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POCO.

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PLOCÀMA, idiotismo della bassa gente in e umidità cagionata dalla pioggia nella spressione fam. d'impazienza, come si divece di PROCLA21, V. terra.

cesse: Oh che ti possa rompere il collo! PLOREUSE, 8. m. Voce da pochi anni co- Pocho de MEDICAMENTO, Un guazzabu- Che ti venga la rabbia! Mal aggia e simili. nosciuta fra noi e pronunziata alla France- glio, dicesi per Medicina.

Cọ NO SE FA QUANDO SB POL, NO SE FA se, Sopragirello, Mostra bianca delle mani- Pochio DE HAGNÅR, Intinto, dicesi la parte QUANDO SE voi, Chi no fa quando e' può, che che portasi in tempo di bruno detta poi umida delle vivande — Intriso, Mescuglio non fa quando e'vuole, e vale Chi ha temitalianamente alla Francese, Plorosa. di farina o altro simile con acqua v altro li- po nou aspetti tempo a far le cose. PLUS, 8. m. (dal Franc. Peluche) Peluzzo, quore Imbratto; Imbrattatura, Lordu- LA ME POL, Andare all'animo, a cuore, Sorta di panno leggiero notissimo, col pelo ra, Sodiura.

a genio, u pelo, a sangue, a stomaco, a più lungo della Felpa, a cui somiglia.

FAR DEI POCHI, Rimescolare; Intridere; grado; Attagliare; Soddisfare, Piacere. PLUTON, s. m. detto alla Francese, Drap- Imbrattare, E detto fig. Guazzabugliare; GAB NE POSS0 mi? Locuz. fam. e vale pello, T. Milit. Una parte della compagnia Imbrogliare; Intrigare, Far delle azioni No ho io forse la colpa ? Ne son io forse la o della divisione d' uo battaglione. Un bat- equivoche e poco lodevoli.

cagione? laglione si divide in sei od olto divisioni, e POCHIOSO, (si esprime come in Toscana NOL GAE PODE O PUODE, Non si potere o queste si dividono in due o quattro Drap- Pocioso) add. Fangoso; Limo80; Pantano- Non ne potere con alcuno ; Non poler pelli, i quali si suddividono io Squadre, e so, Dicesi delle strade o di altro sito amido compelerla; Non esser atto a scalsare chi sotto l'armi in Sezioni. e fangoso.

che sia, cioè Essergli di gran lunga infePLUTONAR, v. T. Mil. Indruppellare, POCO (collo stretto) Poco e nel superl. Po. riore. Esser menipossente. Formar la truppa in drappelli, Metterla in chissimo, contrario di Molto.

NO PODER PIÙ O NO PODÉR PIO, Non ne ordinanza per drappelli.

Poco de Bon, V. Bon.

poter più, cioè Non poter 'più stare in conPLUXOR, Voce ant. Plusore e per lo più Poco PAN POCO S. Antonio, V. Pan. tegao dalla noia — No se POL PIÙ STAR CON in plur. Plusori, Voce pur antica che sente Poco PIÙ POCO manco, Ovv. Poco su POCO Lu, Non se ne può più con lui, cioè Non si del Provenzale e vale lo stesso che Più ; zo, In quel torno; Intorno; Incirca.

può più soffrirlo - Trafelare o TrafelarMolti ; Parecchi.

DAR POCO PER ASSAB, V. Dar.

si, vale Languire, venir meno per troppa PO, avv. Poi; Dippoi; Dopo E PO L' È MOLTI POCBI PA ON ASSAE, A quattrino a fatica Non potere stare alle mosse o ANDÀ VIA, E dopo se n'è andato.

quattrino si fa il soldo o il fiorino. Ogni Non poter star saldo alle mosse, Non poE PO NO M'IMPORTA, Alla fine ; alla fin prun fa siepe; Quattrino sparagnato due ter contenersi, Non poter aver pazienza, sifine; In somma; Alla fin dei futli non me volte guadagnato; A picciolo a picciolo si mile a quell'altro Non poter star nella n'importa.

fa il ducato; e valgono che Da tenui prin- pelle o nelle cuoia. Dopo EL PO vien L'ADESE, Mapiera fam.

cipij s'arriva a far cose grandi. V. A poco a NO SE POL PAR DO COSSE IN T'UNA VOLTA, di mostrar impazienza verso chi facendo un

Non si può cantare e portar la croce; Non discorso e non sapendo ricordarsi le circo- AVERGHENE POCHI DA SPENDER, Essere si puo strigliare e tener la mula, bere e stanze, successive, s' aiuta dicendo E PO E stringato, Aver pochi danari

zufolare. Po, che vuol dire E dopo; onde chi lo ascol- N'HA POCHI VA TARDI IN PIAZZA A PAR LA SPB- PODESTÀ, 8. m. Podestà, Titolo de' Preta, annoiato da queste repliche gli dice ber- s4, Gli spenditori più stringati vanno a tori patrizii ex Veneti in alcune Città e teggiandolo, Dopo EL PO VIEN L'ADBSe, per comperare in piera fredda, cioè Quando il Paesi dello Stato, ai tempi della Repubblifargl' intendere che liri innanzi, che dica mercato è finito dove la roba avanzata suol

Podestà, dicevasi sotto il Regoo itaquel che vien dopo, che la finisca una darsi più a piacere di quando il mercato è lico al Capo delle Municipalità cantonali. volta. in fervore.

Questo titolo è tuttavia conservato nelle POCHETİN, add. Pochettino; Pochetlo; AVERGAENE POCAI VA SPENDER O DA DAR Città provinciali, sotto il presente Governo Tagliuolo, Piccola particella.

