Immagini della pagina
PDF
ePub

rasus.

cosa di rimbalzo o per cerbollana: dello ZARDINIÈR, 6. m. Giardiniere o Giardi

ZARABALDANA (colla z aspra) 8. f. Ghia- ZARDINI O ZARDINETI, T. Mar. Giardini liegio, Albero potissimo e di varie specie

baldanu; Chiabulduno, V. CHIARABALDANA. e Bolliglie, Risalto di lavori di legno 80- che produce le ciriegie, detto da Linneo ZARABOTANA (colla z aspra) s. f. Cerbol. pra i lati del di dentro del vascello dall'u. Prunus Cerasus. tana, Mazza lunga di legno persurata a can- va e dall'altra parte Giardini chia- ZARESÈR NANO, Cameceraso o Ciriegio oa, por cui a forza di fialo si spinge fuori inapsi sul mare i Balconi o Balconate d'un

nano, delto da Lion. Prunus Chamæcecolla bocca una palla di terra per tirar agli vascello che sieno coperte. uccelli.

FAR ZARDINI IN ZENÈR, Locuz. ant. che Loco pien DB ZARESENT, Ciregeto o CiCerbolluna chiainasi pure uno stromen- vale Gyur. Tentar l'impossibile, perebè riegeto, Luogo dove son molti ciliegi. lo siwile ma più piccolo o per lo più di lat- il freddo è opposlo alla fioritura delle ZARFOGIA (colla z aspra ) Trafoglioso, la, largo al principio e stretto io fine, per piante.

Di Trafoglio, Ag. di Campo seminato . parlare altrui pianamento all'orecchio; e di Citi PIBNA DE ZAKDINI, Ciltà aggiardi- pieno di trifoglio. V. SPAGNANO. lale stronienlo si servono gli Astrologi sul- nuta, Copiosa di giardini.

ZARFOGIO, V. CERPOGIO. lo piazze. Quindi Savès una cosSA PER ZA- ZARDINÈ CO, s. m. Giardinetlo, Piccolo ZARLATAN, V. ZARSTÅN. LABOTANA VIA, Intendere o Supere una giardino

ZARLATANÈLO, s. m. Cantambanchino;

e Canlambanchina la Femmina. lg. valo Saperla iudireltamente e intender. nuio.

ZARLATANON, s. m. Cerrelanone. la per lerza persoua.

ZARDINIERA, 8. f. Giardiniera, Moglie ZARPE (colla z aspra) 8. f. Vinacce, BueZARANTO (colla z aspra) 8. m. T. degli

del Giardiniere o Donna che ha cura del co dello uve che restano dopo la pigiatuUccell. Verdone o Verdello e Calenzuolo, giardino.

re. V. GRASPE. Uccello delto da' Vicentini LÙCARO GROSSO, Giurdiniera è poi nome che danno i no- ZARZĖGNA. V. ZARCÈGNA. o nel Polesine GARZIERO: è grande quanto

stri Legnaiuoli ad una specie di tavolo fat-ZASCADÙN, Voce ant. e trivialissima, Ciauna passera, ed è dello Verdone dal color to a mezza luna che si tiene accoslo al mu- scuno e Ciascheduno. verdastro delle sue peuve. Linneo lu cliia- l'o, il quale alcune volte è riempito di terra ZASSÈR (colla z dolce) verbo antiq. cho ma Loria Chloris, V. FRIZARİN.

con eatrovi piante rare; ed è suppellettile vedesi scritto LASER Delle lettere del 00ZARATAN (colla z aspra) 8. in. Ciarlatano; di moda.

stro Avdrea Calmo, nel sign. di Giacere. Ciurmante; Ciurmador; Ciurmalore; Cera ZARÈTA (colla z dolce e l'e strella) Orciel- QUA ZASE EL BON PESCANTE BORATÈLO, reluno; Ciccanlone , Cuntumbanco ; Cc- to; Orciuolo; Orciolino.

Qui giace il buon pescalore Buralèlo. riuolu, Vondilore d'impiastri e di chiac- ZARÈSA o ZaklÈsa (colla z aspra) s. f. Ci- ZATA (colla z aspra) 8. f. Zampa, Piedo di cbiere -- Empirico, ditesi quel Medico che riegiu; Ciregia o Ciliegia, Frulto notissi- animal quadrupede, e più si dice d'altri si sorvo della sola notizia dell'esperienza mo dell'albero Ciriegio o Ciliegio.

animali ancora. Cantonierc dicesi Colui che sta su pe'canti ZARESE AQUAROLB, Ciliegie acquaiuole, ZATA DAVANTI, Branca, Zampa davanti a spacciar frollole, ingredienti ec.

e sono le priinaticce, Ciliege u grappoli, coll' ugne da ferire; o più degli uocelli di ZABATAN U ZARLATAN, nel parlar sam. di. prodotte dal Prunus Cerusus fructu aquo- rapina. V. ONGIA. cesi per Ciarlalore, e intendosi di Upo che $0; Ciliegia maggese primaticcia.

ZATE VEL SCARPIÓN O DEI GRANZI, For. oltre al ciarlaro assai, diea delle bugie. In ZANÈSE BIANCOLINE, Ciliegie bianche o bici; Zunche e Chele. A quello dei GranLal signil. vi corrispondono Frappalore; biancone, di frutto rotondo bianco quasi chi i Naturalisti dicono anche Nani. Giuntutore; Favoleggiatore.

dolce, tenero; il cui albero chiamasi Pru- ZATE DEI CALAMARI O DEI FOLPI, TentoZARATANADA, 8. f. Allo o Naniera di nus Cerasus, Cerasa dulcia.

ni o Tentacoli. ciarlalano.

ZARESE DORACIR, Ciliege duracine mo- Das La Zata, Far sanlà, si dice dei CaZARATANAR, v. Ciurmare, Dar da inten- rajole, che hanno un succo nero sanguineo, ni domestici e do' Bainbini quando si sandero una cosa per l'altra Incantare, quasi dolce. L'albero che le produce è di- Bo star in piedi. Ugur. valo Sorprendere o quasi sbalordire stinto col nome Prunus Cerasus durucena. Zalla, si dice poi ad una specie di Poper la maraviglia.

