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GOLA.

STA, V.

casa.

GOLO.

TRDARÈ IN PROPRIO EFETO, Vedrele o Co- Capriccioso. QUESTA XE VERAMENTE ELE- gn. di Abbondanza, Gran quantità Gux noscerete in falto, realmente, in effello, GANTE, Questa è veramente ariosa, cioè

N'È UN EXPOREO, Ce n'è un Magello, Una sensibilmente; Tocchercle con mano. Bizzarra, capricciosa.

gran quantità. V. SPETACOLO. ÈGANO, 8. m. Maggiociondolo; Maio ; | ELERA, 8. f. Edera o Ellera arboreu o EMULAZION, s. f. Rivalità; Concorrenzu; Maiella ; Ciondolino ; Brendoli, Piccolo al- muraria e Vite nera, Pianta parassita no- Gara. bero del genere Citiso, detto da Linneo ta, detta da Linn. Iedera Helix; Il suo AVER EMULAZIÒN, Emulare. Cytisus Laburnum; che ha i fiori gialli dis- legno tenero è adoperato per le stecche da ENCA, 8. f. T. de' Pesc. (forse derivato dal posti in grappoli lunghi e pendenti. I suoi alfilare i ferri.

lat. Encco, Strangolare) Ritroso, susi. rami grossi sono ottimi per farne cerchi. ÈLESE, 8. m. Elice o Elce e Leccio, Spe- Quel raddoppiamento che ha la bocca della EGO. Voce latina, che alcuni esprimono cie di Quercia; detta da Lion. Quercus Ilex. rete ridotta ad un' entratura strettissima, Del dettato seguente, storpiato dal latino, Albero sempre verde, il cui legno è assai per la quale entrati i pesci non trovan la Parma CHARITAS INCIPIT AB EGO, a cui cor- duro e pesante. La parte più colorita e cen- via di tornare indietro; apertura fatta a risponde il prov. Stringe più la cumicia trale, che dicesi Anima di Leccio, è pre

Bar NDEGÀRO, 8. m. Endice o Guurdanidio,

guisa d’imbuto. che la gonnella ; e così l'altro, è più vi- ferita per far le bacchelte degli schioppi da cino il dente che nessun parente ; e val- caccia.

Uovo clie si lascia nel nido delle galline. gono che S'ha più riguardo al proprio in- ELETRIZARSE, v. detto fig. Scuolersi ; ÈNDEGO. V. LENDEGO. teresse che all'altrui.

Risvegliarsi ; Confortarsi ; Rayvivarsi ; ENDEGOLA 0 ENDÈGOLO, 8. m. TrovaEGOISMO, s. m. Voce, come si seute, Mettersi in giubilo, in gioia.

tella o Trovatello, dim. di Trovato, Pretecomposta dal latino e parlata dalle perso- ELEVATO. add. Elevato.

sto mendicato, Scusa mendicata. V. Dėue colte anche più spesso di Soisno V., di ALQUANTO ELEVATO, detto fig. Alquanto cui è sinonima; ch' esprime il significato allo, borioso, albagioso, superbo, e dice- CATÅR FORA DE LE EXPEGOLE O DEI ENDEdi Amore di sic880; e dicesi in mal si di uomo.

GOLI, Cavillare o Guvillare, Inventar raparle.

ELIMINÁR, v. Voce latina, ma che si usa giooi false che abbiano sembianza di verità, EGOISTA, . m. Vocabolo pure derivato dalle persone colte nel sign. di Escludere; che dicesi anche Arsigogolare. V. Anzin, dalla radico latina; ed è sinonimo di Sur Togliere ; Rimuovere ; Cacciare.

ARGALIFO e DEGOLA. ELO (coll’e stretta ) Egli, che corrispon- Gatlaiolu, detto fig. vale Ripiego, ScamEGREGIAMENTE, ayv. Egregiamente. de al latino Ille - Elo nel parlar fam. si po, ond'è formata la voce Sgatlaiolare ,

VA EGREGIAMENTE. Va a maraviglia, be- dice anche pel Marito o pel Padrone di Trovar ripieghi e sutterfugi. nissimo, a capello, bene assai.

ENDÈGOLA O ESDEGOLO. V. IndêSTAGO EGREGIAMENTE, Slo benissimo. • Elo? (coll' è aperta) È esso ? è desso? EGUAGLIAR, v. Agguagliare o Pareg- Usasi sovente io luogo di Xelo? V. ENE, s. m. Enne, Una delle lettere del 00giure.

ÈMAUS. ANDÅR IN EMAUS, Andar in orinci, stro alfabeto. EII VIA! ovy. Eu LA FATBTA! oyv. EA LA in Chiavenna, in lontane parti.

Ene ACA (N. H.) dicevasi per ischerzó BERDA! Repressioni di maraviglia, e valgo-EMBRIÓN, 8. m. Embrione.

per antonomasia ai tempi Veneti, alludenDo è egli vero? Mi corbelli lu forse? Io VEPER IN EMBRION, Vedere in ombra, do al Nobilis Ilomo o sia al Nobil omo ser, ti credo? Eh no!

Parer o creder di vedere, Vedore e distin- ch'era titolo d'onore con cui s'indicava il EIMO, Maniera antiq. e va coll' interroga- guere appena.

Patrizio Veneto, a differenza degli altri tivo; ora diciamo XELI NO? Son essi? EME, 8. m. Emme, Lettera consonante, che nobili dello Stato, a'quali davasi soltanto EL, N, Articolo del genere maschile del nel plur. si dice Emmi, ed è di gen. fem. il titolo di Nobile Signore. numero singolare. Dicesi anche per Egli. Tuti GA EL SO BMB, Ognuno o poco o as- ENFIAGIÓN, s. f. T. de'Maniscalchi, Spal

EL cria; E. NAGNA, Egli grida; Egli sai partecipa di tre M, cioè di Medico, di lacce, Enliamento e callosità di carne delmangiu.

