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VAR.

wasi nel budellame degli animali che si A VÉR LA PANZA, Aver la valigia, Esser macellano

gravida LA GA LA PANZA AI OCHI,

Ha
Ventraia o Ventresca, direbbesi alla tanto di trippa ; Ha il corpo
Pancia degli animali dove sta la feccia.

po a gola, agli occhi

SEMPRE CO LA PANTEGANA, s. f. o SORZE DE CANÀL, Rat- PANZA, Aver uova e pulcini; Aver uova e to d'acqua, Animale antibio, simile al pippioni, Si dice di Donna che sempre sia Sorcio, che abita nelle fosse e nelle pisci

gravida o da lalle. ne e scava le radici degli alberi e le divo

FAR PANZA O GOBA, T. de'Falegnami, ra. Egli è detto da Linn. Mus amphibius.

Imbarcarsi; Imbiecare; Ingombare; Far PANTBGÀN , dicesi nel parlar fam. per

ventre, locurvarsi nella larghezza, c diccAgg. ad uomo, e vale Pentolone o Tenten- si comunemente d'asse o legni non molto none, cioè Vomo grasso che con fatica si grossi che per l'umido o per la siccità si muove. V. PORCHÈRA.

piegano — "Far corpo o Farsi in fuora ,

si dice delle Muraglie che escono della loPANTEZĂR, v. Ansare ; Ansiare ; Ansi- ro diritlura-Gobbo o Gobba per qualunmare, Respirar con affanno per qualche

que prominenza per lo più difettosa nelfalica sofferta, V. PANTEGAN.

lc
opere

dell'arte.
PANTÈZO, s. m. Ansamento, Respirazio- CAMINÀR CO LA PANZA IN TBRA, V. CA--
ne frequente.

MINÀR. PANTIERA, s. i. T. degli Uccellatori, Pan- Co LA PANZA AVANTI, delto a modo avv. tera, chiamasi una Sorla di rele da uccel- e metaf. Fidatamente ; Fiducialmente; lare che si tende al capo d' una siepe per

Buonamente -FAR.UNA GOSSA CO LA PANfarvi rimaner presi gli uccelletti che sono ZA AVANTI, Farche che sia a grembo apernella stessa siepe.

to, valc Liberamente, con larghezza, Dar PANTOFOLE, Pantofola; Pantufola ; e

o Fare una cosa non richiesta ma spontaPianella, Calzamenio de' piedi che non.

neamente. Andare a grembo aperto, vale ha calcagno. V. Mulb.

Procedere con larghezza, con ingenuità.
PANTOFOLE COL SURO,
Pantofole suve-

Andare alla sbadata, Andar avanti incon.

sideratamente. rate o sugherate, cioè Cbe hanno un pez-zo di sughero sotto le suola.

GRATÀR LA PANZA, V. GRATÁR. PANTOFOLÈTA, s. f. Pianelletta; Pia

IMPINIRSB LA PANZA, Stivar l'epa, V..

MAGNÀR. nellina; Pianellino.

SALVAR LA PANZA PER I FIGII,

V. SALPANTOMİN, s. m. Pantomimo, Istrione o Commediante che rappresenta lutto con STAR CO LA PANZA IN SU, Star supina gesti, senza recitare.

o risupino o resupino - Co LA PANZA IN FAR BL PANTOMİN, Fare il pantomimo, 20, Star boccone. che dicesi anche Sceneggiar muto, è il STAR CO LA PANZA DRITA, Stare in panGestire per esprimere che che sia senza. ciolle, vale propr. Star in positura di far recitare.

mostra della pancia. I ragazzi nel giuoco PANZA (colla z aspra) s. f. Pancia, detta

delle caselle ( A CASTELETO) si servono di altrimenti Ventre; Epa; Epaccia; Ven- simile espressione, Tirar il nocciolo a pie tresca ; Trippa.

pari e in panciolle, cioè Slando ritto coi EL DE SOTO DE LA PANZA, Addome e Ada. piedi in pari e colla pancia che sporti in domine, Ventre inferiore. Grembo o Gre

fuori. mio, dicesi alla Parte del bellico quasi in

TOCAR LA PANZA A LA CIGALA, V. Cigala. fino al ginocchio. Anguinaglia. oʻAngui. PANZADA, s. f. Spanciata o Ventrala , naia e Inguine , Parte tra la coscia e 'l. Colpo dato alla pancia. Batter. una venventre allato alle parti vergognose. Petti- trata in un tavolino. gnone, alla Parte ch' è tra la pancia e le Detto per SPANZADA, V.

: parti vergognose. Forcata; Forcatura o

PANZARİN, s. m. Panciuto. V. Panzuo. Inforcatura, chiamasi dove finisce il bu

PANZERA, s. m. Lo stesso che Panzon, sto e comincian le cosce.

detto per Aggiunto ANDAD A PANZA, Spollastrare; Sgalli

PANZETA nare, Mangiar lautamente girando per le mense altrui..

PANZİN S s. (colla z aspra). Pancetta Panza A. GUCHIA , Ventre di struzzolo,

e Panzetta, Piccola pancia. Dicesi delle Persone insaziabili.

PanzŝTA COL PELO, nel gergo de' Bar-
Pancia o Trippa guizza. caiuoli, Il pettignone.
Panza PEYA. NO:CREDB AI AFAMAI, Chi
ben cena a desco, col corpo pien non cre-

PANZBTA DE TON, Sorra, Così chiamade all' affamato, Chi è ben satollo non

si la carne della pancia del Tonno sia frecrede ai bisogni altrui, Predicar il digiu

sca, sia salata. Quand'è posta in salamoia

dicesi Tarantella.. no a pancia piena.

PANZETA DB. PORCO,.

Pancia di porco. PANZA SUTA, Ventre raccolto,

PANZON, s. m. (colla z aspra) TrippacPanza Voda, Smilzo, Contrario di ri- cia; Ventrone; Ventronaccio; Peggior, pieno. Pancia spianata direbbesi per esa

ed Accresc. di Trippa , e Pancia. gerazione.