ZARESE MORACDIOTE DA Padon, Ciliege pone brizzolato e dipinto a serpe o colla Detto ancora per Lusingarc; Allellare. moraiole, Di frutto obluogo nereggiante. buccia bernoccoluta. ZARATANARIA, s. 8. f. Ciarlataneria; Ciur- Allra varietà del Prunus Cerasus.

CapitÅR IN TE LE ZATE O IN TB LB SGRINmeria, Quegli atti a quei falsi cicalamen- ZARESE DE MONTE, Ciliege di montagna FE, Dar nel guanio, vale Capitare allo ti chu fanno i Ciurmadori; loganno, Ai vol- o selvatiche, Ciliege serotine, nere, dol. mani altrui o nell'altrui forze, che ancbe gimento di parole, Impostura.

cissime, il cui albero si chiama Prunus dicesi Dar nell'unghie d'alcuno. ZARCÈGNA O ZARZONA (collo zz aspro ) Cerasus sylvestris, V. MARASCHE, NAROSTE

MENÀR LE ZATE,

detto fam. Menar le 8. f. T. de'Cacciatori, Specie d'Anatra selGANE, MARINELE e VISSOLE.

mani, Percuotere. vatica chiamata italianamente Cerccdula Pecòlo o GAMBETA DE LE ZARESE, Grap- ZATA (colla z aspra) s. f. Zatla o Zalleru maggiore, in Toscana ARZACOLA MASCHIO O

pu, Propriam. il Picciuolo della ciliegia. e Fodero, Tavole o Legnami collegali inda Linneo Anus Crecu. Quest'uccello ab- MAZZETO DE ZARIESB, Incannala.

sieme per poterli condur pe' Gumi a sebonda nelle nostre maremme, ove pigliasì L'ANICO ZARTESA, delto fam. Il compare, conda. collo schioppo ed è ottimo cibo.

Dicesi ad alcuno per ischerzo, come per Madiula, dicesi in T. Mar. a Quantità ZARDA 8. f. (colla z dolce) T. do' Mapiscal. denotar un tale di cui s'è fatta anteceden- di alberi da nave rozzi, legati insieme in chi, Specie di malattia nel cavallo, che con- temente parola. -- Talora dicesi ironica- modo che possano esser condolli galleggiansiste in una gonliezza molle, indolente nel mente, e per allusione ad un Cattivo sog- do giù per un fiume. suo principio, appoggiata ad un tendine del getto.

CurvoLO DA ZATARA, V. Cuevoto. piedo, cho ingrandisco in seguito e fa zop- SIA BENEDETO'CHI HA PATO EL PECÓLO A ZATADA, 3. f. Unghialu o Ugnala, Ferita picar l'animalo. I Veteriparii la qualificano LE ZARTESE, Lode a quel che fece il moni- cho si fa coll unglia: lo stesso che SamaTumorc linfutico al di sollo della punta co alle fusa, e vale Sia benedetto Iddio. påpa, V. del garello.

ZARTESE senza pecòlo, Delto furbesco, ZITÀR 1. Lo stesso che Zata, V. ZARDİN (colla z dolce) s. m. Giardino, Vucca ; Incollo, Lividori e Macchie cho ZITARE (colla z aspra) si chiama in VeLuogo piantato ad alberi e Giuri. Se contie- vengono alle Donne su le gambe e le co- Dezia quella lunga spiaggia o fundamepla uo albori ed ortaggi dicesi Verziere. V.08- sco quando tengono al verso il fuoco sot- nel Sestiere di Dorsoduro, ch'è posta a TO O BROLO. to la gonnella.

mezzodi di riinpello all'isola della GiuLUCO KIDUTU A SARDİN, Terra giardinala. ZARESÈR, 8. m. Ciregio; Ciriegio e Ci- decca: chiamasi anche fondameNTS UN LE

[ocr errors]
[ocr errors]

LATARK, perchè vi arrivavano lo Zallere NO ZAVARIO RINGA, saveo, Maniera fam. | ZAUTÀR, v. che usasi nel Contado verso de' legnami, come v’approdano in parte Non crro; Non m'inganno mica, supele? Padova nel sign. del postro Schlaosein, V. proseulemente.

ZAVAKIBU? Vaneggiate ? Impassile; e ZAZZARA (collo zz aspre) s. f. Zazzera, ZATARER ) valo V'ingannate d'assai.

Capellatura degli uomini tenuta per lo più ZATÈR 8. m. Foderalorc, Colui che

L'ANALÀ CIE ZAVARIA EL nor, L'amma- in vino alle spalle. guida pei fiumi i Foderi, cioè le Travate lato vaneggiante muore, Detto metaf. o GRAN ZAZZERA, Zaz-craccia. di legnaini congiunti insiemne.

valo l'uomo che svaria nelle sue azioni ZAZZARIN, 8. m. Zazzerina o Zurzerino,
ZATIGLIONI, Y. SANTIGLIONI.
proposizioni, indica tristo fine.

Piccola zazzera.
ZATİNA (colla z aspra ) 8. f. Zumpino . ZAVATA (colla z aspra ) 8. f. Ciabatla . Detto figur. valo Prele, delto così dalla
Piccola zainpa.

Scarpa vecchia e molto logora; o dicesi zazzera che i Preti portano più o meno
ZAVAGIÀR (colla z dolce) v. Barullure anche di Quelle scarpe all'apostolica, che lunga.
o Buzzurrure, Cambiar cosa a cosa, Dare lisano i Frati scalzi, V. Zapita.

ZAZZARON, s. m. Zaszerone; Zurseruto, in barallo, ina dicesi in mala parto.

Scarpe a pianla o u ciantu, si dicono Cho ha gran zazzera; e dicesi ancho Capel-
Chi baralla imbrullu e chi burulla ha Quando, mandata giù la parte di dietru laluru o Chiomu per Tulli i capelli del
rozze, Prov. che si dico, perciocchè tral- della scarpa, si riducono alla forza di pia- capo.
Tandosi di bestiame sempre si cerca di ba- nelle. V. Mola.

