Immagini della pagina
PDF
ePub

baccio ; Babbaccione ; Scempiato ; Allocco; Fagiuolo ; Montone ; Caprone. D'intelletto ottaso. PATATÙNFETE, lo stesso che TONPETE.

V. Ma sembra avere più espressione. PÀTE, s. f. T. Mar. PATE DE B081NA, V. Bo

RINA.

PATAGNOTO, s. m. Yoce che alcuni credoDo corrolta da CATALOGNO, di Catalogna provincia di Spagna, altri da CATIGNOTO, di Catania della Sicilia. Chiamavansi Pitagroti que'mercatanti Siciliani, e per lo più Messidesi, che ai tempi del Governo Veneto venivano a queste parti fra l'anno per vendere delle telerio di cotone, ma specialmente di quelle eccellenti coperte bianchissime satte in Barcellona capitale della Catalogna, e cognite in Francia sotto il nome di Ca

talognes. PATAN, 8. m. T. de' Calzolai, Bussetto, Strumento di legno duro, col quale i Calzolai bussan la forma quando vogliono farla entrar nella scarpa.

Si dice per agg. a uomo in vece di Pata

e

e

TOCO, V.

ma o non lo superava che d'uno solo, e viceversa. Nel Collegio de'XV, anche la maggiorità d'un solo voto toglieva la parità o patta. For pata, T. di giuoco, Pattare ; Levar.

: la del pari; Far la ronfa del Vallera, cioè Patta – Par tavola, si dice pattaodo al giuoco di Dama o Scacchi.

Pata PAGAI, Palla e caccia; Siamo del pari ; Siam pari e pagati ; Siam pareggiati, cioè Il debito è saldato. PATACA, 8. f. Plettro, Pezzetto di scorza di ciriegio o di penna, che serve per toccare le corde del mandolino, della cetra e di altri simili strumenti per suonarli.

Potica probabilmente dicevasi ad una piccola Modeta di rame del valore di due dabari, ch'era in uso presso i Provenzali ed altri popoli confinanti, che chiamavasi Patacus o Pataguse Patarus, dal che li seguenti nostri deltati.

STINAR O VALER UNA PITACA O UN QUÀTRIR, Stimare o Non valere uno zero, un nulla, una palacca o una foglia di porro.

NO GAL NE DÅGO UNA PATACİ, Non ne do un pelacucchino, Dicesi per disprezzo. Una chiarabaldana che se ne davano trentasei per un pelo d'asino.

No SAVERGHENE ONA PATACA, Non ne sapere o Non intendere bocciata o boccicata ; Studiare il Buezio; Non sapere quanti pié entrino in uno stivale, vale Ignorauza massima.

I PÁR BRAVAZZI E NO I VİL ONA PATACA, V. BRATAZZO.

Patica, in T. fam. dicesi ancora per Segno, cioè Maccbia, Lividore, Rossore o al. tra simil cosa di vestigi. Margine direbbesi ad una cicatrice ; Soszura o Brullura a Cose sozze rimaste. PATACHÈO, 8. m. Termine di Burano, ove cosi chiamasi una Vivanda composta di farina, inele, noci e mandorle, onde fassi una specie di pasticcio grossolano. PATACON, 8. m. Cosi chiamavasi da noi

volgarmente una Moneta di rame Austriaca, del valore rappresentativo di soldi dieci Veneti, che fu in uso per qualche anno a queste parli nel tempo del primo Governo Austriaco, stata poi soppressa nel 1806. Ne può forse credersi capriccioso questo termine Patacón, giacchè è noto esservi stata nel secolo XVII io Fiandra una Mone'a d'ar. gento del valore di 50 soldi, Dumigala iu origine Patậco e volgarmente Palagun ; e presso i Provenzali oel secolo XV un'altra piccola Moneta del valore di due dagari, detta Patacus o Putarus, come raccogliesi dalle memorie delle Voci barbariche del Du Cange.

Chiamasi da poi con queslo termine PaTacón anche una macchia d'olio e di grasso che sia io un vestito o simile. Italianamente dicesi Frillella. PATAFIA, V. Madara Patapia. PATÀFIO o Pstirio, 8. m. Epitafio o Epitaffo e Pitaffo, Iscrizione fatta in onore de morti sopra i sepolcri.

Bocriv.

[ocr errors]
[ocr errors]

PATANFLANA, s. s. Carota ; Carotaccia ;

; Frotlola ; Favola; Fandonia , Trovato non vero o esagerato.

DIE DE LE PATANPLANE, Sballar fundonie, panzane ; Panzanare. PATANFLON, s. m. Carotaio ; Carotiere,

Che ficca carote; e dicesi anche Baione, PATAR, v. Pallare ; Patteggiare, Conveoire.

PATIR I BANDIDI, Maniera che usavasi a' teinpi Veneti, Putteggiar co’banditi, Che è accordar loro di rientrar nello Stato.

PATÀR LE PİRTİB, V. INPATÅR.

PATARSE AL TEATRO, Lo stesso che AboNARSB, V. PATARÀCHIA, 8. f. o ZANCHETO (colla z aspra) T. de' Pesc. Patanechia, Pesce di mare del genere Pleuronectes, detlo dal Nardo Pleuronecles pellucidus, che ha il corpo stiacciatissimo ancora più delle Sogliole, della grandezza al più di cinque o sei pollici trasparoote, di scaglie caduche, e cbe per la sua magrezza è cibo triviale. PATARACHION, 8. m. Pesce di mare di corpo appiattito che somiglia alla Patarachia, ma è di grandezza molto maggiore e scaglioso; ed è forse il Pleuronectes Limunda di Linneo ; è inangiabile, ma non ricercato. PATARAZZO, 8. m. T. Mar. Patarasso, Specie di Scarpello che serve ad aprire le giunture cbe dominado fra le due bordaturu d'un vascello, quando 8000 troppo cbiuse, e poter far ineglio la commissura.

lo altro sign. Paterassi o Patarassi, Fuoi che dalla sommità degli alberi di gabbia pendono siuo ai fianchi della nave, dall'una e dall'altra parte de’vascelli. PATÀTA, 8. f. Patulu o Batata e Pomo di terra, Radice berooccoluta notissinna, che si mangia cotta in tante fogge. È detta da Linneo Solanum tuberosum. PATATIN-PATATON, Tiffe taffe, Espressione d'un atto cbe si fa presto e con forza, e dicesi di coloro che si battono, Far tiffe taffe, dal suono di checchè si adoperi in tali atti.