Detto per agg. ad uomo,

Peccione ; PANZA DB LA COLONA, Ventre; Gonfiez- Trippone; Buzzone; Uomo che ha grosza della colonna, La parte media della sa pancia, che ba una trippa insino agli colonna, che cop yoce

greca

dicesi Enta- occhi. si.

EL s'HA FATO UN BANZÓN, CBB NO s'HA

MÀI VISTO EL CONPAGNO PER QUANTO I VBCHI SB RECONDA , Si fece una tripaccia la maggiore, ch'a' di de' nati mai veduta. fosse. PANZUO. V. IMPANSUO. PAOLI. ESSBAGHEVE PER I BEATI PAOLI. Esservene che beati Paoli , cioè Esservene a bizzeffe, a gola, a braccia quadre, a flagello, a ramata, a ribocco; In quantità grande. PAOLINO. V. DON PAOLINO. PAON, s. m. Pavone , Paone e Pagone.

Uccello domestico nolo, di bellissime peone e lunga coda tempestala di macchie a foggia d’occhi. Da Linneo è detto. Pavó cristatus. PAONA, s. f. Paonessa ; Pavonessa e Pa

gonessa, Femmina del Pavone. PAONAZZÈTO, add. Paonazziccio; Pa

vonazziccio, Di colore alquanto paonazzó, PAONAZZO, add. Paonazzo; Pagonazzo o Pavonaccio e Pavonazzo. Agg. di Colore

tra azzurro e nero. PAONÇİN, s. m. Pagoncino; Pagoncello; Pavoncino e Paoncino, detto ancora Paolino e Pagolino, Piccolo pagone.

PAONCINA, Pagoncella e Pagoncina, la. Femmina. PAONCİNA, s. f. T. de' Cacciatori, Paoncella ed anche Fifa. Uccello palustre detto da Linn. Vanellus. Tringa, e da Temminck Vanellus cristatus. La sua gran dezza è quella d'un piccolo colombo, ha i piedi rossi, un ciuffo nero pendente al-.. la nuca, per cui assomigliando in qualche modo al Pavone , fu detto Paoncella. Nel Polesine si chiama Chiva dal suo verso di cantare. Trovasi d'inverno in

gran. branchi su i prati umidi.. PAONIZARSE, v. Pagoneggiarsi e Paoneggiarsi, Rimirarsi con albagia, come fa il pavone. E figur. Gloriarsi; Compia. cersi; Boriarsi; Gonfiarsi; Invanirsi. PAPA, s. m. Papa, Il sommo Pontefice.

MORTO UN PAPA SB GHB NB FA UN ALTRO, detto

per simil. Il podestà nuovo caccia il vecchio, e vale che Le cose nuove fanno scordare le antiche.

ANDAR A ROMA B NO YEDER BL PAPA, V. ANDÅR.

FAR LA STRADA AL PAPA, Andarsene in : gite, Andare assai attorno senza concludere quello per cui si ya..

FAR UNA COSSA A OGNI MORTB DB PAPA, V. MORTB.

STAR DA PAPA, Stare alla paporina cioè Lautamente. Stare in A polline o in Apollo.

GHE NE SA PIU BL PAPA B LA MASSERA CH'BL PAPA SOLO, Saperne più il papa e'l contadino del papa solo, e vale che Ne san più due che uno solo. PAPA, s.f. Pappa. Pane cotto in pura acqua, in brodo e simili che si dà a' bambini e ch'essi chiamano Pappa.

Pappolata , dicesi alla Vivanda molto tenera e quasi liquida che non si tengabene insieme -- ANDÄR IN PAPA, Spappolarsi 'o spapolarsi, voci basse , Non si tener beme insieme, uscir dalla coltura, disfarsi;

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TUTA PAPA,

parentela col Papa o con Cardinali o Prelali, ed erano per tal motivo Cazzar, Cacciali, cioè esclusi dagli affari politici che interessavano la Corte Romana. V. PRE

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GADI.

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V.

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dicesi di alcuno vivande
Spappolato.
SBATER LA PAPA,

Frullare la pappa, cioè Batterla o stemperarla col cucchiaio.

SPORCO DA PAPA, Impappolato, Brutlato di pappa.

CHE PAPA! Che bella tacca di donna ; Che bella schiattona o badalona!

FAR LA PAPA PBR I ALTRI, Ono leva la lepre e un altro se la piglia. Uno fa i miracoli e un altro ha la cera , Lasciare altrui i proprii vantaggi - Egli ha fatto la panata al diavolo, per dire ch'Egli ha guadagnato per altri.

Papa, detta anche PAPETA E POLENTINA, Cataplasma, che a Firenze chiamasi vol. garmente IMPALPO, si dice quell’Empia, stro che fașsi stendendo sopra un pannolino del pane e del latte o simili, per applicarlo a qualche parle

del
corpo

dove si voa glia eccitare la suppurazione o lo scioglimento di qualche umore dannoso. V. ImPIASTRO. PAPÀ, s. m. Batlo, Voce fanciullesca per dinotare il Padre. Anche i Francesi dicopo Papå.

PAPÀ ( Voce Greca che vale Padre dei padri) dicesi il Prete della Religione o rito Greco. V. PROTOPAPÅ PAPAFIGO, s.m. T. Mar. Pappa fico, Ásla. a cui s'allacca la bandieruola in cima alI albero della nave.

ALBERO DBL PAPAFIGO, Ålbero del panpafico , dicesi Quello che porta la gabbia s la vela dell'albero di gabbia. PAPAFIGO, Uccello. V. Begidra, PAPAGA,

m. dall' arabico. BAPAPAGAL / BAGå Pappagallo, Uccello noto, chiamato in sistema Psittacus seves pus. Ve ne sono di moltissime specie e lutte variopinte differentemente – Pappagallessa dicesi alla Femmina.

BragueTTA DA PAPAGÁL, V. BRAGHST 1.

PAPagal, dello per agg. all uomo Puppagallo, che vale Sciocco, Minchione.

