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766 CAMPANIÈL CANÀTA CAMPANIÈL,

LONGO COME UN CAMPANIËL O COMB BL CAMPANIÈL DE MELMA, Lungo come un campanile. V. Longo é Alto - N. B. 11 campanile della Villa di Melma sul fiume Sile nel Trivigiano è altissimo e sottilo. CAMPÈDEGO, add, Voce ant. ( dal lat. Campestris) Campale, di Campo o da Campo, e s'intende di battaglia - Nel Poemetto sulla

guerra

de' Nicolotti e Castellani del 1521. sta scritto: MAI NON FO VISTO UNA BOTA SI STRANIA, SI STUÐBNDA, CAMPBDEGA B MASBNGA , che si traduce , Non fu mai veduto un colpo così straors dinario e solenne , degno d un campo di battaglia. CAMPION.

Campioni si chiamano in Venezia per onoranza que' Barcaiuoli che vigsero nelle regate più premii e che sonosi resi famigerati,

Dicesi ancora in altro sigo. EL XB UN CAMPION , parlando d' un uomo, e s'intende dire Grande di statura , allicciato, nerboruto, un Alcide, CAMPO. ABATR DEL CAMPO ,

V, ABATRA AVÈR VNA CIBRA DA CAMPO SANTO, Aver una cera da cimiterio, cioè Un colorito squallido che diventa un indizio funesta di presio fine. Egli piatisce co'cimiterii, È vicino a morire. Egli va presto a rincalzare il cimiterio. CAMŮFO,

Detto in T. di gergo, vale Furto. Quindi CAMUFI vuol dire Ladri. CAMUZZON, V, IXCAMUZZAR, CAN.

AMIGO DBI CANI 0 PORTÀ PER I CAXI Cinofilo - All'opposto Cinofobo dicesi Colui che li odia. Voci filologiche di radice greca,

di cui s'è veduto far uso nei giornali letterarii. CAN NEGRO, s. m. T. de'Pescatori, delto ancora CAN DA DENTI, Pesce di mare del genere degli Squali o Cani di mare, nominato da Linneo Squalus Galeus; egli è commestibile buono e se ne porta alle nostre pescherie. La sua lunghezza a queste parti è di circa due piedi ; la sua pelle di colore cenerino scnro; somiglia all'Assà, ma non ha aculei alle pinne dor

sali. CANA.

sì dice ancora per agg. a uomo del sign. di Miserabile ; Pieno di debiti. CANÀO, s. m. dicevasi anticam. per CANO, Luogo piantato di cannelle, Can- » neto. CANÀRO, s. m. T. de' nostri Valligiani , Incannicciata, Chiusura o Lavoro fatto di canuc. CANARVOL, s. m. Voce antica, lo stessa

che CANARBGIOTO, CANÀTA, s. f. Voce ant, Favola; Fandonia ; Pastocchia; Bugia.

No LB XB CANATB, Non sono favole, canta favole o vuol dire Sono cose veré.

CANCARELO CANDELÈTA CANCARELO.

OH GANCARBLO! Maniera antica di maraviglia o di sdegno, CANCHBRO! CANCARO.

CANCARQ LA BECA, Modo ant. met. che vuol dire Anch'essa hu i suoi difetti.

CANCARO VOLANTB 0 DB LA LENGUA chiamapo i Maniscalchi una Malaltia contagiosa che viene talvolta ai Buoi ed ai Cavalli, la quale si manifesta per vesciche ed ulceri con caratteri cancerosi nella radice della lingua. Questa malaltia è deila nella scuola veterinaria Glopantrace. CANCELIÈR, 8. m, che altri dicono Can. ZBLIBR (colla z dolce ) Cancelliere , Titolo di pubblico uftizio conosciuta e adottato in diversi stali,

A'tempi Veneti avevano nella Dominante il Grancancelliere, dello comunemenle CANCELIÈR GRANDO, dell'ordine de'Cittadini originarii o per dir meglio de' Segretarii, nominato a vita dal Senato, ed era una delle prime dignità della Repubblica, Egli era dichiarato Cavaliere e portava per distinzione gli sproni d'oro; il Governo gli dava per onoranza nelle pubbliche carte il titolo di Magnifico , ma nel privato aveva comuneroente quello di Eccellenza; egli era capo e direllore della Cancelleria ducale di tutti i Segretarji regii, e li destinava annualmente a'varii uftizii. Indossava la veste duca-le colla stola di velluto fiorato ; sempre accompagnava il Doge nelle pubbliche solennità, standogli dinanzi coperto egli solo della berretta nera, a differenza de'Senatori che dovevano ienerla in mano. La sua elezione era solennizzata per tre giorpi con feste di ballo nel suo palazzo, a cui avevano accesso oltre ai patrizii tutti quelli dell'ordine segretariesco,

in veste ducale essi pure, che nel giorno del suo solenne ingresso lo accompagnavano con formalità per la Merceria, la quale veniva a tal

uopo

sfarzosamente addobbata nelle botteghe, come facevasi nell'ingresso del Doge, de'Procuratori e del Patriarca. I suoi funerali dopo morte nella Basilica di S. Marco erana pomposi e convenienti alla dignità ben distinta della sua carica.

V'erano poi in Venezia due, così det. ti, Cancellieri inferiori, dell'ordine dei Segretarii, eletti dal Doge, ch'erano custodi della Cancelleria detta pur inferiore, per distinguerla dalla Ducale, dove si custodivano li testamenti ed altre carte private.

