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AQUE D'ONGARIA, Acqua della regina, Acqua minerale, di cui si fa uso anche

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presso di noi.

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tempi Veneti una Magistratura Senatoria composta di tre patrizii col titolo di Savi alle acque, elelti dal Senato, e di altri tre col titolo di Esecutori alle acque, ch'eran nominati dal Maggior Consiglio V'era ancora un Collegio all

acque

di quaranta senatori, da cui si estraevano varie Deputazioni, che dicevansi Zoxte, Grunte, per attendere alla materia dell'acque, preservar la capitale dalle inondazioni del mare. AQUA DE MAR, s. f. Aqua marina, Pie

tra preziosa la quale ha la sua cristallizzazione di forma poligona: il suo colore è

verdastro. AQUA DE VITA s. f.o AQUAVITA, Acquavite.

AQUA DE VITA RAFIXADA, V. AQUA DE SE

V.

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TB COTE.

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AQUETA, s. f. Acquetta; Acquicella; Rivo; Rigagno; Rigagnolo, Piccola acqua corrente.

Acquerugiola ; Acquerella ; Spruzzaglia, Pioggia minutissima.

AQUÈTA DE COLA, Acqua, dicesi a Quels la materia che stemperata coll' acqua si dà a' drappi per crescer loro la lucentezza e distenderli.

AQUÊTA DE VIN, Chiarello, vale Vino molio annacquato; che anche dicesi Ac

quaticcio. AQUILA, s. £. Aquila, La regina degli uccelli. Nolte sono le specie di quest'animale. Quella che noi conosciamo e che alcune volte si piglia, è detta Aquila nera o valeria, e da Linn. Falco Melanetus, ma non è della grandezza delle altre. CHIAR COMB UN' AQUILA,

V. Cruar. AQUON, V. AQUAZZA. AQUOSD, add. Acquoso; Acqueo o Acquidoso e Acquitiso.

TERÈN AQUOSO, Terreno acquitrinoso o acquidrinoso. ARA (dal latino Area) s. f. Aia, Spazio di terra accomodato per

battere il

grano. ARA PICOLA, Aielta. Coimo o COLMEGVA DE L'ARA , Burco

Quel sito dell'aia più alto ove si abbarcano le gregne. V. Cavagion.

PAGARSE SU L'ARA, Pagarsi in sull' aia, detto fig. Pigliar congiuntura sicura di farsi pagare, Pagarsi prontamente.

QUANTO POL STAR IN T'Uv'ARA, Aiata, Tanta quantità di grano o di binile in paglia, quanio basti a empiere l' aia.

METER SU L'ARA, Inaiare il grano, Distendere le spiche sull' aia per

batterle. ARA o anche Era, s. f. T. de' Vetraii, Ca

mera o Tempera, Dicesi a quel luogo sopra la fornace in cui si metiono i vasi di vetro appena fatti per crogiolarli, cioè

parchè perdano gradatamente la roventezza e possano stagionare e freddare. In questo senso si dice anche Temperare o Dar la tempera o 'l crogiolo. ARA e ARÈ, sincopato da Varda e VARDĖ,

Guata, Velio Vedete. ARADŮRA, s. f. Aratura, Aramento. ,

. ARANA, V. ANARA. ARÀR, V. Àrare; Solcare il terreno colla

v ratro; Fare solchi ; Dissodare,

Fendere, tricesi Arare la prima volta. Riarare o Rifendere , Arare la seconda volta. Interzare o Terzare, La terza. Inquartare,

La

quarta — Aratrare, rare dopo seminato Intraversare, årare a traverso del lavoro già fattovi. V. INTR.1VERSAR.

ARÅR BEN SOTO, Richieder la terra, l'enetrare addentro lavorando.

ARAR A GOMBÌNA, Arare a magolato. V. GOMBİNA.

ARAR DEL VASSELO, T. Mar. Il vascello strascica, tocca fondo; L'ancora ara: che è Correr colla barca toccando il fonilo o trascinandosi dietro l'ancora. Cosi di

cesi Arare, quando la palla del cannone strisciandosi

per terra la smuove come farebbe l'aratro.

ARÀR DRETO, Locuz. fam. fig. Arar diritto; Rigar diritto, vagliono Far che che sia per l'appunto. A RASO, modo avv. V. Raso. ARATIVO, add. Lavoratio; Lavorativo; Lavoratoio. Agg. di Campo o terra acconcia ad essere lavorata. ARÀ TRO. V. Versuno. ARBA, Voce triviale, V. Erba. ARBORÅR, v. V. AldorẢn. ARBORE 0 ARBORO, V. Alboro. ARCA, s. f. Arca; Sepoltura ; Sepolcro, che dicesi anche Tomba; Avello; Urna; Conca; Sotlerratoio.

ARCA DE SIENZA , Arca di scienza; Arca di Noè, dicesi di Uomo dottissimo.

ARCA DE VITUPENIO, Mariuolo; Scellerato. V. SPIUMA. ARCADA, s. f. Arcata; Arcale; Arco; Volta. Arco di ponte o di porta.

ANCÀDA DE VIOLIN, Arcata; Tirala di plettro. ARCANO, s. m. Arcano , Segreto Far arcani, Tenere in credenza; in , Usar silenzio. ARCÀR, v. Archeggiare, Torcere o piegare in arco.

