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EL 20

Nar so

ZOPÈTA, s. f. Zolletta ; Zollettina ,

ZoРА. ZOPÌNA, s. f. (colla z aspra) dicono i Maniscalchi ad un Ulcere canceroso, che il Bue e la Pecora soffrono talora all'angolo il'un’ugna, donde geme loro una materia che in seguito si fa fetente e l'animale zoppica. Nel Bue trascurato o mal inedicalo con astringenti, quest' ulcere produce la perdita dell'unglia. ZORN, 5. I. voce ant. ZORNADA (colla z dolce ) s. f. Giornata o Giorno; Di, Termine d’un giorno, ma più propr.Quello spazio di tempo che trascorre dal levarsi del letto e il coricarsi. ANDÀR A ZORNADA ,

Lavorare o Fare a giornata, vagliono Lavorare per ricevere la mercede a un tanto il giorno.

DOMENEDIO NO PAGA A ZORNADA, Domneneddio non page il sabbulo, vale Il gastigo può differirsi ma non si toglie.

ZORNADA MAUCA O MESTIZZA, Giorno infruscato, cioè Dubbioso per pioggia. V. Mauco.

ZORNADA IN PRESTIO , Tempo incerto, cioè Ch'è bello ma dura poco. RISCHIAR DE FAR ZONNADA ,

Risicar di fare una buona vindemmia, cioè Di guadagnare. STAR IN ZORNADAA DE LE NOVITÀ ,

Essere o Stare in giorno di quel che succede.

ZORNADA DE LE MASSERB, Giornalella, Giornata di Tibertà e passatempo che pel costume nostro s'accorda alle fantesche fra l'anno, e per lo più nel carnevale. ZORNADAZZA, s. f. Cattiva giornata , cioè Giorno rabbruscato o freddo. Dicesi talvolta in sigu, opposto,

cioè per Gran giorno o giornuta, val dire Allegra. ZORNADINA, s. f. Giornatella, Piccola giornata, dello talora per vezzi , .e vale Giornala consumata in trastulli o passatempo; o giornata bastantemente buona. ZORNAL, s. m. Giornale, Libro in cui dì

di si notano alcune partite di negozii steile bolleghe o case per comodo di scrittura.

Giornale , in Marin. dicesi un Regisiro in cui il Piloto o altro Uliziale

preide memoria giorno per giorno o d'ora in ora di tutti gli accidenti, che accadono. ZORNALETO, s. m. Giornaletto, Picco

lo giornale. ZORNALIER, add. Giornaliero ; Quoti

diano u Cotidiano, D'ogni dì. V. GIORNARIOL. ZORNALMENTE, avv. Giornalmente;

Cotidianamente o Quotidianamente. ZORNO (colla z dolce) s. m. Giorno; Di, V. Di.

FARSE ZORNO, Raggiornare, Sorgere il di.

FAR DB NOTE 20RNO, Far della notte giorno , vale Vegliare tutta la notte; e Far del giorno notte, vale Dormir per molto spazio del giorno.

METER Uxo a zonNO DE QUALCOSSA, Rimetler alcuno in giorno di che che sia,

e di

- Andar a grucce o a gruccia, dicesi di Qualunque cosa malfaita.

A FARGABLA A UN ZOTO GHB VCL UN DRBTO; Chi schernisce uno zoppo dev'essere diritto, Dicesi fig. in sign. di Furberia.

AvdẢR UN POCO Zoto, Zoppicare o Zuppeggiare ; e si dice anche fig. del Pende. re a qualche vizio o difetto. SavÈR DA QUAL PIB UNO VA ZOTO