PARLAR DA PAPAGAL O COME I PAPAGALI, Favellare come i pappagalli, vale Parlare senza saper quel che si lica. ERIÀR DA PAPAGÀL, V. CRIAR.

ERBA PAPAGAL, V. ERB 4. PAPAGÀ DE MAR, s. m. T. de' Pesc. Sora :

ta di pesce di mare a scheletro ossoso, già confuso dai moderni Naturalisti col Lam bruss Hepatus di Linneo; ma ultimamente distinto dal nostro Sig. Nardo il quale lo ehianHolocentrus Hians. A Rovigno dicesi questo pesce volgarmente PERGA. Egli è della lunghezza di 5. in 6. pollici, della Ggura del pesce Persico; ha il dora So rosso scuro c i lati tinti di color celeste; le sue pione sono apch'esse macchiale di rosso: dalla qual varietà di colori probabilmente fu detto PaPaca. È frequente nell’Adriatico, ma commestibile non ricercalo. PAPALIN, uld. Papale o Papesco, di Papa, Alienente a Papa Papasta,

dicesi Chi è seguace del Papa.

PAPalini e più antic. PAPALISTI, Papia sli, slicevansi 'a' tempi del Goverró VeneLo que Pauvizii che avevano relazione di

to a guisa di forbici con cui si scaldano e si stiacciano le cartoline suddette. PAPINA, s. f. Pappina, Sorta di Sorbello falto di latte cotto con altri ingredienti.

Papina , dicesi nel parlar fam. per Ceffatella ; Ceffatiņa ; Guaneiatina, Piccolo colpo di mano sulle

guance.

Amica ceffatella PAPYAR, 5. Esser papaðile, Voce dell'u so, cioè In predicamento d'esser Papa Pupizzare è Voce antica e vale Regnare nel pontificato, esser Papa. PAPOLÀR, v. Pappare ; Sconocchiare,

cioè Fimir qualche cosa mangiandola tutta. PÀPOLO, s.m. Greppo -- FAR

PAPOLO, Far greppo, E quel raggrinzar la bocca che fanno i fanciulli quando vogliono cominciar a piagnere. Imbambolare, dicesi degli occhi quando inumäleniło le luci colle lagrime facciasi segno di voler piagnere. Dicesi ancora Far la bocca brincia quando s'arriccia in quel modo che si fa prima del piangere. PAPÒN, s. m. Pappone, Che pappa,

cioè che mangia assai, che dicesi anche Pappolone. V. MAGNON.

Detto talvolta per Pachiòn e PAPOTO, V. PAPOTE., s. f. Guance paffute, Grasse e tonde; Gote gonfiate, grosse, tirate e distese rilevate in colmo.. PAPÒTO, Paffutto.; Grassolto; Carnac,

. ciuto, Agg, a Fanciullo ben vegnente. PAPUZZÈR, s. m. Pianellaio, Che fa e

vende pianelle. PAPUZZÈRA, s. f. cicesi la Moglie o Femmina di Pianellaio, la quale secondo altre soci consimili cosi formate potrebbe dirsz Pianellaia PAR, add. Pari, Eguale, della raedesima qualità, condizione ele..

NUMERO PAR, Pari, sust. Quel numero che si può dividere in due parti eguali.

PAR E DISPAR, Pari e caso o dispari.

PAR MIo e PAR 500, Mio o Suo pari , cioè Della mia o sua condizione: PAR, dicono i Marinai e specialmente i Pescatori per sincope e invece di Parón; onde PAR ISEPO, PAR Toni, PaR ZUANE, in vrce di Parov Isepo etc. PARÀ, add. Riparato; Schermito; Preve

In altro sign. Pari AVAYTI, Spinto avanti — PARÀ AVANTI DA LA FORTUNA, Sbalestralo dalla fortuna , cioè portata dalla förtuna al trono.

Pas vra, Scacciato; Espulso; Caccia

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PAPALINA e RechIERA, s. f. Camauro, Berrettino che cuopre gli orecchi, proprio del Papa. V. GALÒTA. PAPALĪNA, s. f. T. de' Prsc. detta anche da alcuni RBNGHÈTA, Pesciatello di mare notissimo, ch'è una varietà della Clupea Harengus di Linneo , non avendo alcun carattere speciale che la distingua e corrisponde all' Aphia Phalerica di Ronilelezio; Questo pesce ha il corpo compresso ancora più della Sardella , a cui moltissimo somiglia; ed è buonissimo cibo. E siccome si pesca per lo più ai litorali del Papa o sia della Romagna, così vien detto PAPALINA; e dalla similitudine all'Aringa, RėyGueTA.

PAPALINA, delto in T. de' Barcaïuoli, e in

gergo, vale Spia. PAPALISTA, V. PAPALİN. PAPALÓNK, V. BISATI PAPALONI. PAPAMOSCHİN, Uccelletto. V. Chrui. PAPAÒR, s. m. (da Paris, Prendere)

Gancio della catena, Quel gancio o uncino piatto con che finisce la parte inferiore della catena del fuoco ed a cui s'ats taccano paiuoli, calderotti e simili sopra il fuoco. PAPARÈLE, s. f (coll e larga) Voce propria Veronese, ma che s'usa anche in Venezia, Pappardelle. Lasagne più tevui che si mangiano per lo più in minestra. Qui diconsi più comunemente LASAGNBTE. V. PAPATASI, s. m. detto per agg. a Uomo. Acqua cheta; Soppiatlone; Gatlone, Uo. iro simulatore

Pappaiaci, in buona lingua si dice di Chi soffre cose vituperevoli dalla moglie perchè mangia e ne cava il suo comodo. V. Beco.

GUANDITB DAL PADA TASI, Non ti fidar d'acque chete; Guardati dalle

acque

chete, Chj far de' falli vuole, suol far poche parole.

