Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima

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Adelphi, 1996 - 404 pagine

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Istituito nel 1972, il Premio Templeton è considerato il Nobel per le tematiche di carattere teologico. Attualmente viene chiamato “Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities” (premio per il progresso nella ricerca o scoperte sulle realtà spirituali) e si assegna ogni anno alla personalità meglio distintasi grazie al proprio contributo in ambito religioso. Nel 2006 lo ha vinto il matematico e cosmologo John David Barrow per “i suoi scritti sulla relazione tra la vita e l'universo, e sulla natura della consapevolezza umana [che] ha prodotto nuove prospettive sulle questioni centrali riguardo la scienza e la religione". Nel libro del ’91 “Theories of Everything” (ToE, in italiano “Teorie del Tutto”, TdT), Barrow fornisce un breve saggio e assaggio di tale encomiabile tentativo d’approccio scientifico ai problemi teologici. Da pag. 60 a 69 affronta la tematica forse più complessa, la cosiddetta ”analogia entis”, e lo fa usando l’armamentario della teoria degli insiemi. A tanto impegno e ingegno corrisponde un risultato deprimente: l’”analogia entis” è un argomento con una tradizione immensa, che parte dalla logica platonica e aristotelica, acquista un lessico latino con Boezio, si sviluppa durante la Scolastica, perviene a una precisa definizione col Concilio Lateranense IV del 1215 (tra la forma divina e la realtà naturale regna, nell’identità e univocità, una differenza ed equivocità tali per cui “maior dissimilitudo in tanta similitudine”, cf. DS 806), e nel ‘900 sfocia in un acceso dibattito fra cattolici e protestanti come Przywara e Barth. Ben venga dunque l’utilizzo dell’insiemistica: però, almeno, con le competenze che appartengono già a un alunno italiano della seconda elementare. Invece Barrow esamina sì la casistica combinatoria tramite i diagrammi d’Eulero-Venn, ma tralasciando quelli più significativi per la rappresentazione dell'"analogia entis": ne propone solo cinque e sconcerta con l’omissis d’altri fondamentali (quali l’intersezione, la tangenza e la disgiunzione).
Mauro Lanari (un grazie a Fabio Lanari)
 

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