Saper conoscere da qual piè uno zoppichi o zoppeggi, vale Conoscere le sue inclimazioni o difetti. ZOTOLO (colla z aspra ) s. m. T. de' Pe scat. Mollusco carnoso che sive in mare, posto da alcavi nel genere delle Seppie c tla altri in quello de Calamai , detto da Lamarche Loligo sagittata. Questo animale è distinto dalle altre sue specie congeneri, specialmente dalla forma triangolare delle sue ale membranacee unite alla coda, e dalla lamina interna che anteriormente è dilatata a guisa di spatola. ZOTON, add. Zoppaccio, Assai zoppo Sciancato , dicesi di Chi ha rolta o guasia l'anca. V. Slanca. ZOVÁDEGO ( colla z dolce ) s. m. Voce antica dal barbarico lugaticum, che ancora sussiste nello Stato Veneto. Specie di Comodato o sia Impreslito ad uso. Contratto, per cui il Comodante consegna al Comodaiario uno o più paia di buoi da giogo , perchè se ne serva all'uso d'agricoltura, coll'obbligo di pagare al proprietario un tanto all'anno, che per lo più è frumento o anche un vitello, restituirgli gli animali a giusta stina del loro valore. Questo contralto era come usuratico proscritto dalle leggi Venele , ma si faceva nondimeno da per tutio seuza difficoltà. ZOVAMENTO, s. m. T. ant. Giovamento. ZOVENASTRO, s. m. Giovanastro o Gio. vinastro e Garzonastro , Giovane inesperto.

ZovenastRT, Giovanaglia, Moltitudine di giovani. ZOVENÀTO, s. m. Giovanaccio, si dice di Quello che è tra la gioventù e la puerizia, onde non può avere ancora il discorso saldo, che dicesi anche Garzonotto. ZOVENAZZO, s. m. Giovanone, accresc. di Giovane; e s'usa per denotare maggior robustezza.

Garzonaccio, direbbesi nel peggior. di Garzone. ZÓVENE (colla z dolce) s. m. Giovane e Giovine; Adolescente, cioè dai 14. ai 25. anni.

Deventár Zovene, Ringiovanire o Ringiovenire. ZOVENE DE BOTEGA ,

Fattorino o Fattoruzzo e Apprendista , dicesi quell’Adolcscente ch'è iniziato in qualche bollega e non è ancora garzone. Garzone è Quegli che va a star con altrui per lavorare; Lavoranle che stia a salario in bollegbe di qualsivoglia mestiero; che anche si dice Fattore. V. Garzon.

ZOVENB DE MEZÀ D'UN MERCANTE, Giovane di banco, Giovane iniziato alla mer.

vale Informarlo di quel ch' ei non sa, illumioarlo.

TUTO EL ZORNO, Tutto il giorno , lo stesso che Sempre.

ZORNI DE RISPETO, V. RISPETO. ZORNI MAGRI, Giorni neri , dicono i Fiorentini a quelli ne'quali si mangia di magro. Farà di nero, cioè Mangerà male e scarsamente. Il suo pranzo sarà più magro dell'antipasto.

Üy ZORNO BOX'B CENTO DB CATIVI, Un buon boccone e cento guai , Per un picciol bene non curare un

gran male futuro. IN ZORNO IN ZORNO, Di giorno in giorino;

Di di in di. ZORZI, Giorgio, Nome proprio di uomo. ZOTA, s. f. si dice da noi

per

ZOPPAGGINB o ZOPPITÀ , (se potesse dirsi). P. es. Car GhĖ GERA DA Tizio? Għb GBRA POLO CO LA so zota, ed è in cerlo niodo il difello personificato, come chi dicesse Vera War. co colla sua cecità; Alipio colla sua sor. dilà; Panfilo colla sua ostinazione; Euriila col suo amore etc. ed è quanto dire Il zoppo Paolo, il cieco Marco, il sorido Alipio, l'ostinato Pangilo etc. ZOTÀR ( colla z aspra ) v. Azzoppare alcuno, Far diventai zoppo; e vuol anche dire Divenir zoppo; ma in tal significato, Azzoppare è neutro.

Dicesi ancora per Zoppicare o Zoppeggiare, Andare alquanto zoppo TA UN TANTİN, Zoppica alquanto.

