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1852.
UNIVERSITA' DI ROMA
LA SAPIENZA"
t -
"N, 7L 22135

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PREFAZIONE DELL' AUTORE.

NEi primi secoli che tennero dietro alla ristorazione della letteratura si discorse della storia romana con quella sommissione di spirito e di giudizio alla lettera scritta e trasmessa, anzi con quella trepidazione di allargarsi di troppo, che si vedeva diffusa in ogni altro genere di studi. La tentazione di esaminare qual grado di confidenza meritano gli antichi scrittori, e il valore della loro testimonianza avrebbe fatto meraviglia come che procedesse da un'empia temerità. Altro scopo non avevano che di conciliare ciò che essi dicevano anche a pregiudizio del vero. E solamente in qualche caso particolare, con ogni destrezza possibile, e senza trarne conseguenza di sorte per l'avvenire s'ardiva di discorrere quale delle due autorità avesse più o meno di forza. Avvenne bene che di tratto in tratto, qualch'anima nata eol sentimento dell'indipendenza ruppe questi ceppi, come fece Glarano, ma una sentenza di scomunica era infallibilmente fulminata contro la sua audacia. D'altronde questi tentativi non procedevano sempre dai più sapienti, e gli atti d'ardimento isolati mancavano necessariamente di conseguenza. Senza parlare di molti che benchè dotati d'un intelletto brillante e della più vasta dottrina si rassegnavano a queste angustie; le loro fatiche ritrassero da tutte quelle particolarità sparse, ciò che non ci potea dare ancora, riunito in un sol corpo, la parte dell'antica letteratura che giunse sino a noi, voglio parlare della scienza sistematica dell'antichità romane. Ciò ch'essi fecero in questo genere è veramente ammirabile, e questo basta perchè la loro gloria rimanga; chi vorrebbe biasimarli di non essersi maggiormente emancipati dal loro secolo, mostrerebbe di non conoscere il destino comune dei mortali, da cui non possono essere affrancati che i favoriti dal cielo espiando bene spesso fra le persecuzioni questa fortuna. Poca cosa si fece per l'istoria in un senso più ristretto; nè v'ebbero che esanimi compilazioni rispetto ai tempi a cui non bastano i libri di T. Livio, e per così dire commenti staccati senza mirare ad un fine. Verso la metà del diciassettesimo secolo co

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