Musico e di Matlo, È stato anche detto, le spalle del cavallo. ELA (colle stratla) Pronome fem. Ella, Ognuno abbiam del passo tronco un ra- Enora Enota Enio sono voci (come evicioè Quella, Colei. Elle ed Elleno dicesi in

dentemente pare) corrotte dal greco antico, plur. ma solamente nel caso retto; negli al- PARLIR CO L'ens, Metacismo, Vizio di le quali per lo meno da trenta secoli in qua tri casi dicesi Lei, ed al plur. Loro.

parlare consistento nel frequento accozza- si conservano e si canlano nei balli delle Ela, nell'uso del parlare domestico, vale mento della lettera m.

postre giovani artigiane. Queste fanciulle per la Noglie o per la Padrona di casa EMÉTER, v. Latinismo che usasi oggidi, ballano prima a due a due al suono d'un DISÈCHELO A KLA, Dilelo a mia moglie o specialmente nel Foro come segue:

cembalo e al canto di villanelle, che vengoalla padrona.

EMETER UN'OPINIÙN, Esternare un'opi- no di tratto in tratto interrotto da voa speO DI »E ELA, V. Dio. nione, un voto, un consiglio.

cie d'intermezzo, il quale sempre comincia Dar bx L'ELA, Dur del lei, Parlar ad al- EMETER UN ORDINE, V. RILASSÀR.

dal versetto ENOTA ENOTA Enio, che pur si cuno con rigaardo.

EMETER LA SENTENZA,

Pronunciare la canla col cembalo e con diversa melodia, ELÀSTICO, s. m. Elastico, che ha forza sentensa.

del seguente svariato tenore. di molla. V. Mogla. EMICRANIA. V. MICRANIA.

ENOTA ENOTA ENTO, ESSER ELASTICO, Molleggiare o Brandire. EMIGRÈ, 6. m. Voce francese, con cui dal

SE S DO CORKVE DRIO, ELATÈRIO, 6. m. Alleressa o Alterigia e nome degli Emigrati francesi, si denoinind

SE SĖ. QUATRO DEVE LA NAN Allierezza, Albagia, Superbia. anche un Abito cortissimo e succinto ch'es

E LA PARECINA LASSÈLA ANDIR. AvÀI DE L'ELATERIO, Essere elato, cioè si portavano, e che fu qui in uso ed in mo- Exota ENOTA Enio Alliero, Borioso, Gonfio; Aver dell' albu- da per alcuoi anni al tempo del Governo

ENOTA ENOTA E. NANA, gia, della boria, del faslo, dell' elazione. Italico. V. ABITO SCANA in Abito.

E LA NANA CHE MAI VIEN Dì, ELE ( coll' e stretta ) Esse; Elleno. EMOLUMENTO. V. MOLUMENTO.

AGIOTIME MAMA NO POS80 pi; ELE ( coll' e aperta ) Elle, Lellera consonanEMPIAMENTE, avy. Cossa FATA EMPIA

ENOTA ENOTA ANCORA, te dell'allabeto, sust. fem. MENTE, Cosa falla alla peggio.

LE LASAGNE COTE IN FERSORA,
ELEFANTE. V. LIONPANTE.
EMPIFANIA, Voce ant. e idiotismo per

EL PORTAGIO DE SORA VIA,
ELEGANTE, add. Elegante.
Epifania.

NINETA CARA LÀ PIN. ELEGANTE, dicesi ironicamente nel di- EMPOREO o EPON10, 8. m. (dal greco En- Al canto di questo iutermezzo (ch'è più soorso famil. per Stravagante ; Bizzarro; porium, Mercato) è voce che s'usa nel si- o meno lungo o ripetuto ad arbitrio della

mo.

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secco.

ERBA BELADONA, Solatro maggiore o Erba Belladonna, Pianta della da Linneo Atropa Belladonna.

ERBA BIZARA, V. Ano.

ERBA BRICA , Erica o Grecchia e Scopa meschina . Piccolo arboscello o Frutice, detto da'Sistem. Erica vulgaris. Le sue foglie sono simili a quelle del Tamarisco o del Cipresso, e i fiori piccoli d'un rosso vivo; per gran tempo dell'anno è fiorita.

ERBA CACAGLIA, Cacalia Saraoinesca o Saracena, detta da' Botanici Cacalia saracenica; i suoi fiori sono gialli.

ERBA CALESPOLA, Astro o Adoni, Pianta d'un piede e mezzo d'altezza, di tronco villoso e ramoso.

ERBA CANÈLA, V. GIRANIO CANRLA.

ERBA CAPÒN, Erba cappone, Pianta delta da’ Botanici Cestrum Parquy, con foglie le quali stropicciate rendono un odore poco gradito, che da alcuni si vuole di Cappone allesso.

ERBA CEDRATA, V. CEDRONÈLA.

ERBA CHE TACA, Pianta erbacea annua, delta italianam. Panicastrella, e da Linneo Panicum verticillatum, ed è una specie di Panico, cha nasce da per tutto nei luoghi erbosi. Le setole o reste degl' invo gli sono dentellate all'indietro, e sono cagione che passeggiando fra l'erba s'attaccano alle calze le spighe. È mangiata dalle passere.

ERBA CHINA, V. CertaURA.

ERBA CORDÈLA. Così chiamansi le Foglio rigate di giallo e verde a guisa di nastro, della Canna domestica detta da Linneo Arundo Donaz, ch'è una varietà della comune. Somigliano ad una cordella o fete tuccia; ed anche a Milano è chiamata Er

N

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TA,

suonatrice del cembalu) le danzatrici for- si vogliono intromettere in alcun ragiona ·
mansi in due cerchi concentrici, che caro- mento e non sanno quel che si dicano. Lo
lano uno inverso all'altro; e finito l'inter- stesso è E' guizza per non rimaner in
mezzo torna il capto delle villanelle e tor-
uasi a ballare a due a due come prima.

