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BERTA. V.

DOLA.

cia, Quel che si dà dal superiore all'iose- OGNI POCO DE MAR GAE PA NAL AL STO- MARÁNTEGA, si dice ancora dallo Dondieriore per una certa amorevolezza. V. Bu- DEGO, Per ogni poco di maretla amureg- ciuole in sigais. di ArxdodeSE. V. NAMAN,

giasi di maniera che tutto si travolge e MARASCA, 8. f. Amarascu o Marasca , MANZA (colla z dolce) 8. f. Buessa; Vacca, si turba.

Sorta di Ciliegia dolce, che nasce dall'albo Femmina di Bue.

PaTiR EL MAR. V. Patir.

ro Amarasco, V. MARASCHÈR. MANZİR (colla z dolce) v. T. Ant. V. Ma- MARA, 8. f. Marra. V. ÀNCORA.

ConsekvA DE MARASCAR, Diamarinata. MARABÙTO, 8. m. T. di Galera, Mara- VIN DE MARASCHE, Vino amarusco, QuaMANZÈRA (colla z dolce) s. s. Barca gran- bullo, Nome d'una delle vele della gale- lità di vino che si ricava dallo amarasche de, cli’è una specie di trabaccolo a quat- ra che s'adopera con venti forti e gagliardi. pigiate e fermentate come l'uva. tro alberi e a due coverte, così detta per- MARAFON, s. m. T. de' Fabbri, Arpione o MARASCALCO O MARESCALCO, s. m. Manichè serve al trasporto de' Manzi all'uso dei specie di Raffo. Stromento o Arnese fallo scalco; Maliscalco; Nanescalco e Ferramacelli di Venezia.

di lamiga o di bastone di ferro, da una par- tore, Quegli che medica e ferra i cavalli. MANZÈTA, 8. f. Manzotta; Giovenca; Vac- to ricurvo e dall'altra diritto ed appuntato,

L'arte del Mauiscalco dicesi Mascalcia, cherella.

della figura a un di presso d’un G, che si E quella poi che riguarda tutte le malatMANZÈTO, s. m. Giovenco e Birracchio, pianta nel muro o nel legno, e serve per tie delle beslie in genere, dicesi Arle veteBue giovane. V. Civèto.

sostenere che che sia. Su due di questi ar- rinaria o Velcrinaria assolut. e quindi VeMANZIA (colla z aspra) V. Manza nel pri- pioni fitti l'uno all'altro orizzontalmente, terinario si chiama Chi esercita questa mo significato.

sta ritenuta la mazza superiore delle tende arte. MANZO, B. m. (colla z dolce) Manzo; Bue; che si fauno sportare suori delle finestre MARASCALCO, detto ig. per Aggiunto a Bove; Bo, Toro castrato. per difendersi dal sole.

Medico, vale Medicu da poco. V. Medeço. Manzu, delto per Agg. ad uomo, Bastra

MARALDO, s. m. o Mau DEL MARALDO, T. MARASCIIÈRA, 8. f. T. de' Viguaiuoli, Acone; Membruto ; Atticciato; Parere un de' Veterinarii, Asle od Ulceri della bocca murusco o Marasco, l'Albero che produce carnovale, Dicesi ad una persona grassa Malattia propria del Cavallo e del Bue, i il frutto Amarasca. e grossa.

cui segni caratteristici sono Disficoltà di MARASCHİN, 6. m. Maraschino , Voce MANZO DE MAR, T. de'Pesc. V. CAGNÈA. masticare, melanconia, ulceri qua e là spar- Fiorentina. Sorte di Rosolino, cosi detto MANZOLÀME, 8. m. Bradume, Quantità si nella cavità della bocca, di colore bian- perchè fatto colle amarasche. di bradi o sia di bestiame vaccino da tre castro.

VIN MARASCHİN, Amarusco, Agg. di Vianni addietro.

MARANGON, 8. m. Falegname; Legnaiuo- no fatto di ciriegia amarasca. MAO, detlo per Agg. a Uomo, Scimunilo; lo e Legnamaro, Artefice che lavora di le- MARASSÀNGOLA, 8. f. dicono i Padovani Slupido ; Beccone ; Mozzicone ; Baggco. gname, che fa manifatture di legname. a Quell'animaletto che noi chiamiamo LoNon so se sia carne o pesce. VARANGÔN DA GROSSO, Curpentiere; Mae

Nel Polesine dicesi MARASSANMiao, La voce del Gatto, e quindi Mia- stro ďascia. golare o Miagulare, Far la voce del Gat- MARANGÒN DA SUTìLO, Slipettaio, Artefi- MARAVÈGIA, 8. f. Maraviglia ; Maravito. V. SGRAOLÀR. ce di lavori fini.

gliamento; Stupore. MAPI, 8. f. Carla topografica , Carta su MARANGÔN DA REMESSI, V. REMESSÈR.

DARSE DE MARAVEGIA , Maravigliarsi ; cui sta esattamente descrito un luogo od LAORANTE o Zovine peL MARANGÒN, Ma- Stupirsi ; Sorprendersi - ME DACO un paese. V. in CARTA.

rangone, Garzone del Falegoame; ma in- MARAVEGIA, Mi maraviglio; Stupisco – No MAPAMONDO, 6. m.

tendesi di que'garzoni che lavorano per o- LA SE PAGA DE MARAVEGIA, Non istupisca ; vale Culo; Il bel di roma; Il Culisco. pra quando in una bottega e quando in un' Non maraviglio Non si maravigli. MAPADR, 6. m. Secco stile, Quel legno o allra, a tanto il giorno.

Far le MILE MAKAVEGIE, V. MaraveGIANferro al quale sia altaccata la catena da MARANGONA, 8. f. La feminina del Fale- se e MIRACOLO. fuoco. guame.

