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SPANTO ADOSSO UNA

dulo scritto e stampato fra noi, ma è Francesismo della voce Lolerie, che vuol dire Lollo. Col vocabolo postro però intendiamo l'Impresa d'un lotto, diferente dal Lotto pubblico. LOTO, (coll' o largo) 8. m. (detto dal Lottare cioè contrastare colla fortuna, o dalla voce Germanica Lot, Sorte) Lotto. Dicesi Lotto anche il Premio. Il Lotto pubblico che sussiste in Venezia, ebbe principio li 5 Aprile 1734.

CAVAB AL LOTO, Estrarre al lollo.

Loro, dicesi da noi famil. e figur. per Sorte ; Fortuna ;

- L'à un loro, È una sorte, una fortuna, un lotto, Cosa incerta.

CAMPÅR STO Loto, detto ironicamente, Aver si fatla sorte o for/una ; e s'intende in senso opposto, cioè Aver questo discapito, questa sfortuna

Ho chlapÅ STO LOTo, Mi è toccato una bella sorte ; lio gua. dagnato un bel lotto.

LOTO PARTICOLAR, Riffa, Specie di lotto a cui s' espone un effetto qualunque di ragion privata. Da Riffa viene Arrissure. Quindi Arrisfare un anello, una scalulu etc. valgono Metterli alla riffa, cioè al loilo: Giuocare a una riffa. LOTO-LOTO (collo largo) Modo avv. VEGNIR VIA LOTO LOTO, Venir via lemnie lemme o qualto quatlo o Chelon chelone o catellon catellone, e vale Con apparenza di mortificato o di avvilito, V. QUACHTO

QUACUIO.

Lince, Animale quadrupede, che abita i cli- LUCERNA DA DO PATÈRI O DA TRE O DA QUA-
mi freddi, chiamato da Sistem. Felis Lynx. TRO, Di due, tre o quattro lucignoli.
Noi non conosciamo che le sue pelli, le quali Tonpolo De La Loceana, Padellina, Spe-
sono molto ricercate.

cie di padellina fatta di latta o altro, per uso
LOVO, s. m. T. de' Pesc. Merluzzo o Lupo di riporvi la lucerna o simile.
marino, Pesce di mare notissimo, detto dai UNA LUCERNA INTIERA v’oglo, Una lum
Sistematici Gudus Merlucius. Si mangia cernata, Quella quautità d'olio che tiene
fresco ; e in alcuni luoghi ne' quali vien più

la lucerna Senz' ACORZERSE EL S'HA graode, si sala e si secca, come sulle Cosle

LUCERNA D' 0010, Esdella Francia e su quelle d'Inghilterra, da sendosi egli fatto un abito nuovo, vi getdove ci perviene seccato, e si chiama allora giu, non se n'avveggendn, una lucernaStocfis, e bacalà.

la d'olio. LOVON, add. Lupaccio, detto figur, a Per- LUCERNA, 8. f. T. de' Pesc. detta anche sona vale Jogordo. V. Loro.

Nasioca quando è piccol.1, Lucerna u Pere LOZA o Logia, s. f. Loggia; Terruzzo , lone. Pesce buogo di mare, di colore rosEdificio aperto che si regge su pilastri o sastro, colla linea laterale senza spipe, dicolonne.

videntesi in due alla prima caudale : le sue Loza Coverta, Verone.

pinne laterali sono ampie e di colore ceLOZIR, v. Alloggiare.

ruleo. Questo pesce differisce dalla Trigla LOZÈTA, r. f. Loggettu ; Loggellina ; Ve- Lucerna di Linn. Ma essendo questa speroncello, Piccola loggia.

cie la medesima così descritta dagli antiLU, Egli, corrispondente al latino nie, chi e con tal nome, il Yardo ittiologo creQuegli, Colui Ei o E' sono voci sinco- dette doversi chiamarla Trigla Lucerna, pate che valgono quanto Egli.

per conservar il nome antico. Giunge alla Lui, si usa soltanto ne' casi obbliqui ; lunghezza d'uo piede e mezzo, ed è buono onde nell'accusativo non si direbbe Egli a mangiare. in vece di Lui , A egli, ma A lui ; Dè LUCERNÈTA, 8. f. Lucernuzza, Piccola Lui undò ; Lui fece, ma Egli undò; Egli

Lucerna. fece.

LUCIÈTO, s. m. Lucchetlo, Sorta di serL' È PROPRIO LO, È desso; E egli ap- rame noto. punto.

Arco del luchetto, con sua guidu o orecCon lo, Seco; Con seco ; Con esso lui. chie, chiamasi Quel ferro curvato con cui DA PER LU o DA PER ELO, o DA LU SOLO,

si chiude, Da lui solo; Du du ; Dipersè o Dis- LUCIETA, dimin. di Lucia, Noine proprio persė.

di Femmina, e dicesi per vezzo. No l'È PIÙ LU, Non è più quel desso, Non Luciera, dicesi a maniera furbesca, dale più quel d'una volta. V. Eu e LOR. le donne al Pannolino o Brughiere da esso

Felice Lu! Felice lui, uvv. O lui selive! usato per ripararsi.

lu, posto in fine d'una frase a ripetizione LUCRO, s. m. Lucro, Utile, Guadagno. del pronoine, Elo

Lucro cessunte e danno emergenia, di

е ta ad esprimere una maniera di maraviglia cesi da molti nel discorso, che significa Guao anche di gioia, p. e. EL XE HURTO, LO! Egli dagno che ci viene impedito dall'accoinodare è morto egli! e vuol dire Pur troppo egli è altrui do'danari ch'erano impiugati in negomorto, ovv. Finalmente egli è morto, ne sia zio legittimo, e Danno che succede dal non ringraziato Iddio