ENTUSIASMÀR o EntusiASTİR, v. Inspi-
La differenza distintissima del ballo quan- rare entusiasmo.
do si canta il versetto ENOTA ENOTA evio EO QUIA, 8. m. Frase forense ex-Veneta,
con quel che segue, mapifesta una specie Censure; Osservazioni. Così nel vernacolo
di gioia che vien espressa co'salti nel caro- forense chiamavansi sotto il Governo Vene-
lare; e quindi ci pare che tali voci, comun- to le Censore fiscali, che gli Avvogadori
que insignificanti nel nostro parlare, non del Comune facevano ai processi criminali
possano essere state delte o inventate in appellati e avocati al loro tribunale, sull'i-
origine a casaccio e senza significazione. stanza delle persone aggravate e ricor-
In fatti, analizzate esse con attenzione sul- renti. Il paragrafo o capoverso di ciascun
la lingua greca de' tempi d'Omero, trova- punto di censura cominciava sempre dal-
ai, benchè corrottissime e quasi diremmo le parole Eo quia , che corrispondono al
decomposte, che vi convengono per l'ap- Perchè, e dicevasi per esempio: Eo quia
punto, come nel seguente confronto, in cui iuratus fuerit testis N. N. qui iurari non
sotto il Yepeziano corrotto si mette il Gre- debuerat ; Eo quia iuratus non fuerit
co che vi corrisponde, indi la traduzione qui iurari debuerat; eo quia examinatus
italiana

non fuerit qui examinari debuerat etc. E

Al di d'oggi in vernacolo forense direbbon

si CONSIDERANDO O Motivı V. INTROMISSIÓN, Ecco viene, o amico, ecco viene, o anico,

e CONSIDERANDO. la sposa.

EPISTOLA, PRETE DA EPISTOLA, Chierico L'opinione dell'autore si è, che queste a pistola, vale Ordinato suddiacono. voci greche fossero il cominciamento di al- EQUILIBRIO, 8. m. Equilibrio tri versetti, che dovevano soggiungersi per

STAR IN EQUILIBB10, Slare in perno. comporre un sentimentuzzo qualunque ana- STAR IN EQUILIBRIO CO LA SPESA, Equilogo all'oggetto del ballo; verselti che 80- librare la spesa, detto fig. e vale Star posi col passare di tanti secoli perduti o colla spesa in parità dell'entrata. convertiti in quegli altri della più goffa EQUINOZIO, 8. m.

PRENDER EQUINOZIO, idiotaggine che si riportano. Chi ha però Dicesi per ischerzo e per lo giuoco della miglior vino in cantina lo spilli e lo dia a parola, Equivocare; Sbagliare; Allucinar. saggio, e l'Autore cederà di buon grado la si; Prendere errore; Fallore. palma ad una più ragionevole interpreta- EQUIPAGLÅR, v. Equipaggiare. zione,

Parlando di Marina, Equipaggiare, vaENSİR. V. INSİR.

le Guarnire un vascello di tutte le cose ENTITÀ, s. f. De HOLTA O DE POCA ENTITÀ, che gli sono necessarie Ammarinare o Di grande o di poca levata, Di grande o Marinare, Fornir la nave de'Marinai. di poca importanza, e quindi Importar mol- EQUIPAGLARSE, Rincavallarsi, Rimetter

si in arnese e in buon sesto - CorredarAFİR D'ENTITÀ, Affare d'importansa, o si, Forvirsi di masserizie, d'arnesi di rilevanza o di rilievo.

Rimpannucciarsi, direbbesi fig. Migliorar ENTRANTE. V. INTRANTE.

la condizione.
ENTRAR o Intrik, v. Entrare o Intrare. EQUIPÀGIO, 8. m. Equipaggio o Corre-

ENTRÅR DOPO o Suceder, Sottentrare. do, Provvigione di ciò che bisogna per
TORNÅR A ENTRÅR, Rientrare.

viaggiare. Ed anche per Corredo in gene-
ENTRÅR DA PER TUTO, Esser come il mal- re, ma intendesi magnifico.
to fra'tarocchi, detto fig. V. CAZZARSE.

Equipaggio è Voce colletti. ENTRÀR IN BALO, Essere o Entrare in va, che comprende tutte le persone d'un danza o in ballo, detto metaf. vale Essere vascello, a riserva degli ufficiali superiori, impacciato in qualche affare.

vale a dire gli ufficiali marinereschi, i Nou n'Entra, Non mi va; Non mi atta- marinai ed i soldati. glia; Non mi attalenta o talenta; Non mi EQUITATIVO, add. Equo; Convenevole; calza; Non mi va a pelo; Non mi garba; Congruo. Non mi piace; Non ni'cntra Entrante, EQUITATIVO, add. Voce usata fra noi detto fig. per Verisimile o convincente, è il dalle persone colte nel signif. di Equo; Buo contrario.

Giusto; Convenevole, Che ba in sè equiPODER ENTRAR, Aver entratura o entra- tà o moderazione o convenienza; contramento : dicesi specialmente della Facoltà rio di Ingiusto o sconvenevole o Incondi poter entrare in alcuni appartamenti veniente. nelle Corti de' Principi ; Aver accesso.

ERATACORIGE, s. m. T. degli Stamp. ErVOLÉR ENTRIX IN TUTI I Petezzi, Entra- rata ovv. Errata corrige, Scorrezioni corre in mazzo o mettersi in mazzo, vale lo- rette, cioè quella pagina de'libri stampatromettersi in una faccenda.

ti, ov'è la nota delle correzioni. Cossa GH'ENTRELO STO COGIÓN Y P' si di- ERBA, s. f. Erba. V. anche Abba. mona per parer vivo, Dicesi di coloro che ERBA AQUILEGIA. V. SCARTOZZETI,

NIO

BA BINDELLINA.

lo o poco.

Io T. mar.