VIA, Frase fam. met. detta in altro senso del Regno Lombardo Veneto, nel Preside DAGAENB ON POCAETİN A LA VOLTA, Da- che vale Aver poca salute; Esser conca- de'Consigli comunali o sia delle Congregagliene un sorso e dagliene un secondo, fessa, cagionevole, tisicuzzo, Questa no- zioni municipali. Un poco e poi un altro poco.

stra maniera vernacola si riferisce al ribo- EL PODESTÀ, detto in parlare furbesco, MUCHTÀR ON POCAETİN A LA VOLTA, Metter bolo opposto metaf. cbe diciamo, AVER DE vale Culo; Naliche; Deretano. insieme a scamuzzolo, vale Melter ipsieme LA SALUTE DA VENDER, V. in Salute,

FAR COME EL PODESTI DE LE GAMBARARE, a forza di risparmio e piocole porzioni. V. UN POCO A LA VOLTA, A poco insieme ; Far come il podestà di Sinigaglia, e vale Picego.

a miccino a miccino DAL POCO BISOGNA Comandare e far da sè. POCHÈTO, add. Pochetto, dimin. di Poco, TOR POCO, Dal poco un poco, Si vuole usare PODESTARESSA, 8. f. Podestaressa o Poche talora si unisce coll' accompagnanome con parsimonia le cose delle quali s’ba scar- destessa, La moglie del Podestà. Uno, e si usa anche in Maniera d'avverbio.

PODESTERİA, 8. f. Podesteria e Potester L'è pochero, Specie d'Agg. e vale Debole UN POCO PBRONO, V. PERÒMO.

ria, Ufficio del Podestà, e La giurisdizione di complessione; Magretto; Afatuccio; Po- UN POCA DE POLENTA, Un po' o un poco del Podestà. co; Pochetto; Scampoletto. di polenta.

POESIA, s. f. Poesia. Dicesi per Agg. nel sign. di Uomo dap- Xe megIO POCO CHE GNENTE, V. MBGIO. Poesia seria, Poesia eroica o Epica. poco o dappocucciaccio, Buon da nulla.

ZA ON Poco, Poco fa; Testè; Poc'anzi; Poesia AMOROSA, Poesia lirica, Quella POCHIAR, v. Acciabattare ; Acciapinare; Dianzi.

parte di poesia, che usa armoniose rime e Far che che sia alla grossa e senz'alcuna di- PODAGRA Dicesi famigliarmente da noi per lo più in materia d'amore. ligenza.

Podagra per agg. ad una donna nel signif. POESIA BOFONA O BERNESCA, Poesia ber. Impiastricciare o Impiastriccicare; In- di Pigra; Tarda; Neghitlosa; Infingarda. tridere; Imbrattare. V. Pocato.

PODÈR, 8. m. Potere o Podere ; Possa ; Centone, dicesi la Poesia composta di POCHIỀTO, s. m. Molliccio e Molliccico, Possanza: Podestà.

versi di varii autori. Un poco umido.

TOR EL PODER A ONO, Spodeslare uno, QUESTE ZE TOTE POESIE, Maniera fam. POCHIN, V. POCHÈTO. Torgli il potere, Pautorità.

Questi sono ghiribizzi, capricci, pensieri POCHIO, 8. m. (si esprime come in Toscana PODÈR, V. Potere, Àver possanza TOR- fanlastici ; Voi siete ghiribissoso. direbbesi Pocio) Poltiglia; Mota; Mollua NAR A PODER, Poter di nuovo.

POETA, 8. m. Poeta. me; Mollore; Fanghiglia, Terra fatta qua- PODÈR A QUALCÙN, V. in ASSENDENTE. Porta COMICO O DA COMEDIE, Commedia. si liquida dalla pioggia e Quel bagnamento CHE TE POSTO! (Detto con ammir.) E. io, Compositor di cammedie.

ca

sezza.

nesca.

sia grasso.

PICOLO POETA, Poetino, Cativo Poeta, che porta un albero di mezzana, uno di mae- POLENTA DESPRITA, detto nel gergo de'barPoetonzolo; Poetaccio; Poetastro; Poestra e un buompresso.

caiuoli, vale la Vulva. tuzzo; Semipoeta; Versifcatorello; Fu Polica e nel dimin. POLachina, chiama- POLENTA PRIMA CHE LA SIA COTA, Polta od detto ancora Uno stentato rimessiticcio di vasi un abito che portavano le donne civili Intriso. poeta vettaiuola, posticcio e dozzina'e. sessant'anni fa, detto anche Mezo ABITO POLENTA E PAN PASTO DA VILÅN, V. in Pan.

MANIERA DA POETA, Poeticheria, Maniera perchè era cortissimo, giungendo poco giù MUNARI DE LA POLENTA, V. MUNARO. e proprietà poetica.

delle natiche, sotto cui stava la gongella SOGOLI DE POLENTA, Farinata ; Paniccia. POFERDIO o Popardi e PorarsBRIO o Po- della medesima stoffa o di altro colore.

POLENTA ME STENTA, CAPÒN ME SA DA BON, PARBACO, Poffar Dio; Pud fare Dio; Pof- | POLACARSE, v. del Contado verso Cbiog- Dettato fam. che vuol dire, La polenta mi fare il Cielo; Puffare il mondo; Pape; gia, Appollaiare, Posarsi quatlo quatto. piace a stento ; ma il cuppone mi sa buoPah, Maniera di stupore o ammirazione.

POLACHÈTA, 8. f. Corsė; Giubberello, no, cioè ha sapore di buono. ANDAR O VEGNIR COL POFABDIO O Col Po. Veste corta da donna.

POLENTA A LA NIcolora, Specie di polenta PARDİA Andare o Venire con soperchieria, POLÀCÒ, add. detto @ig. Pollastrone; Pollo gialla che usasi a Burano, la quale è condita Con minacce, con maniere avventate. freddo; Pollastrotto; Avannotto; Merlot- di mele, zibibbo, mandorle, soci e pinocchi,

METERSE IN POFARDİA Maniera bassa e to; Balordo, Giovane di poca sperienza. ed è a quelle parti un cibo squisito, detto fam. Meltersi in appunto; Mettersi in ar- TROVÅR DEI POLACAI, Mangiar co' ciechi

altrimenti PatachÈO. V. nese, in ordine, in assetto, in gala, in at- il cavolo, e vale Trovarvi il suo cooto.

