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il sonno non si cava la fame; Chi dorme rezioni, a segno che gli ultimi Dogi non non piglia pesce, e vale Chi opera negli- avevano influenza decisiva nel governo, gentemente non conchiude cosa veruna salva però tutta l' apparenza e gli onori di Chi vuol far non dorma, Prov. Chi ha Principe; dal che soleva dirsi che il Dopremura di far alcuna cosa non dee tratte

ge era In habitu princeps, in senatu se, persi a perder tempo

Chi dorine da. nalor, in foro civis. Ed era anche da ciò gosto dorme a suo costo, Prov. degli Agri- che comunemente a quei tempi col nome coltori per far intendere che Allora è tem- di Principe intendevasi il Governo o sia po di rassettare e riporre i frutti della ter- la Repubblica, non già il Doge, al quale ra, e chi dorme corre pericolo che gli sieno non veniva dato che il suo titolo di Dose rubati Chi fugge fatica non fa la casa o per antonomasia quello di SERENISSIMO. a tre solai, e dicesi degl'Infingardi cbe DOSE DEI NICOLOTI, Gastaldo della poco approdano.

Comunità di S. Nicolò, detlo dei MendiDORO, Isidoro, Nome proprio di Uomo. coli, Chiamavasi ai tempi del Governo VeDORONDONA, Voce che più da noi non si neto il Capo della Contrada o Parrocchia parla, ma vedesi usata dal Dotti per Agg. a di S. Nicolò, in gran parte composta di Femmina mondana, e vuol dire Meretrice, poveri pescatori. Questo così detto Doge, ma s'intende di Quelle che vagano per le che si mantenne fino alla cessazione della piazze o per le strade ad uccellare i mer. Repubblica, e ch'era in sostanza un capolotti.

popolo, godeva di alcune distinzioni e diDORONI, s. m. Gangheri, Strumenti di ritti. Il suo abito pubblico di formalità conferro con piegatura simile ad un anello e sisteva in una sopravvesta lunga, rossa, di inapellati insieme; servono per congiunge- damasco a maniche larghe, cinta ai lombi re i coperchi delle casse e simili arnesi con tiocchi di seta dello stesso colore, e che sopr'essi si volgono.

portava a' nostri giorni la parrucca corta DORONZİNI, s. m. Gangheretti, Due fili e al di dietro inanellata. Esso aveva il pridi ferro ec. V. DORONI.

vilegio di seguitare il Doge con una barDORSODURO, 6. m. deltosi ancora Orso- chetta legata alla poppa del Bucentoro nel DURO e Scopolo, chiamasi Una delle isole giorno solenne dell'Ascensione, allo spomaggiori componenti la Città nostra, da salizio del mare; il diritto di esigere una S. Agnese sino a S. Marta, che dà altresi tassa su tutte le barche pescarecce della il nome ad uno de'Sestieri o Rioni ia che

sua parrocchia; e quello di tener due banla Città stessa è divisa. Pretendesi da una che da pescivendolo nelle pescherie di S. antica Cronaca che quest'Isola si formasse Marco e di Rialto. L'ultimo Doge Nicolotartifizialmente a'tempi del Doge Orso Par- to era di cognome Dabalà, il quale fu anticipazio dopo l'anno 864, calcando e bat- che membro della Municipalità provisoria tendo il terreno onde divenisse sodo; dal nel tempo democratico, l'anno 1797. che si chiamasse Dorsoduro, quasi Dosso DosI IN ZENOCHIÒN , dicevasi metaf. ai duro.

tempi Veneti nel sign. di Zecchini, perchè DOSA (coll’o aperto) s. f. Dose e Dosa. era in essi rappresentato il Doge inginoc

UNA BONA DOSA DE BASTONAE, Rovescio chiato dinanzi a 8. Marco. Carico di legnate, di bastonate; Una ba- DOSÈTA, 8. f. Così chiamavasi ai tempi stonatura di santa ragione.

Veneti la Nuora del Doge, quasi Piccola DOSANA, 8. f. T. de' pescatori (i Francesi Dogaressa o Duchessina. V. DOGARESSA. dicono jusant) Riflusso, che i marinai to- DOSSO s. m. o per lo più Dossi e Conche, scani chiamano Empifondo della luna, il Ridosso, si chiamano que' Siti ineguali del ritorno della marea. V. Cevente.

fondo nelle nostre lagune a guisa di monGH'UNA GRAN DOSANA, Vè un rislusso ticelli, che sono formati da sabbia e limacgagliardo o forte, L'acqua corre rapida. cio, pieni d'erbe, ad eccezione do' luoghi mente verso il mare.

dove l'acqua muore. V. BARENA. DOSAR, Dosare.

FARSE PAR UN ABITO SUL 80 DOSSO. Farsi DOSE (collo chiuso) &. m. Doge, dal la- fare un abito a suo dosso o assestato a tino Dux, Nome del capo supremo o Prin- suo dosso. cipe della già Repubblica di Venezia, ed DOTA e Dote, 8. f. Dote e Dota, Quel che anche di quella di Genova. Qui esso era la Donna porta al marito al tempo del suo nominato a vita; aveva il titolo di Serenis- matrimonio — DOTA GRANDA, Dotone - Dosimo; la veste era magnifica e principesca; tone -- DotA DEL FRIUL, Nutiche e zinne. e non usciva in pubblico che col corteg- CHIAMARSE LA DOTA, V. Chianin. gio dei Senatori, tutti ricoperti della veste | DOTÀR, v. Adottare, Eleggere alcuno per ducale (V. Ducil). Il primo doge Veneto suo figliuolo secondo la legge. fu Paolo Lucio Anafesto di Eraclea, nelo DOTÀR, v. V. INDOTİR. l'anno 697 dell'era cristiana, blato crea- Dotir, per far la dote, V. INDOTİR. to in veco de' Tribuni; l'ultimo a' di po- DOTAZZA, 8. f. Dotone, Gran dote. stri fu Lodovico Munin, che finì colla Re- DOTIVO, add. Adottivo. pubblica il 12 maggio 1797, cios mille o DOTOR, 6. m. Dottore. cento anni dopo. L'autorità del Doge an- DUTOR CUGION