Arcarse, parlandosi d'un vascello, Arcarsi, vale Curvarsi in arco; e questo accade alla colomba d'un vascello, le cui coste si sono piegate o per accidente o per vecchiezza. ARCAZA, s. f. Chiurlo, detto da Linn. Scolopar arcuata maior. Sorta d'Uccello notissimo che frequenta i grandi acquitrini; che ha il becco lungo, inarcato al di sotto. Chiamasi anche Chiurlo reale o Fischione maggiore per distinguerlo dal minore ( TARAGNOLA ). Quest'uccello nell'ornitologia di Latham forma ora parte del genere Numenius, col nome di Numenius

AncAZA VERDE, s. m. Mignattone. Altro uccello acquatico che frequenta particolarmente le valli d'acqua dolce; che ha il beco co lungo arcuato, le gambe lunghe verdastre, tutta la parte superiore delle ale e del corpo colorita d'un bel verde a rillessi metallici , e il di sotto di rosso cupomarrone. Fu chiamato da Linn. Tantius Falcinellus e da' moderni Ibis Falcinellus. I Francesi gli dicono Courlif verd d'I. talie. Qui è raro. IRCHÈTO, s. m. Archetto; Arconcello; Archicello, Piccolo arco. ARCHBTO DA VIOLIN,

Archello; Plettro. ARCHETO DA OSELI, Archetto o Saeppolo. Ingegno formato con un pezzo di legno arcuato, con cui si pigliano gli uccelli. Tendere gli archetti agli uccellini

Scarpello, chiamasi Quello strumento da pigliar uccelli, falio con due archi

росо

di lungi un dall'altro, in tra i quali si pone il cibo

per

alleitarli. ARCHÈTO DA BARòx, detto fig. Gherminella; Furberia; Baratteria, Macchinazione posta in opera per inganno altrui.

ΝΤΟ

DE S.L.

QUEL DA L'AQUAVITA, Acquavitaio, Quello che vende acquavite. AQUAFORTE o AQUA DA PARTIN, s. f. Acquaforle o Acqua da partire, che si dice anche Spirito di nitro o Acido nitrico. Questa composizione serve per corrodere i melalli ad eccezione dell'oro e del platino. AQUAIZZA, s. f. T. Mar. Empifondo, Alzamento o gonhamento straordinario dell'acqua del mare che suol precedere al soffiar de' venti che fanno traversia ad un porto. AQUAR, v. Adaquare o Inacquare, Dice

si del vino che si mescola coll'acqua. AQUARÀSA, s. f. Olio essenziale o Essen

za di trementina. AQUARÈGIA, s. f. Acqua regia o Acqua regale, T. de' Chimici, che la chiamano propr.

Acido idrocloro nitrico. V, SPRITO AQUARÈLA, s. f. Acquerella o Acquarello, T. de Pittori, Acquerellelto, Acquerello molto annacqualo.

MINI R A AQUARELA, Acquerellare, Toccar i disegni con acquerella. AQUARIOL, s. m. Acquaiuolo o Acqueruoļo, Colui che porta o vende acqua dolec per uso delle famiglie ; ed anche Quello che porta le acque minerali.

Acquaiuolo, dicrsi pure a Chi da l'acqua ai prati per irrigarli. V. PURTAQUA. AQUARIOLA, s. f. La Femmina dell'Acquaiuolo, che per analogia di altre voci consimili potrebbe dirsi Acguaiuola o 4equaruola. AQUÀRO, s. m. Voce agr. Bocchetta. Qucll'apertura che si fa nelle capezzagini che traversano il

campo seminato per far correr l'acqua fuori con più facilita. Dicesi anche Acquaio o Solco acquaio. AQUAROSA, s. f. Acquarosa o Rosata. Ac qua preparata con rose. Mucchero si dice a quella in cui siano stale infuse le rose o le viole. AQUAVITA, V. AQUA DE VITA. AQUAZZA, s. £. Acquaccia, Acqua catti

Acquazzone, Gran pioggia e continuata, che dicesi anche Acquagione e Acquazione.

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arcuata.

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zo, V.

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alto pesi

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ARCHIMIA, s. f. Alchimia e Archimia, Quasi dicasi la Chimica più sublime. V. LAPIS FILOSOFORUM.

STUDIÀR D'ARCHIMIA, Stillare o Beccarsi il cervello, vale Affaticar l'intelletto. Stuzzicare i ferruzzi,Ingegnarsi. Layorare d'alchimia, Operare con artifizio. V. SCRIMIA. ARCHIMISTA , $. m. Alchimista ; Colui ch'esercita l'alchimia. Col solo dire Il tale soffa, s'intende senza nominarlo, ch'egli è Alchimista, ARCHITRAVE, V. SOGIÈR. ARCHIVIO, s. m. Archivio.

CARTA MESSA IN ARCHIVIO, Carta archiviata, e quindi Archiviare, Riporre in archivio. ARCIDIÀMBARNE, s. m. Arcidiavolo o Arcidemonio, Accresc. di Diavolo e De

monio. ARCISTUPENDONAZZISSIMO, add. Vo

ce ditirambica, accresc. di STUPENDONAZARCO, s. m. Arco, T. d'Architettura. Arcale, dicesi propr. l'Arco della porta o simili. Rigoglio o Sfogo, l'Altezza massima delle volte e degli

archi — Sesto, la Curvità degli archi — Imbotte, la Superficie dell'arco d'un ponte dalla parte di sotto per quanto è lunga e larga ARCO VALANGHIN, Arco di tutio sesto: cioè Di mezzo cerchio-FAR FORTI I ARCHI, Fiancare; Far forti i fianchi.

ARCO DA CUNE, V. CERCHIO DA CUNE.

Anco DA VIOLIN e simili , Archetto o Plettro. Quello con cui si suona.

ARCO DE LB CBGIB, Arco; Arconcello delle ciglia.

PIEGÅR IN ARCO, Archeggiare; Inarcare;

Incurvare. ARCOCELESTE, V. ARCOVÈNZENE. ARCOGER, v. T. antiq. Cogliere ; Racco

gliere. ARCÒVA, s. f. Arcoa; Alcovo; Arcova, Ricetto capace

d'un letto e di pochi arnesi, la cui fronte è per lo più fatia ad arco. ARCOVÈRZENE o Arco celeste, s. m. Ar

co baleno; Arco celeste ; Iride. ARCUMBE, Voce antiq. quasi Arco bello,

e vale Arco baleno. V. ARCOVERZENB.
ARDIA, V. Aldia.
ARDİO, V. Anso.
ARDIO, deilo

fam. Divorato; Consunto EL LA GA ARDJA QUELA MANESTRA, E' se la pappà o ingoiò in un momento o in un fiato. ARDİR,

s. m. Ardire ; Ardimento; Arditezza,

Audacia.
ARDİR , v. Ardire, Aver ardimento.

