare, dicesi del più tristo passo è quel della soglia ; Ovv. Diluvio DI PAROLE. Profluvio di parole, moto de' corpi gravi pendenti da corde, fiIl più duro passo che sia è quel della so- Fiume d' eloquenza o di parlare, cioè Co- li e simili — Oscillare, Muoversi su e giù glia. pia di dire.

per vibrazione di corda. V. ZOGAR A DINQUA GIUSTO XE LA DIFICOLTÀ, Qui è do- Diluvio DA OSÈLI, Diluvio, T. degli Uc. ve giace nocco; Qui c' è il nodo.

cellatori, Sorta di grande rete da pigliare DINDOLİR DEI DENTI, V. SCANTINÀR. DIFIDA O DIFIDAZIÒN, 8. f. T. di palazzo, uccelli, ma specialmente le passere mattu- DINDOLON, Dondolone, Che si dondola. che vale Avviso; Avvertimento; Inlima- gie (Celegheta MBGIAROLA), che ha nel A DINDOLÒN, Barcollone o Barcolloni, zione; Premonizione.

mezzo un lungo sacco in cui si fanno esse Avv. Aggiunto al verbo Andare e simili vaFAR LA DIFIDA o Dipidir, Avvertire ; Av- entrare e restar prese.

le Andar barcollando - Ciondolone o Cionvisare; Intimare ; Premonire ; Prevenire. I DILUVIÓN, s. m. Diluvione ; Diluviatore; doloni; Star ciondolone o ciondoloni, che

cosa

DUBI.

DOLARSE.

ni, cioè Cose che non possono stare, bugie manifeste.

DIR DA BON, Dir da vero, da senno, del miglior senno.

Dir de so noNA, V. NONA.

DIR EL CON E 'L Ron, Dar libro e carle, Mostrare tutte le circostanze, addurre tutte le particolarità.

DIR PRA SE STESSO, Dire in cuore o fra suo cuore.

Dir in POCO molte cosse, Epilomare ; Abbreviare; Compendiare ; Molte gran cose in picciol fascio stiignere; Parlare stringato.

Dir l'aneno s00, Sciorre i bracchi, detto fis. Dire il fatto sue ad alcuno senza riguardo - Dar le curle scoperte o alla scoperta, Dire il suo parere senza rispetto al

cosa.

cuno.

anche si dice Pendolong o Penzo'oni, di che finalmente per la nuova Religione Cricesi di ciò che sta pendente da alto a basso. stiana impresse sulle monete le Croci ed i come sarebbe il battaglio della campana. Cristi, siasi anche detto, come tutt'ora dicesi DIO, 8. m. Dio; Iddio; l' Allissimo. volgarmente nell'identico sentimento, No

ANDÀR Con Dio, Diloggiare, Andarsene Go Un Cristo o UNA CROSE DA BASAR. V. Teoscon Dio, partire Andarne, vale Morira: so e Cristo. andalo ANDÈ con Dio, Andatevi O Dio de ELA! Detto con ammirazione. con Dio; Vatti o Fatti o Rimanti con Dio; Monna Tenerina, la mosca la guarda e Andale segnato e benedetlo; Valticondio. la lalluga la punge : dicesi a colei che

Cossa Fata come GAE PIASE . Dio, Co- si duole facilmente d'ogni anche piccola sa fatla alla buonu di Dio, V. A LA BABALÀ.

Ou va con Dio! Espressione di maraviglia DONAR A DIO QUALCÙN, V. Doxar.

Oh vacci scalzo! Oh vatti con Dio! Dio me LA MANDA BONA, Pregar Din cho IN NOME DE DIO, che anche si dice Sua la mandi buona, si dice del Rimettersi nei COL NOME de dio, Maniera fam., Or ben: voler di Dio, nell'incertezza del caso.

sta, e vale Sia in buon'ora, Sia col buon Dro ve NE RENDA ’L MERITO, Renda il

animo IN NOME DE DIO CHE GO TROVA Signore a te muncruzione; Dio vi rime- QUEL CHE CERCAVA, sia in buon'ora che rili.

ho finalmente trovato quel, ch'io cercava. Dio LIBERA O DIO GUARDA o Dio vo vo- DIODATO, Adeodato. Voce cavata dal latiGIA, Maniere fam. Guarda la gamba ; 11 no, come ben s'intende, ed è Nome procielo me ne liberi; No; Cessi Dio; Tolgu prio di uomo. Dio; Dio mi guardi.