ERBA CURADENTI, Bisnaga o Visnaga; o Erba stuzzicadenti, Pianta conosciuta dai Botanici col nome di Ammi Visnaga o Apium Visnuga. Nasce abbondante nella campagna di Volterra, dove l'adoprano secca per uso di stuzzicadenti.

ERBA DA CALI, V. Fico n'India.

ERBA 0 ERBETA DA CINQUE POGIE, Voce del Contado, Cinquefoglio, detta da Linn. Potentilla reptans. Erba appunto di cioque foglie, che trovasi per le fosso e per i boschi. La sua radice come astringento e balsamica è ricercata dagli Speziali.

ERBA DA CINESI .o Ebulo, Ebbio o Ebulo o Sambuco salvatico, Frutice erbaceo puzzolente, che fa i fiori, le coccole e le foglie quasi simili al Sambuco arboreo, ed è quindi chiamato da Linu. Sambucus Ebulus. Le foglie seccbo di questa pianta sono vendute come operativo a scacciare le cimici,

ERBA DA GATI, Erba gatta o Gattaia Orlica pelosa, Piaota detta da' Sistem. Nepeta Cataria, Linn. ed è cosi detta perchè i gatti l'amado quanto il Maro.

Maro, è un suffrutice aromatico, detto anch'esso Erba da gatti, ed è chiamato da

ERBA GARBA, V. ACETOSA.

ERBA GAROFOLO, Cariofillata o Garofanala o Erba benedetta, Pianta o sorta di erba, la cui radice rossiccia masticata odora di garofano. Si chiama in sistema Geum urbanum,

ERBA GIAZZO Cristalloide o Erba cristallina o Erba diucciòla, Pianta annuale lutta aspersa di vescichette trasparenti, che appaiono ghiaccio e cristallo. I Sistea. la chiamano Mesembrianthemum crystalli

num.

Linueo Teucrium Marum. Il suo piccante odore fa starnutire.

ERBA DA INPAGIIa, V. CARESINA.

ExpA DANASONIA, Alismo, Sorta d'erba acquatica, detta da’ Botanici Alisma Damasonium. .

ERBA DA PASSARINI, V. Veleta.

Erba DA PEOCHI, Slapisagra o Stafisagria e Strafzzecca, detta anche Uva selvalica, Erba detta da Lion. Delphinium Slaphisagria. Essa ba le frondi simili alla Lambrusca, intagliale e larghe; la sua semenlo ridolta in polvere e incorporata nel butirro, diventa un ottimo rimedio per ammazzar i pidocchi.

ERBE DA PORT, sono due, cioè

Il Tilimulo Caracia , detto altrimenti Caracia o Esca da pesci ; Erbu lasa o Erba mora, chiamata da’Botanici Euphorbia Characias, che trovasi ne'monti, sempre verde e perenne, fiorita in maggio. Esu tramanda un setido odore, priocipalmente belle ore calde. Il latte di questa pianta è corrosivo, e messo in un dente cariato de distrugge il nervo a guisa degli acidi, e così fa passar il dolore. É adoprato altresì por rodere le verruche o porri della cute. I Pescatori la pestano e la gettano dove sono i pesci, i quali vengono a gala morti o storditi.

La seconda Erba da porri è

La Verrucaria o Porraia o Erba da porri o Ditlamo selvatico, detta dal Mattioli Eliotropio maggiore, e da Linneo Heliolropium europaeum. È pianta annua e trovasi de'luoghi sterili, fiorita io maggio, con ispiche di fiori bianchi senza odore.

ERBA DA TENZER O CORNIOLA 0 CoSOLUTA, Baccellina; Gineslrella; Gincstrina; Guado selvalico, Pianta detta da' Botanici Genista tinctoria, i cui fusti seccati colle foglie si adoperano da'tintori per la tintura gialla.

ERBA DE LA CROSE, Verbena o Erba crocella, Erba annua, detta da Linneo Ver. bena officinalis. Era celebre presso gli antichi, i quali la usavano nelle loro cerimonie religiose. Chiamasi anche Erba colonbina.

ERBA DE LA NAVR, Filandre, chiamansi da'Marinai l'Erbe marine che s'attacoaDO solto le navi e ne ritardano il corso.

Enda De La Madona, Erba S. Maria o Erba costa o coslina o Erba amara, Piauta perenne, detta in sistema Balsamita suaveolens, Coltivasi anche ne' giardini, e dalle sue foglie odorose si ottiene con la distillazione un'acqua antisterica e grata. Le soglie sono ledere e si mangiano coll'ingalata, detta di mescolanza.

ERBA DRAGÒN, V. DRAGÒN.

EmA PIG ADBLA, Epatica o Fegatella , Sorta d'Erba così chiamata perchè credesi specifica delle malattie del fegato, detta anche Erba Trinitas. Dai Sistematici è detta Anemone Epatica. Fiorisce nel marzo con Bori turchini, ma varianti anche nel rosso • Del bianco,

EBBA VADREGAL, V. MADREGAL.

ERBA MARESINA, Genziana o Genziana gialla, Pianta volgare detta da Linneo Gentiana lutea, le cui radici gialle ed amarissime servono agli usi della medicina.

ERBA NEDEGA, detta in Milano ERBA CAVALLINA, Medica o Erba medica e Fieno d'Ungheria, Erba notissima che si semina perchè appetita dalle bestie e specialmente dalle vacche, e si può falciare fino a cioque o sei volte all'anno. Linneo la chiava Medicago sativa. Le sue lunghe e sottili radicelle, dopo essere state bollite in acqua, si legano parallele in fascelti per farne spazzole a guisa di pennello doppio, per pulire i denti ed altre cose.

ERBA PAPAGAL, Pappagallo o Maraviglie di Spogna, Pianta apouale che viene all'altezza di un braccio, delta da’Sistem. Amaranthus tricolor, per aver le foglie variegate di verde, rosso e giallo.