Gue GERA IN MAR, s. m. Mare, La congregazione delle MARANGONA, s. f. Così chiamavasi da noi OSELI DA VENDER, Verano degli uccelli un acque.

una delle campane di S. Marco, che si suo- subbisso, Io quantità. Mare, detto fig. vale anche per Diluvio; nava ogni mattina de' giorni feriali al levar A MARAVEGIA, Muravigliosamente e MeFuria; Folata, Quantità grande di che che del sole, per avvisare i lavoranti dell'arse- ravigliosamente. Maravigliosissimamente. sia. EL GA DITO ON MAR DE ROBA, Gli

pale di recarsi al loro dovere. Dal suono MARAVÈGIA, 8. f. T. de' Fioristi, Naravidisse un mure l'ingiurie; Ila stiacciato poi del mezzodì sono essi lavoranti avvisati glia, Pianta annuale e Fiore dello stesso come un picchio.

di sospendere; e da quello detto comune- nome, detto da Linneo Mirabilis dichoto. MOB DONAZLI, V. BonazzÀR.

mente DoPONÒNA O DRIonÒna, che finisce a EL BAR SCOSENZA A PARSE SENTIR, Il mu- un'ora pomeridiana, a ripigliare il lavoro; MARAVEGIARSE, v. Maravigliare; Merare s' abburuffu, Gomincia la burrasca. e finalmente dal suono dell'avemmaria del- vigliare; Nuruvigliarsi; Slupire; StordiMAR IN BORasca, Mure fremente, imper- la sera a desistere. V. RealTINA.

re- Strabiliare o Strabilire e Strabiliarversato , che spuma e ribolle; Mar che MARANGONAR, v. Lavorare o Lavorac- si, Maravigliarsi fuor di modo, che dicesi frange; Mare abbaruffalo.

chiare da falegname. Noi non intendiamo anche Andure in visibilio; Uscir quasi di GRAN QAR, Empifondo, Acqua alta. già il lavoro che fa propr. il Falegname per meraviglia ; Strusecolare o Tra

Max Quiero, Mare smaccatissimo, paca- di mestiere, ma quello d'un Dilettante che secolare. to, pacalissimo.

senza professare quell'arte, s'ingegna bene MARAVEGIÓNA, 8. f. Maravigliaccia. MAR SENZA FONDO, Profondigorgo , Che o male di esercitarla in qualche speciale oc- NARAVEGIÓSo, add. Maraviglioso; Maha abissi profondissimi. casione. V. SARTÒRÀR.

raviglievole. Mar vecuio, Mare vecchio o Maretta, NARANTEGA, 8. f. Befana; Ancroia, dice- NARCA, 8. f. Marca e Marchio, ContrasseResiduo di tempesta Detto fig. Runco- si per disprezzo di Donna vecchia, deforme, 800 o Impressione che si appone alle merre; Contrasti vecchi, Odio invecchiato. aggrinzata e secca, della quale fu anche canzie ed alle opere degli artefici , ed app

Lengua o BRAZZO DE MAR, V. Lengoa. detto Ritaglio stuntio dell'antichità; Vie- che ai Cavalli. Marca del punno, del cuo

LODA EL NAR B TIENTE A LA TERA, Loda ta, grinza ed ursiccia. Gli aggiunti che io, dell' urgento, della carta , de' pesi , il mare e lienti alla terra, Prov. che av- possono corrispondervi sono Scagnarda ; delle misure etc. vertisce Lodare l'utile grande e pericoloso, Scansarda; Brodolosa; Segrenna e simi

MANCA DE

LA BIANCARIA, Pontiscritto allenersi al piccolo e sicuro. li. V, Serbna.

Puntiscritto , Quel segno fatto con lotta

D

Detto in gergo ,

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PIAZZA UNA MARATRGIA DE

ma.

Vezzo,

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DA

ro iniziali d'un nome e cognome, che si melte su do'paonilini per conoscerne il padrove.

MARCA DE DISORUR , Marchio o Marco, ed è quello ebe lascia il ferro infuocato sulla pelle de’malfattori condannati a tal pena.

Marca detta per Marco, V.

Marche, delto in T. di giuoco, Fiscia ; Gettone; Quattriuolo o Quarteruolo, Pezzetlo d'oltone ridotio A copiato a guisa di moneta, che serve specialmente per giuocare, e per trastullo de' fanciulli. MARCA, 8. m. V. Merci. MARCA, add. Marcalo vale Segnato, Notato.

Marcà a DEO, Segnato a dito.
MARCANTE, V. MERCANTE.
MARCANTONIO, Marc'Antonio, Nome pro-
prio di Uomo.

MARCANTONIO, detto in gergo, vale Culo.
ESSER ON BEL MARCANTONIO ,

detto fig. Esser bella tacca d'uomo.

UN GRAN MARCANTUNIO, V. Dexonión e STANGIRLÙN.

SIOR MARCANTO310, detto parimente in gergo, Becco, Quello a cui la moglie fa fallo. MARCATAMENTE, avv. Segnalalamenle;

Segnalamente; Espressamente.
MARCELO, s. m. Marcello, chiamavasi un'
antica Moneta Veneta d'argento stampatasi
nell'anno 1472 sotto il Doge Nicolò Mar-
cello, deltasi dal suo oonie, del valore pri-
milivo di soldi dieci, che in seguito s’ac-
crebbe e che presentemente sarebbe di sol-
di 25 Veneli, cioè di centesimi 60. Nel 1541
spendevasi per 12 soldi.
MARCENARIO, add. Mercenario e Merce-

naio, Quello che serve a prezzo.
MİRCER 0 MARZÈB (colla z aspra) 8. m.
Merciuio; Panniere; Pannaiuolo; Mercia-
dro.
MARCÈRA o Marzèra, 8. f. La femmina di
Merciaio, che potrebbe dirsi Merciaia o
Panniera e Pannaiuola.
MARCERETA, s. f. Merciaiuola.
MARCERÈTO, s. m. Merciaiuolo; Merciaio

di poche merci.
MARCERIA, V. MARZARIA.
MARCHIESA, V. IMARCHESA.
MARCHÈSE, 8. m. Marchese; Menstruo o
Mestruo e Ragione, Quella purga di san-
gue che hanno le femmine in ogni mese.