FAR PATITIN PATATÒN, Tambussare; Tamburare, Battere, Percuotere, Bastonare. PATATUCO, detto per A88. ad uomo, Bab- .

PATB DE L'Ancora, 1. ANCORA. PATÈLA DE LE SCARSÈLE, 8. f. Finla, Dicesi Quella parte delle saccocce del giustacore o della camniciuola, che ricopre l'imboccatura.

ParkLE DAVAXTI, Rivolta, voce Fiorentina, Quella specie d'alietta che suol essere al capo de'due petti d' un abito o d'un panciotto. PATELÓN, V. in BBAGHB888. PATÈMA, (coll’e aperta) Voce che nel sign. si pronuuzia fem. e nel plur. masc. Patema, di gen. fem., che nel plur. si dice Patème; e vale Affezione o Passion d'animo. V. Passion. PATENTÀ ) Brevettato, A88. a quell'Uf. PATENTATO) fiziale addetto al servigio

dello Stato, che sia-munilo di Brevetto. PATENTE, s. f Palente, Lettera seggata col sigillo dello Stato per farsi nota a ciaschedugo. V, BRETÈTO.

Patente, si dice in T. Mar. a quel Passaporto o permissione del Sovrano, che autorizza un bastimento mercantile della sua pazione a far il commercio, e lo fa riconoscere da per tutto. Quindi deve dirsi Putenlato, il Bastimento munito di patente. PATER, 8. m. Paternostro, Orazione domenicale.

DIR ON PATER, Dire un paternostro, V. PATERNOSTRO. PATERNA, s. f. Ammonizione paterna For ONA PATERNA, Ripigliare alcuno di che che sia ; Far ad alcuno una ripresa, Ammooire, riprendere. PATERNIOSO, add. Voce del Contado l'eveto verso Chioggia, detto per agg. a Uomo, e vuol dire Strabiliuto; Strabilito, Cbe si fa maraviglia di tutto. V. MIRACOLOSO. PATERNO, 8. m. Voce pur del Contado ver

80 Chiogia, Maraviglia ; Stupore. PATERNOSTRAR, v. Biusciure o Masticur pulcrnostri ; Sputernostrare, Far orazione inovendo notabilmente la bocca Scoronziare, vale Teger tra le mani la coropa, e dire o far vista di dire molti rosarii. V. Ma8TRGÅR. LB ORAZION. PATERNOSTRO, s. m. Paternostro, Orazione de' Cristiani chiamata anche Orazione dominicale Paternostri si dicono an. che le pallottoline maggiori della corona, a distinzione delle inipori che dicongi Avemmarie.

No SAVÉR EL PATERNOSTRO, Non super messe le messe,

cioè Esser

poco

informalo d'alcuna cosa. Non super dir pappu, Noo saper parlare.

CATİR DA DIE SUL PATERNOSTRO, Apporre alle pandelte o al sole, Voler biasimare qualunque cosa, per ottima ch'ella sia. Cossa CHABA CONK EL PATBANOST10, E3

61

e

0

e

[ocr errors]

ser quattro e quattr'otto, Manifesto, da non rivocarsi in dubbio.

In T. Marin. Paternostri o Bertocci si dicono quelle Palle di legno rotonde e forate a guisa di paternostri, le quali facilitano a tirare in su e in giù l'antenna. PATETICHEZZA, 8. f. Lentezza, Lenti

tudine; Tardità. PATIÈTO, add. dimin. di Patio, Trislerello, o Tristarello; Tristerellino, Tristansuolo, Sparuluzzo; Sparutello, Agg. a persona di cattiva cera e un po' smagrita per mali sofferti. PATIÈTO, add. dimin. di Pario, detto per agg. a uomo nel sign. di Tristanzuolo.

El xe UN POCO PATIÈTO, Egli è alquanto sparutino o sparutuzzo o tristanzuolo. PATIMENTO, 8. m. Patimento PatiMENTO A SPETAR, Struggimento, per quella Passione che si sente nell'aspettare. Oh Dio che struggimento! PATINA, 8. f. Patina ; Invernicatura ; Vernice, Composto di gomme, ragie e d'altri ingredienti, che serve a dare il lucido e ad altri usi.

Parlando di Pitture, dicesi Pùtena, ed è voce de'Pittori che dicono anche Pelle, ed è Quella universale scurità che il tempo fa apparire sopra le pitture, che anche talvolta le favorisce.

Patina, detto fig. Apparenza ; Finzione, e preodesi in mala parte LA XE TUTA PAtina, Non v'ha che apparenza; È tutto or pello, detto fig. e vale Di reale, di buono non v'è niente.

DAR LA PATINA A QUALCOSsa, detto metaf. Dar colore al negozio, Far apparire per vero quello ch'è incerto.

Quel DA LA PATINA; Lustrastivali, voce fiorentina, ed è Quegli che fa professione di ripulire gli stivali e le scarpe con vernici, cerette e simili. PATINISTA, V. in Patina, Quel da LA PA

[ocr errors]

PATO

, m. ;

[ocr errors]

recarsi o Arrecarsela da uno, vale Offendersi, Pigliarsela da uno, e dicesi per lo più d'affronti e d'ingiurie.

PATIR EL ZUCOLO, V. Zocolo. PATİRI, Voce ant. Patimenti; Sofferenze;

Pene. PATO, 8. m. Patlo, Contratto, Convenzione.

Pati CAIARI E AZZE CORTE O ANICIZIA LONGA, Patto chiaro amicizia lunga, ovv. Patti o Conti chiari, amici cari, Si dice per avvertire che il rimanere chiaramente d'accordo, è mantenimento d'amicizia.