DIÒL, 8. m. Vocabolo de' Barcaiuoli, che DIO ME DELIBERA, Sal mi sia, Quasi sal- vuol dire Duolo nel sign. di Passione di vo mi sia, Dio me ne scampi.

animo o anche Interesse MI NO GO DIOL Dio 'l vogla, Diel voglia ; Diel volesse ; PER QUELA COSSA; Di quell' affare non nie Dio il voglia Dio no vogla, Cessi Dio; ne curo; lo non ne sento passione alcuna. Tolga Dio; Cessi.

Diol. È anche inflessione del verbo Dio L'ABIA IN GLORIA, Dio lo riposi ; Dio Doler (V.) usata comunemente dalla basgli dia pace o l'abbia in gloria.

sa plebe in luogo di Dol, e vale Duole. Mx Dio v' ACIUTA, V. AGIUTÅR.

DIOL vale Mi duole, mi fa duolo, mi spiaLa voce Dio, che in questo senso sembra ce, me nc duole etc. corrotta dall'avverbio latino Diu, nel siga. DIONISIO, Dionigi, Nome proprio di uomo. di Molto, si usa nei seguenti esempli - A DIÓSPARO, s. m. Guaiacana legno sansto vio! coll'amm. A tal segno; A tal to. Albero africano detto da’ Sistem. Diogrado; A lando EL S'HA SPORCÀ A STO DIO! spyros Lotus; e n'abbiamo parecchie pianSimbrattò o lordò a tal segno, a tal gra- te anche nel nostro pubblico giardino: Matdo, a tanto – A Che dio! E come!

tioli lo chiama Lolo falso. EL ME PAREVA Un dio, Mi pareva una DIPARTIRSE, V. DESPARTÌR. cosa prelibatu, un nettare, un' ambrosia, DIPONER, o Desponer v. Deporre ; Dichiaparlandosi di cibi, — Questo xe El so dio, È il suo piacere, la sua delizia, il suo DIPORTAMENTO, 8. m. Portamento, e vatesoro, il suo tutto.

le Contegno, procedere, modo di vivere. DIR L'ira de Dio, V. Dir.

DIPORTO. Per beL DIPORTO, Per ozio ; Per Esserghe IN CASA EL BEN DE DIO, Esser divertimento; A sangue freddo. quella casa una dogana, e vale Essere ab- DIR, v. Dire, Parlare Favellare. bondante e doviziosa.

Dir A L’INCANTO, Offerire o Profferire FAR LE COSSE COME Dio vol, Far le cose all'incanto o all asta. alla babbalà o ad un tanto alla canna : Dix, in T. di giuoco, Dire, vale Far buocioè Senza badarvi, alla sfatata.

no sino alla tale o tal somma. GRAZIA DE Dio, V. GRAZIA.

DIR A MEZA BOCA, Dir che che sia fra' LODATO SIA DIO CHE L'HO TROV., Pur denti. beato che lo trovai.

DIR ATORNO, Divulgare ; Pubblicare. No AVERGHENE ON DIO, Maniera metaf. Dir ben, Dir tutto il bene; Lodare Non ne aver uno per medicina ; Non ave- LA FORTUNA NO ME DISE Ben, La fortuna non re un becco d'un quattrino ; cioè Non mi dice buono o mi dice guercio, cioè Non avere nè meno un soldo in tasca. Pare al- mi è favorevole. l'Autore che questa maniera vernacola pro- DIR BEMÌO O BEN MIO o DIR A UNO DE CHI venga in origine dai Latini, i quali chia- L'HA PATO O DE CHI L'HA cuna, Dire un massero figuratamente le monete Divi, dal- carro di villanie ; Dare una canata ; Fal'impronta ch'esse avevano d'un Impera- re un bel rabbuffo o un rivellino ; Dir deltore divinizzato, e che per esempio dices- le ingiurie. sero nel nostro medesimo senso, Non ha- No DIR NÈ BEN NÈ MAL DE QUELO CHE NO beo ne divum quidem in zonis. Gli pare T'IMPORTA, Di quel che non li cale non ne non meno che passati gl' Imperatori in dir ben male. Oriente, siasi al Divus sostituito il greco DIR COSSE CHE NO STA NÈ IN CIEL NÈ IN Teos: donde appunto il nostro vernacolo TERA, Dir cose che non le direbbe una bocTeosso del significato metaf. di Monete ; e ca di forno; Dire scerpelloni o strafalcio

rare.

