Collezione di opere inedite o rare, Volume 72

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Commissione per i testi di lingua, 1893

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Pagina 9 - ... grande assiduità. Fu molto affezionato alle lettere, e molto le onorò, e missele innanzi, quanto uomo avesse mai la città di Firenze. Essendo in Firenze buonissima notizia delle lettere latine ma non delle greche, determinò che, avendo notizia delle lettere latine, l'avessi ancora delle greche; e per questo fece ogni cosa che poté, che...
Pagina 182 - Acciaiuoli molto onorato, per la nobiltà della, casa, ch'era notissima al re e a tutta la corte, il simile per la fama della sua virtù. La Maestà del re di Francia in uno dì solenne, presenti tutti i signori della corte e tutti gli ambasciadori , fece cavaliero messer Piero de' Pazzi, con grandissima pompa e onore suo e della patria.
Pagina 175 - Era andato egli a' confini a Barletta. Di poi, richiamato in Toscana da alcuni di quelli che erano in exiglio, sperando potere ritornare (1) nella patria, che é desiderio naturale, partitosi da Barletta, n'andò a Napoli dalla Maestà del re, il quale lo persuadeva a osservare i confini. Sollecitato con lettere e mandatari proprii, venne a Roma a papa Pagolo. Chi gli aveva fatto fare il primo errore, gli fece fare il secondo, mostrandogli con potentissime ragioni questa essere la via a tornare a...
Pagina 131 - Agnolo , e la città tutta mutata, gli pareva * venuto * un altro (4) modo di vivere; cominciò a pensare di pigliar forma alla vita sua, veduto di non potere più giovare alla sua patria, come aveva fatto infino a quello dì ; parendogli avere molto bene fatto il debito suo inverso alla sua patria, diterminò di ritrarsi dallo stato e attendere alle lettere e al comporre. Ma non poté fuggire, che, avendosi a fare i Dieci della Balia a mano, egli non fusse fatto, nell' anno mille quattrocento trentaquattro.
Pagina 114 - Bart.) quegli che governavano quello regno; e tutti i danari, che aveva in sul Monte, gli furono assegnati per danari pagati in Comune, come agli altri cittadini ; ch' erano circa a fiorini ottanta mila.
Pagina 260 - Siena , e narrato all' imperadore ogni cosa, e lodando maravigliosamente la città, dissongli delle pudicissime donne avevano vedute, e massime della Alessandra, de' degni sua costumi, e della suprema sua bellezza. Fece l...
Pagina 43 - E venuto a Ferrara, secondo la sua commessione, giunto a' piedi del pontefice, si dolse assai della ingratitudine de' Viniziani, col quale durò poca fatica, conoscendo egli la natura loro; e il simile fece col collegio de'cardinali.
Pagina 87 - Medici , che gli mettesse in Santo Marco, per adempiere la voluntà del testatore, che fussino in luogo publico, con questa condizione , che fussino comuni a tutti quelli che n...
Pagina 83 - Eranvi, come innanzi è detto, alle volte dieci ovvero dodici giovani tutti nati di nobilissima istirpe, con libri in mano, che leggevano; per alquanto ispazio faceva loro porre giù i libri, ea ognuno domandava quello che aveva letto. Fatto questo, entrava in qualche degno ragionamento, in modo tale, che in casa sua non si perdeva mai tempo, né si faceva quello che si fa in alcune case, dove subito vengono a giuocare. Era molto riprenditore de...
Pagina 74 - Giannozzo Pandolfini, e trovossi a concludere la pace col re e co' Fiorentini, dove da sua Maestà furono assai onorati. Ritornò di poi al re Alfonso un'altra volta, e fugli molto accetto. Andò ambasciadore a papa Pio, alla Dieta di Mantova, dove furono tutti gli ambasciadori de' Cristiani, e fuvvi assai onorato. Andò in più altri luoghi, donde sempre ne riportò onore alla sua città. II. — Visse Franco delle sua entrate, che non erano molte, e non fece mai ignuno esercizio; solo attese alle...

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