AVÊR EL MARCHESE, Avere i fiori, i sangui, le purghe, il tempo, i mestrui; Aver le calende o i calendi, i mesi Riavere vale Ritornare i mestrui. V. Corso.

No VEGNİR EL MARCHESE PER UNO O DO U PIO MESI, Fare una o due o più passale. MARCHESÈTA, s. f. Marchesina; Marcassita e Bismutto, Sostanza minerale semimetallica nota. MARCHÈTO, 8. m, T. ant. Nome d'una piccola Moneta di rame quasi come soldo, che ebbe corso pe'tempi della Repubblica Veneta priina dell'ultimo soldo; onde continuossi anche a' giorni nostri l'uso di dire Marcheto per Soldo. MARCHIA, &. f. che si pronuncia come il

toscano Marcia, T. Mil. Il camminare dei MARCOLİN, Aggiunto che dopo 50 anui da soldati e degli eserciti.

che è caduta la Repubblica Veneta, si-da MARCHIAPIE, 8. m. Marciapiede, Quella al Soldo Veneto, che ora è quasi sparito. parte delle strade pubbliche ove si cammi- MARCOMADONE, Zogia i MARCOMADna a piedi, e non vauno i carri.

NE, V. ZoGÅR. MARCHIAR, v. Marciure, Il camminar dei MARD.., Voce triviale, lo stesso che Mexva. soldati.

MARE, 6. f. Madre

Nanimu dicesi per
Macmin, nello stile famil. vale Parlir.
si; Andure; Andar via Manchu o Mar MARE Lavisa, V. Ladin.
CHIA VIA, Va via ; Parli; Va al diavolo; MARE DE LE DONE, Mutrice ; Madre; Isle-
Vatli con Dio.

rismo; Donna del corpo-MAL DE NARE, Mal MARCHIÈR, 6. m. ( si pronuncia come in di matrice ; Mal della donna o di madre ; Loscano Murchiere) T. del Bigliardo, Mar- Nale isterico o uterino. Quindi Natriciosa calore, Colui che assiste al giuoco del bi- o istericu, Quella che patisce mal di matrice. gliardo, nola i punti delle partile, e

MARE DEL VIN O DE L’Aseo, Mamma o Maoccorrendo , le asticciuole a' giuocatori. I dre, Fondigliuolo, feccia e letto del vino e Francesi lo chiamano Marqueur.

dell'aceto, che dicesi anche Capomorto. MARCHIO )

MARE DE MELUN O DE Zuca, Budella, Gl'inMARCHIORO ) 8. m. Melchiorre , Nome

teriori de' poponi. proprio di Uomo.

MARE DE DIANA! Maniera ammirativa MARCİA O Marcida , 8. f. Infracidamen- d' impazienza, Corpo di bacco; Capperi! le; Infradiciamento; Infracidatura e In

LA BONA MARE NO LA DISE VUSTO, LA DIRB fradiciatura.

TIÙ, Prov. fain. cho siguifica, Che quando Marcin, nel parlar sam. dicesi anebe per uno ama da vero, bon domanda se la persuSeccatura; Noia ME SON DÅ ONA MAR- na amala desideri una cosa qualunque, ma cia, Mi son seccalo o annoialo abbastan- gliela dà senz'altro,

LA MARE VALENTE PA LA FIA BONA MARCIO, add. Marcilo; Putrefallo.

GXRATE, Nedicu pietoso fa la piuga puso MARCİR, v. Marcire; Putridire o Putre- solrnle o verininosa e fistolosa; La madre fare o Putrefarsi ; Fracidare ; Corrom- pielosa fa il figliuolo tignoso. Prov. metas. persi. V. IMARCIR,

significanti col nostro vernacolo, Che quanTORNAR A MARCİR, Rifigliare, Per lo ri- do la madre è molto altiva o fa da sè tutte far della marcia o puzza che fanno le ferite

le domestiche faccende, la figlia si avvezza o gli enfiati quando paion guariti.

pigra perchè trova tutto fallo e non le resta MARCIR IN T'UN CAMAROTO, Marcire in niente a fare. Auche noi diciamo EL NUDE prigione, cioè Starvi moltissimo tempo. SCOMENZAR A MARCIA, Umigare.

LA MARE XE SECOBA E 'L PARE DE VENTURA, MARCO, s. m. Marco, Nome proprio di Lu madre lo sa e il padre lo crede. Mia Uomo.

mailre il sau di chi figliuolo io fui. S. Murco era il Simbolo o titolare della SECİR LA MARE, V. SECÀR. Repubblica Veneta, sostituito al primo pro- SO MARE NINA NAMA OVY. TO TAKE FOSSELA tellore S. Teodoro.

CRAVIA; ovv. Vostka MARE CHB v'HA coni, S. Murco è ancora il nome d'uno dei Maniere basse d' impazieuza, Sia muladetSesticri in cui è divisa la Città di Vene- to! Ti venga la rubbia! Siu benedetto Iddiol zia.

VOSTRA MARE IN CUZZOLON, V. CuzzoLÒN. MARCO DE LA STALIERA, Ago; Romano ; AVÈR LA MARE PER TRAVERSO, che anticaPiombino, Quel ferro o peso della stadera mento dicevasi AVÈR LA MARE INVERSIA, LO appiccato allo stile, che stando a piombo stesso cbe Avda LA SNARA, V. Snara - II mostra l'equilibrio.

confronto e il consenso di questi duu dettati Esser fra MARCO & TODERO (Il Leone fauno ragionevolmente supporre, che il prialato, insegna di S. Marco, e S. Teodoro no (il quale esprime un fatto impossibile sono due statue poste sull'apice delle due in natura) sia stato dello scherzevolmento grandi colonne della piazzetta di S. Marco, per l'equivoco delle voci consonanti SWARA fra le quali una volta si giustiziava) Esser e Mare, o che in vece di dire AVÊR LA SHARA, fra le forche e Sunla Candida, fra l'in- parlandosi di Donna, siasi detto AVÈA LA cudine e 'l martello, Ira Scilla e Cariddi, NARE cogli aggiunti sopraccennati. Y. Mas Tra due opposle difticoltà. V. Samarco.