. Dettó fig. Consumare; Distruggere; Divorare El s'HA ARDIO TUTO, ha del tutto consumato o distrutto il suo

stato. ARDITÈTO, add. Alquanto ardito , Ardito anzi che no. Arditello, non trovasi

nella Crusca. ARDITEZZA, s. f. V. ARDİR, nome. ARDITÒN, add. Arditissimo, super), di Ardito, sfacciatissimo. V. SFAZZADON,

ARDORE DE MAR. T. de' pesc. Fulgore, dicesi a quella specie di Chiarore dell'acqua marina , che si vede nel tempo del maggior caldo, prodotto come ben si sa, dalle lucciolette marine: su di che si vegga la voce LUSARIOLA. ARECORDARSE , Lo stesso che RecorDARSB,

V. ARECORDO, V. RECORDO. AREDODESE, s. f. Befana o Befania , chiaman le donnicciuolc Quella larva o buona o cattiva che, secondo esse,

vien nelle case per la via del cammino del focolare la notte avanti l'Epifania, onde fanno che i ragazzi appicchino le calze ai cammini, acciocchè le Befane gliele empiano di roba o buona o cattiva, secondo che essi si sono bene o mal comportati.Befana si prende come il Ceppo, per una specie di mancia o regalo. V. BONAMÀN.

DAR L'AREDODESE O PAGAR L'AREDODESE, Dar la befana o Far ad alcuno la befana.

Befana in generale si dice pure come Orco; Tregenda ; Trentamila ; Trentavecchia; Biliorsa; Versiera , in sign. di Spauracchio per intimorire i bambini.

AREDODESE , Dicesi anche per traslato a Donna brutta e malfatta, di cui vedi alla voce MARÁNTEGA. AREDOSSO, modo avv. V. RBDOSSO. ARÈLA , s. f. V. GnisioLA. ARÈNA, f. Matraccio, Vaso di vetro a guisa di fiasco con collo lungo ad uso di Stillare. ARENÀR, v. T. Mar. Arrenare o Incagliare, Dar in secco, e dicesi delle navi.

ARENARSE, detto per traslato, Arrenare, vale Esser impedito sul più bello dal proseguire qualsivoglia azione o negozio. ARENTE DARENTE, avv. Appresso; Presso; Appo; Vicino ; Accanto ; Accosto; A lato.

Accostarsi; Avvicinarsi; Appressarsi.

DAR ARENTE , Dar rasente, cioè Tanto vicino ch'e' si tocchi quasi la cosa ch'è allato. SON ARENTE A SETANTATRB ANI,

Son di presso a’settantatre anni. ARENTE A QUESTO ,

Maniera che vale Di soprappiù ; Sopra mancia; Giunta di soprappiù ; In oltre

ARENTE DE NO SAVERGHENB , Per giunta di non saperne. ARÈNTEGHE, Allato a quello o a quella. AREPOSSO, V. REPOSSO. ARÈTA , s. f. Aietta, Piccola aia dove si

batte il grano. ARFIÀR, v. Alitare, Propr. e Mandar fuo

.è ri l'alito a bocca aperta. Respirare si dice dell’Attrarre che fanno gli animali l'aria esterna, che dicesi anche Fiatare o Rifiatare. ARFIÈR, s. m. Alfiere, dicevasi sotto il

. Governo Veneto, a quell' Uffiziale di goletta che nei reggimenti d'infanteria portava l'insegna. Quello della Cavalleria dicevasi Cornetta. Ora si chiamano Portainsegna.

ALFIÈR DBI SCACHI, Alfere; Delfino;

Alfido, Pezzo degli scacchi, ch'è il terzo de principali pezzi che fiancheggia il Re e la Regina ARFOSSÅR, v. V. R&FossÅR. ARGAGNO, s. m. Fabbrica della tira , Edifizio composto d'un cilindro coperto di cardoni, con cui si scardassano i pannilani, ARGAGNÓTO, s. m. Scardassiere, Colui che cava il pelo a' panni collo scardasso. ARGALİFO, s. m., Versuzia, Macchinazione posta in opera per inganno o dan- , no altrui. Mulinello; 'Rigiro ; Andirivieni; Involtura ; Arzigogoli, diconsi le Invenzioni sottili e fantastiche, V. LMPIANTO, ENDEGOLO.

VU SAVỀ QUANTI ARGALIFI SB CATA CO NO SE VOL PAGİR, Poi sapete quanti bindoli e quanti arzigogoli e gretole trova un mal pagatore.

Cossa Xe STI ARGALIFI ? Che cosa sono queste involture, queste bindolerie? Maniera di rimprovero ad uno che cerca d'ingannare. ARGANA, s. f. Argano ; Arganetto ; Arganello, Strumento da tirar pesi - Burbera , Strumento di legno istorno a cui s' avvolge un canapo per uso di tirar in

Aspo dicesi a quel legno sopra il quale s'avvolge il canapo - Verricello si chiarna Un'altra sorte di struinento meccanico , ch'è una specie di argano da tirar pesi.