Pato DE LA PORTA, Limilare, Soglia della porta — PATO DE LA SCALA, Pianerottolo Ripiano, Quello spazio ch'è in capo alle scale degli edifizii Pato De L'ALTÁR, Predella, Il pavimento dell'altare sopra i gradini dove sta il Sacerdote.

SCALIN DEL PATO DE LA SCALA, V. Scalin.

No Me LA POSSO DAR A PATTI, No mi su dar pace; Non posso crederlu ; inghiottirla ; Non posso digerirla.

TOR DE PATO, Scommettere ; Credere ; Esser persuaso ; 01ferirsi

Me TOGO DE CHE SON BON DE PARLA ANCA MI; Io m'impegno, lo in'offro di farla ; Io sconilmetlerei che so anch'ic farla.

Pato e per lo più Palli, T. di Giuoco; Partilo, vale Accordo che si fa quando uno benchè al di sopra, non sia sicuro di viacere o sia ad egual condizione dell'altro --FAR Pati, Far partito, vale Accordarsi ad alcuna condizione, proporre accordo, venire a patti.

Pati? I PATULI PA I MARANGONI, Maniera scherzevole fam. sull' equivoco o doppio senso della parola Paro, Al qual ribobolo potrebbe corrispondere per le stesse rime, Convento ? i conventi sono ristoppati dai falegnami, E tuttociò vuol dire Non vo’patti, Non vo’condizioni o leggi. PATOCAMENTE, avv. Patentenienle: Sensibilmente ; Evidentemenle ; Palpabilmente, Manifestamente, Chiaramente. PATOCO, add. Patente ; Palano, Manifesto, Chiaro.

SexTIMESTO PITUCO, Senso o Sentimiento ovvio, letterale, Chiaro, naturale.

INADORA Patuco. Innamorato collo, Grandemente innamorato.

Marzo Patòco, Marcio, Fracido, Infracidato, dicesi di Carni guastate o simili Riferito a uomo vale Intisichito.

LA XX PATOCA; La raginne è palpabile o palana; Mostrar il morto su la bara, Si dice di cosa che sia presente o manifesta.

RESTAR PATÒCO; Restar confusn ; (mmutolio; Restur brullo o uno stivale, vale Restar burlate, defraudato. PATRASSO, s. m. (Specie di accresc. da Putres) Primasso, Voce formala per ischerno e vale Uomo principale, uno fra i prini del paese, che per nobiltà e per l'impiego suo luminoso domina e si distingue. Ella è moglie d'un primasso.

In altro sign, Andar u Patrasso, vale Andar al mondo di la, cioè Morire, che anche diçesi Andare a guardar l'orlo al

prele o a dar beccare a'polli o a ingrassare i petronciani.

MANDAR A PATRASSO; Mandare in rovinu; Mettere uno a soqquadro; in conquasso; Rovinarlo nello stato Mandare a Patrasso, che anche dicesi; Mundar uno cogli angioli a cena, modo basso, vale Ammazzarlo. PATRIA, 8. f. Patria, luogo dove si pasce e donde si trae l'origine ; Patria nativa o natia o genilale, vale la stessa.cosa.

Tuti voL BEN A LA SO PATRIA; Tristo a quell' uccello che nasce in catliva valle : Ovv. Ad ogni uccello suo nido è bello, e vi corrisponde l'altro dettato La rana avvezza al pantuno s' ella è al monte viene al piano.

Dove chE SE STA BEN LÀ XE LA SO PATRIA; Per tutto è buona stanza ov' altri gode. Tutto il mondo è paese, Da per tutto si sta bepe. PATRIÀR, v. T. ant. Abitare per patria. PATRIARCA, 8. m. Patriarca.

PATRIARCA DEI VISDeCazzi, Maniera bassa, V. VISDeCAZZür.

COLÒR PATRIARCA, V. COLOR. PATRIARCATO O PATRIARCADO 8. f. PaIriarcato; Patriarchia, La sede del Patriarca. PATRIOTO, 8. m. Compatriotla; Compatriotlo; Popoluno e Popolare, D'una medesima patria, Puesano, per dire Dello stesso paese. V. Zerso.

Patrioto, dicesi anche per Repubblicano, partigiano del sistema delle liepubbliche. PATRIZÀR O PADRIZAR, v. Padreggiare e Patrizzare, Assomigliare al padre; e dicesi de'figli. PATRIZIO, 8. m. Patrizio, Dicevasi ne tenpi Veneti assolutamente per Gentiluomo Veneziano: benchè Patricii si putessero dire i Nobili delle Città dello Stato che avevano consiglio chiuso.

GHE VORIA EL POZZO DE S. PATRIZIO. Locuz. fam. Essere come il posso di S. Patrizio, vale Non contentarsi mai; Non empiersi mai, Egli è il pos3o di S. Patrizio Ci vorrebbe una minieru d'oro, direbbesi alludendo ad un prodigo. PATRON, s. m. Padrone. V. Parur.

Patron, dicesi per Modo di salulare, e vale Vi saluto; La sululo; Servo su S10R PARÒN PATRÒN, dicono le persone volgari salutando un loro superiore, che per riverenza chiamano Padron e; ed è come si dicesse Padron mio la riverisco o salų. to Alle volte si dice scherzevolmeple per l'equivoco della parola, PATRON CALDO. intendendo di dire PATRÓN CARO, ma è una maniera di confidenza, che s'usa colle persone uguali ed amiche o inferiori.

FAGSE PATRON Insignorirsi PATRON O DA PATRONA, Essere il messere e madonna, Comandare.

Patroni all' Arsenale, si chiamava sotto l'impero Venelo uoa Magistratura composta di tre Patrizii, i quali alternativanente

TINA.

cane.

PATIO add. Patito; Sbattuto ; Macilente ;
Sparuto ; Snorliccio, dicesi ad uno di cal-
tiva cera. V. PATIÈTO.
PATIR, v. Palire, Sopportare — TORNAR
PATÌR, RIPATIBE.