No so DR CHB PIB CHB LA ZOTA, o Non conosco da qual piè ella zoppichi, cierto fig. e vale Non conosco le sue inclinazioni o difetti. ZOTEGÀR, T. Ant. ZOTIGNÀR

v. Andar zoppicone o zoppiconi; Zoppicare, Andar alquanto zoppo - Rancare; Arrancare o Ranchettare, si dice dello storto andare degli zoppi, ed anche del Camminare che fanno con fretta gli zo;'pi o sciancati Andar ancaione, Aggravarsi in camminando più sur una che su l'ailra anca. 20TIGNON - ANDAR DE ZOTIGNOY, V.

ZOTIGNÀR. ZOTÌN, add. Zoppetto ; Zoppetlino. 20TO (colla z aspra e

ľ

o aperto ) add. Zoppo e Zoppicante o Ranco.

ZOTO BALUTO, V. BALOTO.

CAMINAR A PIE ZOPPO, Camminare a piè zoppo, cioè Andare per ischerzo con un pie solo,

tenendo l'altro sospeso. CAMINAR DA 20TO, Rancare e Ranchettare, si dice dello storto andar degli zoppi - Arrancare ed Arrancarsi, propr. Il camminare che fanno con frelta gli zoppi o sciancati; e dicesi ancora dell’Affaticarsi per camminare-Andar a sciacquabarili, si dice di Quegli zoppi,che vanno a gambe larghe, de' quali si dice ancora scherzando, Dir qui è mio e qua vorrei, V. Slancá.

DeventÀR 2010, Azzoppare , verbo neutro. FAR DEVENTÁR ZOTO,

V. ZOTÀR.
Cossa
ZOTA,

dello met. Zoppo e vale Difettoso, mancante, imperfetto, lento

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catura,che fa l'alunnalo in un banco mercantile per istruirsi o ch' è quivi impiegato. Agente, si dice di Chi fa i falli o che tratta i negozii di alevno.

ZOVENB DE MEZÀ D'UN INTERVENIENTE, Apprendista, Colui che im para o si esercita in alcuna professione. Scrivano; Copiatore o Copista é Quello che scrive. V. SCRITURAL, Copista e Pratico.

ZOVBNB DE MAGAZÊN, V. MAGAZÀY.

Zovene BEY FATO, Schiattone, Giovanotto ben complesso , di spalle torose, di braccia muscolose, di gran fianchi, di buona vila, ben lagliato di culte le membra. Giovane ben armonizzato.

Box DA ZOVENB B CATIVO DA VECHIO Buon papero e cattiva oca, dicesi in proverb. Quando alcuno dà buon odore di sè da giovanetto, e poi venendo su con l'elà non corrisponde all'aspettazione; e si dice ancora Bella mostra e cattiva riuscita.

BON ZOVBNB GH'BL PAR UN VECHIO O CHR PROMETB ASSAB , Il buon di si conosce o comincia da mattina, Si dice proverb. del Dar buon saggio e buona speranza di sè per tempo o in età giovanile. Fu anche detlo, Pensier canuti in giovanile etale.

BARDASSADA DA ZOVENB , Scappatella giovanile ; Ragazzata.

FAR LE COSSE DA ZOVBNB, Giovaneggiare, Operare giovanilmente, Far da gio

IMPAZZARSE COI ZOVENI, Lo impacciarsi con bestie giovani è sempre bene, La gioventù è sempre buon capitale.

L' È UN BEL ZOVENE CH'EL SB VEDB, Maniera fam. E giovane appariscente.

L'Ê ZOVBNB IN QUELA COSSA, Aver poco peccato in una cosa , vale Non averne gran pratica, esser inesperto ; che dicesi anche Esser tenero di che che sia , fresco, avannollo , bergolo, pollastrone, pollastronaccio.

TORNÀR ZOVENE, Ringiovanire o Rin. giovenire, Rinnovellarsi — Rimettere un iallo sul vecchio, dicesi figur. di un Vecchio che pareva accasciato quando ripiglia vigore e forza ; ed anche di Coloro che dopo alcuna infermirà paiono più vivaci di prima.

Vin zovene, Vino giovane, vale Vino nuovo. V. TRAVASAR

Così dicesi Rama giovane; Cavallo giovane etc.