ARGANA DA ORĖSI, Cinghia o Cigna. Se ne servono gli Orefici

per

tirare. GHB VOL LB ARGANB A FARLO VEGNIR , Ci vogliono gli argani o le tanaglie per farlo venire. Far che che sia tiratovi colI argano o a forza ď argani , per dire Ch' egli fa quella tal cosa molto mal volentieri. Andare alla dura, si dice di Chi fa una operazione per forza. Ci vogliono mille stoggi, mille lotte, mille invenie o cerimonie o fregagioni, mille moine etc. PARLAR CO L'ARGA YA ,

Ponzare, dicesi di uno che non possa o non voglia favellare se non adagio Parlar colle seste o per supplica, dello fig. vale Parlar con cautela. ARGANÈLA, s. f. Barganella, T. Mar. Pezzi di legno curvi da un capo, che servono ad innalzar le sponde delle lance. ARGENTARIA, V. ARZENTARIA. ARGENTÌN, T. degli Stampatori, Parigino, Il più piccolo dei caratteri di stampa. ARGENTİNA, s. f. Antica moneta d’argento che non è più in corso

venuta da Argentina o Strasburgo, Città di Francia, la qual era del valore di lire 4 venete. ARGÜZIA, s. f. Arguzia, Concetto arguto, molto, facezia. Arguzia frizzante, vibrata, pungente, spiritosa, pronta. ARGUZIA MINCHIONA,

Concettino; Monnino, Concello puerile , Piceolo motto.

DIR SEMPRE ARGUZIE, Concettizzare, Formar concetti o concettini. Essere trasportato dal desio d'argutezze. Essere arguto o argutetto,

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ANDAR ARENTE,

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ARIA BONA,

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ARI, Arrio Arro, Modo (l'incitare le bestie da soma al cammino. V. I. SENZA DIR NÈ ARI NÈ STARI,

Ne motto totto ; Ne pur addio ; Senza dire ne

; a Dio al Diavolo. I Latini dicevano Insalutato hospite. ARIA, s. f. Aria ed Aere.

Aria sana, buona, abiabile, di buona temperatura; Aere aprico.

ARIA CATIVA, Aria grossa, malsana, umida, corrotta.

ARIA COLİDA, Aria colata , vale Aria che viene non di cielo aperto , ma quasi per canale- L'ARIA COLÅDA PA MAL, Aria di finestra colpo di balestra. Dinola che l'aria colata delle finestre nuoce alla testa.

ARIA COMPAGNA, V. COMPAGNO.
ARIA FINA,

Aria sottile, vale Netta, purificata. ARIA FRESCA,

Brezza VARDÈ CHE BT'ARIA FRESCA NON VE SPREDISSA, Che questa brezza in quest'orto, in quest'ora non vi faccia pigliar l' imbeccata. Quindi Brezzeggiare vale Spirar brezza — FA ARIA, Brezzeggia, Spira venticello fresco.

ANIA DE VALZ, Aria maremmanı.

Aria mefilica ( dal lat. Mephiticus , Puzzolente) Chiamasi l'aria per lo piu di luogo rinchiuso o basso o posto a bacio; la quale sia graveolenle, e in conseguenza in pura e malsana.

ARIA DE MAR, Marino, sust. Vento clie viene dal mare, che anche si dice, di Le

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vante.

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AVĚR ARIA DA LBVANTE, Alzar il viso; Levare o Alzar la coda; Prender rigoglio; Andar colla testa alta ; Aver fummo. CON UN'ARIA DA LBVANTE ,

detto avv. Altezzosamente ; Burbanzosamente; Orgogliosamente. UN PULESE CHE VOL FAR ARIA

V. PuLESE.

SOL DE VERO E ARIA DE FESSURA MANDA PRESTO IN SEPOLTURA, proverbio che significa che il sole che passa per un vetro e l'aria ch' entra per gli spiragli sono cose dannose alla salute. V. ARIA COLADA. ARIÀTA , s. f. Ariaccia, Aria cattiva

Brezza, Aria o Venlo fresco ma incoinodo , che si senle nelle stagioni di mezzo. . ARIAZZA, s. f. Brezzolone o Brezzone, Vento freillo e gagliardo.

Avèr UN'ARIazza, dello sig. Aver un'arione, Un portamento grande. ARICHİR, v. V. Richin. ARIÈTA, s.f. Arietta; Ariettina, dim. di Aria , in T. musicale.

Aúra o Aurella , Piacevole e leggerissimo venticello.

Avèr de L'ARIETA , detto fig. Aver della superbiuzza, dell' orgogliuzzo, delI ambizioncella. ARIONA, s. f. Arione , Composizione di musica vocale , accompagnata da piena orchestra,

forle e di carattere. ARIOSO, add. Arioso, propr. dicesi di

Abitazione alta a ricevere molta aria molto lume.

OMO ARIOSO, Bizzarro; Capriccioso; Fantastico Vistoso ; Appariscenle , Di bella veduta-Scialoso, vale Pomposo, magnifico; dicesi di un abito e simile. ARISMETICA, s. f. Voce antiq. in vece di Aritmetica o Arimmetica. La scienza dei numcri. Arismetrica dicevasi anticamente

in Toscana. ARIVÁR, v. Arrivare, Giungere ad alcun sito.

Arripare è propr. Approdare, accostarsi colla prora alla ripa - Arivè, dicono i nostri Barcaiuoli, Arripate , cioè Venile alla ripa. V. Rivàs.

ANIVAR UNO, Arrivare; Aggiungere o Raggiungere uno: cioè nel camminare o nel corrergli dietro

ARIVAR ADOSSO A QUALCUN, Sopravvenire ad alcuno, Arrire improvvisamente. ARIVAR A CAPIR ,

Arrivare la verità o alla verità; Arrivare un sentimento d'un autore, in negozio o simili, signisica Intenderlo.