L'È TORNA, LV, Egli i essere renduto al tempo convenuto quello tornulo, egli! L' È vero, lo! Egli i vero, che s'era prestalo. egli! Gue l' uo PICADA, IU! (che si po- LUDRO. s. m. Panello, Viluppo di cenci trebbe anche dire GHE L'HO FICAVA Mi!) lo impeciali, che s'accende per far luminaria glieľ ho occuccala, iu ! - | 10 VORIA, LU! nelle feste. Fiuccola; Farellu di corda ima ovv. I LO VORIA, LORI! Eglinu lo vorrebbero. peciulu. LUBRICO, add. Lubrico, parlando di Cor- lu alıro sign. Otre o Otro. Pelle di monpo o Ventre, vale Sciolto, contrario di Stit- lone, detta da noi altrimenti Baca, in cui tico.

si mette il vino, l'olio etc. per trasportarlo PAROLE LUBRICHE, Pavole uscene, disone- da un luogo all'altro. Quindi Lutro dello ste, inderenti.

fig per 18%. ad uuino, vale Grun bevilore; LUCERNA, 6. f. delta anche FIORENTINA, Beone: Cinciglione. Lucerna, Vaso d'oltone o d'argento di di- L.Oprv, si dice pure per ingiuria a unverse maniere, in cui si metle olio e luci- mo, valo l'urfunte ; Birbone , Munigubgnolo, e s'accende il lune.

do e simili, Parli della Lucerna. Pix, Piuntı, Il pice- LUDRO, Del sign. di Mangioue iumondo, destallo della lucerna BACHETA, Cunnue Lurco, e well'acer. Lurcone. Smvdcruti

CAENELE, Maglie GHOPU, Balinus/ro lurconi, che non hanno ultro Dio che il

Vasca. Coppa BUCHIni, Beccucci propriu ventre.
VIA DEL BOCHix, Luminelio Susta, NO- SPORCO COME UN LOURO, Unto e bisunlo

MOCHETA, Smoccolutoio o Smucculu- come un olic.
toie FERETIN DEL PAVÈRT, Fusellinu LUGÀNEC A, 8. f. ( dal lat. Lucanica )
STOELO, Coperchino, V. STURLU -- CHuave, liocchio di sulsiccia, Surta di salsiccia 10-
Menino

lissima

voce espletiva, è però at

LOVA, 8. f. dicono i maniscalchi alla febbre
pestilenziale del bue : febbre rare volto ga-
gliarda, con brividi alternativi di freddo,
sussulli di tendini, stridori di denti. lagri-
nazione, ensisemi lungo il dorso, debolezza
estrema, flusso dissouterico bilioso, letente
ed anche in seguito tinto di sangue, perdita
di ruminazione ; in alcuni tosse, ulceri alle
gingive; in altri alla radice della lingua, con
perdita della vista e con emorragia di naso.
LOVAZZO, 8. in. Lupuccio, Lupo grande.
LOVÈTO, 8. m, Luputello; Lupallino; Lu-

parchino; Lupullo, Piccolo Lupo.
JOVIGI o anche Luigi, Luigi, Moneta d'oro
di Francia, così della dal nome del Re che
la fece battere, la quale corrisponde a quat-
tro scudi o sia a lire 49 Venele.

Loviga o Luigi. dicesi per Luigi, Nome proprio di Uomo, che diciamo anche Alvise. LOVO, 8. m. Lupo, Animale selvatico del genere de' cani, voracissimo, che porta la roda incurvata, detto da Linneo Cunis Lupiis.

CRIAR DEL LOVO, V. CRIÄR.

Delto per Agr. ad uomo, Lupu ; Lupaccio; Ingordo ; Insusiubile ; Gula disabila. ta; Lurcone ; Ghiolloni, Mangione.

CHI STA COL LOVO IMPARA A URLÅR, Chi usu collo zoppo gli se n'appiccu ovv. Chi sta

in

capo all'unno 3oppicu ; Chi tocca la pece s' imbratli o si suzza. Prov. Chi conversa coi malvagi divien malvagio.

El lovo NO MAGNA STACIÓN, Maniera fam. e fig. che vale, Il tempo viene. JOVO CERVIER, s. m. Lupo Cerviero o

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collo soppo,

do

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TXASSO.

J. OGANEGA, dello in gergo, e per simil. LUMAGHÈTA, 8, f. Lumachella ; Luma. teria a foggia di quadrelto, con uoo o più vale Fune. chino, Piccola lumaca.

vilicci da basso per uso di sosteger candeTacir A LA LUGANEGA, detto dig. Dar la LUMÀR, v. Guatare; Guardure; Allucia. le, e si appendu alle pareti per far lume. colla o la fune ; Cullare uno. re, Attentamente osservare.

LONIBRA DBL SCHIOPO O

DEL CANÒN, V. GAR XR PIÙ ZORNI CHE LOCANECA, Maniera LUMAROLO, 8. m. Voco del Contado, lo SCHIOPO e Cardx. prov. met. Abbiam più tempo che dunari. stesso che PORTALUNE, V.