ZICA (colla z aspra o l'estrella ) 1. f. rattare il disulile a quel che non si trova In altro signis. Ciarpa, si dice ad Arne- Zecca, Luogo dove si battono le monete. da vendero po' contanti; il che si dice an- 80 e per lo più di cosa vile e vecchia, strac- MAESTRO DE LECA, Zecchiere o Zecchieche Bussurrure.

cio, bazzecola, che dicesi ancho Sferra, ro, Il Direttore della Zecca. E perchè chi cainbia per lo più iugan- V. INTRIGAI.

SAZADÙK Dx Zrca, Suggiatore o Assugna, Burullare s' usa mutaf. per Fraudare, Scarpettaccia, direbbesi al peggior. di g'alore, Quegli che fa l'assaggio dello inolugannare.

Scarpella; e Scarpaccia al peggiorativo di uele e delle pablo inonolabili, por conoscer. ZAVACIÅR, nel parlare domestico più co- Scarpa

ne la loga. inunemento si usa per Imbrogliure ; In- MENAR LA ZAVÀTA, Delto fam. e figur. MENDAŬR O TORNIDOR DE ZECA, V. Men. trigure.

Mettere il becco in molle, Cicalaro assai. DAÒR. ZAYAGİN, N. m. Buon procaccino, dice- STIMİR QUALCÙN COME LB 60 LAVATR ,

CONTADÙR O STAMPADÙR , Ballinzecca
wi di Uno che s'ingegna per ogni modo di Slimar uno quanlo la taccu dello zoccolo Stumputore di sercu, Quegli cho balto la
guadagnare, cioè di Uomo industrioso. V. o quunto un cavolo a merenda , Niente monet:1 coll'impronto.
SoncZOLİN.
stimarlo.

RafinavÙR DR ZACA, V. RAFINADÙR.
ZAVÀGIO (oolla dolce) v. m. Barallo e ZAVATADA, 8. f. Pippionata, Cora scioc- INCISOR Dx Zeca, V. IncisÙR.
Bazzurro, Cambio d'una cosa con l'al- ca o scipita, Scioccheria ; Gagliosferiu ; Provveditore agli ori ed argenti in Zei.
tra; Spocio di contratto, ma dicesi in mala Gofferia.

ca. Talo era il litolo d'un Magistrato delparlo o inlondexi Contralto ingannevole. Ciomperia, dicesi per Opera malfatla. la Veneta Repubblica, che presiedeva alla Più comunemente dicesi per Imbroglio; ZAVATAR, Ciabatteria ; Bassicalure ,

custodia dei depositi d'oro a d'argeulo Intrigo: Impiccio; Equivoco; Mistero – Core di poco pregio.

falli da' particolari nella pubblica Zecca. Impiustro, dello metas. vale Convenzione ZAVATAMENTO, s. m. Acciabbattanen. Provveditore ai prù in Zecca, Bra un conclusa con imbroglio.

to, Li'atto di far grossolanamente alcun a altro vagistrato destinato il pagare gl'inQuindi ZAVAUIO, iutendesi talvolta per

teressi annui a lulli i capitalisti clie leweSroco, V.

ZAVATAR o ZAVATAR 80, v. Acciabattare; vano danúru nella Zeova; cioè preslalu al
ZAVAGION, R. m. Gurbuglione; Intrigan- Abborrucciare; Arrocchiare; Acciarpare; Governo ovvero depositalu voloulariamen-
Ic, V, INGAR BUGIÙN.

Acciupinare; Racciabatlare, Far obe cho le per averne interesse.
ZAVARTAMENTO, 8. in. (colla z aspra ) sia alla grossa e senza diligenza; tolla la EL CREDE CUIR MI CABIA LA ZRCA, Manin-
Furnclicamento; l'arnclico; Farneliches- metas. dal Ciabattino.

ra fam. Ei pensa che qui vi sia la cuva, za; Vuneggimento, Il Carnelicare o va- No BISOGNA ZAVATAR, NA ANDAB ADAGIO,

cioè Cho vi sieno ricchezre, o valo Noo vo nexgiare di alcuni per malaltia.

UNA COSSA A LA VOLTA, V. Cossa. Dicesi anche nel sign. di Errore; Sbu- ZAVA'Tik , dicesi anche per Racconcia- ZECAROLA, V. CKCABOLA. glio; Abbuglio; Inganno.

r, Racciaballare; Rintoppare; Raltop-ZECIN, 8. in. (colla z aspra) Zecchino, ZAVARIAR (colla % aspra) v. Furnclicare; pare; luppessare; Raggiustar grossola- Moneta d'ora del peso Veneto di carati 17 Vancggiare o Vugellare, Errar colla men- namente lo cose guaste o vecchie.

danari tro e grani quattro, del valore di lito, Dir coso suor di proposito; ed è proprio ZAVATAR IN PRESSA, Acciapinare o Ac- re ventidue venite agli ultimi tempi della di alcuni febbricilanti – Folloggiare, Di- ciuppinare, Far con fretta menando lo Repubblica, che fu poi accresciuto l'aggioroo Far cugo vano o da fanciulli. mani.

laygio sino a liro 12 o centesimi 75 italiani, ZAVANJAR DA NATO FUR10SO , frenelica- ZAVATER. V. Zavatin.

civů a Venet: 25:10. re; Delirare, Essere in delirio, o frencsia. ZAVATÈRA O LAVAtina (colla z aspra) s. f. Zrchin RUSPIO O DE PAELA, V. Ruspio. ZAVARLİR DA MATU O DA Vecto, Vaneg- Femmina di Ciubollino, la quale per ana

ZEGICTO (coila z dolce) 8. m. Giglietto; giare; Folleggiare; Scioccheggiare; Par. logia di altri termiui consimili, Jee poler Gigliello, Piccolo Giglio. goleggiare; Bamboleggiare, Dire u Far dirsi Ciaballina.