DE LA MARE in Mal.
Marco PAPARELA, Locuz. triviale, delta NARÈA, V. Dosina.
di Persona, vale Slolido; Scimunito. NAREGIÀR, v. Amareggiare; Amaressa-
No ti GA MINCA DA PAR CO Marco PAPARE-

re; Amaricare, Divenir amaro.

MARÈGNA, s. f. Nalriynu. MARCOLFA, (coll'o chiuso) A88. a Dog- FARDA MARRONA, Mulrignare ; Matrina, Macciangheru; Gofa; Sguaiatuccia, gneggiare, Procedere da matrigna, e vale Sciocca. Questa voce vernacola nel secolo Aspreggiare. XVII, sigoificava louua sagace, astuta. MAREGNA, S. f Voce antiq. Cupertvio: MARCOLFO, (coll’o chiuso) A88. ad Uo- cioè quella tela con cui si ricoprono talvolmo Balocco; Bulordo; Sguaiato; Moccico- ta gli allari quando la Chiesa si addobba a ne; Villano.

lutto.

GU PIETOSO FA LA PIACA VERMANOSA.

LA, V. Far

nace,

MARÈLA, 8. f. T. de' Beccai. Essi dicono Sninfa, dicesi a Donoa affettatamente
Muela alla Spina dorsale o sia alle Verte- attillata ed anche brutta.
bre lombari, che vanno congiunte rispetti- Marfisa, dicesi ancora per la Parte na-
vamente alla carne del lombo e della bra- turale della Donna.
ciuola. Quindi chiamano NOMBOLO O BRASù- MARGARİTA, 8. f. Margurila e Margheri-
LA SBRZA NARÈLA, Quando la parte carnosa lu, Perla. V. MALCARITA.
non è congiunta coll' 0880.

DAR LE MARGARITB AL PORCHI, Gettar la
MARRLA, detto in T. agr. Muragnuolu, treggea a'polli o a' porci; Getlar il lardo
Massa pirainidale di fieno, che ne'campi fan- a' cani; Dar le noci moscale a' cinghiuli
no gli agricoltori dopo averlo fatto seccare o il vino alle ranocchie, Dar cose buone
al sole.

chi non le conosce. MARELÅR, v. T. agr. Abbarcare, Fare METERGAE NOMB MARGARITA, Locuz. fam

massi di fieno sul prato dopo averlo seccato. o met. Metlere in fanferina ; Metterla in MARE MAGNUM, Voci latine che sono tul- buffoneria o in baia, Si dice di Chi per suo tavia in 480 presso alcuni nel parlare dome- interesse mette la cosa in baia e in canzone, stico, Muri e monli, Cose grandi.

che anche dicesi Pigliursela in baia. – In PROMBTER MARE MAGNUM, Promeller mari altro sign. Fare una cosa andata ; Fare e monti, Cose grandi. V. Roma.

il pianto di che che sia, Tenere una cosa MARENDA, 8. f. Merenda, propr. si dice il per perduta, Dare la benedica. Mangiare che si fa tra il desinaro e la cena;

MARGARITA è anche T. di gergo e vale la ma coi per lo più intendiamo il mangiare Fune, la Colla, V. Corda. della inaltina. V. COLAZIÒN.

MARGARITÈR, O MALGARITÈR 8. m. QuelDAR DA NARENDA, A QUALCùn, detto fig. l'artefice che taglia le canne di vetro per Dur a uno che usciolvere, Dar le busse. farne margarito, e l'altro pure che iu qualMARENDA u Piumin, Sorte d'Erba. V. sivoglia degli usati inodi le rotonda alla forCASTRACİN

Si chiama collo stesso nome il Ne-
MARENDİR, v. Alerendare; Asciolvere, Il goziante e venditore di siffatte margarite ,
mangiare fra il desinare e la cena. V Ma- le quali si dicono anche collettivamente
GNÅR e COLAZIÒN.

Contaria.
MARENDATA, s. s. e nel plur. le Maren- MARGARITÈRA, 8. f. La moglie del Mare
DATE, o le MARENDAE, Merenduzza ed è GARITÈR; ed ogni femmina impiegata nelle
quella fatta in compagnia fra ragazzi. fabbriche delle margarite — Impiratrice
ZOGÅR A LE MARENDATR, V. ZOGÅR.

dicesi quella che le infila; e Fiocaressa MARENDİNA O MARENDİN, 8. f. Colexionci- quella che aggiunge a' mazzetti de' piccoli na o Colezionetta e Sciacquadenli sono

fiocchi. il Mangiare che si fa fuori del desinare e MANGAROTA, O MALGAROTA 8. 1. Chiamasi della cena; Merenduccia e Merenduzza è un Battello lurgery, vogato a sei remi, il Mangiare il dopo pranzo.

quale sia preparato ad uso di correre in reMARENDOLA, 8. f. T. agr. Ballerino, Coc. Kata. Sembra ragionevole che MARGARUTA cola rossa che fa il Pruno bianeo.

voglia dire Barca di Marghera, detto poi MARÈNGA (coll’e stretla) 8. f. T. de' Con- corrottamente MALOUÉRA. V. BISsuna e Bafetlurieri. Cosi chiamasi fra poi una Speoie di zuccherino fatto a guisa di uovicino MARGIN.İR, v. Immarginare ; Ammarginaun po' schiacciato, che riempiesi di capo di re; Consolidare; Cicatrizzare, Dicesi dellalte con vario gusto preparato e condito ;

lo ferite. ed è una leccornia.

MARGINAR, detto ia T. for. Soscrivere ; MARESCAL.CO. V. MARASCALCO.

Firmare, e dicesi de' Patrocinatori che lirMARESÈLO (colla 8 dolce) s. m. Maretta, inano ed autenticanu col nonne loro le scritPiccola conturbazione di mare.