O DE VERDA, Dottorello; ticamente era grande e quasi dispotica , Dottorino ; Suputello ; Saccentuzzo; Dotma fu in seguito moderata iu taule cor- lor de' miei stivali.

Par EL DOTÒR D'UNA Cossa, Leggere d' alcuna coisa in cattedra; Esserne camera o maestro, vale Esserne molto pratioo — Esser camera di che che sia; Beser camera di novelle.

PARLIR DA DOTÓN, V. Parlir.

ESSER DOTÒR D'UNA COSsa, detto in altro sigo. Esser informato o conscio o con sapevole đ una cosa.

VOLÈR PAR EL DOTÒR, Fare il caffaggiaio, cioè Cercar di dominare nelle società particolari, voler sempre far le carte. DOTORA O DOTORESSA, e, f. Dottora o Dottoressa, detta anche Monna merda; Salamistra ; Salamona ; Saputona. DOTORÀDA, .. f. Saccenteria, Presunzione di saperne — Dottoreria vale Tuono magistrale. Parlare per dottoreria, vale Parlare in tuono magistrale. V. SPROTRZ20. DOTORAR, V. Dotiorare; Addottorare ; Laureare, Dicesi anche in sign. neutro pass.

DOTORARSE A LA NOBILISTA, Addottorarsi all'uso de' nobili, ch'era Farsi laureare in legge senz'aver fatto il corso regolare del quadriennio negli studii. Tal era il privilegio che ai tempi Veneti godevano i pobili patrizii, ed anche talora i cittadini per cagioni di convenienza, ch'erano riconosciute dalla competente Magistratura de' Riformatori degli studii. La voce NosiLista trovasi tra le barbariche del du Cange, che si spiega per Nobile Alunno.

VOLÈR DOTOR İR, Salamistrare; Fare il salamistro; Fare il saccente.

Toti DOPO SA DOTORİR, Del sonno poi ne son ripiene le fusse, Prov. che si dice a Coloro che dopo il fatto dicono quel che si doveva o poteva far prima.

DOTORARSE, T. del giuoco del Vinciper-
di (Cotechio ). Dicesi quando un Giuoca-
tore rimasto perdente de' primi segni, bo
prende degli altri pagando la posta doppia,
per seguitare il giuoco, e dicesi Dottore il
Giuocatore stesso, e quindi Dottorarsi.
DOTORESSA, V. DOTÒRA.
DOTORÈTO, 6. m. Dollorello ; Dottoret.
to; Dottorelluccio o Dotloricchio, direb-
besi per avvilitivo di Dottore.

Delto per agg. a Giovanetto pretendento,
Dottorino; Saccentino; Saccentuzzo; Sa-
putello ; Arrogantuccio.
DOVE, avv. Dove.

IN DOVE CAR, Quando che ; Laddove – EL PRETENDE D'ESSER CREDITÒR, IN DOVE CHR SON CREDITÒR MI, Egli pretende ďessere creditore, laddove lo son io. DOVESSEU, 8. m. Serralesta, Sorta di cuffia che usavano una volta le nostre dooDe civili, e che copriva loro quasi il volto. DOZÈNA, s. f. Dozzina o Dodicina, Quantità numerata di dodici.

CHIAVE DA DOZENS, Chiave da dozsina, cioè Rozza, ordinaria.

ROBA DA DOZENA, V. Rosa.

Star A DOZENA, Star u dozzina, cioè Vivere con altri in coinpagnia per uoa pato tuita mercede.

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METERBE IN DOZENA CON QUALCŮn, Manie- belle e ammannile, che si tenovano in botra metaf. ant. Affratellarsi; Domesticar- tega per venderle. si; Apparentarsi, si dice di Chi si dome. | DRAPÈTO,

DRAPÈTO, 1. m. Drappicello, Stoffetta stica più del convenevole o Usare colla leggera. maggiore intrinsecbezza.

DRAPIÈR, s. m. Voco ant. Drappiere o Se. DOZENAL, add. Dossinale; Comunale, Di taiuolo, Quello che fa o vende drappi di mediocre condizione o lavoro volgare.

seta. Ono DOZENİL, Uomo o persona dozzi- DRAPO, 8. m. Drappo, Tessuto di para nale, valo Plebea. Dozzinalissimo è il Su- seta. perlativo.

Daapi, Drappi; Vestiti; Vestimenti in DOZENANTE, s, m. Dozzinante, Quegli genere. cbe sta a dozzina Commesso, diceni a METER A L'ARIA I DRAPI, V. DESTENDER. Quello che dando tanti danari il mese s'ag- Drapi, chiamano le nostre donne quei giusti con altro a stare alle sue spese e far paunilini che servono loro per ripararsi vita seco; il cbe fare si chiama Commet- nel tempo de' menstrui : lo stesso che Bratersi.