Più comunemente si conoscevano li Cancellieri de'Reggimenti di terraferma e di mare, che nominati dai rispettivi pubblici Rappresentanti e giurati dinanzi al tribunale de' Capi del Consiglio dei Dieci esercitavano il loro nobilissimo ufficio come Ministri, trattando le maten rie giudiziarie criminali, le aniministralive ed anche le militari delle provincie, Di questa classe d'impiegali pubblici era sotto i Veneti l'Autore di que opera. CANDELÈTA.

IMPIZZÀR QUALCHE CANDBLETA , Manie

CANELONI CAPITÁNIO ra antica metaf. che vale Qualche volla adirarsi, CANELÒNI, s. m. Voeabolo più usato a Chioggia, Sorta di paste ad uso di minestra, lo stesso che Subioti, V. CANESTRO.

NassUO INFRÀ CANBSTRI ABB B TREZIOLE disse ne'suoi versi il nostro Calmo , per dire, ch'egli era Nato tra canestri reti e palamile, cioè Tra' pescatori. CANÈTO, s. m. T. dell'arte della lana, Cannette, Fascello di lana cardala per filarsi, CANON.

CANON DEL SBRVIZIAL, V. SBRVIZIÀL. CANONADA.

TRAR DB LB CANONAB, (letto melaf.Trullare, Tirar delle coreggie. CANTAOR, s, m. Voce ant. Cantalore, Colui che fa professione di canto,che anche dicesi Cantore Per chi non fa

professione

pare che potrebbe convenire Cantanle o Dileltanie del canto. CANTARÌN, s. mn. CANTARINA, s. f. s Canterino - Cantee rina o Canlatore, dicesi a Coloro che vagano cantando

per

mestiere, CAO.

Tegnir IN PUGNO BL CAO, Maniera ant. met. Stare alla dura, Star duro, ostinato; ovrero Persistere o Perseverare nela la propria opinione. CAORIO.

Zogia 'A CAORIO, V. in ZOGÅR.

Nella parte seconda della favola il BarGLJADORO del nostro poela Gritti si legge, Che 'L MIO CUON POCO PRIMA SBIGOTIO, Ha ZA FATO UN CAORIO NB LA SPBRANZA, Me. taf. del tatto originale Veneziana , tralla dal capitombolo o tuffo nell'acqua, per dire, Il mio cuore ha già coininciato a sperarc, a lusingarsi. CAPAR, che ci suona FAR LE CAPB, e vuol dire Cincischiare le estremità delle vesti o camicie donnesche e simili, e ridurlo a ligura di Capa o sia di Conchiglia bivalre. CAPARO.

Detto per CAPAROZZOLO, in siga, di Sornacchio, V. CAPAROZZOlo. CAPÈLO.

CAZZARSB DA CAPBLO CO UN ALTRO (dalla maniera latina barbarica de'bassi tempi, Seexpellere a capello cum etc.) Eccepirsi dal cappello per la parentela con alcuno de' concorrenti, Astenersi dall'elezione.

CAPŠLO A LA BOLIVAR , Cappellini di forma particolare colle ale dislese , che usavansi, pochi anni sono,

dalle donne così detti perchè imilavano la forma di quello che soleva portare il Generale Bo. livar dominatore dell'America meridionale spagnuola. CAPELOZZO, s. m. Nuovo termine usato dai Tappezzieri per quella parte del cortinaggio che ci chiama BonaGnAZIA, V. CAPITANIO.

BANDIERA TECHIA ONÓR DEL CAPITANIO, V, BANDIERA,

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CAPITÈLO CARAMÈL CAPITÈLO.

ZoGÀR AL CAPITĚLO, Fare all' altarino o al tabernacoletto, come i Fanciulli che fanno altarini e feste da Chiesa con arredi e candelette relative all'età loro; ed è per essi

un trattenimento e una specie di balocco. CAPITOLO.

CAPITOLO DE LA PAROCCHIA, dicevasi all'unione de' preti beneficiati d'una chiesa parrocchiale , ed erano gli Anziani. All'occasione di dar sepoltura ad alcuno ora s'impiegavano lutti coll'aggiunta d'altri preti cbiamali Giovani, ora essi soli, ed ora la sola metà, e si diceva Mezzo CAPITOLO. Questi Capitoli, son pochi anni, vennero soppressi. CAPOSTORNO, s. m. ed anche CAPOGA10 e SMania, T. de' Veterinarii, Pazziu stupida , Malattia propria del Cavallo , la quale consiste in una stupidità che manifestasi nel portare ch'esso fa la tesla china a terra e talvolta appoggiata alla mangiatoia , nell' insensibilità alla sforza e nella vacillazione del camminare,

Dicesi non meno CAPOSTORNO alla Pazzia del Cavallo, quando egli è inquieto, furioso , batte la terra, dimnena la coda, tenta di saltare sulla mangiatoia ed ha la febbre. CAPOTÈRA, s. f. chiamasi volgarmente la Moglie o Femmina del Cappucciaio , artefice che fa i cappucci , la quale sull'esempio di voci consimili potrebbe dirsi Cappucciaia. CAPOTON, s. m. accr. di CAPÙTO, ed è T. del Giuoco del treselle. Dicesi da noi CAPOTÒN quando uno de' giuocatori da il cappotto colle sue sole carlo, giuoca ndole però ad una ad una. V. CALATÙN. CAPOZĪRO, s. m. T. de Veterinarii, Ver

, tigine o Idatide, Malattia delle pecore, i cui sintomi caratteristici sono la sospensione del ruminare , il girare attorno altorno a sè stesse , il vacillare , cadere, rialzarsi, portare la tesla china ee. CAPUZZÈRA, s. f. si dice in vece di Cs

POTÊRA. V.
CAPUZZİN.
CAPULZINI DAL GANZO ,

Maniera forbe. sca de' Barcaiuoli, che vuol dire i Zaffi, i Birri. CARACÒ, s. m. Specie d'abito da donna civile che più non s'usa ; ed è lo stesso che PETARLER,

V. CARAMÈL,

6. m. voce pretta Franzese , usata da'nostri Confellieri per esprimere lo Zucchero chiarito ridotto all' ultimo grado di cottura.