Ture de' clienti da presentare in giudizio.
FAR HARRSÈLO O Maresti, Nareggiare, MARGINE, s. m. Margine, s. f.
Far muovere per lo mare una barca -- Bar. MARGNUCO, add. Capocchio, e vale Sci-
collure, dicesi quel Dondolar del battello che munito, balordo, Seuza senno.
si fa talvolta per divertimento, che si dice Dicesi pure per Caparbio, Duro di testa,
anche Far marctla.

Ostinato.
MARESKLO, detto lig. vale Scompiglio; OSSERVAZIÓS MARGNOCA, Modo ant. che
Barnhusu; Nischiu ; Rissa.

vale Osscrvazione giudiziosa, ma è detto
NGHE XE AXESET, Nan. fam. La marina
è turbata o gonfula, dicesi Quando ver-

MIRGOTA, s. f. o MARCÙTO, s. m. T. agr. giamo in collera e pieno di mal talento Nurgollo, Quel ramo che si taglia per metà qualcuno.

longiludınalınente e si allaccia col fil di ferMARESİNA, Erba. V. MADREGÅL.

ro e con lo spago incerato, e quindi si sepMAREZİNA, 8. f. (colla z dolce) Renuio ; pellisce solterra o in qualche vaso perchè Arenaio; Quella parte del letto del fiume metta radici, e poi si cava per trapiantarele resta scoperto dalle acque. V. Grave. lo. MARFISA. Agg. a Donna per disprezzo, Ba- MARCÙTO A COBESin, Murgotta, dicesi Quelderla ; Monna baderla ; Baggea, Buona a la parte della pianta, in cui sia fatta l'opepulla – Monna schifalpoco. Quella che ar- razione del taglio su tutti i ramicelli o fitatamente faccia la contegnosa.

gliuoli di essa pianta, la quale è poi rico

perta di terra perchè abbarbichi da ogni taglio, a fine di trapiantarla.

MARGOTO A ZOCUÈTo, dicesi Quella pianta nella quale siasi fatta l'operazione suddelta del laglio sul tronco di essa, ridotto vecchio. MARGOTIR, v. Margollare, Far u80 e 80verno della pianta a modo di margolta.

VARGOVIR LR VIDB , dicono i Contadini all'Operazione che fassi nel quarto anno dacchè è piantato e cresciuto il magliolo (Rasolo), ed è Tagliarlo rasente a terra, perchè riproduca diversi rami e poter quindi scegliere e coltivar il miglioro. MARIA SFRIS.İDA, dello per agg. In T. di gergo, Svisuto; Sfregiato, cioè Offeso d'un taglio sul viso.

Maria De Leoxo, si dice ancora familiarmente per motteggio d'una femmina che sia maghera, fredda ed insulsa; espressione che ricorda la festa delle Marie che facevasi in Venezia annualmente, la quale traeva origine dal ratto delle spose Veneziane fattosi da' Pirati Triestini intorno all'anno 944, sutto il Doge Pietro Candian II : di che tratta il Tomo I dell' Origine delle Feste Veneziane della eruditissima nostra Dama Giustina Renier Michiel. MARIDADA, add. Maritata, dicesi di Donna che ba marito -- Ammogliato, d'Uomo che ha moglie — Ammogliassato, che ha preso moglie di vil condizione -- Coniugato, si appropria all'uno ed all' altra.

MARIDÀ ONA YOLTA SOLA, Monogamo Con DO MUGIÈR VIVE O MORTE, Bigamo ; e se è donna Biguma -- Poligamo, dicono Colui che ha più mogli viveoti o le ebbe uoa dopo l'altra. E quindi Monogamia ; Bigamia e Poligamia.

MANBSTRA MARIDADA, Minestra marilata, dicesi Quella che si mescola cou farina o con paste o vi s'intridono delle uova - Lasagne murilute, Quello che sono accoppiale e mescolate con altre parte di forma diversa e con legumi ancora. MARIDİR, v. Maritare, Dar inarito alle femmine. Acconciare è detto figur.

MARIDARSE, Maritarsi; Accompagnarsi; Accusarsi; Acconciarsi; Andar u marito; Pigliur a marilo o per marito, e dicesi dolle Femmine Ammogliarsi; Pigliar a moglic o per moglie; Menar donna; Accompagnarsi, si dice degli Uomini

MaRIDARSE, delto per siunil. delle bestie, Am mogliursi, vale Congiungersi, accoppiarsi per la generazione.

MARIDARSE IN SECONDI Voti, Rimaritar. si: Ritor donna ; Riammugliarsi.

MARTLABSE MALAMENTE, Menar donna di bussa muno ; Far cusaccia con genle plebeu. V. MARIDA.

Esses VA HARIDÅR, Essere scapolo, celibe, libero, smogliulo, dicesi de'Garzoni. Esser zitella o nubile, di Femmina non maritata.

Star VA MARIDÅR, Stare scapolo o smogliato; dicesi di Uomo. Star pulcelloni, cioè Senza marito, oltre al convenevole

LOTINA.

per ironia.

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Cuocere.

pesce fritto.

tempo di maritarsi; e dicesi di Femmioa. E del Lido, dello Sottomarina, ch'è un mi- lalta o di rame o d'altro metallo, ad uso di quindi Pulce'lona, Pulcella avanzata di età. glio in circa distante da Chioggia: couge

REGAZZA BONA DA YARIDAR, V. REGAZZA. Veneziano a chi sta a Venezia, Pellestrinot- MARMITON, s. m. Voce Francese, Guattero LA SE MARIDARIA PIUTTOSTO STA SERA CHE to a chi sta a Pellestrina etc.

Il più basso servente di cucina, che anche DINİN, Abbraccerebbe un uomo prima che MARINÀR, v. Marinare, Melter l'aceto sul si dice Scopapollai; Lavuscodelle. un orso, Dicesi di Fanciulla grande e di

Delto per Agg. a Uomo, Goff accio; Bugc. ela nubilo.

MARINARESSA, 8. f. Marineria o Marine- cio; Pentolone; Scorzonc; Mellone, StuPazienza UNA VOLTA, MA MARIDARSE DO resca, Moltitudine di naviganti in armata. pido. VOLTB, LA XE DA NATO, Chi ha o toglie una MARINCOLA, pesce. V. DoszÈla.