GHIÈR, V. DRAGANTI, 6. m. Dragànte o Dragànti DRENTO, Prop. Dentro o Entro. Il suo Adraganti, Lagrima o Gomma ch' esce da contrario è Fuori. una pianta spinosa detta Tragacante, e da DRENTO DE 11, In mio cuore ; Nel mio Linn. Astragalus Creticus, che nasce spe- dentro; Nel mio me; Nel mio segreto. cialmente in Candia.

DRENTO SIN AI OCHI, Abbandonato a checDENGANTI NOSTRANI, Orichicco, dicesi la chè sia totalmente; Cieco, Detto fig. Gomma che stilla da alcuni alberi, come O DRENTO O PORA, O dentro o fuori ; Ridal Susino, Ciriegio, Mandorlo etc., e che solvere o dentro o fuori; 0 si o no: 0 serve al medesimo uso del Dragante. guasto o fatto. DRAGANTE, s. m. Mar. Dragante, L' ul- QUEL CHE GO DRENTO GO FORA, Locuz.

timo de' sbagli o l'ultima lalta del vascello, metaf. Le mie labbra non mentiscono i che serve a tener salda tutta l'opera della sentimenti del cuore, cioè lo son sincero, poppa.

non son fiato o doppio. DRAGO, detto per Agg. a uomo, Imbestia- Tegnila DRENTO DE Vo, Serbatela nel lito; Inferocito ANDAR IN COLERA CONE vostro cuore ; Tenetela occulta. UN DRAGO, Indracarsi o Indragarsi, In- DARGHE DRENTO, V. Dar. ferocire a guisa di drago — FAR ANDİA IN DRETO, 8. m. Ritto, contrario di Rovescio. COLERA COMO UN DRAGO, Indracare alcuno, DRETO o Deito add. Diritto o Diritto, Per Far andar uno nelle furie.

linea retla Retto; Reltissimo. Pesse Drago, V. CAVALMARİN.

DRETO IN ple, Diritto o Ritto in piedi, DRAGOMAN, 8. m. Drugomanno, Inter

Alzato su. prete di lingua, che dicesi anche e molto Dreto, detto per agg. a uomo, Addritto meglio Turcimanno o Torcimanno, dallo e vale Destro; Astuto ; Accorto; Sagace. voci barbariche Dragumanus e Turchema

V. FURBO. nus.

DRETO DE MAN, Manritto o Marritto; DRAGON, s. m. Dragone, Soldato addestra- Contrario di Mancino. to a combattere a piedi ed a cavallo.

ANDAR DRETO, Andare a dritto o al dritERBA

DRAGON, T. degli Erbolai, Dracun- to, Andar per la strada diritta seaza tor-
colo ortense o Dragone, delta Dragoncel-
lo dal Mattioli e Targone dal Cav. Re. ANDÅR DÅETO O ANDIA VIA DRETO, Andare
Piagla delta da’ Sistematici Artemisia Dra- o Slare intero.
cunculus. È detta ancora Erba anice e si ANDİR PEA LB 80 DRETE, Andarsene o
mangia in insalata.

Andar pe fatti suoi.
DRAGONCÉI o DRAGONCÈLI, 8. m. Gongo- ANDAR PER LE DRETE, Andare per

linea
la; Gonga; Gangola ; Gavine e Stran- relta ; Camininar sulla buona via; Ir per
guglioni, Malattia a guisa d'un certo noc- la piana o per la via distesa, detto fig.
cioletto, che viene sotto il mento at- vale Operar bene.
torno alla gola, e che porta impedimento ARİR DRETO, V. ARİR.
all'inghioltire. L. Milanesi lo chiamano AVÊR LA DRETA, Essere a man destra
SCOLTERA, da SGOLTA, Guancia Senici - Detto fig. Averne maggior merito degli
si dicono que' Grumi duri che vengono vi-

altri; Essere il migliore, il più bravo, il
ciui al polso e che si scacciano con freghe primo.
forti.

DAR LA DRETA A UNO, Dar la destra a
DRAGONI, chiamano i Maniscalchi certe Detto poi fig. Cedere ; Inchinarsi,
Macchie che vengono all'occhio del Caval- Riconoscersi per da meno di un altro.
lo; ed è un' escrescenza piapa sopra la

FAR LE C08S& PER DAETO E PER STORTO, membrana lucida, per cui l'animale si Far le cose a dritto e a torto, cioè E beadombra e perde la vista, so la macchia lul

ne o malo. V. Menda ZO A CANPANE DOPIE, ta inyade la cornea lucida.

in Menir. DRAPAMENTI, Voce antiq. V. Daapi.

No AvÈN NË DEBTO NË LOVBR80, Essere DRAPAROLO, 8. m. Voce antiq. chiamavasi come una lasagna, o come il pesce Pail venditore di drappi, cioè di vestimenta stinaca che non ha capo coda, Si

dice di Cosa senz'ordine

uti nè pus ti, dicesi dun Cotale non capace nè di ber nè di male. V. NĖ TI NẾ XI.

OGNI DRETO GA EL 80 ROVERSO, Ogni ritto ha il suo rovescio; Ogni casa hu cesso e fogna.

PARLAR DA DRETO, V. PARLIR.

PORTIN DRETO, Portar pari, vale Trasferire una cosa da un luogo all'altro in maniera ebe non penda.

SAVERLA PER LE 80 DAETE, Sapere il vero diritto, Saper la verità.

TEGNİR DRETA LA BARCA, Dirigere; Essere al timone; e dicesi anche metaf. Tegnik LA BALANLA DRETA, Tener la bilancia del pari.