Chiamansi CaramĚL O Caramèle quelle frutta che furono poste nel dello zucchero chiarito e concentrato, le quali restano coperte d'una crosta zuccherina lucida che le rende gratissime al palato. Qursta confellura si vende a Venezia sotto le Procuratie e ne' caffe da certi mercantuzzi vaganti che gridano CaramÈL PER

CARÀ TERE CARO pia, alcuna croce che abbia nè l'uno nè l'altro significato della parola CaramĚL, comunque nella Farmacopea Ferrarese di Campana si trovi Zucchero in caramella. Giulebbe o Giulebbo e Candilo sono quelle che più s'avvicinano. V. CÂNDITO, GIALBPO e CONSERVA. CARATERE.

CARATER VAGO, V. Vago. CARCASSA , s. f. Carcassa , Specie di bomba che nel secolo XVII. usavasi anche da' Veneziani, composta di varii cerchi di ferro congegnali insieme quasi a fog. gia di carcame. CARÈGA.

Co No SB FA LA SECONDA SB MOR IN CARÈGA, V. SECONDA. CARÈRA, s. f. dicesi la Moglie o Femmina del Carradore , la quale sull'esempio di altre voci consimili e così formale, potrebbe dirsi, se non v'ha di ineglio, Curradora. CARÈTA.

TIRAR LA CARBTA, V. in Tinàr. CARITÀ , cbiamasi in Venezia l'Edifizio di là del Canal grande, ov'era una volta il Monastero de' Canonici della carità, che fu soppresso a'tempi Veneti. Ivi rifuggi il Pontefice Alessandro III. nel 1176. per

sottrarsi dal cader nelle mani dell'Imperatore Federico I. Barbarossa. Ora questo edilizio assai più dilatato e magnilico mercè la munificenza sovrana del postro Imperatore Francesco I. d'Austria, serve di decoroso stabilimento all'Accademia delle belle arti. CARMINE, s. m. Scapolare si chiama un Abitino di divozione, detto volgarmente PAZIENZA, cioè due pezzetti di paono altaccati a due pastri da potersi portare appesi al collo, in onore della SS. Vergine del Carmine Quindi Portar BL CARMINB, Portar lo scapolare. CARNE.

CARNE CHB LB XB UN PIUMİN, V. PiuMÌN.

No AVANZA MAI CARNB IN T8 LE BBCARİB, Frase metaf. antica che leggesi in una satira del Varolari, che vuol dire La provvidenza ha distribuito le cose in modo che tutti vivono; Nulla rimane d'inutile. CARNEVALON, s. mn. dicesi comunemente al Carnovale che hanno i Lombardi, prolungato di cinque giorni più del, nostro, e vuol dire Gran curnovale.

CANNBVALON, dicesi ancora per agg. a Uonio, nel sign. di Godente; Buon compagnone; Che si buon tempo; Che sta in allegria cc. CARO, sust.

GAVÅGI DEL CARO, si chiama in T. vil. lereccio Quel legname che sostiene le co

CAROLE CASOLINA 767 CAROLE, s. f. T. de’ Maliscalchi , ed è la Curie dell'unghia, di cui vengono talvolla altaccati tanto i Cavalli che i Buoi, II volgo crede che questa malattia sia prodolta da un vermello, e lo chiama ancora Male della formica. CARPİR, v. Carpire o Carpare, Pigliar con violenza e improvvisamente.

CARPIR L'OPINION, Frodare l'opinione o il credito o il concetto, Ingannare il pubblico per farsi credito. Diciamo ancora BARÀR L'OPINIÓN.

CARPÌA UN DECRETO AL GIUDICE, V. in Carpio. CARTA.

CARTA DA NAVEGAR, Carta marina GHEVOL LA CARTA DA NAVEGAR PBN TROVARvB, Ci vuol la bussola per trovarvi: cioè Molla diflicoltà.

CARTA DA IMBRUNIR, V. IMBRUNİR.

Ponta DB LA CARTA, dicevasi solto l'antico Governo Veneto e da molti dicesi anporta

del già Palazzo Ducale, per, chè nell'ingresso che ineite alla Scala de' giganti v'erano di qua e di là ventiquattro cancelli o scrivanie per uso dei cosi detti Balotini che scrivevano i consigli e tutto quello che ad essi incombeva a servigio de'Reggimenti.

SB LB CARTB NO FALA, Maniera fam. met. Se non m'inganno; Se non prendo abbaglio o e.rore; Se non vado errato; Se non m'illudo ec. CARTELO

Dona o VIRTUOSA DA CARTĚLO, Virtuosa celebre, famigerata, rinomata, dicesi comunemente di Donna dolla nella musica, nel ballo e simili. Così diciamo Predicatòr da cartellop

per Oratore sacro famoso. CARTINA o CARTOLINA, s. f. Cartina; Cartuccia; Cartuzza Piccola carta. CARTINB 0 CARTOLINB, dicesi

per

PAPI GLIOTI. V.

questa voce. CASACÀ , s. m.

(T. vernacolo forense ex Venelo ) dicevasi alla Locazione o Conduziune ereditaria, cioè al Contratto col quale si dà ad alcuno a titolo ereditariola proprietà utile di un fondo verso la contribuzione d'un'annua somma in daparo o in frutti o in servigi.