Anni giovani, si dicono quelli della gioventù.

Giovane e Giovana voce ant. si dice anche di Femmina. Bella o brulta giovane; Bizzarra; Ritrosa giovane ec.

VB SALUDO QUBL ZOVENB, Maniera propria de' Veneziani che usano nel salutare un giovane artigiano o di bassa sfera ; ed è come se gli dicesse Vi saluto buon gio

vane.

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Zucca o

ZOVENISSIMO, add. Giovanissimo; Gar

zonissimo. ZOVENÓN, s. m. Giovanone.

s) UN PEZZO DE ZOVENOY, Scariscione , Giovane robusto. V. ZOVENE BEN FATO Giovanona , dicesi alla Femmioa. ZOVENÓTO, s. m. Giovanotto; Giovinotto; Garzonastro; Giovinastro— Fanciullo di Mona Bice, fu detto in ischerzo. ZOVENTÙ (colla z dolce ) s. f. Gioventù; Giovanezza e Giove nezza, V. ETÀ.

MOLTA zoveytu, Gioventù o Giovana. glia, Molti giovani riuniti. ZOZZOLI, V. Sozzoli. ZOXO. Cosi trovasi anticamente scritto in Veneziano, in vece di Zoso, come ora si dice. V. 2o. ZUÀNE (colla z dolce) Giovanni, Nome proprio di Uomo.

SAN ZUANe novo, S. Giovanni in olio, Titolare d'una Chiesa di Venezia, una volla parrocchiale , ora succursale' di S. Zaccaria. S. ZUANB DB ZUGNO

dicevasi anticamente in Venezia , per indicare una persona ignuda - TB DBSPOGIO COMB S. ŽusNB DB zugvo, Ti spoglio come S. Giovanni di giugno: giacchè in tal mese nacque S. Gio. Battista TB FAZZO UN S. Zuan DE ZUGNO, Ti spoglio, ti rendo ignudo. ZUCA (colla z aspra ) s. f. Zucca e Cu

cuzza, Frutto di pianta annuale, notissimo, di varie specie o varietà. Ve ne sono di lunghe, di tonde, di stiacciate, di grandissime, di mediocri e di piccole; alcune si mangiano, altre no. Tutte le zucche londe hanno la forma del Popone.

Zuca BARUCA 0 LUCA DE SCORZO DURO O DA INVERNO, Zucca sussì o gialla o Zucca popone, Frutto notissimo, del genere delle Cucurbile detta da’Sistematici Cucurbita melopepo carne crocea, Dicesi anche Zucca frataia.

ZucA TURCA, Zucca a berlingozzo ; Zucca a pasticcino; Zucca a corona ; Berretto turco; Turbante. Linneo la chiama Cucurbita melopepo: il soo colore è rossigno. Il Naturalista Blachw la indica Cacurbita clypeiformis sive Siciliana et capitata.

ZUCA DA VIN, Zucca dei pellegrini o Zucca fiasco, Altra sorta di Zucca che quando è secca si vuola al di dentro e serve all'uso di riporvi acqua o vino. Ella nasce dalla pianta deita Cucurbila lagenaria. V. ZUCA DA BEVBR.

ZUCA DA PARANGALB 0 ZUCA LONGA , Zucca da pescare; Zucca da pesci o da olio, Zucca la cui pianta è detta da' Botapici Cucurbita lagenaria varietas longa. Essa è in forma di falce,

di scorza dura quando è secca. I pescatori vi legano le corde degli ami, abbandonandole

le quali stando sopr' acqua ritornano a raccogliere gli ami colla preda e servono di segnale.

ZUCA DB PALAMAGIO, lo stesso che TBSTA DB PALAMAGIO, V. PALAMAGIO,

ZUCA MBLON, Zucca a cedrato, Vic rielà di Zucca della da Lioneo Cucurbia

ta verrucosa, chiamata dal Naturalista Moris Pepo melope po verrucosus. Piccola Zucca rotonda , di colore giallastro, sparsa di verruche, che ha la figura come di Cedro o Poponcino, che non serre fra noi ad alcun uso:

ZUCA SANTA , Zucca del collo torto; Zucca a violino, Zucca che si coltiva ed alligna in gran copia nelle orlaglie del nostro Estuario, e specialmente a Chioggia, ed è buonissima a mangiare; ella è una varietà della Cucurbita pepa e chiamasi Cucurbita pepo bicorporea.