PAPATAsí, dicesi.anche al Culice, Inselto volatile minulissimo che pugne a modo di zanzara senza ronzane, ed è chiamato da Linneo Culex pulicaris. PAPÀTO,

$. m. Papato, Pontificato. GODER EL PAPATO, Maniera famil. Godere il

papato, modo basso , detto melaf. e vale Godere o Starsi con ogni comodo e agio. Ben pasciuto servilo e ringruzialo; kimase quivi a godere il papato. PAPÀ VERO, s. m. Papavero e Rosolnccio, Fiore veroniglio conosciutissinio che nasce da una piauta della da Linneo Papaver Khoeas. PAPAURO, Lo stesso che Papaór, V. PAPÈTA, V. in Papa, minestra. PAPIGLIOTI, s. m. (dal Franc. Papillo

te ) Carte, Cartoline nelle quali a forma come di mandorla , s'avvolgono i capegli a ciocchelline per far si che restino ricci. . V. Rolo.

FBRO DA SCOTAR, Stiaccine, Ferro fat

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PRETE PARA DA MBSSA,

Prele apparato o pardlo..

ChesX PARADA, Chiesa parata , cioè Addobbata, Abbigliata, ornata di paranienti. PARABOLANÀR, v. di data ant. Far it

parabolano, cioè Ciarlone; ChiaccheroPARABOLÓN, s. m. Iperbolone, Esagerazione smoderata, acerrsc: d’iperbole. E quindi Iperboleggiare, Ingrandire o magnificar con parole, usare iperbole.

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sull'acqua.

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Quel pezzo di legname sopra cui è fermato un albero della nave. PARAMOSCHE, s. m. Paramosche; Cạcciamosche; Ventaglio, Specie di rosta o ventaglio che si usa di estale per cacciar le mosche e gl’insetti volanti.

Paramosche; Cacciamosche e Rosta, in T. de' Maniscalchi, (liçesi ad uno Strumento fatto di folli e lunghi crini a fog. gia di pennello per cacciar le mosche ai cavalli quando si ferrano.

PARAMOSCHB, in gergo de' Barcaiuoli, vale il Membro virile. PARANCHINETO, s. m. Paranchinetto,

T. Mar. Piccolo paranchino. V. PARANCO. PARANCO, s. m. T. Mar. Paranchine o Paranchino c Palano, Unione di più bozzelli armati di funi per sollevare gran pesi. V. Bozzšlo, MANTO B SEVÅL c Strico. PARANGÀLO, s. m. T. Mar. Sorta di pesca che consiste in una Lenza ( Togna ) attaccata ad una zucca rôla che galleggia PARANGÒN, s. m. PanaNGOY GRASSO O MAGRO, T. de' Stampatori. Grosso o piccolo parangone, Sono due specie di caratteri di mezzo tra l'Ascendonica e il Testo.

PARANGON, dicesi dal basso volgo per Paragone.

PANI DB PARANGON, Panni e Sloffe di paragone, si chiamavano ne' secoli XVI. é XVII. que’Pannilani e Drappi di seta, così delli dalla loro finezza e perfezione, che si fabbricavano in questa Capitale nel lungo edifizio ch'esiste su

piazza di Rialto, sopra i portici ora detti Ruga der OREdalla

partc di S. Giovanni: cdifizio che quindi appellavasi Paragone, il quale più anticamente serviva all'uso delle Magistralure quando il Governo era in Rialto. La calle di mezzo tra il detto eclifizio e l'altro che riferisce sopra la piazza di Rialto nuovo, chiamasi Calle del paragone; e v'era ancora a' giorni nostri qualche fabbrica di pannilani, ma ordinarii, sussistenc, te nel medesimo luogo. PARĄ OR, s. m. Voce che suona PER LE OAB,

LB vale Termine; Meta ; Fine.

AI ULTIMI PARAORI DELLA VITA, Agli ultimi confini, All'orlo, All ultimo termine o Agli ultimi respiri della vita – EL GBRA LÀ ÎN TI PARAORI, Era sull'orlo; Era , cioè In pericolo di perdere, di finire etc.

· Parlandosi di Femmina che sia prossima al parto dicono le nostre Donne, LA XB SUI PARAORI , ovv. LA XB 0 Ls STA PER LB ORB, e vogliono dire Essere vicinissima al parlo, Mancarvi solo qualche Star lả là per partorire. In questo sign. sembra che PARAORI sia corrotto da PER LE ORB.

PARAOR, T. de' Pettinagnoli, Parone, Strumento a due tagli e due manichi per digrossar l'ossa e le corna da fare i potti

PARABORDI, s. m. T. Marin. Lo stesso

che Pareti. V. PAGẾTO. PARABÒTE (collo largo ) s. m. Cercine, Guancialetto a guisa di cerchio formato con alcuni nastri al capo de' bambini per riparo delle percosse del capo. Quindi Inbercinare, Porre altrui in capo il cercine e Incercinalo o Accercinato, che ha il cercine Cercinino è il Diminutivo. PARACÀRI, s. m. chiamansi in Villa que' Pilastrini sia di pietra o di legno piantati in alcune straile postali, che servono per dividere e guarentire il marciapicili dal passaggio de'carri e simili. V. STANTI. PARADA, s. f. Parata , La comparsa per lo più di Militari in gran montura per far onore al Principe od a qualche ragguarilevole personaggio, o per celebrare qualche giorno soleunc.

PARADA DE COLPO, Parala, Riparo.

Parada, diciamo ancora nel sign. di Aiuto; Riparo; Ripiego DAR UYA PARADA AL MAL, Riparare al male, Porvi riparo.

Parida, detto in T. degli Uccellatori, Scacciata , Lo scacciare co' sassi o con altro nelle ragnaie gli uccelli intimoriti acciocchè diano nella ragna.

ABITO DA PARADA, V. Abito. DAR UNA PARADA, Locuz. fam. Ferire o Colpire di coltello o di spada.