POLENTİNA, s. f. Piccola polenta. tillatura.

Nou GA MINGA DA PAR CO ON POLACO, Non Panata, dicesi più particolarmente QuelPOGIA, a. f. (coll'o largo) Poggia, T. Mar. ha a mangiar il cavolo co'ciechi.

la specie di polenta di grano turco che si fa Quella corda che si lega all’un dei capi del

POLACON, s. m. T. Mar. Pollacone, Vela mista di latte. l'antenna a man destra della barca. V. Orza. triangolare che si usa sai bastimeoti latini, PULENTINA DE LATE, Latteruolo, Quella

ANDÅR A POGIA, Andare a poggia, vale A a guisa de’stragli delle navi d'alto bordo. che fassi colla farina di frumento. mano destra; siccome Andare a orza, vuol POLÀME, 8. m. Pollame, Quantità di polli. POLENTINA, detta per Papa, V. dire A sinistra. Pollo è nome generico di tutti gli uccelli POLENTINA CALDA

SIOR POLENTINA CALDA, POGIA (collo stretto) 8. f. o Poglana, T. domestici, cioè del gallo e della gallina. si dice per ischerzo o disprezzo di Giovane do Cacciatori Poana o Poise, o meglio Nib- POLAME DA CAMPAGNA, Pulli campii, A pretendente. V. Cagagte. biv, detto da Linn. Falco Milvus, Uccello differenza di quelli di stia.

POLENTÓN, detto per agg. a Uomo, Ghiol. di rapina del genere de' Ralchi, da' quali POLANA, 8. f. chiamano i nostri Specchiai to o Mangialore di polenta Basoffione, però differisce per avere le ale non diritte la Flanella che mettono sotto agli specchi dicesi a chi mangia molta minestra e che ma curve. Nel Pisano dicesi Potaia. Nidig- perchè non si guasti la foglia. ca sopra gli alti alberi ne'boschi.

POLASTRÈLO, 8. m. Pollastrello e Polla- | PÒLESE, 8. m. Cardine ; Ganghero e ArPograna poi chiamasi volgarmente il Bos- strino.

pione, Le parti dell'arpione sono la Gamba zago o l’Abuzzago, ch'è la specie più co- Come TANTI POLASTRELI, Locuz. fam. Che- che si mette nel muro, e l'Ago o Perno fisso mune fra le grandi, la quale vien da Ling. ti com'olio, come polli o conigli.

che infila l'anello della bandella, V. Berdistinta col nome Falco Buteo, specie mol- POLASTRO, s. m. Pollo; Pollastro; Polto infesta delle campagne e temuta da Con- lastrone, Il pulcino che non ha più bisogno METER 1 POLESI, Ingangherare TORtadini perchè distrugge i pulcini. Sul Pisa- della madre.

NÅR A MBTER I POLESI, Ringangherare. no gli dicuno Falco, Cappone.

POLASTRI NOCENTINI, V. Nocentin.

LEVÅR I POLESI, Sgangherare; ScommetPOGIAPLAN, Posapiano, Detto di chi va IN TEL CAGÅR DEI POLASTRI, V. CAGAR. tere, Cavare i gangberi. adagio Dicesi anche per Segao così POLASTRO O POLASTROTO, detto fig. a Gio

POLÈSENE. V. Mezin. espresso sopra casse o colli che si mandano vane inesperto, Colombo da pellare o Pic- POLESÈTO, s. m. Arpioncino o Arpioncelaltrove. cion tenero.

lo, Che si mette per sostenere i telai delle POGIÀR, v. Appoggiare o Poggiare, V. POLDO, Leopoldo, Nome proprio di uomo. invetriate, il quale potrebbe forse anche Pozir.

POLEGANA, 8. f. Flemma; Tardità ; Len- dirsi Bilico o Perno, e Pernio. Poggiare, T. Mar. vale Cedere al ven- tezza ; Posatezza affettata ; Piacevolez- POLESİN, s. m. Pulcino o Polastrino, to Poggia è Modo di comandare fra' Ma

Quello che nasce dall'uovo della gallina e rinai, e vale che debba tirarsi la ribolla del Detto per agg. a uomo, Sorbone; Gat- va dietro alla chioccia. V. PULzin. timoné a sinistra perchè la prora pieghi a tone ; Soppiallone ; Soppiatonaccio. Dice- CRIÅR DEI POLESINI. V. in CRIÀR. destra.

si di Chi, tutto intento a' proprii vantaggi, MAGNÅR DEI POLESINI, Beccare; Pastu. POGIÀR IN VELs, Afforcare alla vela, di- procura segretamente e con accortezza di rare. cesi Quando gettata la prima ancora non conseguirli.

INTRIGÀ COME I POLESINI IN TE LA STOPA, si piegan le vele, ma si seguita a far cam- Vale anche per Posapiano; Santagio, V. INTRIGÅ. minare la nave fia che non sia giunta al Flemmatico. V. BIBIA.

POLICÀN, 8. m. T. mar. Uncino da calaluogo, dove si deve gettar l'ancora d’affor- POLEGIA, 8. f. T. Mar. Pulena, Quella fato, detto anche Becco corvino, Uncino di co.

figura umana o di bestia che si melte scol- ferro o strumento di cui si servono i CalafaPOLA (collo largo) s. f. Pollone o Pollon- pita sopra il tagliamare. V. TAGIANÀR. ti, per cavare le stoppe vecchie dai comcello, Il nuovo getto che scappa dall'albero POLEGIÀR, v. voce di gergo de’nostri Bar- menti e poterli ristoppare. sca pezzato, buono a riporre e ripiantare. caiuoli , cbe significa Dormire.