Zuca SALVÀDEGA, Brionia o Vile bianca ,, Pianta della da’ Botanici Bryonia alba.

A PROPOSITO DB ZOCHB, V. A PROPOSITO.
ORTO DE ZUCIE, Zuccaio.

ZUCA DA BBVBR, Borraccia, Specie di fiasco formato con guscio di zucca , che adoprano gli accatloni viandanti, ore portano la loro bevanda. V. ZUCA DA VIN.

TUTA ZUCA COMPAGNA, Come i poponi di Chioggia son luile le donne , Tulle compagne. ZUCA, s. f. Cucuzza; Celloria, dello liga per Testa, Capo. ZUCA VODA

Zucca al vento; Zucca mia da sale; Zucca senza sale ; Zucca vota , Persona vana che non ha abilità, disulile — Avèn POCO SAL IN ZUCA, Aver poco

sale in zucca, Aver poco talento, poco

criterio o discernimento. EL MBZO DE LA ZUCA, Cucuzzo ; Cum cùzzolo, Il mezzo del capo Zuccolo, voce antiq. Quella parte del caро che

cuopre e difende il cervello. ZUCA PELIDA 0 neta, Zuccone, dicesi di Chi ha la zucca scoperta, cioè il capo senza capelli. Zucca rimonda.V. BRUTUS, ZUCA DE MAR, s. f. T. de'Pesc. Soria di produzione di mare, classificata dall'Abate Olivi fra gli Alcionii, col nome Alcionium conicum, e dal Signor Stefano Andrea Renier , ora benemerito Professore di Storia naturale a Padova, fra i Policitori col nome Policitore dipartimenti, to. Individuo di sostanza gelatinosa consistente, senza intreccio spugnoso solido, formato da numerosissimi animaletti che l'abitano, disposti in varie divisioni. Il suo colorito è rossigno e le qualità della sua sostanza somiglianti in qualche modo alla polpa della zucca del collo torto, per cui gli fu dato il nome vernacolo. ZUCADA, s. f. Capata, Percossa nel capo.

Dar una ZUCADA, Dar una capata ; Toccare una capata, ZUCARIÈRA, s. f. Zuccheriera, Il vasetto d'argento a d'altra materia, che contiene lo zucchero. ZUCARIN, s. m. Zuccherino, Pasta intrisa con uova e zucchero. E dicesi anche per Agą. di varie Frutta che abbiano molto dolcigno o sia dolce di zucchero.

ZUCARINI, Bericuocolo; Ciambelletla; Confortino; Zuccherino, Cose dolci da gustare e mangiare. ZÚCARO,

s. m. (colla z aspra) Zucche. ro, Materia ilolce di color bianco che si

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vane.

al mare,

ZOVENÈTA, s. f. Giovanetta; Giovenet

ta; Giovinetta. ZOVENÈTO, s. m. Giovanetto; Giovinetto; Giovincello ; Giovanettino ; Garzonetto; Garzoncello; Adolescentulo, Quegli che non ha ancor messo barba. ZOVENİL, add. Voce ant. Giovanile o Giuvenile,

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cava ne'elimi caldi per via di espressione da certa specie di canne simili alla Sag. gina, dette da' Sistematici Saccarum of ficinarum e volgarmente Cannamele.

ZUCARO CAMPANÒN O Paxù., Zucchero, in pani , Zucchero raffinato e riunito in pezzi a forma di cono. ZUCARO CANDIDO,

Zucchero candido , Bianco ip supremo grado,

ZUCARO D'ORZO, Pennito, Pasta fatta di farina d'orzo, buona a mollificar la tossa.