Patisse El GIUSTO PER EL PECATÒR, Uno fa il peccato e l' ultro la penitenza. Il purco pali le

pene

del PATÈR PER ASPETAR, Storiare; Allungare il collo, Patir per l'indugio. E l'una cagione o l'altra polè essere per non farlo storiare.

PATIR EL MAR, Mareggiare; Mareggiarsi, L'aver quel travaglio di stomaco che molti ricevono dal navigare. V. in Mar.

PATIR, parlando di carni Immessire, Immezzare; Invielare; Invietire, Diventar mezzo o vieto.

Patie EL PAN, Patir di fume ; di dunari ecc. vale Averne inopia Patire la voglia di che che sia, Non disbramarsene, Restarne privo.

Patirla, Locuz. fam. Disgrumarlu o Digrumarselu, Non poterla sofferire Ar

FAR DA

[ocr errors]

0

8

FA

[ocr errors]

di gran

rimanevano giorno e notte di guardia al-
l’Arsenale, e mutavansi di mese in mese.
Questa Carica dava titolo per aspirare al
Senatorato. V. VISDOMINO.
PATRONA, 8. f. Pudruna; Padronessa, La
moglie del padrone o Quella ch' è superiore
e comanda in casa propria.

Volèr fur du pudron1, Voler comandare.

PATRUNA, detto in T. Mil. Fiuscheltu o Giberna, Tasca di cuoio appesa alla bandoliera, che cade sul dorso del soldato, entro alla quale si tengono le cartucce. Nave PATRONA ; Nave capiluna ; Galea

; capitana ed anche Capitana assolut. dicesi di Quella che porta lo stendardo sotto del quale van le altre di quella squadra. PATRONANZA. V. PADRONANZA. PATRONATO, 8. m. Pudrunato e Padro. natico, propr. Ragione che si ba sopra benefizii eccles.astici di potergli conferire. PATRONIZÁR, v. Padroneggiare, Doininare, Esser padrone.

PATRONIZAR UN Bastruento, Pudroncg. giare, ed è Aver titolo di propriela o sul bastimento o sul carico. V. PARCENEVOLE PATÈGIA 8. f. Pattugliu ; Ronda, Guardia di soldati che scorre per la Cilta. Dicesi ananche BATUGIA. PATUiO, add. Pattuilu; Pulleggsuto.

QUEL CH'Ė patulo 3 PatUiO, Quel ch'è di pullo non è d'inganno, Non si deve ramınaricarsi del convenuto. PATÙLA. Voce triviale. 1. Patogia. PATUJE, s. m. Patlume, T. Mar. Mistura di pece, sego ed altre cose, con cui si spalmano i navigli . V. SPALHÅR. PATURNIA, 8. f. Paturni u Pulurnia, derivalo dal Greco Pathos, Passione, e vale Tristezza o piuttosto Desio di star malinconico; Voglia di patire in bella prova.

AVÈR LA PATORNIA; Aver le paturne ; Aver le lune ; Aver la matana, V. Luna: PATURNII, add. Paturn uso, Che ha le paturoe, vale Torbido, melanconico.

Son PATORNIÀ, Son meluncunico; Son pieno di lasciami slure. PATURNIOSO, Lo stesso che PATURNIÀ. PAULO, Puo'o, Some proprio di Uomo.

Paolo, chiainasi pui una Monela papalina d'argento del valore poco più di venti soldi Veneli, che una volta per ragione di confine collo Stato Papale era in corso anche fra noi. PAULINO, V. Don Paulino. PAURA, s. f. Pauru.

PICOLA PAURA, Puuriccia
PAURA, Un poco di puuricciu.

PAURA GRANDA O PORCA PAURA, Spavento;
Paura egungheratissima. V. TRENTASSIE.

Paura VA PUTÈLO, Fascinazione; Mal d'occhio, Terrore de' fanciulli dal vedere oggetti a loro spaventevoli. AVER 0 PARSE PAURA DE LA

SO OMBRA, Aver paura dell'ombra sua: Fursi paura coll ombra ; Aver puura de' bruscoli; Adombrare ne' ragnateli; Aver paura delle mosche ; Avere i conigli in corpo, un cuor quanto un grillo La suppa mi fa nodo, cioè troro difficolla.

ASĖR UNA PAURA MALEDETA, Aver una Star nella bambagia ; Stur a panciolle, vecchia paura ; Aver le budella in un ca- vale le delizie e in ogni consolazione di tino ; Cascar il cuore.

corpo. AVÈR PAORA DE SI O De No. Temere o Du- PAVARO, 8. m. Papero, Oca giovine. bitare che si o che no.

I PAVARI VOL MENÀR LR OCHE A BEVER, 2 BUTÅR VIA LA PAURA, Pisciar la paura, puperi menano le oche a bere, cioè I più vale Ripigliar apimo dopo alcuna paura

giovani vogliono dar norina ai più allemavuta.

pati. CAGÅR LA PAURA, V. Cagar.

PAVEGIA, 8. f. Furfullu, None generico di CHI GA PAURA STAGA A CASA, Chi ha pau

animaletti alati e volanti notissimi. ra di passere non semini panico, cioè Chi PAVkGiE DEI CAVALIERI; Farfalla dicesi la ba paura di pericoli non si metta ad im- crisalide de' filugelli, che trasformandosi prese.

nuovamente esce dal bozzolo in farfalla. DA PAURA, Credendo; Temendo

DA

Reaumur le chiama Squume. PAURA DEL GATO GO INCHIAVÅ I OSELETI, Per DeventÅR Pavegia, Sfarfallare, Uscir timore del gatto ecc. cioè che il gatto non

fuori dal bozzolo bachi da sela divenuti ne rubasse DA PAURA CAB NO LA VOGIA,

farsalle. Temendo ch'ella non voglia o non volesse.

