Gerusalemme liberata, Volume 1

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Pagina 3 - Tu, magnanimo Alfonso, il qual ritogli Al furor di fortuna, e guidi in porto Me peregrino errante, e fra gli scogli E fra l'onde agitato e quasi absorto, Queste mie carte in lieta fronte accogli, Che quasi in voto a te sacrate i
Pagina 105 - Ma fuor la terra intorno è nuda d' erba, E di fontane sterile e di rivi. Nè si vede fiorir lieta e superba D' alberi, e fare schermo ai raggi estivi, Se non se in quanto oltra sei miglia un bosco Sorge d' ombre nocenti orrido e fosco.
Pagina 184 - Con questi detti le smarrite menti Consola, e con sereno e lieto aspetto; Ma preme mille cure egre e dolenti, Altamente riposte in mezzo al petto. Come possa nutrir sì varie genti Pensa, fra la penuria e fra 'l difetto; Come all' armata in mar s' opponga, e come Gli Arabi predatori affreni e dome.
Pagina 115 - Qui mille immonde Arpie vedresti e mille Centauri e Sfingi e pallide Gorgoni, molte e molte latrar voraci Scille, e fischiar Idre e sibilar Pitoni, e vomitar Chimere atre faville, e Polifemi orrendi e Gerioni; e in novi mostri, e non più intesi o visti, diversi aspetti in un confusi e misti.
Pagina 309 - Fiume, ch'arbori insieme e case svella, Folgore, che le torri abbatta ed arda, Terremoto, che il mondo empia d'orrore Son picciole sembianze al suo furore. Non cala il ferro mai, ch...
Pagina 56 - Amore e magnanima virtute! ove la morte al vincitor si pone in premio, e '1 mal del vinto è la salute! Ma più s'irrita il re quant'ella ed esso è più costante in incolpar se stesso. Pargli che vilipeso egli ne resti, e ch'in disprezzo suo sprezzin le pene. - Credasi - dice - ad ambo; e quella e questi vinca, e la palma sia qual si conviene.
Pagina 51 - 1 vulgo uscì soletta, non coprì sue bellezze, e non l'espose; raccolse gli occhi, andò nel vel ristretta, con ischive maniere e generose. Non sai ben dir s'adorna, o se negletta: se caso od arte il bel volto compose; di natura, d'Amor, de' cieli amici le negligenze sue sono artifici.
Pagina 7 - Fende i venti e le nubi, e va sublime Sovra la terra e sovra il mar con queste.
Pagina 115 - D'essi parte a sinistra e parte a destra a seder vanno al crudo re davante. Siede Pluton nel mezzo, e con la destra sostien lo scettro ruvido e pesante; né tanto scoglio in mar, né rupe alpestra, né pur Calpe...
Pagina 22 - Vien poi Tancredi, e non è alcun fra tanti, Tranne Rinaldo, o feritor maggiore, O più bel di maniere e di sembianti, 0 più eccelso ed intrepido di core. S

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