ZECIO (colla z dolce ol'o strelta) 8. m. coso valio o da pazzo o da fanciullo: il che ZAVATİN, s. m. Ciuballino; Ciubulliere: Giglio o Giglio biunco o Giglio di S. Anoè proprio specialmente di alcuni vecchi. Ciaba, Quel che racconcia le scarpe vecchie loni', Fiore conosciutissimo salto a cam

ZAYARIÅR CO LA TESTA, Andur vagando Ciaballaio, dicesi Quel cbo trafica cia- pana, che ba odoro narcotico, prodolto da
oolla mente; Spargersi o Sviarsi la ment-
balte.

radice bulbusa, dettu Ja' Bulauici Lilium
le; Errare; Ingannursi; Abbagliarsi: ZAVATÓN, 8. m. Ciaballino; Cimballiere; cundidum, il quale è pianta pereune, clio
Travedere; Andar errato
Mx TOCA ZA- Ciarpone ; Acciarputore; Ciurpiere; Ab-

vedesi fiorita nel g'ugno. VARIAR, Ni tocca luntasticure, civå Andar borracciatore; Impigliatore, Quegli che ZEGIO kogs0, Giglio russuo Gigli porvagando coll'immaginazione per ritrovar lavora con preslezza ma senza diligenza. celluni, Altra speciu di gigliu, cbe ba le od inventare: che dicesi anche Nulinare; ZAVATÓN AL Zogu, V. Schiapin.

foglie sparso e la corolle fallo a campana, Girandolare; Stillarsi il cervello; Ghiri. ZAVATÒN, nel parlare domestico, dicesi non pendenti; cbiamasi da'Bolanici Lilium bizzare.

anche per Imbroglione; Ayviluppatore. bulbiferum.

[ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors]

PASTIDIO.

LR010 o Z10 PAONAZZO, Ghiaggiuolo, o Giaggiuolo, Pianta che rassomiglia molto all' Iride bulboka, ed è chiamato da' Botanici Iris Germanica. V. Injos.

OaTo DE ZKGI, Giglieto, Luogo dove 80no piantati molti gigli. ZELA (colla z dolce) add. Gelato, Rappreso dal freddo.

Rappiglialo, direbbesi ad una sostanza liquida, como brodo, lalle oo. che si rassoda o congela o rapprende.

a. f. Gclalina o Geladina, Brodo rappreso. Geleria è Voce burlesca.

LeLaDi., detto per ischerzo, vale Gelosia.

FAR BROETO O ZBLAVIA De ono, far ciccioli di uno, vale Tagliarlo io pezzi.

AND I IN ZBLADINA DAL GUSTO, Maniera fam, Andar in brodo di succiole o in bro. dello; Sentirsi imbielolire; Disfursi pel gusto, vale Provare un grandissimo pia.

ZELADINA)

visi su

cere.

ZELALA, .. f. Voce antica riportataci nelle

lettere del nostro Calmo per Zklavia. V. ZELAMİNA, o. f. (oolla z dolce) Zelamina o Giallamina e Pietra caluminariu, Pietra o fossile bituminoso, il quale mescolato col rame, produce un anisto metallico chiamato Ollone o Rame giallo. Trovasi in molti luoghi d'Europa. ZELİR, V. Zelare, Aver zelo, Esser zelapte.

ZELI DAL PREDO, Gelare o Gielare o Agghiudare, Divenir grlato pel freddo. ZELO, s. m. (colla z dolce) Zelo, Amore, Affetto, Desiderio, Stimolo dell'altrui e del proprio bene ed onore.

Zrlo, dello per Freddo, Gelo; Gielo e Ghiudo a Gelula, eccessivo sreddo. ZELOSIA, a. s. (alal lat. Gelotypia, che barbaricamente fu dello ue' bassi secoli Gelosilas) Gelosia, Passione o travaglio d'animo degli amanti.

Gelosia, delto fig. si trasferisce ad altri Soapelli o timori.

Co sk QA ZELOSIA SEGNO CHE SE VOL BEN, Amore non viene senza gelosia. Amore e gelosia m' hanno il cuor tolto.

Zelosja D'ON BALCÓN, Gelosia , detta altrimenti Grata o Nandorlato o Ammandorlato, Ingratioolalo di legno, il quale si liene alle Goestro per vedere e non essere veduto; i vani del qualo bango la figura di rombo o son delti Mandorle.

ZRLONIA D'ONA BOTBOA, Dicesi da alcuni por Ramata, Specie d'imposta, cioè di Telai forniti di ramala, che tiensi sulle balconale di alcune botteghe e specialmente de' Pizzicagnoli, la quale serve per ripararo le robe, che si espongono alla vista di

gelosia o che s'operi con esattezza, e da ZENERAR, dicevasi anche per Cagionare; mapeggiarsi con gran cautela; come Affa- Suscitare ; Desture

ZENBAN SOSPETI,
re o Negozio geloso; Strumento geloso re. Generare o Cagionar sospetti, Zined
ZEMBÀ o ZEMBRO (colla z dolce) add. Voce
ant. Zumbalo, Percosso, Bastonato. Ora ZENERO, .. m. Genero, Il marito di mia
direbbesi Torpi.

Figlia.
ZENBAI TRE D'ESSI A CORANDO AI DO PON- Far d'ona Fi CERTO ZENERI, Y. Fia.
TI, Percossi tre di essi mentre correvano ZENJA, 8. f. (colla z dolce) Genia, Gen.
ai due.ponti.

te vile ed abbietta, che ancbe dicesi Gen.
ZEMĚLO (colla z dolce e l'e aperta ) s. taglia e Gentuccia.
m. Gemello, Quegli ch'è pato con un al- Zenja DA BARCA, Specie di Cappoto, che
tro in un medesimo parto; dicesi anche si melte nella gondola dalla prora al tra-
Binalo.

sto, o sul quale si posano i piedi. FAR DO ZENELI, Binare; e quindi Bina- ZENOCHIADA, s... (colla z dolce) Colpo scenza , Nascimento di due a un corpo. di ginocchio. Gemellipara, si dico a Chi partorisce ge

ZENOCHIATORIO, 6. m. Inginocchiatomelli.

io, Arnese di legno per uso d'inginocchiare LA CAY TANTO DE PANZA, LA PARÁ DO ZE

Allarino si chiama l' inginosBELI, Ha il corpo a gola, binerà.