POLİN. V. Peochio PULIS. Anche quello che nasce dalle radici, se non ANDÀR A POLEGIO, Andare a pollaio, An- POLİN, 8. m. o Calo POLİN, chiamasi da noi porta radicbe; dicesi Tallo o Vettone e Vir- dar a dormire.

Quel piccolo callo un po' elevato che vien gullo; se poi ha con sè le radici si chiama POLENTA, s. f. Polenta e Polenda, Vivan- talora ad altrui fra le dita de' piedi, il quale Pollone barbato. da nota.

ha pel mezzo una specie di puntina che POLA D'OLIVER, Piantoncello, È pollone POLENTA SOTA, Polenta scussa, cioè senza s'assomiglia ad un pidocebio polino, donde spiccato dal ceppo della pianta per trapian- condimento. A Milano la chiamano Polenta probabilmente ebbe la sua derivazione il notare. vedova.

stro termine vernacolo. Quindi gli potrebbe POLA (coll’o largo) Uccello. V. Tacola. POLENTA DE CASTAGNE, Poltiglia ; Palla e corrispondere Callo pollino. POLACA, s. f. Polacca; Fregatone, pasti- Polenta di castagne.

PULINA, 8. f. Pollina, Sterco de'polli ch'è mento Veneziano tagliato a poppa quadrata, POLENTA DE PAVA, Macco.

buono ad ingrassar le terre.

TOBLA.

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uomo

TAPIATA .

POLINÒLA, s. f. chiamano i Veterinarii

Sax Polo, S. Paolo, Titolare dri, nelle quali si fondono i caratteri ja una Malattia del Bue, che i scientifici defi- d'una Chiesa di Venezia una volta paroc- stampa. niscono per Premiti allano con flatulenza. chiale, ora succursale di S. Maria gloriosa POLTRO STAR A POLTRO, Star a polI sintomi di questo male sono Svogliatezza, de' Frari,

trire o a poltroneggiare, Dicesi dello star languidezza nel cainminare, mancanza di POLÓN, 8. m. Pollone, Rampollo, Rami- a dondolarsi nel letto. nulrizione, occhi melanconici; ed è per lo cello tenero, che mettono gli alberi e che Andie a POLTRO, Andar a poltrire, Anpiù cagionata da indigestione. puð trapiantarsi, V. POLA.

dar a letto. POLIO, V. Pulio.

POLONCIN, 8. m. Polloncello, dimin. V. Poltro, in T. de'Fabbricatori di tabacPOLİR, V. PULÌR e i derivati. Polòn.

co, detto sustantiv. vale Marciume ; InPOLITICO, s. m. Politico; Statista. POLONIA, Apollonia, Nome proprio di fem- fracidamento. Politico, nel parlar comune, s'intende mina.

POLTRÒN, 8. m. Poltrone o Poltro, dicefra noi, Amministrazione di polizia, cioè TiByte IN BON Polonia che to Mario Te si d'uomo. Tulto quello che si riferisce al governo in- SUBIA, maniera fam. che vale, Far cose da Pretendesi che pelle giostre antiche si teriore dello Stato AVÊR EL POLITICO, scrivere al paese, Detto per ironia.

troncasse il dito pollice della mano destra Avere la polizia.

POLORBO, add. T. Antiq. Balordo ; Bab- a colui che non riusciva in tale esercizio, Politico, detto per sust. dicesi dell'Uomo beo ; Stolido; Minchione, Agg. a Voino. e che quiodi Poltrone derivi da Pollice accorto e sagace e si prende in buona o cat- POLPA, 8. f. Polpa, Carne senza osso.

troncato. tiva parte Poco POLITICO, Politicastro, Polpa DBI PROTI, Polpa o Carne.

Anche negli ultimij secoli latini v'ebbe Politico infelice; e nel parlar fam. Poco Polpe De LB GAMBE, Polpa o Połparrio. dei neghittosi e de' vili, che per sottrarsi al prudente; Poco destro, Ignorante del ben Polpe vet det, Po!pustrello, La carne servigio militare mutilavansi la mano decondursi nella società.

dalla parte di dentro delle dita, dall'ultima stra del pollice. Costoro venivano contrasPOLITICON, s. m. Gran politico, nel par- giuntura in su.

segnati nelle liste di coscrizione dalle palar fam. qui s'intende Un uomo assai de- POLPÈTA, s. f. Polpella, Vivanda nota. role Pollice truncus, le quali in seguito stro e talvolta cupo, che si sappia ben rego- POLPETA, del parlar fam, dicesi

per Boc. scritte abbreviatamente o con fretta, ne lare in società pei proprii vantaggi. V. GA- con ghiollo, scelto, squisito.

appariva Pol trun o Poltrun: donde formosTOR LA POLPETA ZO DEL PIRÒN A QUALCUN,

si, come sembra evidente, la voce italiana POLIZIOTO. Neologismo usato dalla plebe; Dare scacco di pedina; Fare una pedina, Poltrone, e quindi i derivati Poltroneggiaed è Aggiunto che dassi agli Uffiziali e Sol- delto fig. Levar una cosa ad un altro, che re; Poltrire ed anche il nostro POLTRO per dati di polizia. V. PUNTÒN.

stava per conseguirla, Romper l' uova nel Letto soffice, molle. PÒLIZZA, s. f. Polizza, Piccola carta scrit- paniere, Guastare i disegni altrui presso DeverTÅR POLTRÒN, Infngardire, che ta. Nel dim. dicesi Polizzetta. alla conclusione.

anche dicesi Aver l'osso del poltrone ; ESPolizza, dicesi da noi per Biglietto o sia POLPETÓN, 8. m. Polpetta grande, che ser di natura infingardo, merendone, meLetteruccia che si scrive ad altrui nello forse potrebbe dirsi Tortello.

rendonaccio, scioperone, dormalfuoco, stesso paese.