Dir L'IRA DE DIO, è lo stesso che Dir o CANTÅR EL DIESSILA, tratta questa maniera o corrotta dalle parole dell' Inno de' morti Dies irae etc. Dir cose da chiodi o di fuoco, Sgridare con ira Dire tal vilupero che fina l'aria, cioè che rifiua e rifinisce l' aria così vasta com' ella è. V. Dio

DIR LA NINA NANA. V. Nina.

DIRLA SCHIETA E NETA O GIUSTA, Confessurla giusta ; Dire al pan pane; Darla suori; Dirlu fuori; Dir le cuse spiattellatamente, apertamente ; Accusare o confessare la ronfa giusta o il punto giusto.

DIR LE PAROLE IN CROSE, Dir parole risentite.

DIRLE ronde, Dir la cosa a lettere maiuscole o di scatola o di appigionasi, va. le Chiarissimamente, senza riguardi.

DIR MAL o DAR UNA TAGIADA DE UNO, Maldire ďalcuno ; Scardassare; Levare i brani di che che sia; Dare il cardo o il mattone ad alcuno; o una cardatura; Lavorare uno di straforo, cioè Parlarne aspramente per fargli danno.

DIR ORA UNA COSA ORA L'ALTRA, Darne una calda e una fredda, detto fig.

DIR PER FAR DIR, Grattare il corpo alla cicala, vale propr. Provocare un linguacciuto a dir male.

DIR PLAGAS DE QUALCòn, Dir cose da fuoco d'alcuno, Dirne male.

DIR PER ESEMPIO, Addurre ; Allegare ; Produrre.

Dirse de tuto, Dirne o Dirsene innno ai denti, Vilipendersi.

DIRSENE TANTE, Proverbiarsi; Bisticciarsi; Bezzicarsi.

Dir so, V. So.

DIR TANTE BUZARE CHE NO STA NÈ IN CIEL NÈ IN TERA, Dir tante sciocchezze da far misericordia.

DIR UNA COSSA E FARGHENE UN'ALTRA, ACcennar coppe e dar danari. Come disse la volpe, le parole eran buone, ma i cenni dolorosi. Si dice d' uomo che mostra altro da quel che vuole e da quel che fa.

DIR ZO A LA MALIGNAZA, O A LA RASPa, Dir. ne affatto; Dirlo su pe' canti o a chi ascoltar non vuole.

è da

A DIRLA GRANDA, A pigliarla ben larga; Per dirla lunga; Per dir assai.

CATÀR DA DIR SUL CAVÈLO, Quistionare sur una cruna d'ago; Esser garoso, perfidioso, fisicoso, Facile alle quistioni.

CATÀR DA DIR SUL CREDO O SUL PATERNOSTRO, Apporre alle pandette o al sole ; Intorbidar l'acqua chiara; Cercar cinque piè al montone, Biasimare qualunque cosa per buona ch'ella sia.

COME SARAVE À DIR, Cioè a dire; Per esempio.

Cossa DIAVOLO DISELO? Che armeggia costui ? Dicesi Armeggiare figur. di Chi nel discorso s' avviluppa e confonde, non ragiona a proposito e niente conchiude, che anche si dice Aggirarsi ; Anfanare ; Avvolpacchiarsi.

DAR DA DIR, Dar che dire ; Dar materia a' gracidatori, a' borbottatori; Farsi scorgere.

DISEMELO Adesso che no Ca' È PIÙ TEMPo, Del senno di poi ne sono ripiene le fosse, Si dice di Coloro che dopo il fatto dicono quel che si doveva o si poteva far prima.

I dise, Ci s'intende, Modo di affermazione come si dicesse Si; ovv. Cosi dicono o Cosi si dice.