MARMO e MARMARO, 8. m. Marino, e anticamoglie, merita una corona di pazienza, MARINÈLA, 8. f. Amarinu ; Agriotta, Sor- mente dicevasi Narmorito. V. MASĖGNA. chi due, una di pazzia.

ta di Ciriegia aspra al gusto, il cui albero CooR DE MARIO, Cuor di macigno, cioè VUSTU CASTIGARLO? MARIDELO, Dagli mo- dicesi Amarino, I sistematici lo chiamano Cuor duro, che non si muove a compassioglie ed hallo giunto, Malando e Moglie non Prunus cerasus varietas austera.

ne. Cuor di smalto, di diamante, ď acmanca mai. V. MUGÈR.

MARINÈR, 8. m. Marinaio; Marinaro; ciaio, di ferro. VAADA DE MARIDARTE BEN, & dura la vila Mariniere ; Narino.

MARMORIN, #. m. Marmorato, Intonaco di colui che a donna non bene a con- Cossa da MARINÈR, Marinesco o Marine- fatto con marmo polverizzato e caloina di veniente s'abbatte. resco, all'uso de' marinai.

ciottoli. MARIDİR DO COSSB INSIEME, detto fig. Ma- LUNA SENTADA E MARINER IN PIE, V. Luna. CARTA MARMORÌNA, Carta marmorata, rilare, cioè Confondere, mescolare. MARINÈTA 8. f. Voce fam. detta per vezzo,

Amarezzata come inarmo. MARİDOLA, 8. f. T. de' Pese. Smaride, dim. di Narina, Nome proprio di femmina. MARMOTA e MArnoTİNA, 8. 1. Marmotta e delto da Gesnero Menola bianca. Pesce di MARİO O Marido, 6. m. Marilo; Sposo; Vo- Nurmollo, Specie di Topo, ma grandotto, di mare del genere degli Spari, chiamato da mo, Quello ch'è unito ad una femmina in coda abbreviata, che da’ Sistematici è detto Linneo Sparus Smaris. matrimonio.

Mus Marmolla. Dicesi anche Topo alpino. Il nome Zirolo si dava a questo pesce Cativo Mario, Marilaccio.

MAXMÒTA detto per Agf. ad uomo, Studai Veneziani antichi; ora è più in uso quel- Mario de la Nezza, Bisgenero, Il Ma- pido; Insensalo; Scorsone; Soro; Baggeo. lo di MARIDOLA O anche di AGòn. V. ACON rito di mia Nipote.

EL STA LÀ COME UNA NARDÒTA, Sla coD'ISTRIA O ANCOÊLA AGORÀ.

DOLÒR DE COMIO, DOLOR DE NABIO. V. Do- me un musorno, cioè Come uno stupido o MARIDOZZO, s. m. Naritaggio ; MatrimoLÒR.

insensato. nlo; Mogliaz30; Murilazione, Ma noi in- Mario & De LÀ DE Mario, Marito e più HARMOTÀGINE, s. f. Bessaggine ; Scivotendiamo Matriinonio mal fatto.

che marito, cioè Allaccatissimo alla Moglie. chessa; Slupidessa. Manrdozzo è anche Voce del parlar sam. Mario R MOGÈR, Coniugi o Jugali. MARMOTO, 8. m. Voce del parlare forbee vale Mescolansa ; Mistura o forse meglio Aver vocIA DE MARIO, Uccrllure u murilo sco de' Borcai uoli, e vale Membro virile. Intriso. Unione, Accoppiamento, miscuglio vale Mostrar desiderio di voler marito. MARNOTON, Accresc. di MARNOTA, V. di varie cose, e dicesi per lo più di l'ivun- MARIOL (coll'o stretto) add. Voce antiq. MIROBOLAN, s. m Mirabolano, Specie di de marilale.

Mariuvo. Kalvivente. Perversu, detto per Subinu, dello di' Sistem. Prunus domicstiFax UN MARIDOZZO, Stersure, valo l'ar

cu. V. Axulo. Ve n'ha di diverse specie una incscolanza regolata di più qualità dif- Dicevasi ancora nel sign. di Furbo; Ac- V. BARACOCOLO. ferenti di cose per ridurne una sola, come 00:10: Destro. Ora direbbesi Fiania. V.

Dar DEL MAROBOLANT, detto metaf. Dar di tabacchi e simili.

MARIOLAR, v. ant. Mariolure, Far t: audi dei miirabulanı; Dar le frulla di Prate NARJEGOLA, 6. f. e più Mantica. Marigola, ed ingaoni.

Alberigo, vale Dar delle bastonate. Matricola, Libro nel quale sono raccolte le MARIONÈTE (coll' e larga) s. f. Voce Fran- MAROCA, s. f. Marochella, vale Spis leggi sistematiche di alcune Corporazioni cese, Burullini, Figurine di legno che si FAR LA MAROCA, Fur la spia. di Arti ed anche di Luoghi pii. fanno giuocare.

ESSER SUTO DE MAROCA, detto fam. e di PAGIR LA MARIÈGOLA, Pagur la lassa, cioè MARIORBA 0 MARIORBOLA, 8. f. Mosca cie- gergo, Aver suzau la borsu; Esser arso, Quella contribuzione che l' Artefice o Ar- ca; Beccalaglio, Giuoco fanciullesco che si

bruciato di dunuro; Sofhar nel borselliLista pagava al proprio corpo.

sa ad occhi bendati. V. ZOGÅR A WARIORBA, no, Non aver danari in tasca. MARIETA

ia Zogar.

MAROCUİN, 8. m. Murocchino, Cuoio sobMARIETINA) 8. f. Detto per vezzi, e vale MARIZİR, V. ANARIZİR.

lile di becco e di capra. concio colla galla. Maria, Noine proprio di Donna.