POLPETÒN, detto per ischerzo come agg. perlone ; Più poltron che una cimice; In termine triviale forense, Polizza è a persona, Paffuto; Di guance paffute Schifanoia; Fuggifatica. Avere o Vodetta per Citazione, Intimazione e simi- Basoffione, dicesi per ischerzo di Loo 80- lere l'uovo mondo, vale Una cosa senza le, che da’ Cursori de' tribunali s'inti- verchiamente grasso e che mangia molte

fatica o pericolo Darsi alla mundra, ma alle parti. Quindi FAR LE POLIZZE essi basoftie cioè Minestre.

All' ozio Dondolare o Dondolarsela, dicono per Intimare, Portar le carte per in- POLPOSO, add. Polposo e Polputo o Car- Stare ozioso sedendo Corpo satollo, timarle.

noso, Che ha molta polpa o carne; e dicesi anima consolata , si dice di Chi appena POLIZZE DE CARGO, T. Merc. Polizza di non solo degli Animali, ma dei frutti e di pinto giù il boccone si pone a poltrire. carico, Scritto contenente una dichiarazioalcune foglie.

POLTRONA, s. f. Seggiolone, Seggiola ne dello stato delle mercanzie caricate sopra | POLSĖTI, 8. m. Polsetti o Fermezze, si grande da riposo a bracciuoli; e s'è soffice una nave, indirizzato da chi le spedisce alla dicono quei Fermagli, che ornati di gioie e si può chiamare Lettuccio. V. Sextas, persona a cui si mandano.

legati con nastri si portano ai polsi dalle SCAIENA, Pozo. POLIZZİN, s. m. Polizzino e Polizzina di- donne.

PASSÅR DA LA POLTRONA AL LETO, Passar min. di Polizza; noi però intendiamo col POLSO, s. m. Polso.

dal letto al lettuccio, Dicesi di Chi è quasi nostro termine Un piccolo biglietto, Una BATÙA DEL POLSO, Battilo o Battuta di letteruccia. po!so.

POLTRONARİA, 8. f. Poltroneria o Po!. POLIZZÓNA, s. f. Polissoto, Polizza Polso GIUSTO, Polso regolato.

tronia, Lentezza dell'operare fingendo di grande.

Polso inEGUL, Polso sintomatico, o sia non potere, che dicesi anche Infingardag. POLMON, 8. m. Po'mone. irregolare.

gine ; Infingardia; Pigrizia ; AnneghittiPaslo, dicesi al Polmone degli animali Pouso debole, Polso languido, tardo. mento - Il superbo fastidio degli opuchi si maceltano per maogiare, come di Polso, si dice ancora da noi metaf. per lenti Romani. buoi, castrati, porci e simili.

Possibilità, Vigore, Forza MERCANTE DE AVÈR LA POLTRONARIA IN TI OSSI, Aver POLMONÈTO, s. m. Po'moncello, Piccolo

POLSO; Ono DE PULSO, Mercante o Uomo l'osso del poltrone ; Esser più poltron che polmone. di polso; Aver pulso; Uomo di gran pol

una cimice. POLMONIA, s. f. Polmonea o Peripneumo

so, cioè Ricco

Uomo di polso, vale an- DARSE A LA POLTRONARIA, Darsi alla man. nia, T. Medico. Infiammazione de'polmoni. che per Uomo di gran forza nella perso- dra; Invigliacchirsi; Impoltronirsi; SdarPOLO, s. m. Polo.

Tocio EL POLSO A QUALCùn, Toccare si; Anneghittire o Anneghittirsi ; ImpiDA UN POLO A L'ALTRO, Da un capo al- il polso ad alcuno, vale Riconoscere il suo grire ; Infingardire. Il suo contrario è l'altro, Da un punto all'altro, Da una lon- valore, le sue forze.

Spoltrarsi; Spoltrirsi ; Spoltronirsi. tananza all' altra; e intendesi Cainmino as- TOCAR EL POLSO AL MORTI, Non saper POLTRONAZZO, s. m. Poltronaccio; Polsai lungo.

trovar il polso alle gualchiere, si dice in troncione ; Infingardaccio. Polo, detto in gergo, vale il Culo. proverbio de Medici ignoranti.

POLTRONCINA, 8. f. dimin. di Poltrona ; POLO, 8. m. (coll' o stretto) dicevasi antic. POLSON, s. m. T. de' Fonditori di carat- Seggiola a bracciuoli. per Polesin, V.

teri, Punzone, Specie di conio o strumento POLTRONEZZO. Lo stesso cbe POLTRONAPOLO (coll'o largo) Paolo, Nome proprio di che serve ad improntare le così dette Ma

sempre malato.

na

RÌA, V.

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vere.

POLTRONTO, add. Impoltronito, Divenuto | POLZÓN (colla z dolce) 8. m Punzone o poltrone. Poltroneggiato, che vive poltro- Pulzone, Certo ferro temperato .o AcciaRescamente, in ozio vizioso.

io, per uso d'imprimere l'impronta delle POLTRONIZAR, v. Poltroneggiare e Pol- monet

de'caratteri etc. trire, Giacere ozioso nel letto o altrove. POMÀ, Aggiunto di Cavallo. Leardo poma

Crogiolarsi si dice di Chi sta molto nel to, Cavallo che ga le macchie tonde. letto o al fuoco e si piglia tutti i suoi co- POMADA, s. f. Pomata, V. Manteca. modi.

Pomie, Colpi di mele.
POLVERÀ, add. Polveroso, Asperso di pol- POMEGA, 8. f. Pomice o Pietra pomice ,

Sorta di pietra spugaosa leggerissima, che
POLVERAZZO, V. SPOLVRRAZZO.

serve ai Falegnami per polire. POLVERE, s. f. Polvere, e Polvere e Pol- POMEGÀ, add. Pomiciato o Impomiciato, ve

Polverio, Polvere levata e agitata Stropicciato con pomice. da vento Polviglio chiamasi la polvere POMEGÀR, v. Pomiciare o Impomiciare sottile Polvere impalpabile, Quella ch'è 0. Appomiciare, Stropicciare o pulir con così sottile e minuta, che non fa impres- pomice. sione sensibile al tatto.