Muso che dise O CHE NO DISE, Volto che significa, che esprime, parlante; e dicesi anche negativamente.

No gu'Ė GNENTE DA DIR, Non c' è che dire o ridire, Non c'è a dire in contrario - TRA DE ELI NO GH' È STA GNENTE DA DIR, Non fu tra lor nulla di guasto; Non s' ingrossarono i sangui, Non s'adirarono.

No LA DISÈ A UN SORDO, Chi ode non disode, Si dice di Chi fa capitale a suo pro di ciò che sente dire.

NoL DISE MINGA MAL, Ei non si abbaia a voto, cioè V'è qualche ragione di credere che dica il vero.

NoL SA COSSA DIAVOLO CH'EL SE DIGA, Egli non sa ciò ch' egli s' abbaia, cioè Parla sconsideratamente. No SAVÈR DIR

QUATRO PAROLE, V. Pro ROLA.

OGNI CAN MENA LA COA B OGNI COCIÓN VOL DIR LA soa, Ognuno vuol dire la sua ; Chi fa la casa in piazza o la fa alta o la fa bassa, cioè Non piacc a tutti.

SENZA DIR NÈ TRE NÈ QUATRO, ovv. SenZA DIR NÈ ARI NÈ STABI, Senza dir motto totto ; pur addio ; Senza dir a Dio al Diavolo, Senza far parola.

SE DISE PER DIR, Si parla a caso o a casaccio; Si bocia in fallo — NO DIGO PER DIR, Non dico per umbizione ; Non esagero; Non per superbia.

SE VA DISENDO, Se ne bucina; Se ne mormora.

So QUEL CAE DIGO CO DIGO TORTA. V. TORTA.

TEGNIRSE DA DIR, Tenere in collo, Non dire tutto quello che si vorrebbe e dovrebbe.

Tuto no s'ha da dik, Ogni vero non è ben detto; n vero non ha risposta, e

valgono, che Talvolta giova tacere la verità. XE DA DIR, Convien credere;

supporsi ; Bisogna dire o offermare.

Xe da dir ch' el sia mato, Bisogna credere ch' ei sia pazzo.

Dir Ben o Dir mal, sono frasi che da noi si usano metaf. per Essere o Non essere acconcio, adattato, dicevole, conveniente o buono — Sto abito me dise Ben, Queslo abito mi è buono, cioè Torna bene al mio dosso — NoL GHE DISE Ben, Non gli è acconcio o adattato EL COLOR DE STO ABITO GHE DISE BEN AL SO viso, Il colore di quesť abito s'addice al suo viso, cioè si confa, ben conviene al colore del suo viso

LA XE UNA COSSA CHE DISE MAL, Questa è cosd o parola o azione che sta male, cioè Che disconviene o è mal detta o mal fatta.

NO SARÀ MAI DITO VERO, Questo non samai, cioè non permetterò giammai questa cosa

NON SARÀ MAI DITO VERO CHE MI TORNA IN QUELA CASA, E' non avverrà mai ch'io torni a quella casa.

TASÈ, ABIỂ QURLA che se ghe dise, Specie di ammonizione o reticenza che usasi familiarmente verso qualche indiscreto o imprudente parlatore, ed è come se gli dicesse, Di grazia ponete fine alle vostre chiacchiere ed abbiate quella che appellasi creanza v discrezione o prudenza. DIRAMAR, v. Diffondere, Spedire, divulgare: dicesi degli Ordini pubblici o d'una legge che si sparge a notizia di tutti.

DIRAMARSE DEI FIUMI, Diramarsi. DIRINDÈLA. STAR IN DIRINDELA, Stare in

fursetto, cioè Io vestiti troppo leggieri. DIROTO o Deròto-ANDAR IN T'UN DEROTO DE PIANTO, Dirompere in pianto ; Piangere diroltamente, a caldi occhi. DIROZĂR. V. DESGROSSÀR. DISABILIÈ o DesabiliĖ, dal francese Déshabillé. Esser o METERSE IN DISABILIÈ, Essere o Mettersi alla domestica, alla buona, alla semplice, alla trascurata ; e intendesi de' vestiti. Un non so che di trascurato. DISAFUTA, add. Spigionato o Votato, Agg.

di Casa o terreno non pigionato. DISAGRAVAR, v. Disgravare o Sgravare. DISAGRAVIO, s. m. Disgravamento o

Sgravio. DISAL:BORİR, V. DeSALBORÀR. DISAPUNTO, s. mn. T. Merc. Sconcerto; Dis

ordine ; Danno; Pregiudizio. DISCAPITÄR. V. DESCAVEDÅR. DISCORER, v. Discorrere.