MARMÀGIA, s. f. Marmaglia ; Canaglia; MAROCAINI, diciamo ad una sorta di pane MARİLI, s. I. T. volgare de' Fioristi. Ama- Ciurmaglia; Genlaglia; Rassumaglia; piccolo e fino, biscottato, che ci vien portarilli o Amarillide, Fiore bellissinio per la Popolaglia, Quantità di gente vile.

to dal villaggio di Marocco sopra Nesire, bizzarra sua struttura e pel vivo colore cre- MARMÀO, Y. Manio.

dove si fabbrica. misi, che viene in estate da una pianta MÀRMARO, V. MÁRNO.

MAROCHIINA, add. Fatto a quisu di mabulbosa o perenne, della da' Sistematici A- MARMÈLATA, s. f. Cotognato e Melata, rocchino, Tale può essere una specie di maryllis formwsissin:a; ma couvien riporta Specie di conserva notissima, fatta di mele carta, che può servire a varii usi. al coperto d'inverno per difenderla dal gelo. cologne e d'altre frulla, condite collo zuv- MARODE, s. I. T. Mil. Busca, Depredazione MARİN, add. Marino e Muresco, Di mare. chero o col mele

commessa dai soldati a danno degli abitanti Narino, Nome proprio di Uomo.

Detto in T. di gergo, vale Nordu. del paese, ove passa o canipeggia l'eserciMARINA, 8. f. Marina, Il mare o anche La MARMÈO, add. Babbeo ; Vecellone ; Babe to Sbruncato, dicesi per Agg. al Soldate Costa del mare.

bacc o; Cacucciuno ; Tordo, Agg. a Uomo che si allontana dal grosso delle truppe, per GHE XE MARINA, Essservi mareggio u mu- stolido e scimunito.

andar alla busca e de predare. rella, cioè Agitazione di mare che riper- Marneo: detto per ipleriezione negativa ANDÁR A HARÒDE, Andur sbrunculo o ulla cuole al lito. di risposta, Madić no. V. Made.

busca, dicesi del Soldato nel sentimento MARINA, detto fig. Burrasca, in sign. di MARMÈO. V. Manao al terzo S.

suaccennato. Traversia, disgrazia, infortunio.

NỀo sQUAQUAi, Qua qua riquà, Vo- MAROÈLE, 6. f. lo stesso che Mokops. V. Marina è anche Nome proprio di seni- ce onde canta la quaglia.

MAROÈLE, dello fig. vale le Naliche. mina.

MARMITA, 8. f. (dal francese Narmite) Mar- TETİB IN TR LE VAROELE, V. TXTik » MARINANTE, B. D. dicesi ad un Abitatore 'mita, voce dell' uso, Specie di pentola di

JAZO, in Tetir.

aps a Uomo.

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No ne ROMPÉ LE JAROÈLE, Non mi sec- Go d'AQUA DOLCE e TestÒN, Capigrosso, spianare Martelli a pancia sono quelli cate, V. SecÅR.

Pesce d'acqua dolce già conosciuto da Lin- le cui teste più o meno grosse sono assai AVÈR LE MAROBLE, T. Veterinario rustico, neo col nome Cottus Gobio; il quale ha la tonde. Corneggiare o Cornare, dicono i Contadini testa molto grande, la pelle liscia e muco- MARTÈLO DA TAGLIA O DA SCOLTÒRI, Mazdi Quel mancamento de' buoi, del mandar sa: ed è buono a mangiare. Rassomiglia al suolo, Quel martello di ferro col quale gli fuori per le parti di dietro il vento troppo Gobio. A Roina si chiama Marzone, e nel Scarpellini e Scultori lavorano. frequentemente, presa la metaf. dal suono Lucchese, Carcobiso

MARTÈLO DE LEG.NO, Mazzapicchio o Pildel corno. MÀRTARO, V. MARTORÈLO.

lone e Mazzeranga, Quello che adoperano MAROGNA, 6. f. T. de' Fabbri, Scoria e MARTE, 8. in. Nurte, Il dio della guerra

i Bottal e certi altri artefici Nartello di Rosticci, Materia che si separa dal ferro al- sognato dal Gentilesimo.

penna, Quello che ha l'una e l'altra parte lorchè si ribolle nelle fucine.

TUTI PEVA EL MARTE, Maniera che loggesi colla punta stiacciata, e serve a' Calderai. MARÒN, e per lo più in plur. MARONI, 8. m. in antiche rimne Veneziane, Tutti fuceva. STAR AL MARTELO, Tenersi al martello, Narrone, Specie di Castagne. V. MARONÈR. nu i bravi, i rodomonti, gli smargiassi. vale Reggere a martello, e dicesi de' metal

MARONI COTI, Vecchioni, Marroni secchi e MARTELADA, s. f. Martellata, Colpo di li che non ischiantano sotto la percossa del colli nel vino col guscio. martello.

martello. Quel DAI MARONI, Bruciataio ; Caldar- Dar una MARTELADA A QUALCÙN, detto me- Martello, detto fig. anche da noi nel sign. rosluio, Quegli che cuoce e vende le ca- taf. Dar una saffuta, una fardata, Dir di Travaglio, Pena, Agitazione, Affanno, slagne. un motto puogente.

Gelosia. COLÒR DE HARÒN, Color monachino, cioè MARTELÀR, v. Martellare, Percuotere col MARTĚLO, Detto per Malattia del cavallo, Scuro tendente al rosso. martello.

V. MAL DEL MARTELO. MARÒN, detto fig. Marrone, che dicesi an- MARTELÅR EL CHIODO, Detto antiq. e fig. MIRTELO DEL VERSOR. V. VERSOR. che Cerpellone o Scerpellone ; Strafalcio- e vale Detrarre ďalcuno, Dirn e male. MARTI, 8. m. Martedi, Nome del secondo ne; Farfallone; Scompiscione, vale Gran MARTELÈTO, 8. m. Martelletto o Martel giorno della settimana. Il Bembo Veneziano fallo, grande errore Marrone arcimaiu- lino, Piccolo martello.