TOR A CASACA, Prendere un fondo in conduzione ereditaria. CASÅRSE, v. si dice in vece di ACASARSB. CASCANTE, delto per agg. chio (probabilmente dal lat. Cascus, vecchio) Cadente Quindi Età cadente chiamasi la Vecchiaia.

CASCANTB, dicesi poi nel sign. di Debole; Floscio; Caloscio e Cascante, a Persone dimagrale e vecchie. Guance cadenti. CASERMIÈRA, s. f. dicesi alla Moglie o femmina di Caseriniere, la quale sull'escmpio di altre voci Consimili, potrebbe dirsi Casermiera, quando però fosse adotlata nella lingua la voce di pratica Casermiere. CASOLINA, 6. f. si chiama volgarmente la Moglieo Femmina del Caciaiuolo o For

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CAVÅR CAVIONI

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niera di salto innanzi , poichè il cavallo in quest'azione ha per un momento le gambe in aria. Dai cavallerizzi vien distinto il galoppo in falso, giusto e disunito, e lo fanno eseguire in tre tempi colla espressione PA-TA-TA.

La Carriera è il corso più veloce di cui sia capace

il cavallo pelle sue naturali andature , la quale però si distiogue dalla Corsa, ch'è un movimento impetuoso.

Le andature difettose sono le seguenti:

La TRAVARGA , ed è termine de’nostri vetturali , che italianamente dicesi Trapasso e da Franzesi Entrepas. Quest'andatura è una maniera, direcimo, di portante rotto, ed è propria di molti caval. li da carico che non hanno forze bastanti per sostenere quella del trollo.

Il TRÀINO , italianamente Traino , è un'andatura tra l'ambio e il galoppo , detta anche Andar d'anchetta o spalletta, nella quale i cavalli galoppando colle gaunbe anteriori troltano con quelle di dietro.

L'Ambio o l' Ambiadura, ed è quel. l'andatura che i nostri padri latini distin guevano col nome Equus tolutarius, che italianamente dicesi di portante. lo questa i cavalli camminano con una velocità assai maggiore di quella d'un veloce pas80; e quei che banno l'ambio fugacissimo stanno del pari col galoppo o lo avanzano; il moto delle loro gambe non è per diametro, come nel trotto e nel passo , ma per diagonale. Chiamasi Chinea un cavallo buon camminatore di portante , che anche si dice Cavallo ambiante. CAVÅR.

CAVARSB, Sottrarsi; Andar via, CAVATỈNA.

Cavatina, dicesi nel parlar fam. anco. ra per Trovatello , cioè Invenzioncina , Pretesto mendicalo per uscire dall'imba

е

768CASSETİN CATEGORICAMENTE maggiaro, la quale sull' esempio di altre vooi consimili così formate, potrebbe dirsi Caciaiuola o Formaggiara. CASSETÌN.

CASSBTİN DAI STORTI, Maniera furbesca, che vale il Culo. CASSETO, 8. m. dimin. di Casso, nel si

gn. di Vestilo, V. Casso. CASSÌ, Maniera ant. che ora dicesi Anca

SI, V. Anca. CASSO, s. m. Voce ant. dal barbarico Cassus, ch'è definito Pars vestis maior qua corpus tegitur, erceptis brachiis , ci'iutendevasi Quella parte principale dell'abi. to d'una donna che cuopre il corpo,

cioè il busto, la quale su cosi chiamata

per neudoche da Casso, usato da Dante nel sign. di Torace, ch'è la cavità circondata dalle costole. Dicevasi dunque Casso dai Veneziani del secolo XVI. a Quella parte dell'abito d'una donna che cuopre il busto, non comprese le maniche. Lasciata però questa voce,

forse
per

essersi alterala la forma e la moila del Casso, furono non di meno ritenule nel medesimo senso quelle del Cassėto o CORPŠTO e CorPETÈN: tutti termini che ricordano l'antico Casso, sia come parle del corpo, sia come vestilo. Le Friulane dicono ancora Cass e nel dimin. Cassàrt al loro abito senza maniche ,

l'imbuslo e che ha insieme cucita la gonnella; e simile sarà stato a un di presso quello che gli antichi nostri chiamavano Casso.Lasciata poi la moda dei busti che usavansi nel secolo ultimo passato , le nostre donne vi sosti!uirono una specie di farsellino che chiamano Bustina, vocabolo ch'è sinonimo di Cassero o CORPÈTO o CorPBTİN. Conchiuderemo che per Casso debbe in. tendersi Abito di donna senza maniche. CASTRON

MAL DEL CASTRÒN, lo stesso che Mal DEL MOLTON, V. MOLTÓN. CASTRONARÌA, s. f. Voce ant. e disusata, Castroneria; Balordaggine; Gofferia, Sciocchezza. CATAIZZA.

CATAIZZA, dicevasi anticam. edicesi ancora nel sign. di Quistione; Rissa; Contesa Quindi STAN SU LE CATAIZZB ,

Star sulle contese; Esser accattabrighe, litigioso, brigoso. CATEGORÌA, s. f. Categoria, dicesi anche da noi nel signif. di Qualità, Caralte. re, Natura, parlando così di persone, come di cose.

Diciam per esempio, EL XB DB QUELA CATEGORÍA, Egli è di quella classe o di quel carattere o di quella specie QUBSTA XB UN'ALTRA CATEGORIA, Questa è 'un' altra minestra, Un altro affare. CATEGORICAMENTE, avv. A proposito; In acconcio; Convenevolmente, Ne termini; Secondo i termini; Secondo la materia proposta. RESPONDÊMB CATBGORICAMENTE ,

Ri. spondetemi ne' termini proposti, Non deviate dalla domanda.

che cuopre

CATIVÈRIA CAVALO CATIVÈRIA.