TORLA PER LE 80 DRBTE, Pigliare una cosa pel suo verso; Pigliare il verso ď una cosa o in una cosa.

TROVAR EL DRETO, Trovare il verso; il costrutto, la congiuntura, Pervenire alla cognizione del fatto.

Dreto, como voce ant, vuol dire Gim sto - Vooro EL MIO DRETO, Voglio il mio giusto, cioè Quel che la giustizia m'aecorda. Voglio la parte mia fino al finocchio. DRETO, avv. Ritto; A dirittura ; A corda; A linea retta ; Dirittamente. Andar ritto a casa.

VEGNİR DRETO, Venire a dirittura o dirittamente, Senza fermarsi. DRETON DRITON, detto per age. I uomo, Diritlaccio, accr. di Diritto, in sign. di Accorto, astuto; Destrissimo; Accortismo; Avvedutissimo; Avvisatissimo; Volpe vecchia ; Furbo in cremisi; Bambino da Ravenna.

In altro sign. Barattiere; Giuntatore, Truffatore ; Dirittaccio; Più scaltro che il fistolo o uno singano. V. Pratico.

GOARDITE DAI DAETONI, Chi ha il lupo per compare porti il can sotto il mantel lo, e vale Chi ba a trattar co' tristi, vada cauto. Egli ha da far con un barbiere che sa radere. DRETÒRA o DRITORA, s. f. Dirittura, La linea retta.

STRADA IN DRBTURA, Strada reltilinea o a rettifilo.

ANDAR A DRETORA, Andar diviato o diviatamente o affilato, a gitto, di filo, disteso, tirato, al diritto, a corda, ratto.

DRBTORA dicesi per lo più fig. nel sign. di Astuzia ; Avvedutezza; Accortezza; Furberia e simili. V. INDRETORA.

DRETURA O SORanan, iu T. de' Falegnami, Piallone, Pialla lunga oltre un braccie per uso de' Legnaiuoli e de' Finestrai. DREZZA, s. f. Treccia o Trezza, dicesi Tutto quello ch" è intrecciato insieme, spocialmente i capelli di donna.

FAR LB DARZZB, Intreociare Desrii
LB DREZZE, Strecciare.
DREZZA, add. Drissato; Addrizzato; Ri-
dirissato; Ridiritto; Rettificato.

Ono DABZZI, Ravviato; Rimesso o lvviato sulla buona via.

cere.

uno

grano rinvilia.

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DREZZAGNO, s. m. Dirittura, Corso drilto del lume.

DazzagNO. detto in gergo per Agg. ad uomo, lo Blesso che DRETÒN. DREZZÀR o Drizzia, v. Dirizzare e per sincope Drissare, che anche dicesi Raddirizzare; Addirizzare ; Rizsare; RettiAcare.

Sbiecare, dicono i Legnaiuoli quando pareggiano alcun pezzo di legno o 'l fanno aguale.

TURNİR A DREZZİR, Ridirizzare o Rad. drizzare e Ridrizzare.

DABZZİR I PİE O LE GAMBE A QUALCOSSA, dotto fig. Raccomodare; Riaccomodare ; Racconciare; Ripiegare; Ripescare le secchie, Rimediare a' falli altrui.

Drezzix LE GAMBE AI CANI, Dirizzare il becco agli sparvieri o le gambe ai cani; Turre a pettinare un riccio o lisciare una spugna, delti metaforici e valgono, Voler fare delle cose impossibili.

DakzzÀR Qualcon, detto fig. Addirizzare o Ravviare alcuno, Ridurre, correggere, ricondurre alcuno sulla buona via.

DREZLARSB, Alzarsi; Rizzarsi.

DREZZARSE A QUALCHE PARTE, Volgersi ; Addirizzarsi o Indirizzarsi.

DRKZZARSE DORO DURO, Intiriszarsi, Rimaner diritto sulla persona.

DREZZARSE I CAVÈLI, Arricciare i capelli o Rizzare i peli o i capegli, dicesi dell' Inlirizzire che fanno per subitano spavento di che che sia o per ironia — Raccapricciarsi; Rizzarsi i bordoni.

PREZZÀR LA BACHETA A LE CIME DE QUALCÙN, Maniera ant. V. BACHETA. DREZZIOLA, 8. f. Trecciuola, Piccola trec

cia dei capelli, o di checchè sia. DRIAN, add. T. de' Barcaiuoli, Dietro; Seguenle; Susseguente, Quelo che va dopo l'altro.

MI SARÒ DRIÀN DE TI, Io ti seguirò; Verrò dopo di le; La mia volla sarà dopo la tua, dicono i Barcaiuoli del Succedersi l'uno all' altro ordinatamente nella volta delle barebe ai traghetti. DRIÈDO DRIFTO; T. antiq. e vale Die

tro V. Drio. DRIO, Prep. Dielro e Addiclro, contrario di Innanzi. Fu detto anche Dopo. V. Inprio.

SUBITO DRIO, Accanto per Dietro, Poco dopo — Accanto accanto, vale Vicin vicipo, Appresso appresso.

A DRIO A DRIO, Successivamente, Li'un dopo l' altro.

ANDİR DRIO DE QUALCUN Altergursi ad alouno; Seguire alcuno ; Addoparsi.

ANDÀR DRIO, detto in altro 80080, Canminar per la pesta; Andar per la ballula, valgono Seguitare l' esempio dei più.

ANDÁR PBA DA DRIO, Andare pel di dietro, per la parte derelana.

CALOMARSE DRIO, lo stesso che CALARSE DRIO, V. Calin.