Berisse anche Narti Martedi è corrotto scolo val Madornale, massiccio - Sacco, si MARTELETI DEL PIANOFORTR, Salterelli,

da Martis dies. dice ad un Errore inconsiderato che ti dia Leguetti che degli strumenti di tastu fanno

MARTİN, 8. m. Cocchiume; Forame, Postepregiudizio. Far un succo. suonare le corde.

riore ; Preterito; Deretano; Il Culiseo Cavia I MARONI CO LA ZATA DEL GATO, V.

V. A MARTELÈTO.

Go SETANTATRÈ ANI SUL MARTÌN, Maniera Cavir

MARTELINA, 8. f. Martellina, Sorta di scherzevole che vale, Ho settantatre anni TROVAR EL MARÒN, Peder dove la lepre martello d'acciaio, che da una parte ha la

sulle spalle. giace o dove giace Nocco, cioè Dove sta la bocca cioè il piano da picchiare, dall'altra

Martin detto in gergo, vale Coltello. dificoltà.

il taglio; ed è proprio de' Muratori: dicesi Martin, Marlino, Nome proprio di Uomo. SE DESCOVERZE EL MARÒN, La neve si anche Piccozza.

Per un punto Marlin perse la capa, strugge e lo stronzolo apparisce, Si scuo- Martelina, detto in T. agr. Beccastrino,

Prov. che diciamo anche noi famil. e vale, pre l'errore. Qualità di zappa grossa e stretta, la quale

I minimi accidenti traggono seco grandi WARONÈR, 8. m. Castagno, Albero che pro- servo per cavar i sassi della terra.

conseguenze. duce le castagne e i marroni. V. Casta- Martelina VA DO PONTE, T. degli Scul- For S. Martin, V. SAMARTİN. ONER. lori, Picchierello, Martello d'acciaio con

MARTINA, 8. f. detto in gergo (forse dalMARONÈR SALVADÈGO, V. CastagNÈR SAL- due punte una per parte, a foggia di sub- l'originario Marte) che vuol dire la Spada. bia.

MARTINAZZO, 8. m. T. de' Cacciatori valMAROSTEGANA, 8. f. Marchiana o Cilie- Martellino, Sorta di martello alquanto ligiani. Il Grigiastro, detto anche Marlino gia marchiana, Sorta di Ciriegia per lo lungo di ferro, di cui servonsi i fabbricatori Pescatore, Uccello acquatico della razza de' più grossa, di color rosso bianchiccio, buo- di gravicembali per affondare le punte allo

Gabbiani, chiamato in Toscana Zafferano nissima a mangiare, ch'è una varietà del quali stanno attaccate le corde.

cenerino e da Linneo Larus nævius. È Prunus Cerasus di Ligneo.

Vedasi alla voce Scuroro, Nurlellina. uccello non Luono a mangiare; ed è forse MAROTA, 8. f. T. de' Pesc. Serbatoio o Vi- MARTÈLO, 8. m. Marlello, Strumentu no- un individuo più adulto del Larus cineruvaio, Recipiente di legno a guisa di bar- tv che serve all'uso di battere.

rius (Magòga). chetla, tulto chiuso e bucherato, che si OCHIO DEL MARTELO, Occhio, chiamasi il

MARTIRE - Essee KARTIRE, Essere martien sempre

nell'
acqua, ed in cui si con- Foro o apertura per lo più nel mezzo di

tirissuto, e vale Rssere tormentato, triservano vive le anguille per molto tempo. esso dove si ferma il manico - Puna, Boc

bolato. WARSİNA, 8. f. Voce Milanese, che corri- ca, Quella parte con cui si balte per pia

Povero Martire, Detto di compassione, sponde a quella Veste che noi diciamo Ve

Penh, Penna o Taglio del martello,

Infelice ; Tapino ; Travagliato; Tribolato. Quella parte stiacciata ch'è opposta alla

Povero tribolato ! MARSION, 8. m. e per lo più in plur. MAR- bocca ; e quindi Dar di penna, in T. degli

MARTORÈLO MARTORO, 8. m. Donnola o SIONI, T. de' Pesc. Piccolo pesce di mare artelici, Battere colla penna del martel- Martora e Martoro, Animale selvatico e ranotissimo, appartenente al genere Gobius, lo Rechip, Grunchio, dicesi alla penna pace, simile alla Faina, detto da’ Sistemagià registrato dagli antichi col nome Mar- augnata, stiacciata e divisa per lo

tici Nustela Martes. La sua pelle è pregia

mezzo, a sio; confuso però dai moderni Ittiologi col- uso di mettere a lieva o cavar chiodi - Ma- ta, e chiamasi col nome stesso dell'Animal' Aphia degli antichi. Il Naturalista Nardo nego, Manico.

le. Donnolella è il diminutivo. lo distinse, chiamandolo Gobius Marsio ; MARTÈ LO GRANDO, Mazzetta.

MARTORIZAR, v. Martirizzare e Martoottimo pesciatello, che si mangia fritto. MARTÈLO VA Calafat, Malabestia, Specie

riare, vale fig. Torinentare, Affliggere, MARSION D’AQUA DOLCE, Piccolissimo di isce e lccetta a martello, di cui servon

Tribolare. pesce, che serve per uso di frittura e ch'è bi i Calafati per ispingere la stoppa pelle NOL PA ALTRO CAB VARTORIZZARNE, Non comunissimo nella pescheria di Padova; il grandi commettiture. V. Simozza.

rifinisce di martoriarmi, cioè di travagliarquale dal Naturalista Nardo fu riguardato MARTÈLO DA PIANA O DA PIANİR, Cortola, mi. come una nuova specie, e da lui appellato T. de Calderai, Martello ben polito di due MARTUFO, add. Bubbaccio ; Coglione ; Gobius fluviatilis.

coste con bocca tonda, che serve loro a di-, Sciocco ; Scimunito; Martore di villa ; MARSIÓN D'ACQUA DOLCE, detto anche steudere ed appiagare il rame. Martello da Castrone ; Caprone, Detto per Agg. a VO

VADEGO.

no

LADA, V.

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