chiatoio a foggia di altare che si tiene alZEMÈR (colla z dolce e l'o aperta) v. Ge- lato al letto per inginoochiarsi e farvi oramere; Gemire, Pianamente e soltilmente zione. stillare o versare. Dicesi anche Gemicure ZENOCU!ÈLO)

8. m. (colla z dolco) Gi• Trasudure; e quindi Gemitio o Gemili- ZENOCHIÈTO ; vo sust. si dice a Quella poca acqua che nocchietlo, dim. di Ginocchio, Piccolo gia si vedo in una gralla quasi sudare dalla Qocchio. terra; e dicesi Gemilio quasi Luogo gemi- Ginocchiello, dicesi alla Piegatura cb'o tivo, dove l'acqua geme.

tra le zampe e la coscia de' polli. Genere, si dice anche per Pianamente ZEROCHIRTO DE PORCÈLO, Ginocchiello, lagrimaru e piangere; Dolerai, Lameutar. Il ginocchio del porco spiccato dall'api. si flebilmente – Gagnolare o Niagolure,

male. vale Dolersi Rammaricarsi con parole ZEROCHIÈTO, datto in T. de' Votturali , non affallo intese, mescolate con sospiri e Pastoiu, Certa suno che si molte a' piedi singulti – Nicchiare, Quel comiociarsi delle bestie da cavalcare

Pasturale, rammaricare pianameble che fanno le Don- Quella parte della gainba delle bestie sulDe gravide quando comincia ad accostarsi la quale si meltono le pastoie. l'ora del parlo. V. Docizir.

Far de ZenochiRTO, V. in ZKNOCHIO. ZEMITO)

ZENDCHIO, s. m. Ginocchio, Quella per.. m. (colla z dolce) Gemilo, V. ZEMO )

to la quale iuginocchiandosi si posa in Leno.

terra. ZENA o Zina (colla z dolce e l'a stretta) FAR DE ZENOCUTO O NE ZENOCRIETO, Giuo1. f. T. de' Boltai, Capruggine, lotacca- car di ginocchio, cioè Urtar col ginocchio tura delle doghe dentro cui si commetto- quello di altrui mentre si sta seduti a lano i fondi delle botti e simili.

to per qualche motivo. For e Rerin Le ZENB, Caprugginare, ZENOCHION, avv. Ginocchione o Ginooe Ricaprugginare, Fare o Rifar le caprug- chioni, Posato sullo ginocchia. gini.

STAR IN ZENOCHIÓN O IN ZKNOCHIO, Slar ZENAOR, 1. m. T. de' Bottai, Capruggi- ginocchioni o ginocchione. natoio, Specie di pialla di forma e costru- BOTARSR IN ZENOCHIÒN, Prostrarsi. zione particolare, che serve per incavar ZENSALA, (colla z dolce) 6. f. detta pid le capruggini delle bolli. I Livornesi di- comunemente Mossato, Zanzàra o Zencono Zinnaloio, Voce che s'avvicina alla zdra e Culice, Animaletto volatile, picconostra. V. Zena.

lissimo e potissimo, cho pugne e succhia ZENÀRO, e aoticam. ZENÈR (colla z dolce) il sangue; detto da Lion. Culex pipiens. 8. m. Gennaio e Gennaro, Meso primo ZENSALIERA, a. f. Zansariere o Zenza

riere, Arnese per lo più di velo cbe altorEsska UN ZENÉR, Modo fam. Esser fred- nia e cuopro il lotto per difenderlo dallo doso, Freddoloso; Imbascialore del freddo , Suol dirsi a Persona freddosissima, ZENSAMİN, che altri dicono Zerzanin (colchie patisce freddo.

Ja z dulce) 8. m. Gelsomino e Gesmino, ZENEALOGIA, 8. f. (colla z dolce) Genea- Piaola e Fiors potissimo, di varie specie, logia o Geneologia, Discorso d'origine e ma tutto del me imo genere. Noi ne discendenza di nazione, stirpe, oc.

abbiamo le seguenti qualità. ZENÈR, B. m. Voce aot. Gennaio. V. ZR- ZENBAHİN DE SPAGNA, Gelsomino di Spa

gna o Gelsomino Catalogno, Fiore bianco ZENERAL, 8. m. (colla z dolce) Generale, e di gratissimo ma aculo odore, la cui pianB'intendo Militare.

ta si chiama da’ Sistem. Iasminun gran. ZENERÀR, v. ant. Generare; Procreare, diforum. V. GENERIR.

ZENSAZİN SALVADKGO, Gelsomino comu

102

dell'anno.

zaozare,

chi равва. .

NINO.

ZELOSo, add. Geloso e Ingelosito. V. IN-
QBLOslo.

ZRLOSA CONB ONA GATA BORIANA, Gelosa come una galla, Gelosissima.

ZELOSO DE LA 80 OMBRA, Gelosaccio; Gelosissimo. Geloso, si dice per agg. di Cosa che dia

Boerio.

[ocr errors]

ЛЕТО.

[ocr errors]

ne, detto da' Botanici Jasminum officina- doti la consonante e, aggiungivi l'o, ecco- ZENTILOMENEZZO, s. m. Gentiluomile. Questa pianta spontanea del Malabar ti Gens trasformato io Zenso.

neria nel siga. di Vanlo di gentiluomo; voo di molte allre parti dell'India Orienta- Gens, secondo i Latini, riferivasi al po- ce per poi di disprezzo onde più comunele, si i bone avvezzata al vostro clima, e mo o stirpe da cui si diramavano più fa- menle s'iutpode Aria o Alto o Boria da qualebe volta ci matura i semi.