POMEGARSE, detto fig. Lisciarsi; StroPolvere DA DENTI, V. Dente.

picciarsi ; Strofinarsi, per Abbellirsi. POLVERE DE CIPRO, Polvere di cipri o POMÈLA o Pomola, 8. f. T. Agr. Bacca ; Polvere d'amido, detta in Toscana anche Coccola ; Orbacca, Frutto ritondetto che Polvere alla marescialla.

producesi dal Lauro e da simili alberi. Polvere DA SCHIOPO, Polvere d'archibu- Pomèle, si dicono in alcuni luoghi le gio o da caccia.

Ulive, ma intendesi quelle che si raccolPolvere fulminante, dicesi una compo- gono mature per cavarne l'olio. sizione di tre parti di nitro, due di sale di POMÈLA DE SPIN BIANCO, Ballerino, queltartaro e una di zolfo.

la Coccola rossa cbe fa il Pruno bianco. POLVERB GRANİDA, Granino, sust. Minu- Ponèle d'ALBERO, V. ALBERO. tissima polvere da schioppo.

POMÈR, 8. m. Melo, Pianta che produce POLVERE DA CAPOCINI O DA PEochi, Sta. le mele detta da noi Poni, di cui si conofisagra o Stafisagria, Erba polverizzata

scono quattordici varietà. I Botanici chiache uccide i pidocchi.

mano questa Pianta Pyrus malus. BUTÅR LA POLVERE IN TI OCHI, Dar ve- BROLO DE POMERI O PONT, V. BROLO. sciche per lanterne, detto fig. vale Voler POMÈTO, s. m. Meluzza o Meluzzola, Picmostrare ad uno una cosa per l'altra.

cola mela. DARSE LA POLVERE, V. DARSE LA neve in Pomi si dicono ancora le Poppe delle Nere.

giovani. NO PAR POLVERE, detto fig. Andar pian

LA XE UN POMETO DE RIOSA, detto di Fanpiano; Non far rumore, Non dar motivo ciulla sana e di bel colore, Ella è un latte a discorsi sopra cose dispiacevoli o che e sangue; Ella ha le guance vermiglie possono essere di danno

- FAR SENZA LEVIR POLVERE, Operare per istraforo, Ado

POMO, 8. m. Mela, Frutto noto che nasce prarsi in qualche negozio senz'apparirvi. dal Melo. S'avverta che in italiano la voce

NO ESSER QUELO CHE HA INVENTÀ LA POL- Pomo non equivale alla nostra Veneziana, vent, Non esser l'inventore della polve- ma serve ad indicare qualunque frutto, e re, vale Non esser il primo de'sapienti che per esprimere in buona lingua il frutto No L'Ê MINGA Quelo CHE GA INVENTÀ LA da noi chiamato Pono, si deve dire Mela, POLVERE, e vuol dire, Ha un talento o una ch'è di gen. fem. capacità limitata, moderata.

PIATANZA DE POMI COTI, Melata. QUEL DA LA POLVERE, Polverista, Que- No ZOGARIA CO VU GNANCA DE POMI coti, gli che fabbrica la polvere d'arme da fuo- Non giuocherei men d'un quattrino,

Fuscellaio, Voce Fiorent. Quel che dicesi da taluno a chi non sa giuocare o vende la polvere di cipri.

non giuoca netto. SBATER LA POLVERB, Scuotere la polve- MANDAR DAL PERO AL POMO, V. MANDÅR. re ad alcuno, vale Bastonarlo.

Pono spartio, detto fig. Son due gocCHLAPÅR LA POLVERE, Impolverarsi, A- ce; Non ne perder nulla, Si dice di due spergersi di polvere: intendiamo Quella

persone somigliantissime. delle strade del tempo d'estate - Pien de Pomo ď Adamo, chiamasi anche da noi POLVERE, Impolverato, Tutto asperso di scherzevolmente quella Piccola prominecza polvere - Quando usavasi la polvere di ci- ch'è nel mezzo della gola, che dicesi anpri, s'intendeva Incipriato.

che Groppo o Nodo della gola. POLVERÈTA, 8. f. Polverusza, dimin. di POMO APIO, 8. m. Appiuola o Mela apPolvere Polviglio chiamasi la polvere piuola e Casolana, Mela piccola di ottimo sottile.

sapore, la quale è assai serbatoia. Fu delta POLVERIERA, 8. f. Polveriera, chiamia- in sistema Pyrus mulus apiola. mo l'Edifizio dove si conserva la polvere POMO CODOGNO, 8. m. Mela cologna e da fuoco.

Cologna assol. Frutto quasi simile al PoPOLVEROSA (la) s. f. T. di gergo, che mo che vien prodotto dalla piaota Cotogno. vuol dire Farina.

V. CODOGNER.

POMO DA LA ROSA, Mela rosa.
POMO INGRANA, 8. m. Me'agruna o Ne-
lagranata, Frutto notissimo dell'albero
Melugrano o Melagranato o Granato, no-
minato da’ Sistem. Punica granatum. Il
suo fiore chiamasi Balausto e la scorza del
frutto, Malicorio.