Pavegie PEL PORMENTO, V. PARPAGIÙLA. FA BEN E GNENTE PAURA, Piscia chiaro PAVEGIÈTA, 8. f. Furfallelta; Farfallifatti besse del medico, Fig. e vale Chi ba na; Farfallino, Piccola farfalla. coscienza nella e pura dee star sicuro e non

PAVEGIOLA, V. PARPAGIÙLA. temere,

PAVEGION, s. in. Farsallone, farfalla LA PAURA

FAR GIODIZIO, La paura grande. guardu la vigna, detto fig. cioè 11 timor PAVÈRA, 8. f. Tifu, detta anche Mazsa pel gastigo rende gli uomini saggi.

sorda e Papca, e da Linn. Typha latifoNo AVER PAURA, Non ti spericolare, Non liu, Pianta perenne che nasce abbondanl'impaurire, Non aver paura.

temente nei paduli il cui fusto eretto, 80No l'È PIO DE PAURA, E' non gli crocchia migliante ad un bastoncello, termina in il ferro, Dicesi di chi è prode della persona

una folta spiga o clava, ripiena di semi e non teme di pulla. È di cuore,

adorni di delicati pappi, i quali maturi sono cuore, l' alto cuore NOL GA PAURA DE

poi trasportati dal veuto a grandi distaoze. NISSON, Aver tutto il mondo per vile, Non Le sue lunghe e strette foglie chiamate aver timore d'alcuno Nou GA PAURA DE

Stiance o Sale, servono per vestire i fiaBRUTI must, Non aver paura di brutti schi, per far delle stoie, ristoppare le botti ceffi. Di minacce non temere, di promesse

ecc. La peluria poi o sia la laqugine altacnon godere. Fu poi detto, La prepotenza

cata ai semi serviva ne tempi de'Romani per non ergesi lanto orgogliosa, ch' ci non la materasse. V. IMPAVERÀR e PavÈRO. incurvi.

PAVERÈLA, s. f. Voce agr. Nigella, Sorta NOL GA PAURA DE CATORIGOLE, V. CATORI- di pianta erbacea de:la da Lion. Nigella

arvensis. È alta poco più d'un piede ed ha i De CamINAR NO GO PAURA, Il camminare

fiori verdastri. Trovasi tra il grano e fiorinon mi fustidio, cioè Cammino bene e sce io Maggio. volentieri.

PAVERO, s. m. Sloppino o Lucignolo, EL LAVORÅR no me FA PAURA, Il lavoro Bambagia a fila raddoppiate, che serve per non mi noia, avoro assai.

far ardere la lucerna o la candela. PretenL'AGÅR LA PAURA, V. PAGÅR.

desi che la voce vernacola derivı da PAVĖRA XE MEGIO AVER PAURA CHE ANGOSSA, V. ch' è la Tisa palustre, la cui spiga e clava ASGOSSA.

contiene una sostanza tenera midollosa, di PAUROSO, V. SPAURÒSO.

cui i nostri antichi si servissero ad uso di PATANA CAVARSE LA PAVANA, Cuvur il

lucignolo. corpo di grinze; Trarsi lu famc; Sfu. FAR EL PAVÈRO, Allucignolure, Aggiumarsi; Sbramarsi ; Torsi una satolla, Sa- stare a guisa di lucignolo. ziarsi di cibo.

A correzione di quest'articolo, si sozVOLÈR TORSE V CAVARSE LA PAVANA CON giunge, che Questa voce Pavero non deriva UNO; Volerne una quattrinalu con uno. giá da Pavèra, cone credevasi, ma è corvolersi sbizzarrire o scapriccire con esso, rotta dal latino Papyrus, ch' è il Cyperus per vendicarsi di qualche sopruso ricevu- Papyrus dei Naturalisti, Pianta celebre delto – In altro senso Soddisfursi ; Sfogur. l'Egitto e della Sicilia, di cui gli Egiziani. si; Appagarsi ; Salollursi ; Sbramarsi e poi i Greci ed i Romani fecero tanto u80 Smuttanarsi vale Prender qualche ricrea

in diverse manifatture, tra le quali servizione per cavarsi la mattana.

vansi della parte più tenera della radice per PAVARAZZO, 8. m. Palombo. Colombo sal- luciguoli pelle torce dei funerali. Abbiamo vatico.

nel Lessico latino del Forcellini a prova di PAVARINA, s. f. Paperina, detto anche questa verità il seguente passo di Vegezio: Centonchio o Cintonchio, Sorta d'Erba co- Papyrum candelurum purgatan subtilite, munissima, chiamata da' Sistem. Alsine carpis, inlingis in ovi albumento ec. media

E siccome la pianta che poi chiamiamo STAR IN PAVARINA, Slar alla paperina ; PATÈRa, serve a varii di quegli usi a' quali

GOLE.

.

UN POCA DE

[ocr errors]
[ocr errors][merged small][ocr errors]

0

[ocr errors][ocr errors][ocr errors][merged small][ocr errors][ocr errors][ocr errors]

DINA

[ocr errors][ocr errors]

serviva il Papiro, como a fare sluoie, veblire fiaschi, e l'anima tenera della mazza a far lucignoli : cosi sembra all'Autore che per la stessa ragione sia stata questa pianta delta per analogia Papyrus, che nella corruzione della lingua latina fu poi delta Pro VĖRA, essendo anche Papyrus di genere leniminino. PAVESIR, V. PAVISAR. PAVĖSE. s m. Pavese, Arme antica difenriva che imbracciavasi come scudo. Dicesi anche Targa e Rolella. PAVIMENTO, s. m. Puvimento, Parte superiore di palco, dove si cammiga. Dicesi coche Strato e Suo'o, e secondo la specie Mattonato, Lastricato, Battuto. V. SIOLO. PAVION, B. m. T. Mar. Bandiera, Drappo d'ordinario di stamigna, che secondo i paesi lia una forma differente, e cbe 8' inalbera bella parte superiore degli alberi della nave, o sopra il bastone di dietro o della poppa, per far conoscere la qualità dei Comandanti de' vascelli e la Nazione a cui appartengono.