LUMİN, s. m. Lumicino ; Lumino ; LumelRicordati che l'anno è lungo, per avvertir- LUMAZZI, s. f. chiamasi una Lucerna, lino, Piccolo lume. Tengono in camera un ci ad avere moderazione nell'uso di tutto

picculo lumino o lumellino ucceso. ciò che ci appartiene. V. Morelo.

cagnoli, ed alimentata con grasso animale LUMİN DE CERA U LUMİN SPAGNOL, MortaLUGANEGHÈR, 4. m. Sulsicciuio ; Pizzi- in vece d'olio.

letto o Spirino, T. de' Ceraiuoli. Candela cugnolo ; Piscicaruolu; Pizsicheruolo e LUME, s. m. Lume ; Splendore.

grossa e cortissima fatta di gelto ad uso di Lurdaruolo, Colui cbo vende salami, gra- 10ME DE LA LUNA, Lampaneggio.

tener lume la notte nelle stanze. sce ed allri simili mangiari.

Lume, dicesi per Notizia, Conoscenza, FATO A MO Lunin, Allucignolata. BOTECA DA LUGANEGHÈR, Boltega di piz- Intendimento di che che sia

Per vo

Lucciola, T. de'Lattai, Piccolo luminello zicheria,

STRO LUME, Per postro governo, Per vostra o Arnese di latta traforato, da mettervi la LUGANEGUÈRA, 8. f. La femmina del regola.

bambagia per luinigi da notte. Piscicugnolo, che per analogia di aliri si- LUMB d'ox QUADRO, Vuno del quadro, LUMINADOR, 8. m. Illuninalore o Acceninili lerinini così formati potrebbe dirsi, dicesi a quel vuoto d'una coroice o telaio ditore, Colui che accende i lumi. Pissicugnolu ; Pizzicaruolu.

d'un quadro, che viene riempiuto da una

LUMINADURA, s. I. Alluminatura, Il far LUGARO, o Lucarin, 6. m. Lucarino e Lu- pittura o da uno specchio.

bollire il panno o drappo nell'allume. cherino, detto anche Acanlide. Uccelletto LUME DA PESCİR, Frugnuolo o Frugno- LUMINAL, 8. m. Abbaino, o Finestra sonulo, usato alle gabbie e che canta, detto lo, Specie di lanterna o di fanale che s'ac- pra lello, Apertura su per lo letto per far dai Sistemi. Fringilla Spinus. Ila la 800,- cende in tempo di polte per pescare. La venir lume u per salire sul tetto. Frale si mità della trista nera, il rimanente del cor- lucerna che v'è dentro chiamasi Tostu e dice pure a Quell'embrice forato e fatto a po olivastru. Botla.

guisa di cappuccio. · EL GA I OCHI DB PRE LOGARO. Dettato LUME CHE PIANZE BL MORTO, Dettato fam.

Luminiu UE LE SCALE U DR LR CUPOLE, volgare e scherzevole, che suol dirsi tanto Lucerna mezza spenta ; Smorto e debole Pergumenu, Finestre in allu che danno di ebi ba gran vista, alla quale non issugge lumicino. Getta un lume annacqualo o un

luine. cusa alcuna, quanto di chi ha vista corta o poco d'albore ; Lume fioco.

LUMINARI, 8. in. delto fig. Ollimali, quelli debole. Luguro è il nome d'un prete ima- Lume da Frati, Bugia, Lucerna fatta a che per nubilla e per ricchezza tengono i ginario.

foggia di piccola cassettina bislunga e per- primi luoghi in una Repubblica. V. Pas LUGIN, 8. f. Scrofa o Troia, La femmina ciò più adatta a portarsi in qua e in là. del Purco, che ha partorito.

LUME DA OGIO, dicesi Qualunque lucerna LUMINÁRIA, 8. f. Tribulo; Oferla, ConDello per Agg. a Donna, vale Pullunu

che sia alimentata da olio; ma specialmente tribuzione mensile o sellimnanale, che pa

la Lucerna a mano, ch'è di ferro, e ad uso gasi dai Confratelli di religiose instituLUGLADEGA, 8. f. Luglialica o Luglio- di persone miserabili, la quale s' appicca do- zioni per la Luminara (Voce autica) cive la, La priina uva chu vienu nel mese di ve lorpi in acconcio. V. Lose.

per l'Illuminazione degli allari e dello Luglio.

LUNE SFAZZADA O brazzi, Luce troppo Chiese. LUGIO, s. m. Luglio, Uno dei inesi del- vivida, Che abbaglia, V. LUSÙR.

LUNINARIA, detto in gergo, vale Occhi; l'anno.

LUMB, Far lume o luce o chiaro, Vista.
LUGREZIA, Lucreziu, Nome proprio di
Detto metaf. V. in Candelier.

LUMINARIA CUBTA O STAR MAL DK LOMINAFeminina.

MOCÀR LA LUME. V. Mocar.

RIA. Aver curlu luminaria, civè avor corta LUIGI, dello per nome proprio, V. Lo- MORIR DE LA LUME, V. MORİR.

vista, Vedere

poco

loutano. STOÅR LA LONE, V. STOÅR.

LOMINÈTO, s. m. Luminello, Quell' arLUISA. 8. f. Verbina, Pianta odorisera cbe LUME DE ROCA, 8. m. Allume delto pro

nese di filo di forro con pozzelli di sughesi coltiva anche ne'vasi, e sa i fiori del colo- pr. dai Chimici moderni Solfato d'allumi

ro, che mettesi a galla nell'olio delle lam. re di rosa. Cbiamasi da' Bolanici Verbena na, Sale cristallizzato, che trovasi nelle pane, triphylla. miniere.

Dello per Lumello o Lumicino, Piccolo JUMADA, 8. f. Sguarilo ; Guardo; (cchiu- Nar f.L LONE WE ROCA AU PANI, Alluninare

lume. la; Vedula. i panni.