Granatiforme, dicesi a Che che sia che
abbia la forma del granato.
POMO DE TERA, V. Patata.
POMOLA, V. POMĖLA.
POMO QUINTO, s. m. Colloquintida, detto
da Lion. Cucumis Colocynthis, Pianta si-
mile al Cocomero selvatico, da alcuni chia-
mato Fiele di terra, e dagli Arabi Morte
delle Piante, perchè a foggia di veleno fa
morire tutte le altre erbe che le son yi-
cine. La sua polpa è amarissima.
POMO RŮZENE, 8. m. Roggio; Ruggine ;
Mela roggia, Mela di color simile alla
ruggine, chiamato da'Sistem. Pyrus malus
praesomila.
POMO D'ORO, 8. m. Pomi d'oro o Pomi-
doro e Poma d amore, Sorta d'ortagio
notissimo, di sapore acidulo, che produce
un frutto dello stesso nome, simile a una
cipolla o mela, di color rosso o ranciato
Questa pianta è chiamata da' Botanici So-
lanum Lycopersicum.
POMO LAZARIOL, s. m. Lazzeruola o
Asseruola, Fruito che nasce dall'Azzeruo-
lo. Ve ne sono di bianche e di rosse. L'al-
bero che produce le bianche chiamasi ita-
lian. Lazzeruolo vero e da' Sistem. Cra-
taegus Azarolus ; quello che produce le
rosse Lazzaruolo rosso, e in sistema Cra-
taegus coccinea.
POMO DE SAN PIERO, Mela giugnola,
Specie di Mela, così detta perchè matura
nel mese di Giugno, o sia per la festa di
S. Pietro che si fa nel detto mese.
POMOLA, 8. f. Lo stesso che Pomolo, par-

lando di Spilli, V. Ponolo. POMOLADA, s. f. Colpo di pomo, e s'intende col pomno del manico d'un pugnale.

DAR DE LE POMOLAE, Colpir col manico d'un pugnale.

DAR DE LE POMOLNE COL CONIO, Dar delle gomitate, cioè delle percosse col gomito. POMOLO, 8. m. Pome; Pomo della spada, della canna d' india etc. Quel pezzo rotondo che v'è al di sopra della spada etc. V. SPADA.

AGO DA POMOLO, V. AGO Capocchia o Capo dello spillo , dicesi la Parte superiore per cui gli spilli si prendono in mano.

Pomolo De La Sela, Pomo della sella, La parte anteriore e più elevata della sella.

POROLO DE LE GANASSE, Pomo o Pomello, La parte superiore e più rilevata delle guance; il cui osso è detto dagli Anatomici Zigoma o Zigomatico.

POMOLO DE LE SPALE, Capo dell'omero, La sommità esteriore delle spalle, detta anco dagli Anatomici Acromio.

Pomoli de le cosse, le Anche, L'0880 ch'è tra 'l fianco e la coscia.

Pomolo DEL BASTÓN DEL FLOCO O DB LE

come una rosa.

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Posta DA STAMPADORI, Punta, chiamasi Quella di ferro, di cui serve il Compositore per correggere la forma.

PONTA DEL TRAPANO, Saetluzza.

PONTA DE LA PORCA, Rebbio, Uno de'rami della forca. V. FORCA.

PONTA DA BATER CRIODI, V. CAZZACHIODI.

Ponta, T. de'Gettatori di caratteri, Liscino, Specie di coltellino da polir le lettere.

Ponta DEI PALI, Puntazza, Punta di ferro con cui s'armano i pali da mettersi ne'fondamenti, V. CoupEDO.

Ponta de l'ala, Sommolo, Estremità o punta dell'ala degli uccelli.

PONTA DE LA BARCA, Becco.

PONTA DEL CANDELIÈR, Ago, Punta dei candelieri da Chiesa su cui s'infila la candela.

PONTA DE LE SCARPE, Cappelletto, Pezzo di cuoio posto in fondo della scarpa per sostenere il tomaio.

PONTA DEL NASO, Moccolo.

Ponta De L'esta, Drappello, Quel ferro ch'è in cima alla lancia

Ponta DEL TRAPANO, V. TRAPANO e Sso

DE SAVERGHENE MA EL

CAGIO.

ANTENE, Girotta, T. Mar. Palla di legno , PONCHIO, s. m. Sorta di bevanda, detta che si mette in cima alle antenne, bande- nell’loghilterra Punch, la quale è molto ruole, bastoni di flocco e simili.

in 180 anche presso poi, e si fa con rum, Pomolo DEL MANEGO DEL CORTÈLO, Ghiera; zucchero e limone, per lo più calda. Raperella , Specie di bottone che inettesi Poncho A LA BARCAROLA, Altra bevanda in capo al manico dei coltelli.

propria de' Veneziani, che fassi d'acqua Pomolo De LE CASSèle, Pallino, Quel fredda condita con aniseto e zuccbero. Di. pometo d'ottone, che s'inchioda nella parle cesi A LA BARCAROLA perchè i Barcaroli ne anteriore delle cassette, per uso di cavarle usano, costando assai meno dell'altra. dalla niccbia.

PONENTADA, 8. f. Voce Mar. Lo stesso
POMPA, 8. f. Pompa, Magnificenza. che MaistralADA, V.

FAR POMPA, Pompeggiare, Far ostenta- PONENTAZZO, 8. m. T. Mar. Ponente ;
zione — FAR POMPA DE SAVERGHENE, o come Ovest, Veoto forte.
dicono gl' idioti, de SAERGHENE, Senneg- PONENTE, s. m. Ponente ; Occaso ; Occi-
giare, vale Far pompa di senno, Mostra-

dente.
re di aver gran sendo · EL VOL MOSTRAR Ponente, detto per Vento da quella Pla-

FA SEMPRE FIASCO, ga, Ponente ; Ovest.
Vuol senneggiare, e scendene schernilo. Ponente MAISTRO, Ponente-Maestro, nv-

Magistrato alle pompe, chiamavasi una vero Ovest-Nord-Ovest, Vento. È delto an-
Magistratura senatoria del Governo Vene- cbe Coro dal latino Caurus.
to, coinposta di tre patrizii col titolo di PONENTİN, 8. m. Ponentello, Venticello di
Provveditori nominati dal Maggior Consi. podente.
glio, e di tre Soprapprovveditori eletti dal | PONER (coll’o largo) v. Porre e Ponere,
Senato; stata già ab antico instituita per Mettere in luogo, Collocare.
l'osservanza delle leggi suntuarie, cioè proi- Poner, detto in T. di Giuoco, Riporre il
bitive o limitative del lusso.