Egske UNA NAVE IN PAVIUX, Essere in pien corredo, Del tuito allestita o equipaggiata una nave. V. IMPAVIONÀR. PAVISADA, s. f. e per lo più Pavisie, T. Mar. Puvesata, Tele dipiole che si tendono avanti alle reti delle coffe per ornamento. Alcuni dicono Palesale.

MATTBR IN PAVISADA UN TASSÈLO Pavesare, Guarnire un vascello di pavesata.

Parisana, cbiamasi ancora la Rcte d' im. pagliutura, cioè l' lotrecciatura di funi e simili che si fa allorno al vascello per riparo de'combattenti. PAVISAR o PAVESÅR, v. T. Mar. Pavesare, Chiamasi upa Barricata che si fa al capo della banda d' uoa oave, ai passavanti e dovunque è scoperta, per mettere l'equipag

è gio jo sicuro dalla moscbetteria dei nemici quando si mettono le brande per prepararsi al cambattimento. PAZIEZA, V. Pazienza. PAZZARELO, add. Pazzucc 0; Materullo; Citrullo ; Chiurlo, Uomo semplice e leggiero. V. MATURLAN. PE (coll’e strelta) Pi, 8. m. Una delle let

tere consonanti dell'alfabeto. Un pi. PE (coll'e aperta) Sincope di Pie, Piede, V. Pie.

Cativo DE 80 PB, Esser di nidio, Cattivo o Tristo insin nel yuscio.

Cossa CHB YA DE SO PE, Andare, Cammi. nare o Correre pe'suoi piedi che che sia; Andare pel suo cammino o per il gran cammino o naturalmente, Progredire secondo la sua uatura o la convenienza. Vi corre con dieci gambe. Vi va di rondone o di pennello o a vunga o a velu.

SON DE NIO PE, Maniera ant. che vale Sono sincero, naturale, schietlo. Contrario di Doppio.

XB MEGIO ESSER De so PE CAE DE SO MAN, e vuol dire Meglio è la bellezza naturale che la fattizia o artiñziale. V. in Man.

IN PR, Modo avv. In vece; in luogo

IN PE DE VOLERNE BEN BL MR. BASTONA, In- quesle maniere è la più rozza 0, se pud dirvece d'amarmi mi batte.

si, la più idiota. Si scurge manisestamente ENTRÅB IN PE D'alcon, Entrare o Essere che variarono i modi di recitare questa ne’piedi ďalcuno, vale Entrar nelle reci frottola o centone, secondo ch' esso passo di d'alcugo.

secolo in secolo e di bocca in busca da una PEA, 8. f. e PBATÒN è il nome di una specie all'altra scuola di femminucce izoravtissidi Giuoco v trattenimento puerile, con cui

we. l'Autore non le avrebb: 0.1 mego le nostre Maestre divertono i loro fanciullet. fatla menzione iu quest'operit, 8c non gli li, e si fa in questo modo. Parecchi di essi seinbrasse essere una reliquia, auzi a me. 8rduti in cerchie lengono i loro piedi jo glio dire, un'autitesi dell'inno che cantaavanti, mentre la Maestra cun una vergbet- vasi ed insegnavasi da' Gentili in onore di la in mano, iotuona la caotilena seguente, A pollo, detto appunto da' Greci e da Latini ad ogni versetto della quale tocca colla ver- Pæan e italianamente Peuna o Peane. di ghetta un de'piedi de' fanciulletti, e va cosi cui è meuioria in tanti aulori greci, lafacendo sino alla fine, in cui l'ultimo toc- tini ed italiani. Le persone erud.le della cato ritira il piede; e si continua il giuoco sloria antica giudicheranno se l'Autore siasi tin che tutti i piedi siano ritirati. Ecco le

bene o male apposto. varie maniere di recitarla.

PEADA, 8. f. C'a'cio e Peduti. Percussa o Pen, Pea, Pen,

Colpo che si da col piè. V. SALZADA Son DE DONA ANA MAREA,

Gambułu dirubbesi a Percossa di garnba. PER CENTO & CINQUANTA,

Dar o MOLAR DE LE PBAB, Diere o Tırar SENTAI SO UNA BANCA,

de' ca ci; Dar di piè; Mundai alcuno a Per uno, Pel no, PRR T&E, PXR QUATRO,

Culcinaia, detto metal., Sculcheggiare: Per cinQUE, PER SIE, PER SETE, PER OTU, Sprangar calci. TIRA PRESTO QOKL CHÈ coto,

PRADA IN TE LA PANZA, Pecciuti, Percossa QUEL CHÉ COTO A LA ROMANA,

data nella peccia cioè pancia. Sete GAZETE A LA SETEMANA,

PEADİNA, 8. 1. dimn. di Peada, dik oNA PEAPalazzo, PALAZZETO

A QUALCON UA QUALCUNA, dulto fiz. TIRA DRENTO QUEL BKL OCHIETO.

Dar lu gambala, Preuder per moglie v Allre dicopo

marito la dama o il damo altrui. – S'inPEA PBAZZON

leode anche talvolta Dar un aiuto di ciDe MARIA SON,

sta; Dar assistenza ad alcuno, cio. pecuDO CHE TIRA, DO CHE TAGIA,

Diale. DO CHE PA CAPÈU DE PAGIA

PEIG.VO, s. m. (surse dal greco Pe ago. PER ANDİR À LA BATAGIA

Pedem duco) Cava'cafossa o Podugnolo e Altre

Pedugnuolo, Legao o tronco di piccolo alPen Peazzů:

bero, che poslo a traverso a guisa di pontiDE LA MARE DE MELUN,

cello, serve per passar un fussato o uo riga. PER CENTO E CIS QUANTA

goolo. Se in vece del legno v'è una o più SENTAI SP ONA BANCA,

pietre, si dice Pussuloio. Se il mezzo di PER ORO, PER DO, PER TRE, PER QUATRO, passare è un pancone, dicesi Pulan.olu. PER CINQUB, PBR SIR, PER SETR, PER OTO, Talvolta v'è una perlica o legon posto orizCae MAGNAVA UN BON BISCOTO,

zontalmente da poggiarvi la mano, e questo Biscoto, BISCOTIN

si chiama Spallelta. TIRA DRENTO QORL B8L Penin.