MBTER IN PARADA LA NAVB, Far la parata, T. Mar. Addobbare ell ornare un vascello di lutti i suoi padiglioni e di tulti i suoi pavėsi. MBTBRSB IN PARÅDA , parlando di DonV. TIRARSE IN SQUBRO,

in SQUBRO. STAR SU LB PARAE O SU LA PAR|ds, Star sulle volte o Andare alla parata e Star in parata, vagliono Volteggiare, Schermirsi e stare aliento alle congiunturc. Andare stoccheggiando, dicesi fig. dello Star

sulle parale. PARADEN), add. T. de'Legnaivoli, che suona Parietato o Paretalo ( se potesse dirsi) dalla voce radicale Paries, cioè Morato Casa PARADENÅ DB TOLB,

Casa commessa o contesta di tavole, che fanno così la parete esterna in vece di muro o pietre. PARADISO, s. m. Paradiso. No SB VA IN PARADISO IN CAROZZA,

Non si va in paradiso col guancialino, cioè Non è così facile l'andarvi.

ANDAR IN PARADISO, Locuz. fam. detta per esagerazione, Andare in gloria, pro

vare in che che sia grandissimo piacere, PARADOR, s. m. Paratore o Festaiuolo, Colui che intraprende e dirige gli appara

ti delle feste. V. Corzidor. PARAFANGO, s. m. Parafungo o Grembialino da calesse , dicesi Quella ribalta quel Cuoio che

copre

la d'un calesse o altro sinsil legno per

difendere dal fango o dalla pioggia. PARAFÀR, v. Parafare, Verbo datoci da'

Francesi, stato introdotto sollo il cessalo Governo italico nell'uso delle carte notarili, e vale Firmarsi con cifra. V. ZIFRA. PARAFRASAR, v. Perifrasare, Far peri

e

frasi, Spiegare con circonlocuzione. V. IsFRASA. PARAFRASI, s. f. Perifrasi, Circonlocuzione, giro di parole per ispicgar un termine o un sentimento. PARAFŮLMINI, s. m. Conduttore, Cate

, pa di ferro o di ottone che serve ad attrarre la materia del fulmine. PARAGÓN, s. m. Paragone, Comparazio

s ne, Confronlo.

SENZA PARAGON , Modo avv. Senza pari; Incomparabilmente.

METERSB 0 STAR AL PARAGON DE UNO, Conguagliarsi; Uguagliarsi; Pareggiarsi, Andar del pari con uno, Competere, Gareggiare. V. PARANGÒN. PARAGONETO s. m. Comparazioncina,

Piccolo paragone. PARAGUANTO, s. m. Paraguanto, Mancia. La voce nostra è antiquata e più 'non s'usa ; ed intendevasi Un paio di guanti' aventi in ogni dito uno due o più zecchi. ni , che davansi politamente a titolo di mancia o regalo, talvolta però per fine indiretto.

Far paraguanti per scoprir gli altari, fu delto dal Doui nel sign. di far mancie per sapere i falli altrui. V. SOTOFASSA, Bocox e SBOCONADA. PARALÈTO, s. m. Paravento, Arnese mobile sostenuto da pezzi di legno e fornito di tela, che serve per riparare il letto dall'impressione dell'aria. PARALITICO, add. Paralitico e Parletico, Infetto di paralisia. Purletico, in forza di sust. dicesi anche a Quel tremoreche hanno alcuni vecchi nel capo e nelle mani.

Soy PARALITICO O CONVULSO DA LA RABIA, si dice da taluno per esagerazione,

per

dire Io ho una rabbia addosso ch'io avvampo; Io mi sento scoppiare di sdegno.

FEDE PARALITICA SUL CANATỈN, disse met. il nostro poeta Gritti in un suo, apologo, per Fedeo Credenza vacillanle; incerta; Fede o Credenza in bilico. PARALIZĂR, v. Voce introdotta fra noi dai Demagoghi democratici nel 1797. stata poscia usata da alcuni nelle pubbliche carte, e vale in senso relto Far divenir parletico; ma dicesi Gigur. nel sign. di Inpedire; Incagliare; Troncar le gambe. PARALUME, s. m. Ventola, Piccola rosta che serve a parare il lume di lucerna o di candela, affinchè non dia negli occhi. PARAMÀN, s. m. o GUARDAMÀN o Palmi

T. Mar. Palmeto, Specie di ditale raccomandato a un cuoio alla palma della mano del Veleggiatore, di cui egli si serre per ispinger l'ago quanclo cuce le vele. PARAMAR, s. m. T. Mar. Scarpa, Pezzo di legno concavo in cui si pone l'estremità della zampa dell' ancora, per impedire che non s'attacchi nella prima incinta quando si lascia piombar giù. PARAMENTO, s. m. 4pparamento; Apparato ; Apparecchio, L'apparare – Pa ' ratino vale piccolo apparato. PARAME ZAL, s, m, Paramezzale, T. mar.

S

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le botti cariche d'olio che le.

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vano dalle barche e traducono ai magazzini di deposito o viceversa. PARAPÈTO (coll' e larga) s. m. Parapelto o Sponda, dicesi Quella muraglia per lo più meno alla della slatura d'un uomo che si fa lungo l'alveo de' fiumi dall' uno all'altro lato dei ponti, ai terrazzi, ai ballatoi e simili, e dicesi cosi perchè sulla. sponda s'appoggia il petto.

PARAPÈTO DA ALTÀR, Dossale, dicesi la Parte davanti della mensa dell'altare Paliotlo; Palio e Frontale quell' Arnese che cuopre

la stessa parte. PARAPETO, detto in T. Mar. Paratia o Paratio , Tramezzo o separazione di tavole a poppa e a prua sotto coperta per l'1porvi cordami e simili arredi o per cornodo de'marinari. PARÀR, 4. Parare o Apparare, vagliono. Addobbare, Preparare.

PARÅR AVANTI QUALCUN, Sospingere o. Sospignere , Cacciar avanti aleuno colla, mano. Far avanzar di

passo;

Far camminare. PARAR AVANTI UNA FATURA,

Avanzarsi nell'opera ; Far progressi; Condurre a buoną meta, a buon segno, a buon termine.

PARAR I COLPI, Sfalsare; Scansare i. colpi, T. di Scherma.