giuoco, Dicesi al giuoco dell'Ombre e ad alPAGÅR LE POjpe, dicevasi sotto il Gover- tri ogni qual volta è perduta la partita e no Veneto, Pagare la multa o pena stabi- che v'è luogo ad una seconda, restando fermi lita dalle leggi suntoarie per poter dero- tutti i segni nel piatto. gare alle stesse leggi, e far quello che esse PONÈR, 8. m. Pollaio; Gallinaio, Luogo proibivano.

dove riposano le galline. POMPA, 8. f. (dal francese Pompe) dicesi Polluio, dicesi anche fig. per Letto, riin sigu. di Tromba da altigner acqua. V. poso ANDÀR A PONÈR, Andare a pollaPouPÅR, POMPIỀR e TROMBA.

io; Appollaiarsi, dicesi de'polli - Andar POMPÁR, v. dal Francese Pomper, usato a pollaio, per simil. anche degli uomini talvolta anche da'nostri Marinari, che dice- per Andar a letto. si italianamente Trombare, Attigner acqua PONGA, 8. f. Gozzo, Ripostiglio appiè del colla tromba. V. TROMBAR.

collo degli uccelli. POMPIÈR, 8. m..e più in plur. Pompieri, AVÈR LA PONGA GROSSA, detto fig. Aver T. Mar. chiamansi que’Marinai che trom- gli arnioni grossi, vale Esser ricco bano per cavar l'acqua dalla nave, e che Aver il gruzzolo, Aver de'denari raccolti. potrebbero dirsi, se non v' ha di meglio, FARSE LA PONGA, Fare il gruzzolo, ArricTrombieri.

chirsi, come i polli s'empiono la PONGA, Abbiamo in questa Città ua corpo d'uo- cioè

gozzo. mini detti Pompieri; di recente istituito, Porga, detto in gergo, Foglia, detto pure i quali divisi nei rispettivi sestieri veglia- in istile furbesco, e vale La borsa dei dano giorno e notte, ed accorrono all’estin- nari. zione degl' incendii per mezzo delle trom- PONIBILE, add. ZOGO PONIBILE, dicesi be e di tutti gli attrezzi necessarii di che nel giuoco dell' Ombre, e significa Giuosono muniti. Essi rendono un servigio as- cala che può riporsi, cioè che si può persai benemerito, come l'esperienza ba fin'ora dere, Giuocata che non è sicura. provato.

PONSÈTI, Voce della plebe, in vece di PolPOMPÓN, 8. m. Voce Francese introdotta negli ultimi passati anni tra i Militari Ita- PONSO (coll’o stretto), idiotismo che dicesi liani e denotante Certo ornamento di lapa

da alcuni per Polso. fatto a guisa di Pomo (Nela) che i Gra- PONSO, s. m. Ponso, Specie di colore come natieri portano ai loro cappelli e caschetti. di fuoco o sia di Color rosso chiaro. PONARARSE, v. IMPONARÅR.

PONTA, 8. f. Punta, L'estremità acuta di PONAROL, 8. m. Pollaiuolo, Mercante di

qualunque si voglia cosa – Cuspide, dipolli.

rebbesi la punta del pungiglione delle api PONARON, s. m. Pollaione, Gran pollaio. e simili. PONCHIÀR, v. Pottinicciare; Fare un PONTA DA FRAVI, Spina o Foratoio e potliniccio, Far una cucitura o rimenda- Foratore, Conio di ferro onde i Fabbri tura mal fatta. In sign. più lato possono bucapo i ferri infocati. corrispondervi Acciabattare; Abboraccia- Porta DA TAGIAPIERA, Subbia, Specie re; Acciarpare, ch'è Lavorar a caso, alla di Scarpello grosso e appuntito. Subbiare grossa, senza diligenza, ma sempre col no- si dice per Lavorar colla subia. V. Desstro termine intendiamo Lavorar coll’ago. GROSSÅR.

Ponta DEL ZORNO, Sul far del giorno, o del mattino; Allo spuntare; All alba del giorno.

Ponta DEL STOMEGO, Arcale, cioè Quella cartilagine del petto detta dagli anatomici Mucronala, posta all'estremità dell' OSSO sterno nel corpo umano.

PONTA GUZZA, Puntagulo, Acuto in punta.

PONTA TENERA, Vettuccia, Punta tenera de’rami degli alberi.

CAB FINISCE IN PONTA, Acuminalo, Terminato in panta. V. ImpontÌO.

Co LA PONTA IN 80, Colla punta allerla o all'insù.

Senza Ponta, Spuntato.

PONTA DE PETO, Forcella o Punta di petto, dicono i Macellai la punta ch'è inmediatamente sotto il collo dalla parte del petto – Spicchio del petto dicesi al Mezzo del petto degli animali.

ANDAR IN PONTA DE PIE, Andare in bilico, si dice di Chi aodavdo appeaa tocca terra.

AVÊR UNO IN CIMA DE LA PONTA, V. AVER UNO IN QUEL SERVIZIO, id SERVIZIU.

DAR DE PONTA, Dar di punta; Impuntare; Dar una punta o punlala, Ferir colla punta.

CHIAPAR LA PONTA, Pigliare la punta o il fuoco, Dicesi del vino quando comincia a inacetire.

FAR LA PONTA A QUALCOSSA, Appuntare.
REPAR LA PONTA, Rappuntare.

TOR SO LA PONTA UNA Cossa, Recarsela; Star sul puntiglio; Pigliar per male una cosa; Pigliar le cose a rovescio; Recarsi una cosa ad animo. V. PEANALOSO.

VEGNÈR SO LA PONTA DEL PIRON, lo stesso che Vegnir SOL BRAZZİL, V. Brazzil.

Ponta, Specie di malattia, Punta; Mal

SETI, V.

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