miglie; o ben anche a tulli i cilladioi di gentiluomo. ZensasİN ZALO. Due sorta di Gelsomi

uuo sle880 paese; il qual vocabolo adatla- EL GA ON ZENTILOMENEZZO IN TI OSSI CH'EL ni gialli si conoscono o lulti due senza 0- to all'uso de' tempi presenti, corrisponde MP. PA STONEGO, Quell'affellata gentiluo. dore, l'uno è detto Gelsomino fruticoso; a Paesano; Putriola; Concittadino, e se mineria mi fu slomaco. dai Sistematici lusminum frulicans, o nel- si vuole nel senso nostro più concludente, ZENTILOMÈTO, 8. m. V. ZENTILONEl'Enciclopedia lasmin à feuilles de Cy. a Veneziano. tise , l' altro delto Gelsomino umile, da' Molte altre ragioni e documenti si po- ZENTILÒMO, 8. m. (colla z dolce) GentiSisten, lasminum humile, o nell'Enci- trebbero allogare a prova ulteriore di que- luomo, Uomo pobile. Nei tempi del Goverclopedia Jasmin d' Italie. Il fruticoso ha sta etimologia, se gli articoli del Diziona- no Veneto per Gentiluomo, detto assolut. i fiori gialli, i fusti rainosi e validi e viene rio non dovessero essere limitati.

s'inteudevano i Patrizii Venoli; quei che a cospuglio; trovasi spoutaneo in Levante. ZENTÀGIA, 8. f. (colla z dolce) Genta- con lo erano dicevapsi Gentiluomini di Tor. Il Gelsomino umile è simile al fruticoso, glia; Genlaccia; Genlagliaccia; Gentuc- ra ferma. ma più piccolo in tutte le parti, con fiori cia; Gentame; Schiazzamaglia, Gente vile ZENTILONO DE CASA VECAIA, Patriziï angialli isodori.

o abbietta Plebaccia; Canaglia; Gente lichi, dicevansi Quelli, le cui famiglie eParts On z&nsamin, Esser lindo, net- di calca, vale Trista Genlèa, Vil mol- rano da varii secoli ascritto al Patriziato. to , politissimo come un gelsomino, V. titudine di gente.

Gentiluomini di casa nuova , Quelli che Gem.

ZENTAZZA, s. f. Calca; Gran gente; Mol- contavano poco più di un secolo o meno di ZENSAMİN DE MAR e BiansemÌN, 8. m. ta gente, Gran popolo.

patriziato. T. de l'esc. Millepora o Nudrepora, Pian- Dotto per Zentaria, V.

ZENTILONO DE TORCÈLO, Gentiluomo di tanimale marino di sostanza calcarea, pro- ZENTE, 8. f. Gente, Moltitudine d’uomi- Torcello, si diceva fra noi di Chi era didollo da polipi del genere delle Millepore, ni, Nazione, Popolo o Uomini in generale. venuto ciltadino veneto facendosi ascrivechiamato da' Sistem. Millepora truncala. Povera Zente, Genterella, Gente di po- re alla cittadinanza cioè al Consiglio mu. Il suo carattore è l'essero ramoso, rello, co pregio e nome.

nicipale di Torcello. Delto poi talora per coi rami dicolori o sia divisi sempre in LA ZANTE DE Venezia XB BONA ZENTE , disprezzo di Chi volesse spacciarsi per nodue e trovoali all'estremità, con molti por- I Veneziani son buona gente; Il popolo bile o nol fosse, Gentiluonio per procurari anche all'intorno. Esso ebbe il nome di Venesia è un buon popolo.

tore; Citladinuzzo di fuvu, V. Descazùo. volgaru da’ Puscatori, che lo trovarono in Zente TRESSA, Gentaccia trista, catti- FARSE ZENTILONO, Ingenlilirsi; Aggentimare co'suoi polipi espansi, o particolar- va, catlivaccia; Mala gente o di calca; lirsi; Rigentilire. ineule alla sommità rappresentanti in qual- Gente di scarriera.

FAR ZENTILONO UN VILAR, V. Vilin. cho modo un fiore a più foglie che s'ap- Zerte SONADA IN PRESSA ,

Gente acco- Vanto DA ZENTILONO, Gentiluomineria, prossima al Gelsomino.

gliticcia, collettizia, ragunaticcia, dicesi Qualità, stato o vanto di gontiluomo. V. ZENSANINÈR, 8. m. diciam noi alla Pian- di Gente raccolta in fretta per formare un ZentiLOMENEZZO. ta del Gelsomino, distinguendolo perd se- esorcito.

ZENTILORGANO (colla z dolce) Voce di coudo la qualità per ZENSAMINÈR DE SPAGNA,

AL TEATRO GAR GERA DE LA ZENTB, Nel scherzo, Signor di maggio; Gentiluomo SALVADEGO, ZALU, BERGANÙTO ec.

tealro v'era di molla gente, molta u per procuratore, vale Signor da burla. ZENSO, 8. m. (colla % dolce) Voce e Ma- dienza.

Talora però dioevasi schorzevolmente por niera ant. di saluto che s'usa ancora tra ’i ZENTİL, add. Gentile, Nobile, Grazioso. Genliluonio. basso popolo di Venezia, dicendosi Adio Regazzo ZENTİL, Ragazzo minuto, di- ZENZAMIN, V. Zensanin. Zensu, Vx saludo Zensu; Zenso CARU, e licato, gentile. V. ZentileTO.

ZÈNZARO (colle zu dolci) 6. m. Zenzero; talvolta Zenso senz'altre aggiunte, coine Oset DAL BECO ZENTÈL, Uccelletli gen- Zenscvero; Zinzibo e Gengiovo ed anche 80 si dicesse Amico; Pacsino; Concilladi- tili o di becco gentile.

Pepe zenzero, Aroma di sapore simile al no, li saluto. Questa parola si esprime in FAR ZENTIL, Ingentilire.

pepo, detto da' Sistem. Amomun Zingiber, due sensi, cioù o per una specie di prono- ZENTILDONA, 8. f. (colla z dolce) Gentil- che ha la radice tuberosa bianca al di fuori mo, indicando che il salutato abbia il 10- donna; Dama, o ne' tempi Veneti inten- e giallastra di dentro, la quale è in comme di chi saluta; o il più delle volte soni- duvasi Patrizia. Le forestiere dicevansi Zen- mercio. Presso noi quest'aroma entra polla plicemenle per Amico. Dice alcuno, por TILDONE DE TERAPERMA, o d'altro luogo.

composizione del rosulio d'alchermos. osempio, EL TAL DI TALI EL ZE MIO ZENSO,

Gentildonna, dicesi anche in termine di ZENZİVA (colle zz dolei) 8. f. Gengiva; cioè He il mio nome ; dice un altro Nou galanteria con cui si trattano le donne ci- Gengia o Gingia Carne che riouopro gli osME Xx Zenso, MA AMIGO E SEMPRE SE S.- vili.

si delle mascelle. LODENO Come ZENSI.