LUMINOSO, Voce di gergo, detia in forza Dax ona LUNADA, Dar un'ucchiula, uno LUME BRUSİ, Allume calcinalo o deac- di sust. vale Fanule. sguurdo.

quificato, chiamasi da' Chimici moderni lo LUNA, s. f. Luna. LUMAGA, 8. f. Lumaca ; Lumaciu; Luma- ste88o Allume, che coll'azione del fuoco con- LUNA kova, Novilunio ; Lunu fulcula ; chellu ; Lumacone ignudo, Animale potis- vertesi in una materia bianca ed opaca, di

Lune crescente Luna gibbusu ; Jicesi simo, simile alla Chiocciola ma senza gu- cui si servono i Cerusici per consumare le

relativamente alle sue parti illuininato scio, di sostanza molle e viscosa. Linneo lo carni songoso.

nel tempo del primo e dell'ultimo quare chiama Limux uler. L'imbrallar ch'essa LUME CATINA, Allume catina, Altro allu- 10, apparendo allora cornuta o falcata la sa camminando, dicesi Schiccherare, e la me, ch'è un sale artifiziale.

parte oscura, o gibbosa o convessa la parto bava Sbavuluru. LUMEGOTO, 8. m. Voce di gergo e vale

illuminata. LUMAGA DEL BELOGIO, Ruola lumiacu, Orologio da tasca.

LUNA PIENA. Pleniluniv; Lunn picna ; chjanjasi Quella ruola dell'orologio che por- LÙ HERO, 8. m. Idiotismo di chi non sa Essere in quinludecima. ta la catena. pronunciar Numero.

SCOMENZAR A CALÅR LA LONA, Dar la vol• Luraga, Dicesi pure a persona lenta nel LUMÈTA. 8. f. Lumellino; Lumello ; Lu- lu

CALAR DE LA LUNA, Lunu scena; Lu. canuninare, ed anche ad uomo u doona assai micino ; Candeluzza ; Lucernella, Piccola nu menumunle. tarda uo'suoi lavori, o nel far checchè sia ; luine.

FIN DE LA LUNA, Lunu logoru. oude i dettati familiari ed usitatissimi: El LUMIÈRA, s. f. Lumiera ; Luminicra, Ar- SCURU' DE LA Luna, Interluniv; Luna va via come una lumaga, el par una luma- lipse inserviente a portar lumi.

silenle, Spazio di lempo in cui non si vede Ha, el zu una vera lumaga, ec.

Venlola, Arnese di legno e d'altra ma- Ja luna.
Buerio.

80 za.

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FAR

VICI.

PESSE.

DOR DE MAR.

CERCHIO DE LA LUNA, Alone o Cinlo e Ara, cesi di persona screata, cioè Meschipa di AVÈR La Lopa, Allupare ; Aver l'arme Quella ghirlanda di lume con suo che vede. corpo.

di Siena, A ver grandissima same. si talvolta intorno alla luna.

BAGIÁR A LA LUNA, V. BAGIÁR.

LUPANAR, V. POSTRIBOLO. Lunazione, dicesi il Teinpo del corso

TROVÅR OXO IN BONA LUNA, Trovare uno LUSARIOI, V. LUSTRINI. della luna dal principio del novilunio fino in buona; Esser in buona, valgono Esse- LUSARIOLA, 8. f. Lucciola, Sorla d'insetal termine dell'ultimo quarto. Due , Tico re o trovare alcuno di buon animo, allegro to volante o bacherozzolo cho risplende la Quattro lunuzioni, vale Due o tro o quattro e disposto a compiacere.

nolte con moto alternativo, ed è chiamato inesi circa.

LUNA DE NAR, Sorta di pesce. Y Rrona in sistema Lampyris noctiluca. LONA SENTADA O MARIRÈR IN Pir, ovv.

Lucciolalo, d.cesi un altro bacherozzolo Luna in pie & MarinÈR SENTÀ, Prov. Mar. I.UNA, add. Iluni.

che luce como la lucciola ma non vola, e Al fare in mare, al londo in lerra, Espres- LUNARDO, Leonardo, Nome proprio di sta appiattato per le siepi. sione de' Marinai che osservano il moto Uoino.

Lusartole De L'Aqua, Lucciolette deldella Luna, diootante, che nel tondo di LUNARIO, s. m. Lunario, Quel libricciuo- l'acqua marina, Insetti microscopici noteesa si levano spesso pericolose tempeste.

lo nel quale fra i giorni dell'anno si notano tiluchi, che nell'anno 1749 il dotto medico V. SETEMBRÌN.

le variazioni della luna. Almanacco o Else- di Chioggia Giuseppe Valentino Vianelli Luxe, detto in T. degli Stampatori, Se

meride, dicesi Quel libretto dove si regi- scoperse nell'acqua marina, la quale agigni lunari, Così chiamansi quelli che ser

strano le costituzioni de' pianeti giorno per tata ne' tempi del maggior caldo produce vono ne’lunarii per istabilire i diversi tergiorno.

quel fulgore v splendore che ben si vede, mini della Luna.

