Gerusalemme liberata, con note da R. Zotti

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Gerusalemme liberata

Recensione dell'utente  - Riccardo Tammaro - IBS

La migliore edizione commentata della Gerusalemme liberata. Anche migliore di quella Einaudi. Leggi recensione completa

Gerusalemme liberata

Recensione dell'utente  - Gulliver... - IBS

Sarebbe più che presuntuoso dare un giudizio su un capolavoro assoluto come quello del Tasso, mi limito a segnalare l'ottima fattura di questa edizione, corredata da note a piè di pagina sempre efficaci ed utilissime a chiarire al lettore moderno alcuni passaggi linguisticamente ostici. Leggi recensione completa

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Pagina 145 - Vezzosi augelli in fra le verdi fronde temprano a prova lascivette note. Mormora l'aura, e fa le foglie e l'onde garrir, che variamente ella percote. Quando taccion gli augelli, alto risponde; quando cantan gli augei, più lieve scote: sia caso od arte, or accompagna, ed ora alterna i versi lor la music'óra. Vola, fra gli altri, un che le piume ha sparte di color vari, ed ha purpureo il rostro; e lingua snoda in guisa larga, e parte la voce sì, che assembra il sermon nostro.
Pagina 129 - Èrcole i segni Favola vile ai naviganti industri , E i mar riposti , or senza nome , ei regni Ignoti ancor, tra voi saranno illustri. Fia che 'l più ardito allor di tutti i legni Quanto circonda il mar, circondi e lustri , E la terra misuri, immensa mole, Vittorioso ed emulo del Sole. Un uom della Liguria avrà ardimento All' incognito corso esporsi in prima ; Nè'l minacce.mi fremito del vento, Nè l...
Pagina 80 - E trarne un suon che flebile concento Par d'umani sospiri e di singulti; «^ ' E un non so che confuso instilla al core Di pietà, di spavento e di dolore. 41 Pur tragge alfin la spada, e con gran forza Percote l
Pagina 54 - Non morì già; ché sue virtuti accolse Tutte in quel punto, e in guardia al cor le mise; E. premendo il suo affanno, a dar si volse Vita con l'acqua a chi col ferro uccise. Mentre egli il suon de...
Pagina 233 - E de' suoi strani ed infelici amori Gli aspri successi in mille piante incise ; E in rileggendo poi le proprie note Rigò di belle lagrime le gote. Poscia dicea piangendo : in voi serbate Questa dolente istoria, amiche piante ; Perché se fia ch
Pagina 116 - Orrida maestà nel fero aspetto terrore accresce, e più superbo il rende: rosseggian gli occhi, e di veneno infetto come infausta cometa il guardo splende, gl'involve il mento e su l'irsuto petto ispida e folta la gran barba scende, e in guisa di voragine profonda s'apre la bocca d'atro sangue immonda.
Pagina 50 - Tre volte il cavalier la donna stringe con le robuste braccia; ed altrettante da que' nodi tenaci ella si scinge, nodi di fier nemico, e non d'amante. Tornano al ferro, e...
Pagina 91 - Ferirsi a le visiere, ei tronchi in alto volaro e parte nuda ella ne resta; che, rotti i lacci a l'elmo suo, d'un salto (mirabil colpo!) ei le balzò di testa; e le chiome dorate al vento sparse, giovane donna in mezzo '1 campo apparse.
Pagina 125 - Giace l'alta Cartago: a pena i segni de l'alte sue ruine il lido serba. Muoiono le città, muoiono i regni, copre i fasti e le pompe arena ed erba, e l'uom d'esser mortal par che si sdegni: oh nostra mente cupida e superba!
Pagina 54 - D'un bel pallore ha il bianco volto asperso, Come a gigli sarian miste viole : E gli occhi al cielo affisa; e in lei converso Sembra per la pietate il cielo e...

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