ZUCARO FIORBTÒN, Zucchero bianchis. simo; Fiore di zucchero, Lo zucchero più fino

Zucchero di tre cotte o più cotte, vale Il più raffinato o migliore.

Zucano MASCABÀ, Zucchero mascaba10, Zacchero rollame o rosso, del più ordinario o triviale.

ZUCARO SU LE FRAGOLB, delto volgare e fig. Questi son tutti pannicelli caldi, per dire Rimedii inefficaci e di

poco

sollieso a'mali grandi e gravi. Egli è un asciolvere,cioè Una cosa di poco momento che poco basta al bisogno. Affogare il can colle lasagne, vale Offerire miglior partilo che non merita la bisogna.

A MI CHB Son SPECIŚR ZUCARO GARBO V. SPBCIÈR. PAN DB ZUCARO,

V. Pan. ZUCAROLA, s. f. dello anche Sousa Ar

Zari e nel basso Friuli Ruzola. Zucca. iuola o Grillotalpa, Animaletto della classo degli insetti, che stanzia per lo più solto terra, nocivo agli orti, che rode le radici delle piante, specialmente delle più tenere. Linneo lo chiaina Grillus achela grillotalpa. V. VERME. ZUCHÈRA (coll'e aperta) s. £. Zuecaia,

. f Luogo piantato di zucche. ZUCHÈTA, s. f. Zucchetta ; Zucchetti na, Piccola zucca.

ZUCHÈTA IMPERIAL, Susine dell' Imperadore o imperiali, Sorla di Prugne assai grosse, di colore verdastro, dolcissime , prodotte da un albero delto da' Botaniei Prunus domestica varietas amygdalus. ZUCHETER, 6. m. ZUCHETÈRA, 6. f. } Susino, Albero che

produce le suşine imperiali. ZUCHÈTO, s. m. (colla z aspra) T. de'Pe

m scat. Sorta di Granchio marino a coda corta, detto dall'Abbate Qlivi Cancer ore bicularis. Il suo carattere specifico è auche l'avere il torace rotondo e convesso , liscio, somigliante a nuca calva, lal che ha preso il nome verpacolo ZUCHBTO, O sia Zucca, Testa. ZUCOLADA, s. f. Capata, Percossa di capo. V. Zucolan.

RBNDBR BOTA PSR ZUCOLADA O ZOCOLADA, Render

agresta per uva acerba; Rene der pan per focaccia, Rendere la pariglia. ZUCOLO, s. m. Zucchetta; Zucchettina, Piccola zucca, quella che si mangia coeta in insalata o altrimenti; ed è la Cucurbita melopepo giovane,

Delto per Palla da maglio, V. Caz-
Zooda AI ZUCOLI, V. ZOGÅR.

ZUCOLÒN, s.m. (colla z aspra) Voce an

) tica, che ora dicesi Zucada o ZUCOLADA, Capata, percossa

pel

capo. SGOMAREMO SB NO FOLBMO QUALCHB ZUCOLON, Sgombriamo (cioè Partiamci) altrimenti ci coglierà qualche capata. ZUCON, add. Capassone; Capo duro; Testa o Coccia dura; Senza testa, Scimuvito, Siolido,

Zuccone, dicesi di Chi ha la testa peJala , e quindi Zucconare, Radar turli i capelli. ZUCONADA, V. Zucada e Testina. ZUDAICO, add. Voce ant. Giudaico, Di

Giudeo, appartenente a Giudeo. ZUDEGÀ (colla z dolce ) T. ant. Giudi

add. ZUDEGADO (colla z dolce ) s. m. Voce antiq. del Foro ex-Veneto, dal latino sust. Iudicatus e vale Giudicalura , cioè il Magistrato che giudica ; ma col termine vernacolo intendevansi le Magistrature civili, e propriam. Quelle che formavano aoticamente la così detta Corte del Doge, com'erano li Magistrati del Proprio, dell'Esaminatore, di Petizione, del Procuratore, del Mobile, del Forastiere e de' Copsoli de' mercanti

TOR) UN ZUDECADO, dicevasi anche a’dì nostri da quel Patrizio che aspirava ad un puoro uffizio di giudicatura,

cioè, voleva dire, Concorrerò ad una delle Magistratore civili; domanderò d'ésser nominato ad una giudicatura. ZUDEGAR, -, T. ant. Giudicare: ZŪDESE, s. m. T. ant. Giudice.