ARIVAR A QUEL CIE se vol, Arrivare a che che sia, vale Ottener l'intento, riuscire. ARIVAR A QUALCOSSA PER STRADE Stor

Passar per le finestre o Passar per le finestre e non per

l'uscio. ARIVÁR A LE RECHIE, Giungere a sapere; Intendere; Sapere; Penetrare. Per venire o Venire alle orecchie o ad orecchio, Aver seniore, indizio e notizia. ARIVAR DA TANTO,

V. Taxto. Co 'L CUE ARIVA NOL GJ". METE SCALA, Non debbe bisognar le scale ove aggiunge con mano.

No GHE ARIVO, lo non arrivo, cioè Non comprendo, non giungo a capire. ARLASSO, s. m. T. ant. Bravata a cre

denza, V. MERDE COL CROSTOLO. ARLECHÌN, s. m. Arlecchino, detto anche per idiotismo Truffaldino, e da alcuni Trappolino e Mezzettino. Nome di maschera ridicola rappresentante un Bergamasco, che è un Servo sciocco in commedia, e come un secondo Zanni. V. TauFALDIN, TRACAGNIN E STENTARELO. ARLECHINADA, s. f. Zannata; Cosa da Zanni, Cosa frivola, Buffoneria, V. BuFOX'DA. ARLEVA, add. Allevato; Rilevato e Rallevato, e dicesi delle piccole creature.

Allevato, vale anche presso noi per Ammaestrato, Costumato

PUTO DEN O MAL Arleva , Giovane bene o male allevato o disciplinato Mal creato, dicesi a Cli è senza creanza.

BEN ARLEVA, dicesi scherzevolmente per Atticciato, cioè di grosse membra e rigoroso. ARLEVADA, s. f. Allevatura; Allevamen

to, Educazione. ARLEVAR, v. Allevare, Nutrire, alimen

tare piccole crratare Rilevare; Rallevare; Tirar su; Far allievi, dicesi in sign. di Ammaestrare,

edncare, istruire ARLÈVO . ARLIEVO, S.m. Allievo, Quegli ch' è educato o con alimenti o con ammaestramenti , che dicesi anche Creato; Creatura, ed Allevato sust.

BEL ARLEVO , Buona o ben costumata allevatura.

Allevaturaccia. ARMA, s.f. Arme ed Arma, che nel numero del più si dice egualmente bene Arme ed Arini. Termine generico d'ogni arnese o strumento per uso di difendersi e di offendere.

Arme o Bocche da fuoco, diconsi Quelle in cui s'adoperano la polvere e le palle.

Arma lianca, Quella in cui non s'usa fuoco, come spada, baionella, pugnale ele.

Armi di punta e da taglio , Quelle che feriscono colla punta e col taglio, corne sono i coltelli. V. Schiopo, Pistola, CorTELO, CANÒN, ATUARUL, CORTELÈR, SCHOPETIÈR.

ARMA AL BRAZZO , Imbracciar l'armi. Operazione del soldato nel maneggio del fucile.

ARMA A FUNERAL , Rovesciar l'arme , Capovolgere l'arme colla bocca verso terin segno

di lutto. Arma, prendesi anche in vernacolo per Arnese, strumento di qualunque arie o professione. ARMA DE FAMEGIA

Arma o Stemma gentilizio. ARME DE LI DONNE,

Le arme delle femmine sono la lingua, l'ugne, le lagrime. V. Carezza,

LA 80 ARMA CHE L’INCORONA, Il diavol che se lo porti, Specie d'imprecazione,

HITUNZIAR L'ARME AL TEMPIO, Rinunziar l' armi a Giove, Lo stesso che TiRÅR IN TEGA. V. Tinir.

CATIVO ARLEVO,

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CHIAPAR ANJA, Pigliar aria : s'intende Aria aperta , per sollevarsi

NOL XB MINGA VEGNUO QUÀ PER CHIAPÀR ARIA, Non andare o non venire per pigliar aria ; Non venire per foglie di porro, dicesi di Chi va in un luogo per far qualche cosa d'importante o per averne utile.

SPAUROSO DE L'ARIA, Aerofolo; e quindi Aerofobia, T. Medico , 'Timore dell'aria.

ANDAR IN ANIA, Montar sulle furie ; Montare in bica; Incollerire.

AVER L'ARIA DA SOLDÀ, Aver aria bellicosa, marziale, guerresca.

AvÈR BON’ARIA, Aver bella o buon'aria, cioè Bell'aspetto, bella ciera.

AVER L'ARIA DE UNO Rendere aria ; Arieggiare ad alcuno, Rassomigliare ad alcuno nella figura. Fanse L'ARIA PIÙ BONA ,

Raddolcirsi dell' aria, Farsi benigna.

GH' } QUALCOSSA PER ARIA , Il cielo è turbato; La marina é turbata o torbica o gonfiata , Mal segno.

dello avverb. In aria , vale Senza fondamento , Mal fondato: come Favellare in aria, Fonularsi in aria, Cosa in aria, Castelli in aria elc.--InterDER IN ARIA, V. INTENDEN.

LE strazZE VA A L'ARIA , V. STRAZZA.

MANDAR IN ARIA UN AFÅR, Far abortire un affare — MANDAR IN ARIA QUALCUN, Rovinare o Mandar alcuno in rovina o in precipizio; E talora anche Ucciderlo. VEDER IN ARJA ,

Veder in aria o per l'aria, Vedersené vicino l' cffello.

ANIA DA LEVANTE , Venio di levante , V. VENTO - Detto fig. Alterigia ; Allura ; Superbiu , Kigoglio ; Orgoglio

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ARMÀ, add. Armato; Vestito dell armi; In punto di tutt' armi.

ARMÀ A BECAFÈRO O COME UN SASSIN Armato come un Orlando, come un Paladino; Armato alla sgherra, come un bargello, come un assassino ; Egli ha tutta Brescia addosso. Per intenderc che ha molte armi indosso.

Pesse ARMA. V. Pesse.

VASSÈLO ARM), Vascello armato, vale Equipaggiato. ARMADA, s. f. Armata, che chiamasi anche Esercito; Truppe; Milizia.

ARMÀda, detto assolut. s'inicndeva ai tempi della Repubblica, l'Armata navale o marittima, la Flotta.

OMO D'ARMADA , Uomo ďarme o d'armi cioè Militare. ARMADINA, s. f. Armatella o Armatetta.