ZenTILPONE SALVADEGAE , detto per iro- ZEPO, 8. m. (colla 3 aspra) V. Cepo. Se si chiede l’etinologia di questo vo- nia vuol dire Donne di mal affare. ZERBIN ) cabolo, risponde l'Autore cli'esso à cor- ZENTILÈTO, add. Gentiletto o Gentilino, ZERBINOTO)

8. m. (colla z dolce) Zerbirollo e provienu immediatameplo dal lali- Dicesi por vezzi o vale Alquanto debole di no, dicesi a Persona che sta sull'attillano Gens , pronunziato e ridotto alla ma- complessione, Graciletto.

tura. niera del nostro dialetto, iu cui il Gen Ò ZENTILEZZA, s. f. (colla z dolce) Genti- FAR EL ZBRBINOTO, Fare il damerino o spessissimio volto convertito in Zen: come lessa, Cortesia, Bella maniera di trattare. il vagheggino; Dumeggiare; Vagheggiare, dal latino Gente si foce Zente, da Gen- Gentilezza, si dice anche per delicatezza. Esser inclinato a far all’amure. lile Zr:NTİL OC., e nol qual dialello è anche ZENTILMENTE, avv. Gentilmente, con ZERGO (colla z dolce) 6. m. Gergo; Linl'uso fra gl'idioli di facilitarsi la pronun- gentilezza.

gua ionadutlica o furbesca , Parlare a zia imbarazzata di alcune voci troncato

ZENTILOMENETO. ZENTILOMÈTO, 6. m. scuro che non s'intendo so non era quelli, da consonanti, coll'aggiungervi una vocale Gentilomusso, Piccolo gentiluomo, cioè che sono couvunuti tra loro do' significati como sarebbe Calicutr., CAMBRICHE per Ragazzo gentiluomo di poca età.

dolle parole metaforiche o inventate a caCalicut, Cambrich, UTK per Ul; Ete por Detto talvolta per disprezzo, Cittadinuz- priccio. Et olc. Di Gen dunque fa Zen e rimauen- so di fava.

PARLIR IN ZERGO, Parlare gergono o in

[ocr errors]

no

gergo

Favellare in gramuffa, si dice ia ischerzo por Favellare in grammatica, quasi in modo da non essere inteso.

Geroglifico o leroglifico, add. vale Di oscura o misleriosa significazione. ZBRGON (colla z dolce) 6. in. Giurgone, chjamasi propr. Una specie di Diamante gialliccio: noi però intendiamo quella PieIra falua o Cristallo arlesalto che assomiglia al diamante, o che componesi nelle fabbricho vetrario. ZERLA, 8. f. )

(colla z dolce) (dal barb. ZERLO, 8. m.)

Gerula o Zerla , o dalla radicale latina Gero, is, lorlaro) Gerla o Zana, Strumonto composto di mazze con un fondo di asso, o aperto o più largo al di sopra, cho serve per portar carbone, pane ed altre Co8o tenendolo dietro alle spalle. Gerlino è il dimin.

PORTÁR VIA LA ZERLA, Frase antica, ebe ora dicesi PORTARLA FORA NETA, V. PORTÅR. ZERMÀN (colla z dolce) 8. m. Cugino; del fomi. Cugina. Dicesi di Coloro che 80no generati da due fratelli o due sorelle o da un fratello e da una sorella. Questi oi chiamano Cugini fratelli o Cugini germani. Gli altri in grado più lontano diconsi seinplicemente Cugini o Cugini in terzo o quarlo grado.

Secondo ZERMAN, Cugino figlio di Cugi. no germano; od ò il Cugino in terzo grado di parentela. ZERNAR o Zirnis (colle zz dolci) v. Voci

corrolle dall' idiotismo. V. DisnÅR. ZERO, 8. m. (colle larga) Zero, sogao 2ritmetico che per sè solo non significa pumero, ma unito allo nute numerali le alza a gradi superiori di decive e centinaia. Voco che deriva dall' Ebraico Zer, significanto coroua, per essere una figura circolare a guida della lullera o.

Non valerc uno zero diciamo anche noi per non valer nulla, Non valore un' acca.

B. Zero, detto per ischerzo, vale il Derclano; il Culisco; le Naliche. ZRRPITÙRA (colla z aspra) 8. f. Capitozza, Maniora di polalura, colla quale troncansi tutti i rami e tutto lo branche d'un

albero; o dicexi aoche Corona. ZERPIR, v. (rolla z aspra) T. Agr. Scapezzare; Scoronare; Tugliare a corona, Tagliare i rami agli alberi insino al tronco. Nel Padovano col termino ZERPİR B'alludo ai Salci e Vetrici, V. STROPÈR Svetlare, dicesi del Levar lo veltu Diramare, Troncaro i raini · Dicioccare, Lovar lo cioccho.

ZKRPIR de viur, Potare. V. BRUSCÀR. ZESSA, s. . Specio di tela cotonina più o mono fine, comuuissima, o ve n'ha di semplice e di lavorata in molle inaniere. ZESSO (colla z dolce) e Gesso, 8. m. Gesso, Specio di sale che i Chiinici chiamano Soisuto di calce, e cho ridotto in polvero è proprio ad opero di scultura e di edilizii.

Dar kl 6x880, Ingessure o Gessare, Tignore o Stropicciar con gesso.