FAR LUNARI, detto lig. Fare almanacchi; e di cui era prima ignota la cagione o erLuna, dettu tin. vale Pensiero ; Malin

Almanaccare ; Strologare ; Rimusticure , roneamente attribuita a materia oleosa od coniu; Mattuna. Pensar suttilmente.

elettrica. Linneo, a quel tempo vivente, le AVÊR LA LUNA, Aver la mallana, cioè QUEL DAI LUNARI, Lunuristu, Che sa o denominù Nercis Phosphoron; e l'AbbaMalinconia nala dal rincrescimento o dal vende lugarii.

le Grisellini, emulo o plagiario del Vianelnon saper che fare Aver il cimurro;

LASSÈ CHE I STROLEGHI PAZZA I LUNARI, li, Scolopendre murine luisante. V. AREsser acciglialo, cipiglioso, Esser bieco,

Modo fagi. e facelo , ch'è come dire Laturvo, brusco E' debbe far lu lunu ;

sciale almanuccure ugli astrologhi, cioè LUSE, s. f. Luce, Ciù che illumina. Aver lu lunu a rovescio, dicesi di persona

Desislele dal ruininare, dal dicervellarvi LA Loss o la Lome, Il lume , cioè La bisbelica, stravaganle e fantastica A cal- più oltre, che sarà quel che sarà.

lucerna, la candela o simil cosa accesa. livu lunu, vale In mal punto. V. BATER LA

LUNATICO, 8. m. T. de' Pesc. Nautico o LA LUSE DA Ogio, V. Lune va Oulo. LCNA, in Bater.

Argunuulu papirucco, Conchiglia univalve Luse coL MANEGO, Lucernu cul munico; AIBAR A LONE, Esser puzz0 a punli di

bellissima del vostro mare, benchè assai E Lucerniere si dice quel Legno nel quale lunu.

rara, Jetta da Lino. Argonautu Argo. È di si ligge il manico della lucerna. ANDÁR PER LUNE, Maniera antiq. Esser

forma spirale, sottilissima e fragile, candi- Luse de l'ochlu, Luce, Prendesi per la vuriubile. V. BACKGÅR.

da, colla carena dentata. Il suo abitatore Pupilla dell'occhio Acqu:lrinu, dicesi ESSER COGIÒN U TONDO COME LA LUNA, V.

à del genere delle Seppie, che non è cre- poi a Quel lustro che si vede vegli occhi dei Tondo. sciuto però insieme col nicchio.

viventi. ESSER DE LUXA, Essere di vena, Aver

Si avverte che il uome vergacolo Luna- LUSE DEL SPECHO, V. Speculo. cerla disposizione o talento volto a far che

Tico è un idiolismo di alcuu Pescaloro, che Dora La Luse, Dure allu luce; Purluche sia.

lo ha cuotraffatto u storpiato dalla voce die rire. Dure o Mellore in luce, u luce u ullu ESSER TAGJA IN BOXA LUNA, V. Tactir.

gonuulu, con cui veniva indicato da qual- luce, vale Pubblicare un'opera colle staniEL CA VA FAR CUNE LA LUNA COI GAMBARI, chie Naturalista.

OPERA VEGNA DE VECI A LA LUSK, Che' hu u fur lu lunu cui grunchi ? v Pa

Lunulico, si dice anche in dialello a Co

Degna di venire alla luce. rugonar la lunu coi grunchi, Che ha a fare lui, il cui cervello di teinpo iu lempo pati- VECSİR IX

LUSE Qualcossa, Venire in una cosa coll'allra? È cosu stranieru,

sve alterazione secondo il variar della lu- luce, vale Essere pubblicato o discoperto Che non ba ebe fare etc.

novellamenle, Anure in luce, Scoprirsi. EL GA UN MUSO cu' EL PAR LA LUNA D'AGO- LUNI, s. n. Lunedi, ed anche Luni alla LUSENTE, add. Lucente o Nilucente, Cbe Sto, Ila un viso lunulo e scofaccialo, che

Viniziana , come disse il nostro Bembo. luce. Fulgido, Che spandu luce, rispleupure la luna in quintuilecimu.

Lunedi, dicesi corrotto da Lunue dies. deple. Lu lunu fulgidu. Far i sBERLEFLA LA LUNA, V. S BERLÈFO. I CALEGHERT DE LUNT NU I LAURA, I Cal- LUSER, v. Lucere, Risplendero LucciFAR VEDER LA LONA IN TEL POZZO, No

zului sunnu la lunidiuna, cioè Non lavo- cure e Rilucere, dicesi il Risplendere dello strar la lunu nel puzzo, vale Volur dare ad rano il lunedi. V. BERNARDIN.

cose lisce e lustre, come pietre, marini etc. intendere altrui una cosa per l'altra, siunile

LUNIÈ, s. m. T. de'Pesc. Piccolissimo pe. Trulucere, quel Risplendero chu sa il a quell'altro, Far veder le lucciole u le sce di mare, che si confonde colla miuuta

corpo diafano trasparente percorso da lume. stelle di mezzo.li. glia, ed è una specie di Gobio, stalu de- TUTU QUE. CHE LUSE NO XE OR0,

Vedi JORÅR A LUNE, Luvorur u fururi, In- scritto dal diligente valuralista Nardo e da ORU. terrutiainente.

lui chiamalu Gobius Luniè. Questo pescia- LUSÈRTA 0 LUSERTOLA, 8. f. Lucertu ; VRDER LA LUNA IN TEL PO2zv, Strubilire tello rassomiglia allo Scacioto, ma è semua Lucertola e Laccrlo Lacerlola, Anjinau Strabilirsi e Strabiliare; Struseculari, pre di grandezza ininore. La sua pinna cau- letlo o piccolo serpente oviparo. nolissimo, Fuor di modo maravigliarsi, Uscir fuori di Jale è allungala in puntit acuta; la testa, detto da Linn. Lucerla agilis. si per lo stupore.

gli opercoli e parte del corpo sono marcati Lucerliforme, dicesi Chi ha la figura di FATO A LUNA, Alunulo ; Lunutu ; A lu- Ja strisce gialle ed obblique.