CAININAR DATO A UN FIONE O UN ARZERE, Camminar lungo o lunghesso il fumeo l'argine.

Das DRIO A QUALCOSSA O A QUALCÙX, V. Dar. TRAR DRIO A QUALCOSS., V. Tras.

Dar o FARSE IN DRIO, Dare addietro; TEGNIR DRIO A ONO, Tener dietro ad uno, Farsi in dietro; Arrestarsi ; Dietreggiar- valo Seguitarlo camminando Codiare al si o Indietreggiare; Rinculare -- Detto cuno o Tener dietro ai passi dalouno fig. Cagliare, Mancar di coraggio.

vale Osservar i suoi andamenti Teoria DAR IN DRIO ONA Cossa, Restituirla; Ren- DRIO AL NEMIGO, Ormare l inimico, cioè derla.

Seguir le sue orme o tracce. Dar IN DRIO, parlando di Piante o di ANDAR DRIO A QUalcon, delto fig. Cattarsi Animali, Ammutolire, dicesi degli occhi del- l'amicizia o la benevolenza.ď alcuno, la vite e degli alberi quando perdono le ines- cioè Procacciarsela con lusingbe o carezze se— Intristire; Dimagrire; Diseccarsi - o simili. Coltivarsi alcuno o Coltivarsi Parlando di bolle o simili malori, Tornare l'amicizia o la benevolenza altrui, Porre addietro, vale Non venire inpanzi, non far ogni studio per acquistarla, accrescerla o capo.

conservarla.
DAR IN DRIO DE PRezzo, parlando di bia- DRIO PONTO, V. in Ponto.
de o altre merci, Calare; Rinviliare. I DRIOGHE, Drietole ; Drietrogli; Dietrole,

Dietro a quello o a quella.
FAR DAN IN DRIO, Rincacciare o Rincal- DRIO MAN, Dietro mano; Successiva-
ciare, Risospingere indietro per forza. menle; Seguenlemente.
RESTÅR IN DRIO, V. Restar.

DRITO, V. Dreto.
DRio de che, Dopo di che ; Appresso a DRITON, V. DRETÒN.
che.

DRITURA, V. DRBTURA.
DRIO STRADA DE CORZA.soma, detto fig. DROGA, e. f. Droga.
Per le vie si ucconciano le some ; Cosa fat. Bora DROGA, detto iron. per agg. a Gio-
ta capo ha, Tutto s' aggiusta col tempo. vane o Femmina, Buona spesa; Mala la-

EL DA DRIO O EL VA DRIO LE GROPE, Il di- nursa; Bravaccio; Bravaszone ; Mal tar-
retro; Il dietro a casa; Il dietro via ; Il tufo.
di dietro; Il dereiano; La parte postica, Tuxe UNA BONA DROGA, Non sei farina
Il culo.

da cialde; Non sei farina netta, Sei catEL GA DÅ DRIO LE SPALE, Gli andò di tivo. dielro e lo colpi alla traditora.

DROGHIER, s. m. Droghiere e Droghiero, EL ZORNO O LA NOTE DRIO, Il giorno o la Colui che vende droghe. notte vegnente, appresso, cioè Il giorno o DROGIIIÈRA, s. f. La femmina di Drola notte seguente.

ghiere, la quale sull'esempio di altre voEssER DRIO A QUALCOSSA, Lavorare, Es- ci consimili e così formale, potrebbe dirsi sere nell'azione del fare o del lavorare Droghiera. Detto in altro senso, Essere o Entrare in DROMÈDA, V. Dormia. piscina, Aver maneggi.

DUCÀL, Ducali

, in forza di sust. ed anche ESSER DRIO A QUALCòn, Sollecitare; Sti- Lellere ducali, chiamavansi solto il cesmolare alcuno; Essere o Star alle spal- sato Governo veneto, le Lellere del Magle d uno ; Serrare il panno o i panni ad- gior Consiglio, del Senato e del Consiglio dosso ad alcuno.

de' Dieci dirette ai pubblici Rappresentanti ESSER VRIO A UNO 0 Esser A DRIO A UNO, dello Stalo, le quali erano scritte in foglio Assediare uno, detto fig. vale Esser sem- aperto di carta pergamena. Esse portavano pre attorno ad alcuno, per conseguir che lino ai nostri tempi per proemio una forche sia, Importunare – Lusingare, Alletta- mola latioa così concepita, (supposto per re con false o finte o dolci parole, per in- esempio che si scrivesse, regnante l'ultimo durre a sua volontà - MORIR DRIO A UNA, Doge Manin, all'ultimo Rappresentante di Fare il cascamorlo; Spasimar per una; Bergamo.) Ludovicus Manin Dei gratia Esser cotto di una.

Dux Venetiarum eto. Nobili et Sapienti FARSB VARDİR DRIO, Dar da dire o da Viro Alexandro Octolino de fuo mandato parlare di ; Dar che dire o Dar che di. Capitaneo et Vice Potestati Bergomi, fidere alla brigata; Far dire di o de' fat- li dilecto salutem et dileclionis affectum. ti suoi o Far dire allrui o la gente.

Susreguiva poi in italiano la lettera, dopo Far ON DRIO L'ALTRO, Alternare, Ope- cui dicevasi Datæ in nostro Ducali Pulatio rare scambievolmente, a vicenda.

die ... mense ... anno .... indictione ... Li A DRIO, All' incirca; Ciroa; In quel ed era firmato soltanto da un Segretario. torno.

