Saggio sui dialetti gallo-italici

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Bernardoni, 1853 - 692 pagine
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Brani popolari

Pagina 35 - E il figliuolo gli disse: Padre, io ho peccato contro al cielo, e davanti a te ; e non son più degno d'esser chiamato tuo figliuolo. 22...
Pagina 35 - Ed egli gli disse : Figliuolo, tu sei sempre meco, e ogni cosa mia è tua. 32 Or conveniva far festa, e rallegrarsi, perciocché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita, era perduto, ed è stato ritrovato. V CAPO 16. OR egli disse ancora a...
Pagina 669 - Toscana, si modellò su la rappresentazione sacra, esempio quella « recitata agli excelsi signori di Firenze, nella quale si dimostra che in qualunque grado che l'homo sia, non si può quietare et vivere senza pensieri ». Un de...
Pagina 103 - ... colla robustezza de' pensieri e delle immagini, mostra come trovar si possa in mezzo alla semplicità del milanese dialetto il fantastico e il sublime della poesia. Leggete di questo, oltre alle molte altre cose, il bellissimo sonetto ch'ei già stampò per una monacazione, in cui egli rappresenta alla candidata il punto della morte di lei, e, figurandosi d'esser seco nella cella, le dipinge sì al vivo le circostanze in cui ella troverassi in quel dì, che scuote ed agita l'animo di chiunque...
Pagina 610 - Francese : e paiono tutti molto divoti alla Francia. La lingua popolesca è una lingua la quale non ha quasi altro che la pronunzia Italiana : il restante sono parole delle nostre.
Pagina 103 - Se voi volete una gentile critica de' cattivi medici insieme e una novella foggia di lodare altrui con argute e spiritose piacevolezze, leggete il sonetto che è stampato fra le Rime milanesi di lui in lode del fu nostro dottor Palazzi; e, se volete graziose, naturali e divote immagini, leggete quell'altro...
Pagina 658 - Alfieri con le corrispondenze de' medesimi in lingua francese ed in dialetto piemontese, Torino, Per l'Alliana. A spese di PG Pie - Librajo della R. Accademia delle Scienze, 1827. L'indicheremo d'ora innanzi con la sigla C) M. 13 Jannaco interviene però a correggere 'errori
Pagina 102 - Maggi hanno poscia seguito a scriver nella nostra lingua alcuni dotti e savii uomini, che sono morti di fresco, ed alcuni altri, che ora vivono, i quali mostrano di far grande conto del giudizio e della lode della lor patria, scrivendo nel proprio dialetto cose che non possono esser giudicate o lodate da altri meglio che da lei. Quindi è che noi abbiamo veduto in pochi anni la nostra lingua mostrarsi capace di tutte le vere e più solide bellezze della poesia. Bastivi di leggere le rime scritte...
Pagina 102 - Maggi, il quale, avendola per ciò adoperata in varie opere morali ed istruttive, fece doler i forestieri del non poter essi intenderla bene. Egli, che, nella sua più fresca età, erasi acquistato tanto grido colle lettere greche, latine e toscane, non isdegnò, nella più grave e matura, di servirsi del nostro dialetto nelle migliori sue commedie, da lui scritte non tanto per proprio trattenimento, quanto per istruzione e per vantaggio grandissimo de...
Pagina 103 - " ? il primo de' quali, colla leggiadra e semplice naturalezza de' suoi versi, insinuasi dolcemente nel cuore, e l'altro, colla robustezza de' pensieri e delle immagini, mostra come trovar si possa in mezzo alla semplicità del milanese dialetto il fantastico e il sublime della poesia. Leggete di questo, oltre alle molte altre cose, il bellissimo sonetto ch'ei già stampò per una monacazione, in cui egli rappresenta alla candidata il punto della morte di lei, e, figurandosi d'esser seco nella cella,...

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