Malignità, Malvagità d'animo disposlo per propria natura a nuocere altrui , ancorchè non vi sia l'util proprio; Mal talento; Perversità; Velenosità, ed è questo appunto il più comune significato della nostra voce verpacola. CATORIGOLE

GHE TROVARO BEN MI LE CATORIGOLB , Maniera fam, melaf. Conoscerò ben io da qual piede egli zoppichi, cioè Le sue inclinazioni, i suoi difetti. Troverò ben io il grattaliccio, cioè It modo seducente di vincere la sua ritrosia. CAVALA, s. f. T. de Formai Panca, Arnese di legno fallo a guisa di panchettina, sul quale si posano a cavalcioni i Formai quando lavorano. Al dinanzi s'inpalza un legno di circa un piede che sta immobile e chiainasi Palo, a cui corrisponde un altro legno mobile detto BRENA, e formano insieme una specie di morsa ove si strigne il legno che s' ha da lavorare. CAVALÈTO.

CavalBTI DBL LBTO, Cavalletti, diciam noi a Que' due pezzi lunghi di legno riquadrati a guisa di travicelli, con piedi, che sostengono le assi del letto e quindi il saccone e le materasse. CAVALIÈR. CAVALIỀA DA SBDA,

diciamo

per

ischerzo nel siga. di Nobile di poco conto. Per esempio se uno dicesse LA MB ABSPÈTA CHB SON UN CAVALIÈR, l'altro scherzevol. mente gli risponde , Si, CAVALIÈR DA SBDA; ovv. SB LA XB CAVALIÈR, LA FARÀ LA GALETA, alludendo ai bachi da sela.

CHIAPÀR BL LIBVRO A CAVALIÈR, Pigliar la lepre a cavaliere, dicono i nostri Caccialori quando la trovano a covo, cioè accovacciala vicino a una gleba e tanto ran. nicchiata che possono prenderla sin colle mani. CAVALO.

CavaL NO MOR'A CHE L'ERBA HA DA VBgxin, lo stesso che SPET GAVALO CHE L'BRBA CRBSSA, V. Cavalo nel Dizionario.

CAMINARI DBL Cavilo, Andature del cavallo, Nella cavallerizza si distinguono due specie di anılalure, cioè l'Andatura naturale e la difellosa. Le prinie sono

Il Passo, ch'è la più lenta delle andature del cavallo, perchè in quest' azione non leva molto le gambe, nè con preslezża. In questo andamento egli trovasi con tre ganıbe basato al terreno e colla quarta sollevato, che dicesi In aspetto.

Il Trotto, andatura più rilevata e più forte di quella del Passo , in cui il cavallo va levando nel tempo medesimo le gambe opposte e traversate l'una davanti l'altra di dielro. Si succedono in questo movimento le une alle altre senza interruzione delle diverse energie del cavallo e della diversa ordinata qualità del trulto. I carallerizzi distinguono in questo eserçizio tre tempi e dividono il trollo piccolo, il buon trollo e il gran trollo.

Il Galoppo è la più bella e la più pronla delle andalure nalurali, cioè una ma

lazzo.

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usato pure

CAUCHIO.

CAUCHO DA CAPELI, Cappellinaio, Arnese di legno, cioè Piruolo, talvolta in. vullo in una carta, che s'attacca al muro o in un armadio, a cui s'appiccano i cappelli od altre cose. CAVEDÒN, s. m. T. Idraulico de' nostri

) Ingegneri,

nelle carte di pubblica amministrazione, ove scrivesi Cavedone; ed è Un sostegno di terra o a meglio dire Una specie d' Argine traverso che attesta un fiume per impedirne il cor80 e divergerlo ad altra parte. Nel Vocabolario Ferrarese-Italiano, alla voce Cave DON, si dice Chiusa ed anche Chiusura o Sostegno CAVEÈLE, s. f T. Agr. Vigliuolo , Spighe o Baccelli separati dal grano o biade ballute dopo la prima trebbialura. V. PALÅR EL GRAN nel Dizionario e nell'Appendice. CAVELO.

PIANZBR A CAO CAVBI, V. PINZER. CAVIONI.

Gli Aretini dicono loro Capitoxı ; in Lunigiana sono chiamati Caldoni e dai

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CENZA CESENDÈLO

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CAZZADA CENTÒN Bolognesi CAVEDONI.Cavedoni diconsi pa

re a Padova e nel Polesine. CAZZADA.

FAR UNA CAZzada, in altro signif. Fare allrui un inganno. V. CAVALŜTA. CAZZASON, s. f. (colla s dolce ) dicevasi anticamente fra noi per Cacciagione o

Caccia. CAZZÀR.

Cazzák zo MASSA , Caricar l'orza o la balestra, dello figur. vale Mangiar e bere eccessivamente.

CazzÅR DB COLA, Caricar di colla; come direbbesi Caricar di salda parlando di biancheria, Caricar di colore per CoJorire assai. Cazza DB FOAM AGIO UNA PIATANZA, Incaciar troppo o di soverchio una pietanza.

CaZzAR DE COLA UN DISCORSO, delto metaf. Caricar nel discorso, Accrescere in parlando la cosa di più di quello che veramente sia nell'esser suo, Esagerare. Talora si dice nel siguif. di Avvivare un discorso o Dar anima a un discorso per la maniera,che bannoalcuni, del bel porgere nell'arringare o nel favellare.