V. BOLO DOCAL O BOLA. STAR DAIO A UNO, Esser alle costole d'al- Ducale, in forza di sust, o Vesta ducale, cuno; Insipillare uno, vale Pressarlo acciò dicevasi quell'ampia Toga di drappo di seta che faccia eto.

di color chermisivo, luoga ed a maniche No star IN DRIO PER NISSON, Non rima- larghissime, che portavano i patrizii vener per alcuno.

noli nello pubbliche comparse. Uoa egual Ton IN DRIO, Ripigliare ; Ritogliere; Ri- veste si permetteva per onore ai Segretarii torre.

Regii, quando intervenivano alle festo per Traa DRIO LA ROBA, Gittar via, Dare l'elezione del Gran Cancelliere loro capo, o Vender le cose per manco ch' esse pou e nel giorno del di lui solenne ingrosso, per valgono.

accompagnarlo.

sone.

DUCATĚLO, 8. m. Piccolo ducato, dimin. era già detta Dolumàs e Dulamàs e dai DURENGO, 6. m. Voce di gergo de' Barcadella moneta Ducato. Non si trova che da inoderni Anteri, in Francese e in Tedesco iuoli che vuol dire Cacio; Formaggio. buoni Autori sia stato detto Ducatino o Du- Doliman, Sottoveste di panno senza fodera, DURÈTO, add. Duretto, Alquanto duro. catello. V'ha però Duchetto per dim. di ch'era anticamente usata da'Greci o dai DURÈTO DE IBCHIA, Sordastro. Duca, e Scudicciolo dimn. di Scudo. Nel Turchi, ed anche da' Veneziani di bassa DURLINDANA, V. DORLIIDANA. Dizionario enciclop. dell' Alberti, alla voce mano nel secolo XVI, come raccoglieri dal | DURO, add. Duro, contrario di Tenero. Seudicciolo, trovasi quest'esempio. Ogni poemetto sulla guerra de' Nicolotti e Ca- Doro COMB ONA PIETRA, Petroso; Impepovero lavoratore etc. potrebbe avere o stellani avvenuta nell'anno 1624. Nel di- tricato, dicesi di Certe frutta non maturo. un pezzo di panno o uno scudicciuolo eto. zionario tedesco dell' Henke, e cosi puro Duro cons ON PALO, Sodo come un trach' è appunto lo stesso significato in cui nel Francese dell'Alberti, si dà il Dulima- vertino. s' usa la parola DucatiLO.

no per Vestito turchesco ad uso teatrale. Doro DA cusin R, Crudele o Di mala DUCATO, 6. m. Ducato o Ducatone, Mo- DULIPÀN O VIOLIPIN, 8. m. Tulipano, Sor- cucina; Di mala bozzima o bollitura. U nota che in Venezia distinguevasi sotto il ta di fiore notissimo, detto da' Sistem. The suo contrario è Cottoio, V. CoTÓR. Governo Repubblicano dal Duoato corren- lipa Gesneriana Lion. Noi conosciamo il DURO DE BOCA, Bocchiduro, dicesi do' te: perchè il ducato effettivo o d'argento Parrucchetto che ba le foglie tagliuzzate ; Cavalli. del peso di carati 109, grano uno, valeva il Trombone che le ha intiere;. il Lan- Dono o DORETO DE LECHIA, V. DORETO. lire otto, e il corrente lire sei e soldi .quat- ciuola, Specie di Trombone di minor for. DORO DE TESTA, Duro, dicesi. ad Uomo tro - N Ducato di banco era moneta idea- ma, colle foglie intere; e il Tulipano ver- che non ha buona apprensiva. Coticone ; Di Je, o valova lire nove o soldi dodiei, e il gato o venato o filettato di nero.

dura colica; Ghiozso; Capoduro; CapasDucato da olio L. 6. 19.

DUPLA, 8. f. Lista o Nola doppia, con la DUCHIA, s. f. Duglia, T. Mar. Così diconsi quale si propongono due persone ad una Cossa DORA, Cosa ostica, detto metal. que' giri de' quali sono raccolte le gomouc

carica. Nel Dizionario voiversale dell'Al- e vale strana e difficile da comportare — o cavi delle navi, perchè occupino minore berti trovasi Duplo, sust. V. TERna. L. WE PAR DURA, E NO PO980 HANDARLA spazio. V. Curcuma.

DUPLICADA, 8. 1. T. degli Stamp. Dupli- 20. Ella mi par troppo ostica e non por MBTER IN DOCHIA, Adugliare una gomo

catura. È la ripetizione d' una o più paro- so ingozzarla. no o un cavo, è disporla in giri;raccoglierla le, d'una linea o d'una frase, che il Com- ANDİR VIA DORO O STAR DURO DORO O STAR in duglie. Adugliare a destra, a sinistra,

positore ha fatto della sua composizio- DURO INARCI, Andare o Stare intirizzato o a rovescio,

impettilo, che vale Troppo intiero sulla perDUERNO, s. m. Duerno, T. degli Stamp. * DUPLON, B. m. Gallone molto largo, cioè sona: Incamatito; Impalalo - Andare in Due sogli uniti, e così dicesi Terno e Qua. alto il doppio del solito.

contegno o rillo, vale Andar con portamenderno.

DURACHÈTO, Lo stesso che PAROCHETO, V. to allo, sostenuto - Sellato, dicesi per DUGÀO, s. m. Voce ant. delta dal nostro DURADA, 8. f. Durala, Conservazione. metaf. di Uomo e donna quando ba schieCalmo per DOGADO, Ducato, cioè Il primi- STO PANO JB DE VORADA, Questo panno na che piega verso la pancia. tivo Stato della Repubblica Veneta.