ERBA PER LA PREVE, Camedrio, detta anche Querciuola e nella Lombardia Calamandrina, ed Erba delle febbri, perchè la sua decozione amarissima bevuta alquante mattine libera spesso dalla febbre terzana. Ella è chiamata da Linneo Teucri. um Chamaedrys.

ERBA PER I DENTI, Celi nia maggiore e ancho Cenercgnola, Pianta di due spe. cie, cioè la grande e la piccola. La radice della prima è grossa come il dito mignolo, fibrosa e gialla dentro, rossiccia di fuori. Le foglie della piccola sono molto simili a quelle dell' Edera. Si pretende che queste foglie applicate a un dente guasto e cavernoso, che doglia, facciano svanire il dolore. La pianta della grande è detta dai Botanici Chelidonium majus, Quella poi che dicesi dal Mattioli Celidonia minore e volgarmente Favagello o Favaiola, si chiama in sistema Ficaria verna.

ERBA PESCARIA, Vulvaria o Erba connina e Ruggiadella, Sorta di pianta conosciuta da' Botanici col nome Chenopodium vulvaria. Essa è estremamente fetida, il suo odore ha qualche rapporto con quello d'una salamoia di pesce puzzolente e corrotta; ed è stimala antisterica.

ERBA PRVARE, V. ia PAVARE.

ERBA PICNOLA, Gramigna, Piapla erbacea annuale che trovasi ne'prati storili. Le sue radici s'estendono molto nel terreno si raccolgono per ingrassare i cavalli. Si vendono col nome di Barbe di gramigna.

Linneo la chiama Cynodon Dactylon, . Wildeck Panicum Dactylon.

Expi RBCHIELA, Semprevivo maggiore e Curciofo grosso, Carciofo selvatico comunissimo, detto da Ling. Sempervivum lectorum. Le foglie di questa pianla sono anche buone per annollire e lovare i calli de'piedi. Di rado fiorisce.

ERBA REGINA, V. Tabaco.

ERBA RISÈRA, Semprevivo minimo o Borracino, Pianticella detta da Lionco, Seduni acre. Essa ha i susti alli un dito in circa, eretti, solitarii e il fiore giallo; ed è modicinale.

ERBA ROSA, V. GERANIO ROSA.

ERBA S. Cristor040, Cristoforiana o Barbu di capro, della da’Botanici Actaea spicata. I suoi fusti sono sottili, un poco ramosi, o produce delle bacche nerastre.

Erba S. Piero, T. del Contado, della a Milano ERBA AMARA,

amo o Finocchio marino ed anche Erba S. Pietro, delta da Linneo Crithmun maritimum. Ha il sapore di finocchio, e le sue foglie carnose si possono mangiare acconce in aceto.

ERBA SEDA. Y. SEDA PIANTA.

ERBA SENSITIVA, Mimosa ; Sensitiva ; Vergognosa ; Pianta simile ad una Gaggia, che venne a noi dall'America meridionale. Ila cotal proprietà, che ad ogni semplice toccamento o soffio, tosto rinsorra le foglie e ritira a sè i rami, ma dopo breve spazio nel primiero stato ritorna, onde è detta anche Vergognosa. I Sistematici la conoscono col nome Mimosa pudica.

ERBA SPAGNA. V. STRAPOGIO.

ERRA SPINA D'ORO, Aloe spine rosse , Pianta esotica, le cui foglie sono lunghe e larghe, verdi e ricoperte di spine di color giallo. I Sistematici la chiamano Aloe perfoliala varietas.

Cerchione o Coronopo Pianta annua detta da Linneo Plantago Coronopus, le sue radici sono quasi susiforini, folte, appena ramoso, bruno e dure. Le sue foglie entrano a comporre l'ingalata di mescolanza.

ERBA VIPERIRA, Caclo serpentario o flas gelliforn.c. Sorta di pianta conosciuta da' Sistematici col nome Cactus flagelliforniis ; è una specie di Cacto repente.

ERBA CHE CRESSE, Erba adulliva, Ch'è sul crescere.

ANDÅR A L'ERBA, Andare alle merle, civo A divertirsi alla campagna, sugli erbosi prati o in altri luoghi di vaga apparenza; ed è maniera della plebe toscapa.

LOGO PIEN D'ERBA, Erbaiq o Luogo erbn80 Foglioso o Fogliato, direbbesi di Cam. po o simile piono d' erbe selvatiche.

Far nogNT ERJA UN PASSO, Far d ogni luna un peso; Far d' ogni erbu un fascia, Cowmellere ogni sorta d'iniquilà.

MACRAR IN RKBA. V. Magniß.

METER A L'ERBA, Aderbare, dicesi della Bestie. V. PASTORÅR.

Moria CO L'EMA IN ROCA, V. Monia.

ERBA SDELA,

TROTAR LE ERBE, Erborare, Andar obser- PARLÀR CO L'ERE, Rotacismo chiamano i natore dicevasi sotto la Repubblica ad una yando e svellendo le erbe.

Greci il difetto che hanno alcuni di non sa- Magistratura civile di prima istanza, della ERBA SGNARFA, Maniera bassa del volgo per esprimere la lettera R. Questo difetto così chiamata. Corte del Doge. per dire Fior d'arancio – LA XE CUSSi de- è poi comune per educazione negli Ebrei ESAMINÀR, v. Esaminare e Disaminare, LICATA, CAE NO LA NASA L'ERBA AGNANFA, delle nostre provincie.

Consideratamente discorrere, ventilare. Ella è cosi schizzinosa che le putono i fio- ERÈDE, V. Reve.

EsaMiniR COX MINOTEZZA, Scrupoleggiari del melarancio: cioè Troppo dilicata- ERESİA, V. Resia.

re; Pesar colla bilancia dell' orafo; Specmente nudrita. V. DELICATO.

ERETISMO, 8. f. Erezione, dicesi dai Me- chiarsi ne' calamai : Detto fig. ERBA SOLPARINA, Voce del Contado, Ca- dici dell'azione di alcune parti del corpo TORNAR A ESAMINAR, Risaminare. glio ; Erba zolfina e Presuola, Pianta er- umano.