PEAPA, s. M. LoxxkK BL PBAPI, Imparare il Ovvero

puter nostro, cioè il compilare che fanuo i Che GERA TANTO BON,

fauciulli l'orazione domenicale q:auto cuTIRA DRENTO QUEL BEL PENUX.

minciano a leggere, la quale principia di Altre ancora

P, a. Pea PeazzÙN

PEATA, 8. f. Piatta o Chiatta, Barcaccia DE LA MARE DE NBLÙN,

piatta da carico, assai forle, di molta capaSoto ONA BANCA,

cita, per uso de' trasporti di mercanzie pePER CENTO E CINQUANTA,

santi da luogo a lungo. Queste sono le barSORA UN, 80RA DO, SORA TRE, SORA QUATRO, che più antiche delle gondole, cbe usavausi SORA CINQOB, BORA SIE, SORA SETE, SORA OTO, in Venezia, alla cui estremità della prora, CAE MAGNAVA UN TOCO DE BISCOTO,

la quale è alquanto elevala, dicevasi anticaCHE SAVEVA TANTO DA BON,

mente GRAGNOSTORTO, come osserva il GalTIRA FORA VECHIETO E BALON.

licciolli nelle sue Memorie Venete auticbe. Il comjociamento della prima maniera PEATÈR, s. m. Voce pretta oazionale, che sembra essere stato il più antico perchè vi non ha corrispondente ne' dizionarii della è ripetuto tre volte Pra: desinenza d'al- lingua, e cbiamasi il Barcaiuolo che voga e tronde jacomoda per la rima che obbligo lavora nelle barche dette Piatte; e tanto a dire Mabea in vece di Maria. Questa scon- intendesi il proprietario di tali barche, ciatura però si trova corretta nelle altre quanto il Mercenario semplice o Giorpalieformole, delle quali strascicatosi up Pea e re cle vi va a lavorare. fattolo divenire Peazzon, quasi accresciti- PEATÈRA, s. f. Moglie o Feminina del pavo, vedesi di tal modo un po'più spontanea

drone o lavorante pelle barche piatte. inente rimato il versetto. L'ultima poi di PEATÓN, V. Pea.

[merged small][ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors]

e

detto per

0

[ocr errors]

PEATON, 8. m. accr. di Penta Pentona PECHES, &. m. chiamavasi un l'estito da e l'altra Dicesi anche

per

Prolettore chiamavansi Quelle barcacce coperte, cun

n!

uomo, specie di sopratodos, stato usato ai Patrocinalore, Che prolegze altrui e lo finestre a guisa de'Burchielli, che servivano nostri tempi.

spalleggia. sotto il Governo Veoeto per uso di traspor- PECOLO (coll' v stretto) 8. m. Picciuolo, PEDUZZO, s. m. Peduccio, 'T. de’Muratori, tare il Doge e i Senatori quando recavapsi Gambo di frutta o di simil cosa. I fichi Quella pietra sulla quale si posano gli spisolennemente ad assistere alle sacre fuo- sono senza picciuoli. Grappoletti di coc- goli delle volte. zioni va visitare alcuna chiesa lootana. cole attaccate con sottili e non molto lun. PEÈTO, 8. m. Pedicello ; Pedino e PiediPEAZZO, 8. in. Piedacc 0; Peilone, piede ghi picciuoli Grappa vale Picciuolo e no, Piccolo piede. grande, Piedi u piunta di patlona, cioè

propr. quello della Ciriegia. Sle'o di- PEGIO (coll’e stretta) 8. m. Piglio ; CipiPiedacci graodi e larghi ; dicesi anche ia cesi al Gambetto di fiori e di erbe – Pe- glio, Cipigliaccio; Accigliamento, Guarpeggior. duncolo e Pedicello si dice Quella parle

datura brusca, Raggrinzamento, lacrespaPBCA (collie larga) 8. f. Pedata, 0:ma o Pe- del tronco, che porta iininediatamente il tura di froote. sta e Vestigio, Segno rimasto in terra dal fiore, ed il frutto – Piccanello, in T.

agr.

FAB PRGIO, Fare mal piglio o cipiglio o camminar delle beslie, e di chi le segue. chiamasi il Pedicello del grappolo d'uva, guardatura di cipiglioso; Guardare in Ferratura è l’Orma del ferro degli animali. che resta allaccalo al tralcio dopo la ven- cugnesco o a squarciusacco ; Aggroltare Peca, dutto in altro siza. Pecca; Vizio ; demibia.

le ciglia e la fronte ; Fare il cipigliaccio Menda; Vez30; Difetto No L'HA STA PECULO DE LA MEDAGIA, Gambo, Quella arrovesciato. V. IMPEGLÅR. PECA, si legge nelle satire del Varotari, e specie di manicbelto che s'attacca alla me- Co TANTO DE PBGIO, Aggroltalo ; Accivuol dire Non ha questo difelto; ma è daglia, per tenerla appesa e poterla inaneg

glialo ; Di rubbuffata chioma ; Di sopracironia. giare.

ciglio aggrottato. V. Impegs. PECA O Pecato, s. m. Pe!cato, Mancamen- PECOSSO DEL PORCO, Ginocchiello, Il VARDAR COL PEGIO, Guardare alla tralo contro il divieto della legge di D.o.

ginocchio del porco spiccato dall'animale. versa o a squarciasacco o con mul piglio. Peci, dicesi ancora per Compassione Peduccio dicesi a quello del Montone e del- PEGIO (coll' e largo) Lo stesso che Liga. Fa pecà, Far compassione ; Muovere a l'Agnello.