è d un buon uso, È atlo ad usarsi per STAR DURO, Slare alla dura, al quia ; DUGO, 8. m. o Guro DE HONTAGNA, T. degli

molto tempo, È durevole o durabile. V. Stare sodu; Addurarsi ; Oslinarsi ; IncaUccellatori, Gufo reale, detto anche Gufo Dunslo.

parsi; Allestarsi Tenersi o Tenersi a grosso e Barbagianni selvatico, e da Linn. DURÀR, v. Durare.

martello, Non si lasciare svolgore. Strix Bubo. Uccello di rapina, di piuma

FRUTI CHE DURA, V. Fruto.

STAR DURO A CONPESSÅR, V. CONFESSAR. si folta, che lo fa parer grosso quanto un' ROBA CHB DURA, Cosa durevole o di buon Tegnie DCRO, Tener duro o Stare alla Oca, sebben ne sia molto minore. uso, cioè Che si mantiene.

dura, vale Fare ogni sforzo per sostenor CANTAR DEJ DUGHI, V. CANTİR.

CAI LA DORA LA VINCE, Chi più dura che che sia Tener duro vale anche Stare DULCANÀLIA, 6. f. Volcameria, Pianta Chi la duru la vince, Col tempo si supe- nell'opinione primjera, tenervisi costante. fruticosa del Giappone, che anche fra poi ra ogni difficoltà.

Doro, detto per agg. a uomo, Duro, vale si coltiva da pochi anni ne' vasi, per l' odos

DURÈLO (coll’e aperta ) 8. m. Ventriglio, Ostinato , Caparbio, che anche fu detto re grattissimo de' suoi fiori, simile a quel- e per similit. Cipolla, Il ventricolo carno- Sodo alla macchia o al macchione, Fermo lo del Mugherino. Linneo la chiama Volka- 80 de' polli, uccelli e simili.

nella propria opinione

VEDARĖ CHE STAmeria fragrans, ed il naturalista Vente- AVER POCO DURÈLO, Esser maldurevole, GO DURO, Vedrete ch'io non mi muovo a pat la dice Clerodendrum fragrans. Di poca durata.

vento, cioè che non desisto dalla mia opiDULCAMARA, s. f. Dolcamara, Pianta col- NO AVÈK PIB BON DORÈLO CON UNO, Non nione. tivata anche fra noi, detta da’ Botanici So- aver più buon sangue; Non aver più ami. DURO DE NODEGAL, V. MODEGIL. lanum Dulcamara. I Contadini portano a cizia con uno; Aver il sangue grosso Muso DURO, V. in Muso. vendere de' ramoscelli di questa pianta, che No GO PIÙ DURÈLO, Maniera fam. o Atto | DUSENTO, Dugento, Nome numerale. servono per fare sciroppi, e ch'essi denomi- d'impazienza che vale Non posso più; So- DUSENTO E CINQUANTA, Dugencinpano lucamara.

no annoiato o ristucco ; Non duro più a quanta. DULIMÀN, 1. m. Voce ant. che da' Greci lungo, cioè Non resisto, non reggo.

DUSENTO E SESSANTA, Dugensessanta.

ne.

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Jocrio.

32

E

ECE

ECO

EFE

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COPUTRISTO.

E, Lettera vocale dell'alfabeto, che pronun- ECELSO, add. Eccelso, Titolo aggiunto dicesi a Uomo alto a far roba od a manciata in forza di sust. è femminina.

per oporanza, che davasi 'nei tempi della tenerla. Particella congiuntiva del discorso, che, Repubblica al Consiglio de'Dieci; anzi la ÈCOTE, Eccoti, si dice per Ecco, senza per quanto vedesi nelle scritture del Cal- sola parola Eccelso detta per antonomasia che si riferisca ad altra persona, Eccoli mo, era anticamente usata nel nostro par- e sustantivamente, valeva per lo stesso Con- quel malvagio. lare, in quello stesso significato che nel Pa- siglio. Quindi dicevasi; Decreto dell Ec- ECRISSAR, cosi pronunciato dall'inlima dovano e nel Polesine s'usa odiernamente celso ; Ordine dell' Eccelso.

plebe v. Ecclissare o Eclissare, la particella A. Dicevasi, per esempio, E PITANZA ECELSA, Cibo o Mangiare eccel- ECRISSE, 8. I trivialmente pronanciasi ND WE ARECORDO; E vx crevo; E no vokia, 80 o prelibato, cioè Eccellente, squisito. Ecclisse o Eclissi, 8. m. L'oscurazione come a Padova e nel Polesine si dice A NO ECEPİR, v. Eccepire, voce latina da Exci- del Sole o della Luna. NX RECORDO; A VE CREDO; A NU VORİ.. Ora pere, usata più nelle scritture che nel di- ECULONİA, s. I. dicono alcuni idioti per però i Veneziani ommettono del tutto que- scorso, parlicolarmente dai Legisti, e signi- Economiu, ch'è L'assegnatezza dello spenste vocali congiuntive, e dicono No Me HB- fica, 1.) Eccettuare : p. e. Da questa re

dere. CORDO; VE CREDO; No VURAVE 0 No Voria e gola conviene eccepire il tal caso. 2.) EDOMIDARIO, 8. m. Ebdomadario, detsimili.