, ARMADOR 0 ARMATUR , š. m. Armatore, Capitano di nave armata dal Governo ó autorizzata da esso per corseggiare e far prede sopra i nemici dello Stato. Il Pirata o Corsale è ladrone di mare che

prcda indistintamente ogni sorta di nave. Armatore si dice anche la Navc stessa che scorseggia. ARMADURA , s. f. Ponle ; Bertesca, Sostegno o palco sul quale stanno i Muralori a murare e i Pillori a clipignere. Grillo, chiamasi il Ponte o armadura volante ad uso de' Muratori,

Armadura ed anche l'Armalo, chiamano alcuni artefici Tutle quelle cose cl’essi-pongono per sostegno, fortezza o difesa delle loro opere; e specialınente que legnanj che si mettono per sostegno delle fabbriche.

METER L'ARMADURA, Armare, cioè Far Varmadura alle fabbriche e ad altre cose.

LEVÅR L'ARMADURA , Disarnar volle, Disarmar fabbriche e simili. ARMADURA DE LA REDE DA PESCAR ,

Armadura , dicesi a quel Pezzo più o meno lungo di rete a maglie larghissime , che da una parte tiene allaccato il panno della rete a maglie più fitte, che va con un'estremità a toccare il fondo dell'acqua , e dall'altro superiormente sta raccomandata con filetti (PJOLE) alla spilorcia (Ima )

Armadura o Armatura, dicevasi a quel Ripa ro o Vestimento di ferro ad uso militare de' bassi secoli sino al secolo XV., nel quale si distinguevano e nominavano tutte le parti. ARMAMENTO, s. m. Armamento, Ogni

sorta d'armi e di munizione ad uso ili guerra. Armeria o Armamentario, chiainasi il Luogo o Magazzino dove le armi sono riposte.

Arinamento ď un vascello , dicesi anche in lingua vernacola , e vale Equipaggiamento generale d’un Vascello da guerra, o anche d'un mercantile destinato a far un viaggio lungo. ARMÀR, v. Armare, Provvedere d'armi. TORNÁR A ARMÁR,

Riarmare. ARMAR SE, Armarsi, Munirsi d'armi Detto fig. vale Disporsi anticipatamente a dissimulare, a sopportare o simili. Ármarsi di pazienza, di sofferenze.

Armare un vascello o Allestire o Guernire o Attra-zare, vale Equipaggiarlo di lutto quello ch' è necessario per far viaggio e per combattere. V. ARMIZÅR.

ARMÀR DE MARINERI UN VASSÈLO, Ammarinare o Marinare un vascello, vale Fornirlo de'marinaii necessari.

MAGISTRATO ALL'ARMÁR O ALL'ARMIMEVTo, chiamavasi sotto l'impero Venclo una Magistratura che soprintendeva l' armamento de' pubblici legni e in conseguenza le ciurme e i condannati al rcmo. ARMARIOL 0 ARMARUL , S. m. Armaiuolo, Colui che fabbrica , accomoda o vende armi da fuoco , che più propr. si dice Archibugiere o Archibusiere. ARMAURA, V. ARMADURA. ARMELİN, s. m. Armellino o Ermellino, dello da Linn. Mustela Erminea, Piccolo animale quadrupede, di corpo bianco nell'inverno, eccctio la coda , ch'è in cima nera ; di estate è rossiccio, eccello il ventre, il petto e la gola. La sua pelle che pur chiamasi con tal nome , è preziosa. Egli abita nelle parti più fredde dell'Eul'opa e dell'Asia.'

NETO COME UN ARMELİN , V. Neto. ARMELİN, s. m. Albicocca e Meliaca o

Umiliaca, Frutto notissimo prodotto dall'Albicocco. ARMELINÈR, s.m. Albicocco comune ed anche Meliaco o Umiliaco, Albero che produce le albicocche, detto già da Linneo Prunus Armeniaca , ma piu comunemente chiamato Armeniaca vulgaris. Credesi provenulo dall'Arinenia. ARMÈR, 8. m. Armario o Armadio , Arnese o ripostiglio di tavole, notissimo.

, ARMĚR DA ABITI O DA VESTÈRE, Casscbtone.

PORTÈLB DEI ARMÈRI, Sportelle.

ARMER DE LA SCAFA, V. SCAFA. ARMERAZZO, s. m. Armadiaccio, Cattivo armadio Dello

per

ARMERÒN, V. ARMERÈTO, s.m. Armadino, Piccolo armadio. Stipo o Stipetto dimin. chiamasi Una sorte d'armadio colla fronte e parti di fuora ornate per conservar cose minute di pregio o d'importanza. ARMERON, s. m. Armadione, Grande ar

mario. ARMÈTA, s. f. Borchia, Scudetto d'olLone o d'altro che serve per ornamento.

ARMÈTA, Parte dell'archibuso, V. Sco20. Detto per Armicella, Arma offensiva di poco prezzo o Arme piccola. ARMIGLIA, s. m. Fraggiragolo o Gira colo o Bagolaro e Loto Bagolaro, detto in Toscana Spaccasassi, Albero di cui se n'ha anche nel nostro pubblico giardino, che i Sistematici chiamano Celiis Australis , ed a cui il Mallioli diceva Loto. Nel Veronese dicesi Perl Ro. Quindi Bagola si chiama il frutto del Lolo , ch'è una bacca nericcia , dolce, con nocciolo assai duro. ARMIRAGIO, s. m. V. AMIRAGIO. ARMIZĂR, v.T. Mar. Ormeggiare un bastimento, vale Rilenerlo con uno o più

cavi fermali a punti slabili in terra o ad ancore in mare.

ARMIZARSB IN BARBA DE GATO, Afforcare, Dar fondo ad una seconda ancora di posta, in maniera che venga a far colla prima quasi una forca, tal che l'una sceini la forza dell'altra nel soslener il rascello, e si dice anche Ormeggiarsi a due o a barba di gatto. V. POGIÁR.