ESAMINAZION, s. f. detto da alcuni, lo bacea che trovasi ne' luoghi erbosi e da ERETISNO DE LA SIENZA, Frase usata me- stesso che Esame. pastura, detta da' Botanici Galium verum. taf. da un nostro Poeta vernacolo nel sign. | ESANGUE, add. Ræstir EssER ESANEbbe il nome di Caglio dalla proprietà che di Saccenteria, Presunzione o sfacciatezza GUE, Restare, o Essere abbruciato di daba di cagliare il latte. La radice tinge di di saperne.

naro; Rimaner sul lastricalo; Esser arro880 la lana, e la pannocchia di giallo quan- ERETISMO, 8. m. Eretismo. T. medico. 80 ; Aver fatto ambassi in fondo, Esser do è preparata con allume; senza l'allume Irritazione o tepsione violenta delle fibre, che in estrema povertà. tinge di giallo i formaggi.

fa ch' esse superino il movimento naturale ESAURIMENTO, 8. m. T. di Pratica, De. ERBAGIO )

della loro oscillazione: locchè, secondo Gale- finisione ; Spedizione, Termine, esito deERBAME 8. m. Erbaggio; Ortaggia ; Ca

no, rende ammalata la forza organica. gli affari. mangiare, Ogni erba buona a mangiare. ERGOIZÁR, v. Voce usata scherzosamente ESAURİR, Esaurire, Verbo molto usato, Al plurale alcuni dicono Erbazi.

da un Poeta Veneziano, formata dal latino parlando di affari d'usfizio pubblica, e vaERBARIA, 8. f. Piazza olitoria o Piazza Ergo; e vale Far o Trar conseguenze o le Spedire, Definire, Spicciare, Darvi terdellerbe.

argomenti; Inferire ; Conchiudere. V. Co- mine. V. EVADER. ERBARÌA, detto in T. antiq. Malefizio; RAMIZÅR.

ESCA, 8. f. e per lo più in plur. Esche, Stregheria. V. STRIGARÌA.

ERICHÈTA, Enrichetla, Nome proprio di Esca, Piccoli gamberi, vermicelli, granERBARIOL., 8. m. Erbaiuolo o Erbarolo, Fem.

chi, pesciolini, e simili onde inescare la Quello che vende erbaggi da mangiare, det- ERİCO Èrico; Enrico, Nome proprio di Lenza e tirare i pesci nelle reti. Dicesi anto anche Ortolano e Insalataio. Uomo.

che Morsello e Bocconcello. Erbaiuolo o meglio Erbolaio, dicesi Colui ERMANFRODITO, V. MANFRODITO. ESCAVAR, v. Scavare. che vende l'erbe medicinali Erbolaio, ERMESİN, 8. m. Ermesino o Ermisino, ESCAVAZIÒN, s. f. Scavaluru; ScavaSemplicisla e Botanico, Quello che va cer- Sorta di drappo leggero.

mento; Scavazione. cando e cavando diverse maniere d' erbe per ERODE Mandia da Erone A Pilato, ESCLAMAZIÒN, s. f. - Fa una ESCLAWAluoghi selvatici — Quindi Erborare o Er- detto fig. ovv. MANDAR DAL PRRO AL POMO, ziòn, Fur una gridala , inu canala , bolare, Andar osservando e scegliendo l'er- Mandar uno da Erode a Pilato : che an- un rabbuffo, un rumore. V. CRIÀR. be per lo studio botanico. che si dice Abburattare uno, vale Pren- ESCOME IR )

v. Dar commiato; AccomERBARIOLA, 8. f. La femmina dell' Erba- dersene trastullo aggirandolo con parole, ESCOMIAR, ) iuolo, La quale comunque i dizionarii non e con mandarlo ora a casa a quello, ora a miatare, e Accomiatare, Mandar via di casa. riportino questa voce, sull' esempio di altre casa a quell'altro, senza pulla concludere. ESCÒMIO o EscòMBO, 8. m. Commiato e consimili così formate, potrebbe dirsi Er- Dicesi anche Tenere in palazzo o u log

Accommiatatura. V. Cognito. baiuola o Erbarola; e rispettivamente Er- gia ; Mandare all'uccellatoio.

Escorio, dicesi anche per Esclusione ; bolaia.

ÈRPEGA, 8. f. dicevasi in tempo antico Scacciamento. ERBAZI. V. ERBAGIO.

per Arrego, V.

ESCORPORÅR, v. Scorporare, Separar ERBÈTA, 8. f. Erbetta ; Erbicciuola ; Er- ERPEGÅR, v. Voce pur antica, che ora si

dalla massa. buccia. dice ARPEGÅR, V.

ESCORPORAZION 8. f. Scorporazione • ERBETE CHE SE MAGNA COTE, Erbucce ed ERTA DE LE PORTE O DEI BALCONI, s. f. Sli- Scorporo. Erbucci. pitc, I due membri laterali su' quali pog

ESCREMENTO, s. m. Escremenlo. ERBÈTE, Biela e Bietola, Sorta di Pianta gia l'architrave. V. FENESTRA O PORTA. ROBA CHE LA PAR ESCREMENTO, Escremon annuale che si coltiva negli orti, te cui fo- STAR A L'ERTA, Stare all erta; Stare tizio o Escrementoso, Ch'è o partecipa glie si mangiano cotte e condite a foggia di avvertito; Avere il cervel seco; Star so- della natura degli escrementi. torta; ed è una varietà della Beta vulgaris. pra di Guarda la gamba; Guarti ESCUSSION, 8. f. T. del Foro, verbale di ERBETE RAVE, Betterava o Bietarapa e guarli.