Lucertola. natu; Falcalo, Falto a falce. Semilunure, LUPA, s. f. Fume cuninu; Vul de la lupa, LUSERTA VERDE, V. JANGURO. Fatto a ligura di mezza luna.

Specie di Malattia, della da' Medici Pseudo- LUSERTA DE MAR, 8. f. T. de' Pesc. LuNato IN CRESSER DE Luna, Nalo a lunu ressiu, per cui l'organo della fame, locno cerla o Lucerlone e Ciorlone murino, Spelalcula o crescende, dicesi per ischerzo a da qualche umore estraneo, sembra iudur

rin di pesce non indigeno de' nostri mari , Uomo di statura alta Nato IN CALÅR DE voglia di mangiare Bilimu dicesi Alura dello già da Plinio Lucertus, che noi non luna, Nuto u lunu scemu o menomanti', specie di fame grande, ch'è malaltia diver- conosciamo che a nume. È il contrario dell'altro siguiticalo, e di- sa però dalla fame canina.

MICRO COME UNS LUSERTA, Mayro o Sec

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pe.

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cu urrabbiulu; Si smunlo che pare il diyiuno comandalo. LUSERTON, 8. m. Lucerione o Lucerlolone. LUSÈTA, s. f. Lumicino, Picciol lume, co

ino di rollil candela. LUSOR, 8. in. Lucure; Lustrore; Bug'iure; Splendore che abbaglia.

LUSÛR DE LOMA, Lumpuneggio.

Lusók DEI DIAMANTI O BRILANTI, Lucenlessu v Lucidezza.

JusÙN WET ZKCHINI, Luccichio degli zccchini, Scintillamento, Splendore di monele che rilucono.

Lusija DE LK PIERE, Lustro o anche fi. fur. Lucinlezza. LUSSA. V. SLOGA. JUSTRĪDA, 8. f. Lustrutura; Pu'ilura;

Lustru; Pulimento. LUSTRADOR, 8. m. Lustralore, Artefice cho polisce i pezzi di metallo. E anche Quello che dà il lustro ai panoi.

LUSTRADON, detto in T. de' Calzolai, Lisciupiunle, Pezzo di legno con cui si liscia il contorno della suola delle scarpe. V. BiSÉCULO. LUSTRADORA, s. f. chiamasi la Moglie o femina di Lustratore, la quale secondo l'inclinazione della lingua od altre voci cousiinili e così lurinate, potrebbe dirai Lustruiviu. o Lustratrice. LUSTRAR, V. Lustrare. Pulire o far rilucente.

'Pornir a l.USTRİR, Rilustrure.

LUSTRÅK I NARNI, Arrenarc; Lustrare; Polire.

LUSTRÁR I.X PENE, V. OLANDIZÁR.

LLUSTRAR I PANI, Incarture i panni; Dar il carlunc; Dur il lustro ui punniluni.

LUSTRAR I PIATI, Pulire; Forbire; Lustrare; Nellare.

LOSTRÅN COL DENTE, Azzunnure, nelle arti, vale Dar di zauua, Lisciare col dente. JUSTKIN, 8. m. Lustrinu, Surla di drappou finissilio e assai lustro.

LUSTRİA DA SCARPR, T. du'Calzolai, V. LUSTRAVÓR. LUSTRIN, s. 1. Bisunti; Bisuntini; Lustrini, Sottilissime e minulissime rolelle d'oro o dorpello, che si mettono sullo Kuarnizioni delle vesti o in alcuna sorta di ricami.

Pugliello, dicesi ad Una specie di Lustrino tondo non traforato, per uso di ricamo.

Fagiu''i, diconsi da' Baliilori Certi pezzuoli minuti di foglia di rame dorato o inargentalo ad usu di ricamo.

Semino è pure Una specie di · lustrino come i Fagiuoli. LUSTRISSIMANENTO, s. m. EL LUSTRISSIMAMENTO XK PRR LE scoasse, Il litolo di illustrissimo è generale, o reso quasi triviale: cioè Si dà a chi non compele. LUSTRISSIMÀR, v. Dar dell'illustrissimo. LUSTRISSINO, add. Illustrissimo, superlat. di Illustre, e Titolo che si dà familiarmente fra noi alle persone di mezza ssera, fra il Nobile ed il Plebeo, cioè a Quelle che vivono civilmenle.

Ux LUSTRISSIN0, Un Signore; Un uomo civile.

ESSEB LUSTRISSIMO, Essere assai lustro, dicesi di Cusa lucida e lustratissima -Detto di Persona, vale Ricca; Conioda; Dovizivsu.

Forse LUSTRISSIMO, Nicumare un baston du pollaio, Nobililarsi; dicesi d'un villano, d'un uomo vile.

MOSTRAR EL LUSTRI881NO, Mostrar il civile, dello per irovia, valo Le natiche.

Tuca via CO STO LUSTRISSINO, Lu cunzune o fuvola dell'uccellino che non finisce mui, ch'è Quando uno favellando ritoria sempre sulle cose medesime. Non lu rifinire, Non dar mai tine col discorso.

VARDĖ CHE LOSTRISSIMO! Guardate che prelendenle, vanerclio, muffelto!