PEGNARIOL, s. m. Pignoratario, Colui compassione, Intenerirsi — EL PA PECİA PEDAGIO, 8. m. Pedaggio e Passaggio, che riceve in pegao una cosa altrui sutto TRUBRLO, L'è una scur. o calumila il veSpecie di dazio che si paga per passare di

certe condizioni. Impegnunte seinbra dirwerlo, cioè È una cosa che muove a pieta, qualche luogo. Ripaggio, dicesi Quello che si chi presta la roba Prestalore, Quelche fa compassione. si paga in alcuoi passi di fiumi.

lo che dà il dagaro, ma si piglia per lo EL PECĂ SCONTO XB MEZO PERDON), Pec- Costode DBL PEVAGIO, Pedaggiere. più in cattivo sigoificato e vale Usuraio. calo celato mezzo perdonato, Il peccato PEDAGNA, s. f. T. Mar. Pedagna e Peda

PEGNARIOLA, 8. m. La Moglie u Femmi. occulto è più degno di perdono che il palese. gnuolo, Appoggio su cui posano i piedi de'ga- na di Pignoratario; la quale sull'esempio ESSBR PBCI A FAR QUALCOSSA; L)' ON PB- leotti che tirano il remo.

di altre voci cosi formate potrebbe forse ci De Dio, Essere un danno ; Esser pec- PEDAGNON, B. m. T. Mar. Pedagnone,

dirsi Pignorataria. cato a far che che sia, oltre al seatimento

Appoggio de' piedi de galeotti che tirano il PEGNARIOLA, dicono qui anche a quella proprio si usa anche per dinolare sconveremo, quando vogano avanti.

donna che fa il mestiere di raccoglier robe vieuza e disordine a far cbe che sia.

PEDİN, 8. m. T. degli Intagliatori. Ugnet- altrui da impegnare e portarle al Monte, NOL VAL I 80 PECAI, Non vale una foglia to ; Specie di scalpello schiacciato in punta rendendone poi conto ai proprietarii e budi porro ; Non vale un sero, un fico, un a similitudine dello scalpello piano, ma più

scando per sè qualche guadagoo. niente, Perchè i peccati non possono aver stretto. V. SGUBIA.

PEGNO, 8. m. Pegno, Contratto con cui valore.

PEDANA, s. f. Pedana e Doppia, T. de' il Debitore dà al suo creditore voa Pecati VECHI PENITENZA XOVA, Peccato

Sarti, Rinforzo di paono più ordinario cbe mobiliare per sicurezza del credito, da e8vecchio penitenza nuova. A colpa vecchia mettesi intorno intorno da piede alle sotta- sere però restituita estinto che sarà il depena nuova, Prov. e dicesi del Portar la

pe degli Ecclesiastici Ba'zana o Pedi. bito. Pegno s'intende anche l'effetto che si pena di peccato, il quale si credeva fosse

no, dicesi il Giro da piedi della vesta. da in mano del creditore. andato in dimenticanza.

PEDEMONTE, s. m. quasi Piè del monte, PEGNO GARBO, V. GARSO PORTÅR I PECAL DBI ALTRI O LA PENA PER I Specie di Costiera di monte; luoghi posti Far on pegno, Pignorare, Dare o f'renALTRI, Quando il padre fa carnovale, a'i

alle falde o alle basse de’monti; striscia a gliuoli tocca far la quaresima, e vale che pendio d'una montagna.

ROBA VADA IN PEGNO, Pignoruto, Ag.. di Un padre scialacquatore lascia i figliuoli po- PEDESTAL, 8. m. Pedesla!lo o Piedistal

roba data io pegoo. ver i; simile all'altro Tal pera o Tal uva 18, Piede su cui appoggia la colonna.

METER PRGNO, Scommettere mangia il padre che ai figliuoli allega i PEDICÈLI, 8. m. dicono i Maliscalcbi alla GNO CAB NO TI XE BON, Scommetto che tu denti, Si dice de' figli che portan la pena Corrosione nella corona del piede che sos

non sei capace. de' peccati de’loro padri.

fre talvolta il Cavallo, dond'esce un sangue Pegno, in diversi giuochi fanciulleschi, UN PECI DA AQUA SANTA, Un peccatuz- sordido e puzzoleole.

dicesi Quella cosa che viene depositata da zo; Un bruscolino, detto fig. Un menomis- PEDICÈLO, 8. m. T. de Maniscalchi, Mal- que' giuocatori che falliscono uel fare il simo fallo.

pizzone, Iofermità che si fa nell'unghia giuoco, e si chiama anche Premio. PRCAR, v. Peccare, Fallare.

del cavallo, nel luogo ove la carne viva Vin DA PEGNI, V. Vin. TORNAR A PECIR, Ripeccare. s'unisce coll'upgbie.

PEGNORAZION, s. f. Pignoramento, L'alCONOSCER DOVK ONO PECA, Conoscere da PEDİNA, 8. f. Pedina o Pedona, Quel pez- to del pigoorare. Gravamento è Quell'atto qual piè uno zoppichi, vale Conoscere le zo nel giuoco degli scacchi, che s'alloga in- che fa l’Esattore della giustizia nel torre il sue inclinazioni o difetti.

naozi ad alcuni pezzi Pedina; Girella o pegno ai debitori. PECATAZZO o Pecapazzo, 8. m. Pecca- Tavola si dice al giuoco di Dama.

PÈGOLA, B. f. Pece o Pegola, Ragia di Pitaccio, Grao peccato.

Pedine sono dette ancora per ischerzo le no tratta o dall' albero per incisione o da PECATİN, .. m. Peccatusso; Peccadiglio. Donne di bassa condizione, perchè vanno a pezzi di esso per via di fuoco, e mediante PECATORA, s. f. Peccatrice.

piedi; ed è tolta l'appellazione dal giuoco di, una forte cottura divenuta dera e tenace. PRCATORON, 8. . Peccatoraccio.

Dama.

Se si tiene molto in fusione, si ha la ColoPĚCHER, Voce Tedesca, Pechero, Soria di Pepina, dicesi per Mezzano; Mediatore, fonia, detta Pegola Spagna la quale abbrubicebiero grande, che dicesi anche Bellicone. Quello cbe tratta pegozio tra l'una persona ciata dà il negrofumo. Mista poi al catrame

cosa

dere jo pegoo.

Meto PE

« IndietroContinua »