ARMIZĂR UN BASTIMENTO, Attrazzare, Equipaggiare un bastimento, cioè Munirlo di tutto quello che gli è necessario. V. ARMAR. ARMİZO,s.m. T. Mar. Ormeggio, Cavo che tien ferma la nave dalla parte

di

poppa. Ormeggi si dicono altresì gli Attrezzi necessarü per ormeggiarsi , come Gome

Ancore etc. ARMO, s. m. Armamento, Tutto ciò che ha relazione ad arme e munizioni dla guerra. FAR UN ARMO,

Fare

armamento; Armare, Meltersi in arme. Il suo contrario è Disarmo. ARMORO, Voce corrotta da Almoro, V.. ARNASO, s.m. Botte, Arnese da vino. V.

Bota. ARO, s.m. o ERBA Bizana, T. degli Erbolai, Asàro, Erba di montagna, detta dai Sistematici Asarum Europæum. Tutta la pianta polverizzata fa starnutire. AROGANTÌN, add. Arrogantuccio; Pre

suntuoso; Procacetlo. AROMÀTICO, add. Aromatico o Aromato, Che ha odore o sapore d'aromato.

Tanfo, chiamasi il Mal odore che conservano i luoghi chiusi

SAVER DA AROMATICO, Saper di tanfo. AROMATO, s. m. Aromato o Aromo, Nome generico d'ogni Specieria e profumo.

Gli Aromi Gomme sono lo Storace l'Incenso, il Belzuino e 'l Balsamo. Gli Aromi Scorze sono la Cannella e 'l Mace o sia la spoglia reticolata della Noce moscada. Gli Aromi frutti sono il Garofano, la Nocemoscada e 'l Pepe -- Droga è nome generico degli ingredienti medicinali e singolarmente degli aromati. Spezi o Spezie è miscuglio d' aromati in polvere per uso di medicina, e per condizione dei cibi. ARON, s. Voce della bassa gente che in

tende di dire Rum, V. AROSTO, s. m. V. Rosto. ARPEGÅR, v. Voce agr. Erpicare, Spianare e tirar coll’erpice la lerra de'campi lavorati. V. Ropecia. ÅRPEGO, s. m. Erpice, Strumento no

tissimo da tirar la terra ne'campi, il quale ha le punte di ferro o anche di legno. ÅRPESE, s. m. Arpese, Pezzo di ferro con cui negli edifizi si tengono unite insieme pietre con pietre. Spranga, chiamasi il Ferro che si conficca a traverso per tene: Te insieme e unire le commessure.

AHPESE DA Atico, V. GRAMPIA. ARPESÈTO, s. m. Spranghetta, Piccola

spranga. ARPÌA s. f. Arpia ; Avaro ; Pillacchera; Spilorcio; Taccagno. V. PITIMA.

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ARTISTA, s, m. Artista dicesi propriamente Colui ch' esercita arte liberale Artefice o Artiere, dicesi Colui che esercita arte meccanica — Bottegaio, Quello che esercita e tien bottega Operaio Quello che lavora per opera.

V. ARTESÁN e BOTECHIÈR. ARVEGNIR, v. Rinvenire; Riaversi ; Risentirsi; E intendlesi Da un deliquio

smarrimento. V. REVEGVIR. ARZARAN, s. m. Così vien chiamato Colui che sotto la dipendenza d'un printende al lavoro degli argini de' fiumi. V. CAVARZARÁN. ARZARÀR, v. Arginare, Far argini, difendersi o ripararsi con argini Ciglio

nare, direbbesi il Far i ciglioni ai campi. ÅRZARE, s. m. Argine, Rialto di terra posticcia fatto sopra le rive de' fiumi perchè non ribocchino. Se l'argine è assai rilevato, chiamasi Berga , alla Francese se è di pietra, Pignone , e se di pali, Palafitta o Palata. V. BANCHINA.

MAGNAMENTO DE ARZARE, V. Magya

capo, so

tul

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ARPIGIÀR, v, T. agr. Appigliarsi; Bar.

bicare, Produr barbe e radici, che dice si anche Barbare e Radicare: s' intende delle Piante. ARQUANTI, Alquanti, cioè Non so quan

ti, V. Diverso. ARQUILA, s. m. T. de'Pescatori, con cui

essi chiamano ancora il pesce Asià. Si osserva che questa voce ha qualche relazione con la Francese Aiguillat, che deriva dal latino Aculeatus, avendo appunto que

sto pesce un aculeo alla pinna dorsale. ARSA, adu. Innarsicciato o Inarsicciato; Arsicciato; Abbruciaticcio; Arsiccio; Abbronzato. ARSADİN, add. Abbronzatello, Alquanto

abbronzato, ARSÅR o Ansin , v. Arsicciare ; Abbronzare; Abbruciacchiare , Quel primo abbruciare che fa il fuoco nella superficie l'estremità delle cose. Per esempio un panno bianco accostato alla fiamma s'infuoca, piglia il nero e si abbronzą. V. In

Incroiare, dicesi d'un cuoio. ARSENAL, s. m. Arsenale, una volta Arsanale ed anche Arzana.

UN ARSENAL DE ROBA,A rsenale per traslato, si dice di un luogo nelle case dove si ripongono le vecchie masserizie, o che non sono d'uso momentanco. V. PATRON e VISDOMINO. ARSENALOTO, s.m. Arsenalotti è Nome collellivo che si dà in Venezia agli Artcfici d'ogni classe che lavorano nell’Arscnale. Erano gli Arsenalotti la guardia del Maggior Consiglio della Repubblica , e andavano armati di brandistocchi e d'un legno dipinto rosso, che tenevano in mano come si tiene un bastone. V. MAE

come per

giorno; Ozioso.

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CANDIR

VIVE ME

MENTO.

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ARTANTO, add. Altanto, o. Altrettanto , Tanto quanto altro.

Usandosi per ave. Egualmente; Similmente; Altresi,

Do o TRE VOLTE ARTANTO, Due o tre tantio due cotanti etc. vagliono Il doppio. ARTE, s. £. Arte, vale Professione, Mesliere. Gli idioti nostri fanno Arte di gen. mascolino, e dicono EL MIO ARTB, e nel plur. Í ARTI.