Escludere e dicesi di qualche giudice che to sust. dagli Ecclesiastici, s'intende di EBRÈO O ABRÃO, 8. m. Ebreo o Giudeo, per qualche eccezione legale si escluda dal Colui che nella settimana corrente debbe detto altrimenti Circonciso. giudicare in una causa. 3.) Opporre qual

celebrare e fare le altre funzioni sacre. V. EBREO LEVANTÌN, Grecastro, Ebreo pato che eccezione legale alle pretese dell'av

SETIMANAL. nella Grecia.

versario in una causa civile: p. e. La pre- EFE, 8. m. Effe 8. f. La sesta lettera delEbreo, dicesi anche in verpacolo fig. ad scrizione mi valse per eccepir la pretesa

l'alfabeto. un Usuraio o a Chi vende a prezzo esor

dell' attore. la tutti questi sensi si può Beco co L'EFE, dicono scherzevolmente bitante i viveri e le mercanzie. — L'$0 usare anche in latino. Si noti che questo o talora per impazienza o per vezzi, le ABRKO, Egli è un Ebreo, cioè un usuraio verbo colla qualificazione di Voce dell' uso, nostre donno a qualche loro fanciullo cat

Dicesi pur Ebreo in vernacolo, e in buo- fu registrato nell’Orlograria enciclopedica livelluccio, per non dirgli Becorotuo o BBna lingua Bigio e Nero, a Colui che non è della lingua italiana del Bazzarini. conforme ai dogmi della cattolica Reli· ECESSO . Essesso, s. m. Eccesso, quan

BABùin CO L'Epe, leggesi io uoa salira gione.

tità o misura eccedente di checchè sia. V. del nostro Varotari, il quale parlando di FAR DA EBRRO, Giudaizsare. anche Essesso.

certe mogli pessime e molesto ai poveri MISSIÀR ABREI CO SANARITANI, Mescolar

ECÈTARA o ETCÈTARA, Eccetera o Etce- mariti del suo tempo, casi s' esprime: le lance con le mannaie, Mescolar insieme lera, Nota di abbreviatura che si fa da chi Disè QUEL CHE SENTì, LE SE NB NOCA, coso disparale. scrive ; 0 Maniera di reticenza o pretermis

SEMPRE S MATO E ON BANUÌN CU L'EFE, Avevamo in Venezia nel Governo Veneto sione.

Ritenuta la frase antecedeute di Beco co upa Magistratura di Tre Inquisitori sopru L'Ecetera, detto per traslato, vale il L'Ele, che usasi ancora, e debb' essersi yli Ebrei, senatoria e gravissima, la quale culo; Il deretano.

ubata anche due secoli fa, l' Autore intersoprintendeva alle Università di tutti gli À VỀR NE L'ETECetara, lo stesso che Aver pretandone il significato, è dell'avviso, che Ebrei dello Stato, e in conseguenza a tutte

trattandosi d'una satira sul costume puble leggi disciplinari emanate nel proposito. ECEZIONAR, v. Lo stesso che Ecepia. V. blico, il Poeta siasi astenuto per onestà dalÈBULO, V. ERBA' Da cinesi, in Erba. ECO o Leco (coll’e larga ) 8. m. Eco o Ec- l'esprimere chiaramente la suddetta frase, ECELENTE, add. Eccellente, era titolo co, Voce che, mediante il ripercotimento in ed abbia quindi sostituito Babuin in vece d'onore, che davasi qui ne' tempi Veneti alcuni luoghi atli a rimandarla, ritorna al- di Beco; che dunque BABOÌN CO L'EYE voglia alle persone laureate. V. CELENTE. le orecchie. V. Jorco.

dire BABUỈN Porvo. ECELENTEMENTE, avv.- Va Ecelente- ECONOMICO, add. – Delto sustantiv. Eco- Osservasi in oltre che la frase LE SB NE MENTE, Va per eccellenza; Va benissimo, nomico vale Economia. L' Economica, cioè moca ( Non se ne curano ) è precisamente a capello.

La parte che riguarda l'economia o sia il il s” en moquer de' Francesi: non potendosi KCELENTISSIMO, add. Eccellentissimo, risparmio.

però decidere se talo francesismo appartonera Titolo d'onore e di distinzione, che da- IN VIA ECONOMICA, Maniera avverb. di ga al solo autore o al dialetto di quel temvasi per aggiunto ai Nagistrati della Repub- nuovo uso presso li Regii usbzii, e vale In

po. blica Veneta, ed anche talvolta, parlando breve ; Alle brevi ; Brevemente, cioè Som- | EFÈTO, s. m. Esselto. familiarmente, ai patrizii, come SIOR ECE- mariamente, senza le formalità d'ordine. Erero, detto io T. merc. vale Capitale ;

ECONOMIZAR, v. Risparmiare, Astener- Avere; Sustunza. ZIÙN, E GHE BASO LA VESTA.

si da gravi e superflue spese, Vivere con Ereti (dal Franc. Effets) si dice si ECELENZA, 8. f. Eccellenza, era titolo di economnia o parsimonia.

scrive dagl'imperiti in senso di Robe; Nasdistinzione che davasi anche familiarmente | ECONONO, add. Economo.

serizie; Suppelletlili; quindi Ereti PREai Patrizii Veneti, e che qui ora compete ai Dicesi Assegnato ad uomo che spende ziosi si chiamano le gioie. Consiglieri intimi di Stato o ad altri per- con regola e con misura. È divenuto il più Breti STERICI, Affetti o Affezioni isterisonaggi titolari di cariche distinte del- assegnalo uomo del mondo.

che, cioè Malattia uterina; è idiotismo per l'Impero. V. Za.

Box ECONONO, Massaio u Masserizioso, isterici.

IN CULO.

LENTISSIMO ME KACCOMANDO A LA SO PROTR

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