ESCÙTER. In via civile questo vocabolo espriBielarossa o Barbabietola, Altra pianta di ERTA D'UN MONTE, Erta, La salita d'un me gli atti di esecuzione forzata o di pierbaggio notissima e comunissima, la qua- poggio, Erlezza o Ripidezza e Rattezza, goorazione, che si ottengono dal Tribunale le da' Sistem. si chiama Beta vulgaris. direbbesi allo stato di ciò ch'è erto.

contro il debitore liquido coutumace. Se Ato ERE, s. m. Erre, Lettera dell'alfabeto. ERTO, add. Voce ant. Alto

ti coartulivi o coatlivi non si credono No PODÈR DIR ERE, Non poter dir erre; Alzare ; Levare in alto.

equipollenti ad esprimere il significato delEsser cotto come una monna; Esser ub- ESABRUTO, avv. idiotismo per Exabrupto; la proposta voce, non manca mai Escussione, briaco, cotto, spolpato.

Ex tempore, All'improvviso, precipitosa- come tecnica e forense. AVER PERSO L'ERE, Aver perdulo il co- mente.

ESCÙTER, v. T. For. dal lat. E.rculio, o ruggio, il brio, lo spirito ; Perdere lor- ESAGERİDA, 8. f. Esagerazione, noi lo a dir meglio dall' Excutere debitorem, che dine, la memoria, Essersi confuso. — Par- diciamo nel sigo. di Sfogo dell'animo col- usavano i Giurisperiti romani per far la lando di una Giovane, Sfiorire, Perdere il le parole. V. SPAMPANADA.

vendita all'asta de'beni del debitore, ed espepiù vago della bellezza -- Parlandosi di vi. ESAGERAR, v. ant. nel sign. di Deplorare rire se fosse solvente: e vuol dire Costrin. vande, Esser fuori di tempo o di stagio- FA A L'INFELICR ESAGERAR LA SORTE, Fa gere; Obbligare, per mezzo di alti di giane ; Esser insipide. V. Sason. all' infelice deplorare la sfortuna.

stizia civile, un debitore a pagare. AVER PERSO L'ERE CON uno, Non aver ESALÁRSE, V. Scialare, Sfogarsi, aprirsi, ESECUTORIO, Compulsorio, A88. di Allo più uno sul suo calendario, Non istimar- allargarsi con parole. Scialare il duolo. o Decreto giudiziale che sforza a pagare i

ESAMINADOR -- Magistralo dell' Esami- debiti.

ALZİR IN ERTO,

lo più.

SCORSO.

ESEMPIO )

ESPORGÅR DA LA PESTE, Far lo spurgo, vernacolo spiega, E' non pud essere più ESEMPLAR ; •. m. Esempio o Esemplare,

Purgar i panni e le altre robe insette o 80- irritato di quel ch' egli è. o più particolarmente l' Innanzi o la No- spette di peste.

SAVÈN ESSER - PER PARSB ANAR BISOGNA stra, L'Esemplare che tengono gli Scolari ESPURGO, s. m. Spurgazione; Espurga- SAVÈR ESSER A LE PERSONE, Per farsi amare avanti per copiare e insparar a scrivere. Far zione; Spurgamento; Escreato; Espetto- dalle persone bisogna coltivarle - QUN Pinnanzi o la mostra.

razione, Espulsione del catarro dal pelto PUTEI I SA JOLTO ESSER A QUEL 80 BARBA, ESEQUIB, s. f. Esequie. per via dello spurgo.

Que' fanciulli sanno ben callivarsi la beCANTİR L'ESEQUIE AI MORTI, Fare l' as

ESPURGO DAL NASO, Spurgatura del naso. ne volenza del loro sio, cioè Procacciarsesoluzione.

Espurgo, dicesi per Flemma, Umor bian- la, acquistarsela con lusinghe e con vozzi, ESİBITO, 6. m. Voce dataci dai Lombardi

co e freddo che si espurga.

ESSERA, 8. [ Pruzza; Porpora ; Chiaz. l' anno 1798, e fatta ora domestica nel Fo- Esporco, detto figur. Sceglimento, Se- za, Macchia o Riscaldamento ch' esce fuoro; e s'intende Carta o scrittura presen

parazione di cose di qualità diversa per eleg- ri della pelle per troppo calore Effloretala ad un Uffizio di protocollo, il quale gerne le migliori – Sceveramento o Sce- scenza, dicesi a Sollevamento di spesse dicesi quindi Protocollo degli esibili Esi- verala, vale per separazione — Parlandosi minule bollicelle sopra la cute con pruribilo, in buona lingua 'vale Seriltura che di Scritture, Linamento; Ripulimento; to o senza, presentasi all' Alluario col pagamento della Correzione ; Riordinamento.

ESSESSO, 8. m. Termine di molti idioti, Laska dovula, ond' egli la registri a pro

ESPORGO DE SANITA, Spurgo, dicesi al detto per Sesso, V. tocollo.

Luogo dove si purgano i panni e altre rv- ESSI (coll’e larga ), Imp. del verbo EsseESIGENZA, s. f. Esigenza, Bisogno, ne- be infette di peste o simile; ed anche alla re, e vale Sii tu o Sia tu, dal latino Esto. cessità. Operazione del purgarle.

Essi EL PRINO A TASER, Sii lu il primo Esigerz, voce nuova, dicesi ora per Est- ESSA ed Esso (corrotti da Ipse ed Ipsu)

al silenzio o al tacere; Taci tu il primo. zione ; Riscossione, nel sign. di Ella e d'Egli, s' usavano cer

ÈSTASI, 8. f. Estasi. ESIGER, v. Esigere, Riscuotere. tamente fin dal secolo XVI, nel nostro vol

ANDÀR O ESSER IN ESTASI DAL GUSTO, AnEsigere, dicesi pure per Richiedere, Pre- gare discorso, e nelle Contrade di Canare- dar in broda o in brodo di succiole; Antendere. gio fra la bassa gente sono ancora in uso.

dar in visibilio, modo basso, Godere assai L'AFÀR ESIGE UNA RIFLESSIÓN, L'affure Si sente dire, p. e. QUEL CHE LA COMANDA

di che che sia Non capire in stesso o richiede o importa una riflessione.