Mascara VA LUSTRI881NO, diciamo a Quella d’un uomo il quale, abbigliato di vestiti di sela di taglio autico o ridicolo e in grande caricatura, tenendo un occhialino iu ma110, fa il buffone ingendosi un signore o, come dicono i Veneziani del volgo, Un luSTRISSIMU, e la ridere colle sue scioccherie o paulomime, a cui corrisponde la plebaglia che lo seguita irridendolo o gridandofli dietro LUSTRISSIMA, LUSTRISSIMA ... FuMo 0 FOGO IN NANEGA AND IN BAMPA LUSTRISSINO, ed egli risponde a ogoi trallo AVIO POVERODO, adjo, SE VEVARENO A PALAZZu ete. LUSTRO, B. m. Lustru Splendoro, Lume - Pulimento; Lustruturu.

Lostko, detto nel gergo de' Barcaiuoli vuol dire Il giorno.

OGNI LUSTRO CHE VOL 5102 Carlo, Ogni giorno ci vuol dunari.

Lostao DRI DRAPI, Polimento lustro dei panni, de' drappi. Dare il lustro ai drappi, alle pietre ele.

LOSTRO DE LE PIERE, Pulimento o Pulitura Pulimento acceso dicesi Quel pulimealo lucentissimo che si dà alle pietre dure - Pulimento grasso, la Pulitura di poua lucentezza, che anche dicesi Non mola to ucceso.

Lustro o LUSTRO PIN, dicesi a Quel pulimento artificiale, che secondo la moda correnle daono gl'Impiallacciatori (REMESSERi, colla vernice a presso che tutte le loro belle manifatture di legnuine, le quali divengono tanto più nobili, fine e pregiato. Sembra che la voce di lingua equivaleule alla vernacola debba essere Vernice o Lun stro di vernice; e quindi Lettiera invernicuta; Seggiole invernicale o a vernice etc. LUSTRO, add. Lustro; Lustruto; Liscialo; Pulito.

UMU LUSTRO, Lucido. A86. ad uomo ed anche a Cavallo o altro animale, e vale Grasso, in buvo essere, al quals si dicu Gli riluce il pelu. LUSVERDE, s. m. Nenla piperita o piperina o viperina, Sórla di Neula, delta dai Botanici, Mentha piperita. Questa piavia ha sapore bruciaule, che passa iu frusco gralu, waslicandula. L'usseuza che se ne cava o stimata, e si fanno Paslicche e Diavoloni di Menta piperita, adoprati per copfortare lo stomaco. LUSURIOSO, add. Lussurioso; Lascivo.

LUSURIOSO COME UN GATO DE ZENARO, Carnalucciu; Caprune. LUZZO, s. w. dullo anche da' posc. SaxosEİN, Luccio; Luccello; Lupo; Labruce , Pesce assai nolo d'acqua dolce, già latinam. dello Lucius, o da Lion. Esox Lucius.

XK MEGIO ESSER TESTA DE LUZZO CHE COA DR STURION, È meglio esser cupo di galla, che cuda di leone, Meglio è Comandare che esser comandalo, uvv. Moglio è esser priino fra gl'intini che iu Gimo fra i primi. LUZZO DE MAR, 8. m. Lucciu marino o Sfirena, dello Scuino da' pescatori loscani. Pusce di mare a scheletro Ossoso, delle da' Sistematici Esor Sphiroena. La sua carne è bianca, ed è buona.

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M. Vedi Ene.

no vengono poi estratti e condiconsi con MACAÙRA DEL PAN, Allaccatura, Quel siMACA, s. I. Macca, Abbondanza.

buon cacio, cannella, zucchero, ec. I detti to in cui un pane si è toccato all'altro nel A NACA, Modo avv. A macca; A scrocchio cannelli chiamansi da noi ancbe canoloni e forno. - MAGNÅR A MACA, V. Magkak. ANDİR subioti.

MACAURÈTA, 8. f. Ammaccalurina. a maca, Andare o scrocchio ; Spollastra- | MACARON, asd, delto anche Macaròn Da MACÈLO, 8. m. Macello ; Ammuszatoio ; re, Mangiar lautamente a mensa altrui. POGIA, per Agg. a Uomo, Maccherone; Più Beccheria. In Venezia però si distingue il Pesse o Osei A MACA,

Esser macco o

grosso che l'acqua de' maccheroni; Me- Macello dalla Beccheria. Il primo è il luogo muccheria d'una cosa, come di ревсе,

di stola ; Mestolone ; Fugiuolo ; Montone ; dove propriamente si macellano gli animauccelli etc. e vale Esserne grande abbon- Navone; Pincone; Pecorone Temipello- li, l'altra dicesi la Pollega dove si vende danza e a vilissimo prezzo. E quindi A muc- ne, si dice a Chi si lascia sopraffar dai ne- al ininuto la carne macellata. cu, poslo avverb., lo abbondanza.

mici Moccione , vale Uomo dappoco, Merik AL MACÉLO, Condurre allrui al MAC), add. Ammacculo. V. Macir.

quasi noa sappia nettare il paso da' mocci. mucello, detto fig. e vale Condurlo alla sua MacÅ SOTO I OCHI V. in CARAMÅL.

MACARONCİN, dimin. di MACABÒN io tutti rovina. Pan maca, V. Pair. i suoi significali. V. MACARÒN.

MACHIA, 8. f. Nucchia, Segao o Tintura. MACABÈO SPIRITO NACABEO, V. SPIRITO. MACARONCIN o RISARÒLO, 8. m. T. degli Nacchia , detto fig. vale Coolrassegno MACACO, s. m Macaco u Cercopiteco, Spe- Uccellatori, Beccufico di padule rossiccio; ignominioso, che dicesi anche Fregu; Taccie di Scinia seoza barba e colla coda, det- Uccellelto che sul Viceulino chiamasi Rı. cu; Nagagna. V. Taca, Tacola, o Neo. La da'Sistem. Siniu Cynamolyus.