PARAR IN CASTELO, Locuz. di Gergo e vale Mangiare.

PARÀR LA BARCA, Spignere la barca.

PARARLO SU, Modo basso e metaf. Aveте; Ficcare o simili una polezzola di dietro, Avere o Arrecare alirui alcun danno. V. BUZARÅR.

PARARSE, Ripararsi , cioè Riparare a' suoi bisogni, Traccheggiarla. V. VIVER CON GIUDIZIO , in VIVER.

PARARSE O APARARSB DEI ABITI SACRI , Ammantarsi, contrario di Dismantarsi.

P ARÅR VIA, Cacciare o Scacciare, V. Cazzar e Scazzar.

PARÅR VIA I CAVALI, Guidare i cavalli.
PARÀR 20, Ingollare, Mangiare.

Para VIA BURATİN, Maniera fam. che s'usa, dicendo per esempio, STA SERA MAGNAREMO QUATRO BOCONI DB CALLYE, UN POMETO COTO, UN GOTO DB VIN E PARA VIA BURATìn, Stasera mangeremo due cucchiarale di pappa, quattro bocconi di carne, una mela cotta, un gotto di vino e salta, cioè Salta in letto, quasi fosse un ordinamento di ricetta, e vale Niente altro. PARASARCHIE, s. f. e più comunemente BANCAZZA, T. Mar. Parasarchie, Tavole stabilite nel bordo della nave ove sono ferinale e indentate le lande delle bigotte , delle sarchie o patarazzi per sostener le sarchie discoste dalla nave. Diconsi anche Panchette. PARASŮ, Voce antiq. Girello di capelli

posticci. PARAVANTI, s, m. Nome che i nostri Pesealori sogliono dare ad un arnese che serve loro per pescare i gobii ed i gamberi nella laguna. Esso consiste in una rete a maglie fille a guisa di sacco, munita all'imboccatura d'un triangolo di legno che ba un manico lungo cov cui si spinge in

PANECHÀN, dicesi per Panan nel signif. di-Adornare; Apparare ; Ornare.

TORNAR A PARBCHIAR, Rapparecchiare. PARÈCHIO, s. m. Apparecchio ; Apparec

chiatura; Apparecchiamento; Apparato; Ammannimento, Preparazione. Il Magalolii disse nelle sue leitere scherzosamente Attiraglio, dal Francese Attirail.

Parecho, dicesi fam. nel sign. di Adornamento, Acconciatura.

Apparecchio, T. Merc. In tutte le manifatture di sete, nastri, berrette, cappelli etc. questa parola significa il lustro e la consistenza che si dà alle stoffe e ad altre merci per mezzo delle colle, gomme ed altre droghe disciolte nell'acqua TBLA SENZA PARBCHIO,

V. TBLA.. PARBCHIO DE LA CARTA, Apparecchio, T. degli Stamp.ch'è La tempera della carla che si bagna per renderla atta all'impressione.

PARBCHIO D'UNA SPOSA, Corredo.

PARBCHIO DE ZOGIB o allro PER UNA DONA, Apparecchiatoio, Tavoletta, cioè Tutto l'apparecchio necessario per abbigliare una douna galante.

PARECHIO D'UN PUTELO, Corredino, dicesi di Tutta la biancheria o robe ad uso de' bambini, come fasce, pannicelli e siniili.. PARBCHI D'UNA NAVB,

V. ARMIZO. PAREGÌN, s. m. Profumino; Cacazibetlu; Assettátuszo; Ganimede; Attillato; Bell'imbusto; Zerbino, direbbesi di Giovane attillato con affettazione..

FAR EL PAREGİN, Far la ninfa, Proceder con abili o costumi troppo affettati. PAREGINA; s. f. Civetta; Accattamori;

Rubacuori. PAREGINARIA, s. f. Zerbineria, Attilla

tura, Comparsa ricercata. PAREGINETO, Zerbinetto, Ganimeduz

PARE SANA,

avanļi radendo il fondo c pescando: dalla;

qual manovra ha riportato un tal nome. PARAVENTO, V. PARALETO. PARAVİA - UN PARAVIA DE LA MALINCONIA,,

Cacciaffanni, Che caccia gli affanni. PARAVISO, s, m. Parafuoco.o. Guardafuoco, Specie di Ventolelta di cui si fa uso l'inverno tenendola in mano per riparar

si il viso dall'ardor del fuoco. PARCENÈVOLE, s. m. T. Mar. e vale più comunemente Proprietario di pave mercantile e del suo carico ; dicesi però per le barche grosse , dicendosi per le piccole : PARÒN, V. Partecipante o Parzionario, si chiama in T. Mar. Colui che entra a par

le col proprietario d'una nave. PARE, s. m. Padre, È quello da cui si ri-. conosce la vita. E generalmente il Maschio. di qualunque animale che ha figliuoli.

CARO PARE, Caro padre, Espressione che usasi per amicizia verso d'alcuno, come se gli si dicesse Caro amico. Pare, nel parlar fam., detto per sinco

, pe, vale Compare.

PRIMA CH'EL PARE NASSA EL FIO XB SUI COPI, Maniera fam. Far il conto senza l'oste, Determinar da per sè quello a che deve concorrere anche la rolontà degli altri. Vender la pelle dell'orso prima di prenderlo, Disporre d'alcuna cosa prima ch'ella sia in suo polere.

Maniera di salutarsi che usano i nostri Gondolieri quando s'incontrano, e vale Compare sta sano; Ti saluto. PARÈ, s. m. Assito o anche Tavolato, dicesi un Tramezzo d'asse commesse insieme, fallo alle stanze in cambio di muro; Divisione, Spartimento di luogo fallo d’asse o di panconcelli regolati e intaccali con, armatura di piana e simili.

Soprammattone; Matton sopra mattone, chiamasi Quella parete che in profondità non oltrepassa la misura d'un mattone posato per piano o per coltello.