CAZZARSE DA CAPİLO, V. CAPŠLO. CEDRİN.

Sion CBDRIN, chiamano i Barcaiuoli una cerla statua di marmo, ch'è nell'entrata del già Palazzo Grimani a S. Luca (ora luogo pubblico delle Posle ) rappreseplanle uno degli antichi Cesari, dalla qual voce Cesare derivò probabilmente Ĉbprin ( corrollo da Cesaris ) e quindi Sior Cedrin. Di eni si racconta che Un barbiere per uccellare un giovane suo garzone, mandatolo a radere la barba al Sion Cedrin, il garzone giunlo al luogo ed accortosi della beffa, se ne vendlicò a spese del suo padrone, insaponando cioè la barba della stataa, poi radendola con quattro rasoi,che quindi riportò alla bot

iega dentellati e non servibili. CEGIO ( 1 ) Specie d'avverbio Contadine

ANÁ CBGIÒ, Incigliare , Cosleg. giare o Farc coll'aratro due solcbi per porca,

cioè uno per costa , e come altri iisano, uno fra il solco nuovo ed il vecchio più a fondo e più diritto che sia possibile. CELADA, s. f. CELADINA dimin. S Voci che usavansi nel secolo XVI. presso a noi, e che si rincontrano pelle poesie verpacole. Celata, per Elmo, Armadura antica,

cb'era una di. fesa della lesta e del collo, di cui andavano munili anche coloro che combattevano nella, così delta, guerra tra' Castellani e Nicoloui. CÈLEGA.

TESTA DA CBLEGA, V. Testa. CENTANÌN, add.

Voro cENTANIN, V. Vovo. CENTO, s. m. ( coll’e serrata ) Voce ant. Cintura, Fascia che portasi da molti, la quale cinge i lombi. CENTÓN, s.m. Centone, diciamo ad un'opera in Alusica composta da più maestri.

CENZA (colla z aspra ) Sincope di Cs. LENZA che una volta dicevasi salutando un patrizio — CENZA PARON, Eceellenza mio padrone. V. ZA. CÈOLA.

CSOLA, dicevasi qui anticamente e me. taf.

per la Tesla, siecome Cipolla dicesi anche in italiano. CEOLÈTA.

MBSI DB LB CBOLETB , detto per met. e vuol dire Mesi o Tempi disagevoli, calamitosi, miserabili. CERCHIÈRA, s. f. Arnese di legno fatto a foggia dell'ossatura d' un piccolo basto, che si mette a cavallo della bolte e sopra psso la pevera nell'imbotlare. Pare che il il suo nome potrebb’essere Cavalletto. CERCHIONI, s. m. T. de' Maniscalchi ,

Corrugamento dell ugna, dicono i nostri Veterinarii ad Uoa malaltia del cavallo, al cni pietle si formano varii cerchi conoentrici che gli cagionano talvolta l'iu

castellalura. CERCHIOSO, s.m. Voce di gergo che vuol

chire Anello. CERENDÈGOLO, s. m. Vocabolo antico.

Strumento composto d' una rete fatla a mandorla, con cui si scagliavano pietre per offendere da lontano; ed è la Frombola, detta da noi Fionda. Osserva l'Autore che iale stramento somiglia in qualche modo alla forma d'una piccola lampada detta da noi Cesexdeco, e che questa voce ha una benchè grosselana analogia col CEABNDBGOLO: il che tanto più conferma il suo significato.

Nel Poemetto sulla guerra tra i Nicolotti e Castellapi del 1521 è detto

PERCAS FOLADA CON UN CBRBNDBGOLO.

CUOGOLI TAAVA GROSSI COMB RAVI. CERIÈSA, V. ZARTESA. CEROICO, s. m. T. ant. Chirurgo o Ce

rusico, Colui che esercita la chirurgia. CEROTO.

CBROTO AQUILÀ, dicono molti idioti per Cerotto diaquilonne, cb'è notissimo. CERUSÌA, s. f. Voce ant. Chirurgia, L'arte del Chirurgo.

CBRusia fu pur detto nel sigo. di Medicina o Rimedio SB TROVA CERUSIA PBR OGNI PIAGA, Aver unguento per ogni piaga, che vale figur. Saper rimediare a ciascun inconveniente. CÈSANO, s. m. o Cisano, Nomi che

i Cacciatori Valligiani davno al Cigno. V. questo nome. CÈSARE, Nome famoso nella storia Romana e primo degl’Imperatori, che si registra pel seguente nostro dellato fam. e mclaf.

AVŠA UN CUOR DA CESARB, Ayere il cuor di Cesare, cioè come lo aveva Cesare; val dire Magnanimo, generoso, liberale, pietoso. CESENDÈLO.

CBSENDÈLO , dicesi da' Chioggiotti alla Lucciola volante; la qual postra voce mani festa chiaramente al buon senso che

quesl'insello si chiamasse da noi a'tempi Ro

CESİLA CHIAPÀR

769 mani latin. Cicindèla e ne' bassi secoli corroltamente Cicenděla o anche Cicin. dèlum, come abbiam dello alla parola CesENDRLO. CBSBN DÅLO DB LA RASON, dicono

pure Chioggia metaf. per Lume della ragione. CESİLA, s. m. Voce ant. che ora dicesi

Sisila, V. CESTÈRA, s. f. chiamasi da noi la Moglie o Femmina di Cestaruolo o Panie. raio, la quale sull' esempio di altre voci consimili così formate, potrebbe dirsi Cestaruola o Panieraia. CESTO.

