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li avresti veduti inclinare segretamente alla fazione
ghibellina de'Visconti, ora dividersi per nazioni, e Te-
deschi, Guaschi, Provenzali e Borgognoni insorgere
tra loro a sangue e a zuffa ; e questi, impazienti
dell'inopia e delle infermità, fuggire a schiera fatta
dentro Monza, e quelli entrare in Milano a bandiere
spiegate,'e consegnare per sopraggiunta al nemico le
terre commesse loro in custodia (1). Marco Visconti
medesimo, ancorchè in grandissima stima e affetto
presso tutti, dovè mirare nel proprio campo una ter-
ribile dissensione tra i suoi soldati dall'alta e quei
della bassa Germania, a motivo delle maggiori paghe
godute da'primi: per conclusione della quale ben 500
uomini si partirono di un fiato chi per ritornare in
patria , chi per seguitare le insegne nemiche della

Chiesa. Quando poi Marco ebbe vinto a Vaprio in febbraio giusta battaglia gli Ecclesiastici, e fattovi prigione 1 4324

Enrico di Fiandra loro capitano, costui non solo tro-
vava modo di fuggirsene; ma ancora trascinava seco
a diserzione gran parte delle soldatesche vincitrici (2).

VII.
Ma a che andiamo noi ricordando questi progressi
A. 4322 della insolenza degli stipendiarii, quando già nel bel
-1323

mezzo d'Italia era apparsa una compagnia di veil-
tura? Volgeva al suo termine l'anno 1322, quando i
Tolomei fuorusciti di Siena mediante l'appoggio del
vescovo d'Arezzo e di certi loro amici fiorentini, cor-
rompevano per via di denari a seguitarli cinque co-

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(1) Boninc. Morig. III. 18. 19. 20. – G. Vill. IX. 211.
(2) Boninc. Morig. III. 22-32. – G. Vill. IX. 230.

nestabili, che militavano al soldo di Firenze. A questa genle unironsi parecchie masnade d'Arezzo e di Orvieto. Allora si fecero chiamare la Compagnia, e in numero di 500 a cavallo, e molto più fanti, occuparono Asinalunga e Turrita, e discorsero a preda ed a ruba il contado Senese. La città per questo accidente fieramente atterrita domandò in fretta soccorso a' suoi alleati, assoldò gente e creò capitano di guerra Ruggiero de' conti Guidi; del resto risolse di non opporre alla Compagnia altra cosa che la fame e alcune brevi scaramuccie. Il savio consiglio consegui appieno l'effetto desiderato: dopo aver consumato il verno nelle ruberie, quella turba accogliticcia, non potendo più reggere alla miseria, si parti e disperse nella Marca e in altri siti (2).

Cosi cominciò, così fini la Compagnia di Siena: ma altre ben più durevoli e più tremende dovevano sorgere in breve. Che se la mancanza di esempi, un non so qual rispetto dell'antica milizia e disciplina italiana, la continuazione incessante della guerra, la diversità di patria e di costunii avevano finora trattenuto i venturieri dall'accozzarsi in un gran corpo, e sotto un sol capo procedere a guerra di preda e di sterminio, era molto prossimo il tempo, in cui tutte queste difficoltà si sarebbero dileguate. Bastava che una pace li rimuovesse dagli stipendii soliti, bastava che un forte guerriero col mettersene alla testa soffocasse le private loro gelosie, bastava che la calata di qualche

(1) Boninc. Morig. III. 22-32. – G. Vill. IX. 230. (2) G. Vill. IX. 181. 145.

l'ol. 11.

principe tedesco accrescesse un tantino il numero e l'audacia loro, e mettesse in viva luce le occulte magagne degli Stati d'Italia ; e tosto le Compagnie di Ventura si sarebbero stese, come turbini infausti, sulle nostre contrade. Noi siamo adunque per contemplarne le prime fazioni.

CAPITOLO SECONDO

Le prime Compagnie Tedesche

A. 1327 - 1313.

MARCO E LODRIO VISCONTI – IL DUCA GUARNIERI

- ETTORE DA PANIGO. I. Calala di Lodovico il Bavaro. Compagnia del Ceroglio.

Marco Visconti presso di essa. Presa e vendita di Lineca. --Calata di Giovanni re di Boemia. Compagnia della

Colomba. II. Origine della compagnia di s. Giorgio. Lodrisio Visconti

la guida contro Milano. Suoi disegni. III. Battaglia di Parabiago. Il Malerba nel Canavese. IV. Origine della gran compagnia. - Il duca Guarnieri. Et

lore da Panigo. Mazarello da Cusano. - La gran com

pagnia parte da Lucca. V. La gran compagnia a fronte della Lega sul Lamone.

Tentalivo del Panigo. Presa di Jui e del Malerba. La gran compagnia in Lombardia. Per denari si risolve. - Ultimi falli d'Eltore e di Mazarello.

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