La masseria delle allodole

Copertina anteriore
Rizzoli, 2004 - 233 pagine
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Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia...

Dall'interno del libro

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"Io mi sono seduta, un giorno di maggio, ad ascoltare e scrivere. Ed è stato come tessere un tappeto." Sono le parole di Antonia Arslan scrittrice e saggista italiana di origine armena, che nel suo primo libro, La masseria delle allodole, narra la storia molto toccante di una famiglia armena che attende il ritorno di alcuni familiari dall’Italia. Quando il capofamiglia Hamparzum muore, della famiglia si deve occupare il suo secondogenito Sempad, rinomato farmacista, poiché il primogenito Yerwant si è trasferito in Italia giovanissimo, dove è diventato un medico molto ricco e apprezzato. La morte del padre fa rinascere in Yerwant la voglia di ritornare a vedere il paese natale e i suoi familiari. Sempad decide così di ristrutturare l’antica casa di famiglia sulle colline, chiamata la Masseria delle Allodole, per accogliere il fratello nel miglior modo possibile. Ma siamo nel maggio del 1915. L'Italia è entrata in guerra e ha chiuso le frontiere, mentre il partito dei Giovani Turchi insegue il mito di una Grande Turchia, in cui non c'è posto per le minoranze etniche.
La guerra e il genocidio sotto cui soccomberà il popolo armeno non permetteranno a Yerwant di ricongiungersi con i suoi familiari. È l'inizio della diaspora che porterà gli Armeni ad abbandonare la loro terra e a disperdersi nel mondo, conservando nel cuore il ricordo di una patria e una serenità perdute.
In vista dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea il negazionismo del governo turco ha creato difficoltà al negoziato. La Turchia infatti, continua a negare il genocidio ai danni degli Armeni. Il Parlamento Italiano si occupò del problema nel 1998 con una mozione presentata da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell'Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti. Il 17 novembre del 2000 la camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento Europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia.
Con la Masseria delle allodole, la Arslan ha vinto il Premio Stresa 2004 di narrativa.
Dal libro è stato anche tratto un film, per la regia dei Fratelli Taviani, uscito nelle sale nel 2007.
Per non dimenticare!!!!!!
 

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