ARTE DA POCO GUADAGNO, Articella, Arte miserabile,

IMPARA L'ARTE E METILA DA PARTE, Chi ha arte trova ricapito, Chiha arte ha par. te. Chi sa lavorare trova pane

da

per to A chi sa non manca nulla. Ad ogn'arte, sia pur ella meschina, Tutto il mon

, do ricetto e furina. SENZ'ARTE NÈ PARTE ,

dicesi ago

ad

uomo, e vale Scioperato; PerdiAnte, Arte si dice per Artisizio, astuzia, fraudalenza. Far che che sia con arte.. Operar con arte.

Co L'ARTE B CO L'INGÁNO SE ZO ANO,

etc. V, INGAVO, CON ARTE, posto avverb. Artatamente o Con arte, vale Industriosamente, ingegposamente.

Arte, Arte, dicono i Pescatori nel sign.

di Stromenti o arnesi della lor arte,

Calin Le ARTE, Calare le reti in acqua per pescare, V. REDE — ConzaR LE ARTE, Rattoppare o Conciare le reti TOR SÚ LE SO ARTE, Pigliare; Ripigliare; Depor re; Riporre le sue ar.i. ARTELARÌA, s, f. Voce ant. V. ARTIGLIA

RIA, ARTESÀN, s, m. Artigiano o Artegiano;

Artiere ; Artefice. ARTESANAZZO, add. Plebeaccio, Cial

trone. ARTESANÈLO, s. m. Artigianetto, dim. di Artigiano, Arieficello; Arteficiuolo;

Arteficiuzzo. ARTICHIOCHÈRA, s. f. Carciofaia o Car

ciofoleto, Luogo piantato di carciofi. ARTICHIOCHÈTO,s.m. Carcioffino, Car

ciofa piccolo ARTICHIÒCO, s. m. Carciofo o Carciofano e Carciofala fem., da alcuni anche cetto Artichiocco. Pianta della classe dei Cardi, detta da Linn. Cynara Scolymus e frutto conosciutissimo. V. CARDO.

ARTICHIOCO DE CIMA, Carciofo vetlaiuolo, di vetta , che nasce in vetta. Nel Dizionario agron, del Gagliardi trovasi Carciofo madornale. A Roma lo chiamano Pen done. ARTICHIOCO. SALVADEGO

V. ERBA RE

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STRANZA.

ARZARE DEI CAMPI, Argine; Ciglione Berga, Quel terreno rilevato sopra la fossa che sovrasta al campo, e che si fa per difenderlo dalle inondazioni. Gittata , dicesi alla terra tralla dalla fossa e gittata sull'orlo di essa.

DESPÅR I ARZARI, Disarginare - Dilamare o Smottare, vagliono Smuovere la terra da luogo pendio.

ARZARI, diciam noi per Arginatura ; Arginazione; Arginamento, cioè per la Formazione degli argini. ARZARÈTO, s. m. Arginetto o Arginello, Piccolo argine. V. ANZARE.

Cigliare o Ciglione, Quel terreno rilevato sopra la fossa che sovrasta al canipo.

Cisale, dicesi al Ciglione che spartisce o chiude i campi,

Greppo o Greppa, si dice alla sommità del Cigliare della fossa.

Ritenitoio; Riparo , dicesi di Qualunque cosa che serva a riteuer che che sia, e chiamasi anche Sponda. ARZARĪVA, . f. Guaime ; Fieno serotine; Rimessiticcio, Erba che rinasce dopo la prima segatura. ARZARON, s.m. Arginone, Argine grande. ARZENTĂR, V. INARZENTÀR., ARZENTARIA, s. f, Argenteria, Quan

tità d'argento lavorato. ARZENTIÈR, s.m. Argentiere; Argenta

io e Argentario, Lo stesso che OnÈSE, V. ARZENTİN, add. Argentino a Arzentino,

Che ha il suono dell'argento.. ARZENTÌN, s. m. T. de'Pesc. Sfirena. Pesce piccolo di marc, detto da Linn. Argentina Sphirena. Egli è della grandezza quasi doppia del Pesce Argentino (ANGUELA) e mangiasi fritto. Se ne piglia in piccola quantità.

Il celebre ora defunto Abbate Stefano Chiereghin di Chioggia , amico dell'Autore, ingegnoso Naturalista ed esimio dia segnatore, applicò alla Pittura la vescica natatoria di questo pesce, la quale è lut

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ARSÌNICO, s.m. Arsenico, dicesi a Quella specie di farina che si solleva dal Cobalto bruciato, e ch'è un potente veleno. ARSIO e Arstri, add. Inarsicciato ; Ar

o sicciato ; Arsiccio ; Abbruciaticcio, Alquanto arso. V. ARSÅ.

Arsio Da sĚ, Sitibondo; Assetato; Che ha la gola più arida della pomice.

BOCA ARSIRÀDA , Arsione, Sete ardente. ARSIRÀR , y. Arsicciare o Inarsicciare,

V, ARSÅR. ARSO, add. Arso, Consumala dal fuoco, Detto per Arsa, V.

diciamo per Inaridito ; Diseccato.

ARSO DE BEZZI , Arso; Asciutto. Esser bruciato; aggiustato; scusso.

Assetato; Assetito; Assea tatissimo, Boca ARSA,

Aver la bocca asciutta con me una pomice ; Aver l'asciugaggine in bocca,

ODOR DA ARSO, V. ODÒR. ARSON, s. m. Arcione, Quella parte po

sterior della sella ch'è a guisa el'arco. ARSŮRA , $, f. Arsura ; Ardura, Eccessiva caldura,

Detto per agg. a uomo, Spiantato; Brun ciato ; Scusso; ed anche Arsura, e vale Uomo che non ha in tasca un quattrino,

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