. . zudio, s. m. T. ant. Giudeo; Ebreo

VA COL TO CARO PEGNO DAL Zuplo, Va francamente dall Ebreo ad impegnar qualche cosa. ZUÈCA (colla z dolce) s. f. Giudecca, detta già dal latino barb. Iudaica, e più addietro Spira longa, così denominata dalla sua figura ed anche Spinale. Come abbia cangiato il uome in quello di Giudecca, non si sa precisamente, benchè varie siano le opinioni degli eruditi di cose pa. trie. Ella è un'Isola vicina al Corpo principale della Città di Venezia e formante parte di essa , divisane da un canale assai largo e profondo che chiamasi appunto Canale della Giudecca. Ella appartiene al Sestiere di Dorsodure. ZUECHİN, add. Giudecchino, Abitante

della Giudecca. ZUÈTA, s. f. (colla z aspra) V. Zosta, ZUETAR (colla z aspra) V. T. ant. V.

ZOBTÀR. ZUFA (colla z aspra), s.f. Zuffa, Baruffa nella quale i baruffanti vengono ni l'un coptro l'alıro. ZUFÀ, add, Ciuffato; Acciuffato, Presoy

Raggiunto, Preso pel ciuffo. ZUFADA, s. £. Acciuffamento o Ciuffa

mento, L'acciuffarsi. ZUFÀR, v. Ciuffare; Acciuffare, Pigliar per forza ; si dice anche Acchiappare.

Zuranse, Azzaffarsi, Venire a zuffa,

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Abbaroffarsi, Contrastare, e non che degli uomini, si dice ancora degli animali

Venire alle prese, dicesi del Pigliarsi o Acchiapparsi per le vesti o per alcun membro nell'azzuffarsi ; e cotale atlo è pur dello Presa.

ZOFARSE PBA I CAVBLI O PER EL ZUFO, Accapigliarsi, Tirarsi l'un l'altro i capelli azzuffandosi.

ZUFARSB, parlandosi in T. Mil. Azzuf farsi o Accozzarsi, Attaccar la battaglia o la mischia. ZUFE ZAFE E CERVÈLO, Sprcie di sust. masc. cui corrispondono Comprendonio; Acume; Acutezza d'ingegno.

METER IN UNA COSSA ZUF8 ZAFB B CERVELO, Prendere o Fare che che sia & scesa di testa, vale Impegnarsi ostinalas menle in alcuna cosa, Mettervi ogni forza , studio, applicazione e diligenza ad oggrtle di conseguire l'intento.

OMO CHB GA ZUFB ZAFE B CBRVBLO, 0omo intenditivo o intelleltore, Che intende -- Dicesi anche per Inventivo , Allo ad inventare, ZUFETA, s. f. Zuffetta ; Zuffettina, Pic

cola zuffa o baruffa. ZUFÈTO, s. m. T. de Calzolai, Bocchet

, . ta, Quella parte del tomaio della scarpa che cuopre il collo del piede.

ZUFBTO DE CATBLI , Ciuffetto, Piccola ciocca di capelli, ZUFO ( colla z aspra ) Ciuffo ; Ciuffetto, Capelli che soprastanno alla fronte e che sono più lunghi degli alıri. — Dicesi Cersuglio o Cerfuglione se il Giuffo è disordinato e di capelli lunghi. È di parere il Muratori che ciuffo derivi dal germanico 2opf significante Cirrum capillorum; e che i Toscani abbiano preso lal voce dal postro Zuro, cangiando al loro solito la... io ci.