Pars e nel plur, PARÈI, detto in T. de' Tessitori, Passino, Quel segno che fa l'Orditore ad ogni giro dell'ordito.

Parè o TRESSA, DA GRISOLE, T. de' Pescat. valligiani, Pareti, chiamansi i Lati o le Ale poste a guisa di cortina che formano le parti esterne d'un cannaio. V. CoGOLERA. PAR DE LA RBDB,

Pareli, Pezzi di re-accompagnano

all' entramento dela la cocchia e simili. PAREASTRO, s. m. T. Chiogg. Patrigno.

V. PanegyO. PARECHA, aild. Apparecchiato; Approntato; Ammannito.

SEMPRE PARECHIÀ A FAR clc. Sempre accinto, cioè Sempre apparecchiato a fare PARECHIAR, v. Apparecchiare; Approntare; Allestire; Ammannire.

PARECHIAR LA TOLA, Apparecchiare, Acconciar la tavola per mangiare. Imbandi7& c Ainmannire, Meller in asselio le vivande per porle in tavola. V. DESPARECHIAR ch'è il suo contrario.

PARË DE MURO,

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ne.

PARÈGIO, s. m. Pareggiamento; Parificazione, Agguaglio, Conguaglio. L'atto di eguagliare e pareggiare le som une, che dicesi anche Adeguamento, AdeguazioPARÈGNO, s. m. Patrigno, Marito di mia

Madre dopo la morte di mio padre. PARENTA, s. m. Parentado, Parentaggio, Congiunzione per consanguinità o affinità.

CATIVO PARENT), Parentado zoppo, Parenti poveri o ignobili o di mal concetto. PARENTE, s. m. Parente, Congiunto di parentado.

PARENTE, dicesi anche all’Affine, cias al parente diventato per affinita o sia per matrimoniolanto dell'uomo che della dou

to che

e

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na.

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etc.

PARENTE DE SANGUE, Consanguineo ; Distretto di sangue; Congiunto; Prossimano, Della medesima slirpe e in T. legale Agnato.

PARENTB PBR VIA DE DONA: Cognalo, T. legale, cioè Congiunto di cognazione PANBYTE PER VIA DE OMENI, A nato, Parente per agnazione. PARENTEVOLE. y. in DOMENEGA.

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с

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se in

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FATO EL PARIZO,

un bel

PARER BON,

deguare; Agguagliare; Conguagliare ; Ragguagliare, Aggiustare i conti, render eguale il debito e credito. PARĪZO, s. m. Agguaglio; Conguaglio; Pareggio; Pareggiamento, L'agguagliare e pareggiare, e dicesi de' conti.

Ragguagliatamente, Fatto il computo, Computato un per

l'altro; Ragguagliata ogni cosa.

XE UN BEL PARIZO DE ANI CHB NO LO VEDO; E

numero d'anni che nol vedo, cioè sono molti anni. PARLADİR, s. m. Parlatore o Parladore. V.CHTACOLÓN. Parlatriceo Parlantina, direbbesi a Donna loquace che parla assai.

GRAN PARLADOR IX SENATO; Grande Oratore ; Gran dicitore o favellatore. 0ratore grandiloquo o magniloquo, dicesi -a Quello che parla in grave stile e con ili

gnità. PARLADORON add, Gran parlatores favellatore - Di Oratore direbbesi Arcie

loquentissimo. PARLAR, s, m. Parlare; Parlatura , Di

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sognan gli effetti

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scorso,

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FAR PA

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PARLAR DA OMO,

PARENTO, s. m. Parenteria , Voce però

antica'ma che 's'accosta al vero signif. del nostro termine Veneziano, con cui intendiamo Molti parenti , Una filatera di parenti o Molti parenti miserabili e trisli. PARENZANA, s. f. T. Mar. FAR LA PARENZANA; Fare la parensana , vale Apparecchiare le cose occorrenti in un vascello

per metterlo al mare, PARÈR , v. Parere; Sembrare; Rassembrare.

V. Boy. PARCUSS' E NO XE "BRO, Parere e non essere è come filare e non tessere, Prov. e vale che L'apparenza non basta dove bi

Fare stoggi, dicesi di uno che mostra con certi attazzi ripugoanza di voler fare o dire qualche cosa, ma propriamente vuol farla e dirla. PARÈR DB STRANIO ,

Parere distrano o Parere strano, Parer nuovo, inusitato Scomparire; Saper male.

PARÈR EL POTA DE Modena; Parere il secento, Dicesi di ehi si stima oltre il convenevole o che abbia grande apparenza.

FAR SENZA PARÈR, V. FAR.

FAR QUEL CHB PAR B Prase, Far quel che pare e piace, vuol dire Fare a suo modo, senza dipendere da nessuno.

FAR PARÊR CH'BL FATO NO SIA 500 ; Far le viste di non sapere, vale Mostrare, Indicare Far segno o apparenza RŠR UNA COSSA E FARGHBNB UN'ALTRA, ACcennare in coppe e dare in bastoni , detto fig. che è Mostrare di far una cosa e farne un'altra. LA PARBVA UNA SANTA; Pareva pur

San. ta Verdiana che beccare alle serpi.

MB PAR UN SECOLO O MILB ANI , Parere ogn'ora mille anni, Non vedere l'ora che una cosa avvenga; Aspettarla con ansietà.

SECONDO QUEL CAB ME PAR A MI O SeCONDO MI; 'Per mio avoiso; A mio avviso; A mio giudizio; Al mio credere; Al giudizio mio; Per quel ch'io ne senlo. PÀRIBU CON PARIBUS, Storpiatora latina che si sente non di rado nella bocca degli idioti, ed è una specie di proverbio, che dicesi singolarmente sul matrimonio, onde s'intende avvertire che i Coniugati debbon essere ragguagliatamente pari fra loro nella condizione, nell'età e nel genio; sul qual proposito abbiamo da Ovidio la sentenza Si vis nubere nube pari

L'Ovidio tradotto, testo di lingua , dice: Ma chi si vuole acconciamenie maritare, maritisi a'suoi pari. PARÌCHI, T. ant. Parecchi; Molti. PARIFICAR, V. PARIZÁR. PARIGLIA, s. f. Pariglia, Tiro di due cavalli eguali.