TRAR DE CESTO, lo stesso che TBAR DB
CULO, V. Culo.
CETOSA, s. £. Acelosa, Erba acidula. V.

Acetosa.
CHAÌA, Voce così scrilta, che s'incontra
alcune volte nelle lellere del nostro Cal-
mo, ed è lo stesso che Cata, V.
CHEBA.

Chbda, dicevasi antic. o fig. per Coccola, Testa · CABBA MATA, Capo sventato. CEEREBIZZO, s. m. ( che oggi direbbesi SCHIRIBIZZO ) è voce ant. che corrisponde all' italiana Ghiribizzo, nel signif. diFantasia , Bizzarria. V. SCAINIBIZZO.

La prima stampa delle lettere del nostro Andrea Calmo fu fatta nel 1563. col titolo di Lettere di M. Andrea Calmo ; la seconda con molte aggiunte diciassette anoi dopo, cioè nel 1580. col litolo Cherebizzi di M. Andrea Calmo: dalle quali edizioni abbiamo tralto molti termini vervacoli antiquati, che a' nostri tempi non si coboscono. CHIACHIARAÐR, s. m. (si pronuncia come in Toscano Ciaciaraor) Voce ant. ed è la stessa che CasaCHIARÒN, V. CHIACOLÓNA, s. f. Ciarliera; Chiacchie rina; Ciancialrice; Cianciera, V.CAIACOLON. CHIAMÀR.

CHIAMARSE LA BOTA, Garantire la do te, Rendersi risponsabile della dole ricevuta dal figlio, dal nipote e da qualunque altro, verso quello che l'ha pagala. CHAMÅR IN SCALA,

V. SCALA CHIAPAR.

CHIAPİR SL CALDO, Riscaldarsi; Sol levarsi; Montare in bica-GA CHIAPÅ BL CALDO B BL GA DA, Adirossi e lo percosse.

SB LA M8 CHIAPA VB STRUCO COMB UN
LIMÓN, V. in Montar.

CHIAPÁN EL LIBYRO A CAVALLIR, V. CA-
VALIÈR.
CHIAPÅR MESSA O UNA MB981, Ascoltare

CHIAPO STÅ MBSSA O STA MBSSETA 8 TORNO , Ascolto questa messa e di fretta ritorno.

GO CHIAPÅ TUTO QUESTO, Maniera fam. di lamento per non aver guadagnato nulla, come sarebbe a dire, Ho guadagnato l'acqua da lavarmi le mani, cioè Nulla.

UN CHIAPA CHIAPA, detto a modo sust. Un parapiglia, Una subita e numerosa confusion di persone. V. BARAFUSOLA.

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.

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SCO

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una messa

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COCO COLO

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CHIAPO CHIOZA 770 CHIAPO, s. m. (che toscanamente scriverebbesi Ciapo) lo stesso che SCHIAPO, V.

Va PUR A CHJAPO si legge in poesie antiche, detto figur. che vale Va pur coi più; Confonditi coi più; Va colla corrente: cioè Inila gli esempii cattivi del numero maggiore, Va colla moda o col costume de'lempi. CHIAPÒNI, s. m. ed anche FORMŠLE, T.

de' Maniscalchi, Tumore osseo del piede, Malattia del Carallo, in cui alla base del pasturale si vede un lumore osseo che si eslende sopra la corona e gli porta talvolta zoppicatura. Se questo male gli viene nelle gambe di dietro chiamasi volgarmente CHIAPONI ; se in quelle davanti , FORMÊLE. Dicesi da'Maniscalchi ancora FURINA, CHIARO.

CAIARO PUNGENTB, vale Aceto. CHIEFÀLI, s. m. Voce pretta Greca ed antiquata, che usavasi già tre secoli in Venezia, nel sign. di Tesla. CHIMENTO.

DAR UNA ABVISTA AI CHIMENTI, V. Re

e

GOZZA, Nomi dali ad un Uccello di mare simile alla Rondine marittima (Glaga) e detto già da Linn. Slerna minuta.Egli è anche più piccolo della Rondine stessa, nidifica nelle nostre valli chiuse ; è tutto bianco, a riserva del di sopra delle ali e del dorso cbe sono cenerini e del di sotto del capo ch'è nero; il suo becco è giallo con la punta nera, ed ha i piedi d'un bol rosso aranciato. COCO.

Lo GO DOVB CHB LA GALINA FA BL coco, Maniera bassa e melaf. Lo ho in quel servizio, Non me oe curo.

Coco si dice anche famil. per Coglione; Minchione, ed è agg. a uomo CHIAPO SON foco , Se m'inganno mio danno. COCOLA, s. f, Cocolla e Cuculla , La veste di sopra lhe portano i Monaci , con cappuccio. CODICE.

Codice parimente si dice Un antico libro manuscritto e per lo più di quelli che furono scritti prima dell'invenzione della stampa. COGIONADOR.

Dicesi anche Scedato, dalo alle scede. Sceda vale Beffa, scherno che si fa strazieggiando e contraffacendo gli atti e il

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Voce di gergo, e

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vocar a

VISTA.

e

e

parlare altrui.

ra

CHISDÓ COCALÈTA loro che facilmeple dimenticano i loro doveri. CHISDO, s. m. ( che si pronunzia come in Toscana Cisdò ) Lo stesso che ComaRo; ma è voce che usasi particolarmente dalle donne del sestiere di Castelio. Nel. le altre parti della Città dicesi Comand. V. CIANCÈTA, s. f. Voce ant. che per lo più si dice in plur. CIANCÈTE, cioè Paroline; Parolette; Parolinelle, ed intendevasi Le prime parolette che esprime un fanciulJino il quale comincia a cianciare, a lingucllare. CIERA.