Zuro, dicevasi nel secolo XVI. e più negli anteriori, per agg.a uomo nel sign.di Bravaccio o Bravazzo, che millanta bravura. Non ha mai mancato questa razza di bravi e ve n'era anche pe' bassi secoli, in cui alcuni giovani per poter con più sicurezza eseguire le loro soperchierie, 80levano portare un lunghissimo eiuffo sulla parte anteriore del cape, con che a modo di visiera si cuoprivan la faccia per non essere conosciuti quando avevano a mano qualche impresa che oltre al coraggio esigesse circospezione. Contra lai Ciuffi furono bandite assai leggi; e questi cotali uomioi soleansi chiamar Ciuffi

Ciuffetti , che noi dicevamo Bravie BRAVBTI. TBGNİR LA FORTUNA PER BE ZUFO,

Tener la fortuna pel ciuffetto, vale Aver forlupa continuala.

CHIAPAR PER EL ZUFO, Acciuffare; Ciuf fare; Dar di ciuffo, prendere per lo ciuffo.

ZUFO DE LA TBSTA , parlandosi di cavalli, Ciuffo, si dice a Quel focco di crini che ha il Cavallo sulla fronte Zora DA DRIO,

Fiocco o Barbella, Quel Gocca di pelo che ha dietro alla fine del piede il Cavallo. ZUFOLÅR, v. (colla 2 aspra) Sibilare;

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ZURLON (colla z aspra) Agg. a Uomo, Capo sventato o avventato ; Cervellino; Vomo a bandiera o Banderuola, Uomo a caso, inconsiderato, volubile, leggiero.

Zunlo, Specie di giuoco. V. Zogia AL

BIOTO.

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ZURLO.

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ZUGÅR , v. Voce per noi antiquata, ma che usasi ancora a Vicenza ed a Verona per Zogas, V. ZULIÀN, Giuliano , Nome proprio di Uomo.

S. Giuliano è Titolare d'una Chiesa di Venezia una volta piprocchiale , ora Oralorio soggello a S. Marco. ZUNÅR. V. Dezunar. ZUOGAR, Voce ant. Giuocare o Giocare.

ZUOGAR DE TONFO, Mocło parimente ant. Giuocar di busse, Menar le mani. ZUPEGÀ, Succiato, add. da Succiare.

ZUPBGÅ DA LB STRIGHB, Magro arrabbiato, detto di Uomo magrissimo. V. MAGRO;

Mumia e Suzza. ZUPEGÅR, v. Succiare o Succhiare, Attrarre a sè l'unore e 'l sugo. Succiare la morsicatura.

ZUPEGARSB DB LE DOVB , Strebbiarsi ; Stropicciarsi, Lisciarsi per comparir bel. le. ZUPÓN (colla z dolce) s. m. Giubbone. V.

Zipon. ZURÀ (colla z dolce) add. Giurato. Te

stimonio giurato, che ha prestato giuraZURAMÈNTO, s.m. Giuramento Giuracchiamento, vale Gioramento senza necessità. ZURAR, v. Giurare; Far giuramento; Sacramentare,

A ffermare giuratamente. Zurr UNO, Dare il giuramento ad uno,

, Farlo giurare in giudizio.

ZURAR EL PALSO, Spergiurare,
ZURAR B SPREZURAR, V. SPBRZURAR.

ZURAR LA ROVINA DE UNO, Giurar la morte, la rovina o simili di alcuno. ZURLAR (colla z aspra) v. Delirare; Batter la luna.

ZURLAR BL Cervélo, (licevasi ant. per quello che ora dicesi, SbaçeçÀR, V.

ZURLO, T. Mercantile , dicesi il Collo di cocciniglia o d'indaco ravvolto in cnoio ti bue, che a noi perviene. Il Collo del caffè chiamasi Cardo, V.

ZoGÅR AL ZURLO, V. ZOGAR. ZURMA, s. f. Ciurma, propr. si dicono li

Condannati in galera. ZURMAGIA, s. f. Ciurmaglia, Moltitudine di genle sile ed inatile,che anche dicesi Ribaldaglia o Rubaldaglia. ZUSTO, add. Voce ant. che dicevasi per

Giusto.
ZUZZA
ZUZZADA
ZUZZAR V. Suzz R e i dorivali.

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puht cie,

Tamo come

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