Cossa DE VEGNU A DISCORER ? Che cosa mi date ad intendere? Che cosa m' infinocchiate ?

E così via DISCORENDO, E va discorrendo ovv. E cosi andiamo discorrendo, e valgono, E così del resto.

EL GA UN BEL DISCORER, Egli ha un bel che dire. DISCORSIVAMENTE, avv. Discorrendo ; In discorso. -- L'uo sentìo DISCORSIVA

neyte, Lo sentii divisare, cioè Ragionar conversaudo. DISCORSİYO. IN MODO DISCORSIVO, In di

scorso; Discorrendo. DISCORSO, 8. m. Discorso.

DISCORSO IN Chiesa, V. SERMÒN.
DISCORSO BRODÔSO, V. Brodoso.

Discors0 MINCHION, Chiucchiurlaia, cioè Ioconcludente o che non s'intende - Orsata, Affoltata di parole poco intese e meno concludenti — Costrutto in soccoli fu detto a Discorso di costruzion dura e un po'strana. DISCORSI CHE

NO CONCLUDE, Discorsi a grotlesche, dicesi per metaf. di que' Discorsi che non concludono niente.

Discorsi pe zexte, Cantafavole ; Ciance; Baie ; Chiacchiere, Voci vane.

DISCORSO DA FAR SOTO EL Camis, Parole da vegghia; Fole da vecchierelle.

DISCORSO EQUIVOCO, Discorso anfibologico Anfibo!ogia vale Discorso che ha un sentimento doppio ed è equivoco.

DISCORSO LONGO O CHE SECA, O CHE SECA LE MAROELE, Lungugnola; Lungheria; Bibbia; Ciurleriu; Molliloquio.

DISCORSO COI MERLETI, V. MERLETO.

Discorso STOLIDO, Stoltiloquio; Vaniloquio, Discorso da stolto — Tantafera ; Tantaserata, dicesi a Ragionamento lungo di cose che non ben convengono insieme Cruscata o Pippionatu, Composizione o cosa simile che riesca sciocca e scipita.

FAR UNA PARTIA DE DISCORSO, Confabulare, Discorrer ipsieme -- Divisare, vale Ragionare conversando.

FAR UN DISCORSO SENZA TESTA NÉ COA, Fare una tanta ferata o cruscata o pappolata, una pastocchiata o favata: cioè Qualche orazione la quale sia stata come il pesce Pastinaca senza capo oè coda.

No GHE XE DISCORSO, Il morto è sulla bara, detto fig. e vale il fatto è chiaro Ella è cosa o roba specchiata. Non c' è dubbio. DISCRETAMENTE, avv. Discretamente è da noi usato nel discorso non solo per Moderatamente, ma per lo più nel sign. di Abbastanza bene , cioè Quanto basta Aveu GUADAGNÀ MOLTO STA SETIMANA? Discretamente, che vuol dire Cosi e cosi; troppo poco.

• DISCRETAMENTE, avv. Discretamente, usasi nel discorso coinune per moderatamente, mediocremente e simili. Discreto, add. Moderato, mediocre, sufficiente, non eccessivo. DISCRETO, add. Sufficiente; Mediocre; e si dice delle cose Acto AE STA IN FREDO DISCRETO, Oggi abbiamo avuto un freddo mediocre EL GA ONA PAGA DISCRETA, Egli ha un soldo sufficiente, cioè Quanto basta per mantenersi. DISCRETEZZA )

8. f. Discrelezza e DiDISCREZION ) screzion.

Turo PER DISCRezion, Voler la briglia e non le pastoie, il digiuno e non la fame, vale Niuna cosa si dee portar all'eccesso. S' intende acqua e non tempesta. Chi spesa

IN

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