FAR UNA BELA PARIGLIA ; Apparigliare, Voce dell'uso. Il suo contrario è Sparigliare. PARITÀ, s. f. Parità e Paritade, Eguaglianza.

METER IN PARITÀ, Parificare, Pareggiare; Conguagliare; Ragguagliare.

No GHE XB PARITÀ, Non c'è comparazione o confronto o esempio. PARIZĂR, v. Pareggiare o Parificare; A

ne; Prosarla, Favellar troppo adagio e cou arroganza.

PARLAR CURTO, Parlare alle brevi o al la breve, Dir poche cose Parlare stringato; Dir parole succinte, Dir molte co

росо - VB PARLO CURTO, Alle corte; In conclusione; Alle brevi; Vengo alle brevi.

PARLAR DA BABU`Y, Favellare come Papa Scimio; Dire il si no e il no si, Favellare al rovescio.

PARLAR DA CRISTIAN, Parlami cristiano, cioè Nella mia lingua se vuoi che t'intenda.

Parlin DA DOTÒR, Parlar cuiusso; Parlare di dottrina apparente; Sulamistrare; Favellare in sul quamquam.

PARLAR DA DRBTO, Fuvellare colla bocca piena o piccina; Avere il cervel nella lingua ; Parlar fra' denti e a mezza bocca, Copertamente, Discorrere accortamente e con giadizio. Parlare riserbato o Parlare colle sesle, vale Parlare cautamente e circospetto.

PARLÀR DA IMBRIAGO, Anfanare a secco, Cicalar da briaco senza esserlo.

PARLÅR DA LIBRO STAMPÅ, Spiccar le parole vale Pronunziarle distintamente. Dicesi anche Scolpir le parole per Pronunziarle bene. PARLAR DA MATO,

Aprir la bocca e sof fiare; Dondolar la maltea, Favellare disordinatamente e confusamente, che anche dicesi Menare il

can per

l'aia.

Parlare saggiamente o assennatamente.

PARLAR DA SB.YU , Dire o Favellare in sul saldo o in sul sodo, Da dovero.

PARLAR DBI DIFBTI DEI ALTRI, Cicalare gli altrui difetti.

Parlia EL PRIMO, Correre il primo arringo.

PARLAR E PO INTRIGARSB, Entrar nel pecoreccio, Cominciar un ragionamento e non poter riuscirne. PARLAR FORA DEL VADA,

V. Vada. PARLAR FRANCESE COMB UNA VACA SPA: GYOLA, Cianciugliareo Ciangottare francese, vale Parlar male il francese.

PARLAR IN ARIA, V. PÄRLÅR SENZA FOX

PARLÅR IN BONA O CATIVA MANIBRA, Bel porgere o

Mal
porgere,

Buona o Cattiva maniera nell'aringare o nel favellare,

PARLAR IN PIÀ Parlar sotto voce.

PARCAR IN POYTO B VIRGOLA O IN PONTA DE PIRÒX , Parlare per punta o in punta di forchetta ; Dir parole appuntate o Parlare appuntato, Parlare ricercatamente.

PARLAR IN INSONIO; Barbugliare, Proprio di coloro che favellano risvegliandosi.

PARLÅR IN TBL NASO o sgxango, Parlar nel naso. V. SGNANFO Pronunziar voci o parole nasali, è propriam. L'abitudine che ha qualche Nazione di pronunziar alcune parole con tuono di voce che sembra ripetersi dal naso, come nell'Italia i Lombardi.

PARLAR IN TI DBNTI; Dir che che sia fra’denti o Parlar fra' denti o a mezza bocca, vagliono Dirlo a mezza voce o oscuramente o senza lasciarsi ben intendere

Borbollare o Brontolare, Parlar fra'

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Parlar CAGÒ.V , Maniera ant. Parlare, Discorso sciocco, inello.

PARLAR, dicesi per Lingua; Dialetto o Vernacolo, Modo di parlare.

NOBILTÀ DEL PARLÅR, Magniloquenza e Grandiloquenza, Dignilà di discorso.

MANIBRA DB PARLÅR, V. MANIBRA.

PARLAR PULITO; Favella o Parlare forbito, Terso, purgalo, elegante.

PARLAR INSENSA Stoltiloquio e Vaniloquio, Favellamento da stollo.

PARLAR VENBZIẢv, Dialetto veneziano o veneto; Lingua vernacola veneta, Il parlare proprio della Città di Venezia, il quale è generalmente comune a lulle le altre provincie dello Stato ex Veneto, ad eccezione della Lonibardia ex Veneta. PARLAR, v. Parlare Favellare è quasi sinonimo, se non che appartiene più da vicino alla pronuncia ed all'idioma e lingua che si parla. Dire si dà pure per sinonimo, ma sembra determinare la manifestazione d'un concetto ma breve ed in qualche particolare circostanza.

PARLAR A LA BABA LÀ O DA PAPAGAL; Favellare a caso; a casaccio; a fata; a vanvera ; alla buona; alla carlona; Dirla come viene. Favellare come i pappagalli; Darla a mosca cieca; Scagliar le parole al vento, Parlare senza considerazione, che anche dicesi Arrocchiare; Lanciare; Scagliare ; Sbalestrare; Strafalciare, Non dar nel segno in favellando. Tirare o Saettare in arcata , Dir che che sia senz'averne fondamento di notizia.

PARLÀR A L'IMPROVISO; Aringare o Declamare estemporaneamente, Dicesi degli Oratori.

PARLÅR A UN PABNCIPE IN UDIENZA, Arin gare un Re, un Principe.

PARLÅR A MEZA BOCA, V. Boca.
PARLAR CO L'ARGANA, V. ARGANA.
PARLAR CO L' BMB,

V. Eme.
PARLAR CO L'ERB, V.
PARLAR CON PROSOPOPBA, Esser proso-

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