Zesso DA SARTORI, Gesso da sarli, Quel. tura non iolesa so von da coloro traʼquali la pietra bianca e assai tenora che usano s’è convenuto del modo di comporla. Crii Sartori per disegnare sulle pezzo delle plugrafiu o Sleganografia, Voci tratte paonice i contorni de' vestimenti che de- dal Greco, si dice l'Arte di scrivere in civono tagliare.

fra. AVER MOLTO zesso IN TE L'ANEMA,

È

Ghirigoro, dicesi a lotrecciatura di limaniera nostra metaf. cbo vuol dire Aver nee, che fanno alcuni sottoscrivendusi. molti debili all' Osteria. Le polizze o i CHIAVE DE LA ZITRA, Contraccifera o conti dell' Oste si scrivono col gesso. Contraccifru, Modo di scoprire o d'inten. ROBA CHE PAR Gesso, Gessoso.

dere la cifera. ZETA (colla z dolce e l'o aperta ) 6. m. Zirra D'UN NOMB, Monogramma, PosiZeta fem. Uno de' caratteri dell'alfabetto. zione di tutto un nome in una sola cifra;

Dall' a fino al zeta, Dal principio al fi- o sia Nome descritto io compendio o for. ne. Vedi A.

mato dall'avviluppamento di alcune letteZETI (colla z dolce) T. Ant. Geti, Correg- re, como GB indicano il pome e cognome giuolo di cuoio che si adatta per legarlo ai dell' Autore di questo Dizionario. piè degli uccelli di rapina, come a' papagal- ZIFERÀ, add, Cifrato; Ciferato; Incifrato; li, civetto ec.

Inciferato, Scritto ia cifra.
MAGNÅR I ZBTI & INCIÒTIR LA BPUAZZA , ZIFERISTA, 8. m. Ciferisca, Scrittore in
delto metaf. Beccarsi i geti, tolta la met. cifura.
dagli uccelli di rapina, che cercano col bec- ZIFOLAR. V. Carolin.
co liberarsi da' geti; o vale Mangiar dolce ZIFOLO. V. Cipolo.
e inghiottir amaro.

ZIGANTE (colla z dolce) 8. m. Giganto,
ZÈTOLA, 8. f. (colla z aspra), V. Cetola. Uomo grando oltre al natural uso.
ZIA (colla z aspra) Uccelletto, che dicesi Semigigante, Mezzo gigante.
più comunemente Cuto, V.

Compagnone, dicebi a Uomo grande o
ZIBALDON (colla z aspra) 8. m. Zibaldo. quasi fuor di misura. V. STANGHIRLÒN.
ne, Guazzabuglio, Mescuglio; Confusiono, Esser un ZIGANTR, Giganteggiare, Aver
Imbroglio, Parlare u Scrittura coafusa o

la taglia di un gigante.
mal ordinata. Hanno la voce ZIBALPUNI ZIGANTESCO, add. Gigantesco o Gigan-
nel nostro sign, anche i Siciliani e si cre- leo, di gigante, che dicesi anche Giganti-
de che provenga dal greco Symballo, com-

Uomo gigantesco; Slatura giganmisceo.

tesca; Corpo gigantesco. ZIBaloon dicesi ancora per Quadernac- ZIGANTESSA, 8. f. Gigantessa ed anche cio, ch'è quel libro dove si potano le co- Giganta, Femmina gigantesca. se alla rinfusa, ed è non meno detto Sirac- ! ZIGANTÓN, 8. m. Gigantone; Giganlucciafoglio.

cio. FAR UN ZIBALOON, Far un zibaldone o ZIGHEZAGUE, 8. m. Zigzag, Voce che zibaldonaccio, un mescuglio — Vergalo, dinota tortuosila, serpeggiamento; noi lo sust, metaf. si dico di Cosa composta di diremo per Z1BALDÒN, in sign. di Consuparti fra sò diverse o varie Centone siono. chiamasi uoa Poesia composta di versi o di ZILIATO, s. m. Giglialo, Mopeta d'oro parte di versi di altri autori

Purodia, di Toscana, cho valova lire venete vontuun dicesi l'Arte di compor versi con l'uso di versi altrui; e quindi Parodiare, Far pa- ZILOSIA, s. f. dicevasi nel secolo XVI dal rodie e centoni o poemi rappezzati degli popolo Veneziano per Zklusia o GKLOBIA altrui versi ad altro proposito storti e tra- che si dice a' giorni nostri. vestiti.

ZIMÁRA, B. I. Zimarra, Sorta di sopravZIBALDONISTA, 8. m. Centonista , fu vesta ad uso degli Schiavoni. detto dal nostro Algarotti. Quel poeta mo- Chiamavasi Zimarra, la Vesto luoga o derno che, volendo scrivere latinamenle, si Sotlana che portavano solto la toga i Giuserve dui versi d'uno o dell'altro degli an- dici o gli Avvocati sotto il cessato Governo lichi poeti latini.

italiano. ZIBELIN 0 ZXNelin (colla z dolce) 8. m. ZINBELO (colla z dolce) .. m. Zimbello, Zibellino, Animale di corpo oscuramente Uccello legato per allottare gli uccelli. V. fulvo, che abita nell'Asia settentrionale, ed Richiamo e Zogolo. è assai simile alla Martora: la sua pelle chia- Esska EL ZIMBĚLO DEI ALTAI, detto fig. mata pur Zibellino, ò ricercatissima. Lin. Essere lo zimbello o Servir per zimbello neo lo chiama Mustela Zibellina.

o di zimbello, valgono Servir di trastullo ZIBÈTO (colla z dolce o l'estrelta) 8. m. o Esser beffato da tutti. Zibello, Aminale colla coda anulala , col ZIMĚLE (colla z dolce) V. Asns. dorso cinereo e negro, striato a unde. Fis- ZIMINIAN, (colla z dolce) Geminiano, Nora indomita; adirata erge i peli del dorso, me proprio di Uomo, benchò a'nostri tom. ba un sacchetto tra l'ano o i testicoli, do- pi disusato. vo sta una sostanza di gralo odore della S. Geminiano era Titolare della Chiesa Zibello. Cbiamasi da Lindeo Viverra Zi- parrocchiale, ch'esisteva sulla piazza gran. bctha.

de di rimpelto precisatoente alla Chiesa di ZİFERA o Zirna, s. f. Cifru o Cifera, Scrit- S. Marco fra le Procuratio puove e le vec

[ocr errors]

e mozza.

« IndietroContinua »