SARÒLO , dal frequentar che fa le risaie. FABBE UNA MAchia, detto fig. Annerarsi Macaco, delto per Agg. a Uomo, Moc- È grande meno d'una Pass era. Nell'Or- o Anncrirsi, vale Macchiarsi la fuma, l'ocicune; Bubbaccio; Meslula valgono Insi- nitologia Fiorentina lu si numina Fivedulu nore o simile; Denigrarsi

Macula CHK pidu. Sciinupito e di grosso ingegno, che palustris.

NO SE POL PIÙ PAR ANDAR VIA, Nucchia inanche direbbesi, Buccello di sodo; Buc- MACARONI, 8. m. Gnocchi, Vivanda di pa- delebile. cellon di piano; Buggeo; Mellone. ste notissima. V. SUBIÒTI.

MachIE A LA PELE, Chiose; Bunuio ; MACIDA, s. f. Ammaccamenlo. V. Macaora. SPERAR CHE I MACARONI CASCA IN BOCA ,

Chiuzza, Tacche brune o rosse, che sopravMACAFANE, S. m. Macco, Specie di po- Aspellar che le lasugne piovano in buccu vengono specialmente alle donne gravide. leula iu varie fogge condila, che si ricuo- o in gola, si dice di Chi vuol conseguire Machia Del Cavilo, Cumela , Macchia co poi nella padulla a guisa di lorta, per

alcuna cosa e non fa dal canto suo viente bianca, lunga per i due terzi della testa lo più con grasso di porco, ed è vivanda per conseguirla. A porco peritoso non cu- del Cavallo. altissima a saziar la fame, dal che preso de in bocca pera mezza, cioè Ai limidi che MACHIA DEL LEGNO, Nurcs:0, Quindi coil nome vernacolo. È pochissimo usata in non s'arrischiano di farsi

contro alla sor- 8ì fatto legno dicesi legno murezzalo o Venezia, ina molto sul Vicentigo.

tv, rare volte essa s'osferisce di per sé. venutu, cioè Serpeggiato a onde, o a marezMACAIZZO, add. - TEMPO MACAIZZO, Teme Vegnir I MACARONI IN BOCA, Cuscur il ca. zo, a vene. pu incostante, nuvoloso, Che la lomere di cio su' muccheroni o l' ulive nel paniure, Machu o’ugio, Frillella, Modo basso e pioggia. detto fig. vale Aver gran fortuna.

vale Macchia in su i panni e vestiti — NacGERA MACAIZZA, Fuccia sculorilu.

QUANDO VIEN I MACARONI IN BOCA, TUTI LI chia rusfermu, vale Vecchia, penetrata. Macazzo sotto i ocul, V. CoRamL. SA BAGNÅR, Quando lu pulla balza, ciascun Machia NE L'ocuio, Muglia ; MaglioliPAN MACAIZZO, V. Pan.

su darle, cioè Nelle fortuno ognuno À va- na; Rele, Macchia generala nella luce delMACALIZZO, s. m. lo stesso che Mascaleot' uomo.

Pocchio.

detto in T. Mar. Muccheru- PIEN DE NACHIB, Macchioso, Cosperso di MACAR, v. Ammaccare, Alquanto meno cbe ni, diconsi Que'legoi scana

che si pian

macchie. lofrangere. Acciuccure, valu Pestare, Pre- tano nell'orlo delle felugbe e simili, per SAJN DA CAVÅR MACHIE, Supone da levar mettervi lu falche.

macchie e du purgar lordure e nuove e Macin Le cusiurv, detto fig. Raggua- MACAŪRA, 8. f. Anmucculuru: Ammacca- vecchie penetrale, raserme, rincappellagliare, Spianure o Ritrovar le costure, menlo; Contusione ; Pescu , Percorsa , te di sopra ogni cosa. vale Baltre, bastonare, che fu detto anche dicesi delle carni e delle niewbra Pescu; FAR GRUPO B MACHIA, V. ia Georo. lig. Imboltire il giubberello.

Nonachino; Lividore u Lividezsu, • Quel- MACIKLİR, v. Macchiare. MACARINI – ANDAR A CA MACARINI, Maniera la nerezza che fa il sangue venuto alla pelle Screziare; Variegare, Macchiare di più fam. e scherzevole, Lo stesso che ANDÅR A per le percosse.

colori. NACA V. Maca.

MACAŬRA DEL PIE AL CAVALO, Repressiv

ROBA CHE

Macchioso. Colore • MACARON, 6. m. Maccherone, È voca- ne o Ripressione, Confusione del suolo. macchioso. bulo usato ordinariamente al plurale. I 17:41c- MACAÙRA D’UN secolo, Fillu, dicesi da

MACHIÈTA, 8. f. Macchiella; Macchiuzsa. cheruni sono una vivaoda falta di pasta gli Argentieri, Calderai etc. un'immacca- PIEN DE MACHTETE, Spruzzolulo di viucpiù o ineou condita con latte od altro, e lura del corpo di qualche vaso, cagionato chiclle, ridotta ip canaclli, che bolliti nell'acqua per lo più da caduta o da percossa.

NİCIIIN1, 8. f. Macchina e pel dim. Mac

Lizzo, V.

MACARONI,

niere.

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NACHIA

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