Le feste di Roma antica

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Fratelli Bocca, 1902 - 342 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 248 - Saturnalia dicta ab Saturno, quod eo die feriae eius, ut post diem tertium Opalia Opis. 23 Angeronalia ab Angerona, cui sacrificium fit in Curia Acculeia et cuius feriae publicae is dies. Larentinae, quem diem quidam in scribendo Larentalia appellant, ab Acca Larentia nominatus, cui sacerdotes nostri publiée parentant /esto die qui ab ea dicitur 24 dies Parenta/ium Accas Larentias.
Pagina 63 - Martis hic dies appellatur ita, quod in atrio Sutorio tubi lustrantur, quibus in sacris utuntur.
Pagina 17 - Imperciocché fu scavata una fossa circolare intorno a quel luogo , che ora si appella Comizio, e riposte vi furono le primizie di tutte quelle cose , le quali per legge erano usate come buone , e per natura come necessarie ; e alla fine portando ognuno una picciola quantità di terra dal paese dond'era venuto, ve la gittarono dentro, e mescolarono insieme ogni cosa ( chiamano questa fossa col nome stesso , col quale chiaman anche l'Olimpo, cioé Mondo ); indi al d'intorno di questo centro disegnarono...
Pagina 264 - ... due giovanetti di nobile schiatta , alcuni toccano loro la fronte con un coltello insanguinato, ed altri ne gli forbiscono subitamente con lana bagnata nel latte: ed i giovanetti, dopoché forbiti sono, convien che ridano. Tagliate quindi le pelli delle capre in coregge, discorrono ignudi, se non in quanto hanno una cinta intorno a'lombi, dando scoreggiate ad ognuno che incontrino. Le donne Adulte non ne...
Pagina 22 - . E alla pagina seguente: « Nella leggenda di Giano dobbiamo considerare non solo il fatto dell'apoteosi di un mortale beneficente da parte di un popolo intero, ma quello, assai più importante, di una religione portata ed insegnata da uno straniero ed accettata dalle genti del luogo. In essa, adunque, è forza riconoscere la tradizione di una delle tante immigrazioni, alle quali fu accennato più sopra, provenienti tutte dalle parti d'Oriente, e simile a quella cui si riferiscono le leggende di...
Pagina 155 - Uno ne fondò nel foro boario e l'altro in riva al Tevere alla Fortuna sembratagli propizia tutti i suoi giorni e da lui chiamata virile (2) come chiamasi ancora».
Pagina 67 - Pesto (i) nomina la Gran Madre fra quelle divinità straniere che sempre furono venerate coi riti stessi dei popoli dai quali Roma le aveva ricevute.
Pagina 58 - Pesto (3), ma sulla fede di altri scrittori, pare che assistessero il Re Sacrificolo quando sacrificava nel Comizio il 24 febbraio, il 24 maggio ed il i° giugno.
Pagina viii - ... storia della città: sia che quelle tradizioni fossero state successivamente attribuite ad alcuna solennità preesistente od importata, sia che fatti speciali avessero dato luogo alla creazione di sacrifici e solennità nuove.
Pagina 66 - Acus, e di così piccole dimensioni che era conservata in una teca entro la bocca della statua rappresentante la Gran Madre (5).

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