CIERA OLIVASTRA , Ulivigno nel viso.

FAR BONA CIBRA, Accogliere; Far buona accoglienza, Ricerere, con dimostrazioni d'affetto, con fesla. CIGÁLA.

TOCAR LA PANZA A LA CIGALA , Maniera melaf, ant. Grattare il corpo alla cicala o Stuzzicare il vespaio, in sign. di Pro

parlare. CIGNIR.

CHB VB PAR DE STI CIGNARI COPB B. TRAZBR SPAB DBL TEMPO D'ADESSO ? scrisse Calmo ad un amico, Che vi pare dell'odierno costume di accennare in coppe dare in danari o in bastoni o in spade? cioè di Chi mostra di voler fare una cosa e farne un'altra, CIMBANISTA, s. f. Suonatrice di cemba

lo o cembolo, Quclla femmina cive che 800Ja il cembalo e canta villanelle, mentre le giovani artigiane si diverlono a danzare. Su che vedasi la voce Exora. CIRCÀss, s. m. Chiamasi modernamento una Stoffa di lana finissima cle rassomiglia al panno, ma n'è più leggiera , sebbene sia più pesante del Merivos. Se ne fanno le donne abiti per l'inverno e tabarri; e gli uomini l'adoprano per far. ne calzoni da mezza slagione. CIRCASSIE.s.m.chiamavasi già cinquan

l'anni un Abito di lusso e di moda usato dalle donne civili, il quale era sparalo largamente al davanti c rimboccato con nastri al di dietro a festoni, con sollo la gonnella della medesima stoffa e fornita come l'abito. CIRCUMCIRCA, Voci laline che nello slesso significato si mantengono presso a noi. V. À L'incirca, CIZZALARDÓN, s. m. Voce ant. Ciccia

lardone ; Ghiotio. V. FURO. CLARINETO, s. m. chiamasi Uno stromento musicale da falo come l' Oboe, che si suona con una piva

CLARINÈT , detto ip

gergo, valle SPIA. COA.

CHI GA LA COA DBL CAN SB LA TBONA, Maniera fam. siinile all'altra CHI GA LA ROGNA SB LA GRATA,

V. ROGNA, FAR UN SONETO CO LA COA, V. SONETO. COARIOLA

detto per agg. metaf. a Donna prolifica, lo stesso che Fatona, V.

FA COCALETA BIANCA, s. f. T. de' Caccialori valligiani, dello altrimenti Sca

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CHİNA, s. f. Voce ant. e dimin. CHINBTA, dicevasi per

CHECHINA E C#BCHINETA, che ora si dice nel signif. di Franceschina e Franceschinetta, nomi proprii di Donoa. Chiò, si dice in vece di Tid, imperativo del verbo Tor, Togliere, cioè prendere, To, Prendi, Piglia. CHIOCAR, v. (che s'esprime come in Toscana Ciocar.) CIOCARSB, dello all'antica per

INCHOCARSE, vale Accendersi; Pigliar la colle

- SB LA MB chioca ! leggesi nel Poemetto sulla guerra de Caslellani & Nicolouii , ed è come ora si dicesse SB LA ME MONTA! Se mi prende il ticchio ; Se mi

monta la collera o la stizza. CHIOCOLATA.

CAFÈ DB COLO E CHIOCOLATA DE CULO, V. CAF8, CHIOFE.

E CHIOFB, Maniera antica che usavasi nel secolo XVI, la quale corrisponde al TUTETE, V. CHIOMPÌN, s. m. dimin. di Chrompo, vale presso a noi Colle braccia corte. V.

CHOMPO. CHIOPA.

BUTARSE IN CRIOPA , Nianirra di parlare de’nuotatori, che vuol dire Lanciarsi all acqua accosciato, Cioè colle cosce rannicchiale: il che s'usa fare quando l'ac

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e

COGNERE , v. ant. che usavasi anche in Venezia nel secolo XVI. per Far d'uopo, Bisogoare, dal latino Cogere , Sforzare. Questo verbo è però ancora nel vernacolo contadinesco del Padovano c de Polesine.

I COGNBVA CRIÀN, Erano sforzati a gridare. COGNO, s. m. dicesi in Contado come sia

copato di Codogno, Mela cotogna. COLADŮRA, s. f. T. de' Veterinarii, Ammaccatura del collo, Malattia de' bestiaini bovini, che porta loro goofiezza sopra il collo e calcolia dolore , con escosiazione prodolla dalla compressione del giogo. COLAQUINTA, Voce ch'era in uso presso a noi nel secolo XVI. Ora si dice Pomo QUINTO, V. COLÀUDO, s.m. T.di nuoro uso negli Uf

ficii pubblici amministrativi, che väol dirc Secondo laudo

DAR EL COLAUDO, Collaudare, dicesi Quando, per nodo d'esempio, ou Ingegnere delegato alla Avtorità competente dopo aver esaminato un'opera pubblica nuovamente faila da on Imprenditore e LAUDATA, cioè approvata da un primo Ingegnere, la trova faila a dovere e la collauda; ovvero non collaudandola ne rileva in apposita sua relazione i difelli. COLICE, Idiotismo di chi non sa dir Co

dice. COLO. MAGNÅR CARXE DB COLO,

Modo metaf. Lo stesso che TIRÀR BL CULO ,

V. TIRAR. TINår • SloxGÅR BL COLO A QUALCOSSA, delto fig. Far la manica ad alcuna cosa, cioè Procrastinare, mandare in longo.

COLO INTELERÀ O Ixconda, dicono i Ve.

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