ESSA, Quel ch' ella comanda o Com' ella nella pelle, dicesi Quando l'uomo per 80ESIGESTO, Esalto, add. da Erigere; Ri- comanda o vuole NOL DORMIVA GRANCA

verchia allegrezza non si può contenere di Esso, men egli dormiva.

non ne dar segni — Andare in gloria ha il ESITABILE, add. Spacciabile; Vendibile. ESSÉ, 8. f. Esse, Una delle Lettere del

medesimo significato Me ne strasecolo, Agg. a Cosa che può vendersi.

l'alfabeto, e 'l Carattere che l' esprime. me ne strabilio; e fallo estatico vo in ESITANZA, 8. f. Esitamento; Esitazione, Essx, noi diciamo familiarmente ad una

visibilio. Redi. Dubbietà, perplessità.

Specie di pane condito. V. Pan.si, ESTASIÁR, Francesisino, da Sextasier, à STAR IN ESITANZA, Esilare; Star in csi

Esse DEL SCHIOPO, V. Schloro.

usato elegantemente dal nostro poeta vertasione; Essere esilanle, irresoluło. ESSER, 8. m. Essere, Essenza, esistenza Dacolo Lainberti nel significato di Divenire MANDR 0 ANDÈ SENZA ESITANZA, Mandate condizione, stato.

estatico; Andar fuori di per la gioia. o Andale senza csitamento o riserbo, sen- STAR SUL 80 ESSER, Slarsi ne' suoi pan- ESTÀTICO, add. Estatico. za riguardo. ni, vale Starsi da sè con quello che l'uo

NI RESTO ESTATICO, detto fig. Rimango ESITĂR, v. Esitare ; Vendere ; Alienare,

di stucco o come uon:0 scolpito ; Mi ried anche Dubitare; Star perplesso. ESSER. v. Essere.

mango come stupido, sbalordito, trusoESOSITÀ, 8. f. Pidocchieria ; Sordidezza ; No semO PIÙ Quel CHE CERIMO, Non è gnato, Ne ne stupisco grandemente. Sporcizia.

più quel ďuna volta; Non è più il tem- ESTENDER, v. Estendere o Stendere, Picesi anche per Estrema avarizia. po che Berta filava

No L' PIU QUEL

Dilatare.
ESOSO , Ososo, ( dal latino Exosus ) add.

CH'EL GERA,
È la muffa dov'era la grom.

ESTENDER IN CARTA, Distendere o Fare Cencioso; Schifoso; Sporco — lo buon ita

ma , detto figur. cioè Il male dov'era il un disleso, Cioè Comporre, mettere in liano la voce Esoso vol dire Odioso. bene.

iscritto. In altro sign. Avaraccio; Spilorcio.

SIA QUEL CHB 8e sia, Checchè siasi ; Co- ESTENUARSE, v. Extenuarsi, Dimagrar ESPANSION 8. f. – CON TUTA L'ESPANSIÓN

munque sia ; Qualunque cosa sia Sia a poco a poco. u Con ESPANSIÓN DE COOR, Con effusione di O NO BIA, Vero o non vero; Sia o no Estendiase o SAGRIR, Sfruttare, Parcuore ; Col cuor sulle labbra; Colla più

laudo di Terre, vale Rendersi iofruttuose manifesla verilà e schiettezza di cuore.

SARÀ QUEL CHE SARÀ, Sella è rosa ella e sterili, il che avviene allorchè senza conESPATRIÀR, v. Spatriare ; Cessursi dalla porird, s' ella è spina ella pugnerà, Prov.

cimarle si semivano continuanonte. Par; palria, Abbandonare la patria.

che vale, Dall'esito si conoscerà la cosa. lando di Piante, vale Trarne più frutto di ESPERIENZETA s. f. Esperienzuccia.

EL XE DOVE CH'EL POL ESSER, Dettato fam. quel che debbono. I Fitlaiuoli sfrultano ESPETORADA, 8. f. Sfugo; Sfogamento; che in persona prima del singolare dicesi lu lenuta. Disfugamento. V. Speronida.

Son DOVE CHE POSSO ESSER o in plur. Seno ESTERMINÀR. V. DesTEAMINÁR. ESPIRO, 8. m. Termine ultimo per cui fi- DOVE CHE PODENO ESSER: sono queste manie. ESTÈSA s. I. Estensione o Distensione. nisce cioè spira la dilazione accordata ad un

re che esprimono l'estremo della tristezza Estesa, T. Foreuse già usato sotto il debitore o simile. Scadenza,

o anche dello sdegno, Essere al non plus Governo Veneto, Scrittura, cioè la DimanESPOSIZION, 6. m. Esposizione o Sposi- ultra o agli estremi.

da che si presentava dall' Attore in giudisiune, cioè Relazione, rapporto.

Parlando di tristezza, direbbesi, Egli è; zio nelle case civili. EsposizIÓN DEL SANTISSINO, V. Sposi- Io sono ; Noi siamo in estrema afflizione, ESTESA D'UNA CARTA, Disteso, Sust. o ZIÓN.

al non plus ultra dell' afflizione ; Egli è Dislendio, Composizione o scrittura d'una ESPRESSO, s. m. Corriere o Messo straor- sul lastricalo, in poverlà o miseria estre- carta Fare disteso o un disloso, vale dinario.

ma; Io sono o Noi siamo all' estremilà o Distendoro o Mettere in iscritto · Dislen. ESPULSÀO, Voce antiq. e triviale per all' ultima estremilà.

dilura, dicesi dello Stile d' una scrittura. Espulso, Scacciato.

Parlando di sdeguo, Egli è eccessivamen- Distenditura naturale, grave, nervosa • ESPURGAR, v. Espurgare o Spurgare. le incollerito, irritato, sdegnato, 11 dettato simili.

ino ha.

vero.

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