L'esule: poema. Con aggiunte di altre sue poesie inedite

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Tip. Del Giglio, 1868 - 293 pagine
 

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Pagina vii - L'Esule fu per molti il Credo della fede nazionale : la gioventù senti fremersi il cuore di altissimo entusiasmo, e anelò alle redentrici battaglie, da cui doveva il popolo italiano uscire libero e forte. Garibaldi stesso confessa di avere in sua gioventù attinto a questo libro gran parte di quel patrio amore, che lo ha fatto meraviglioso fra le genti.
Pagina 251 - Vennero ad assisterlo vari preti da Modena ; ma sulle prime ei mostrò difficoltà di confessarsi da gente che era mandata dal duca. Perciò fu fatto venire il Chierici parroco di Rubiera, che ben conosceva l' infelice e che poteva ispirargli fiducia.
Pagina 256 - ... indocili studenti o alla prigionia o alla relegazione o alla pribizione di frequentare le scuole, di laurearsi per conseguenza e d'aspirare a professioni o ad impieghi. E rispose al pregante che i suoi figli potevano ringraziare il cielo che li faceva nascere d'un padre il quale avrebbe loro lasciato di che sostenersi, perché in quanto ad esso (il Duca) non doveano sperare né che li lasciasse studiare, perché guadagnassero un tozzo con le loro fatiche, né che loro avesse accordato impieghi...
Pagina 144 - Che se scritto è da te che vana ogn' opra Torni a salvarla dalla sua sventura, Ah, questo monte atterra! ei ne ricopra, Morte a un tempo a noi tutti e sepoltura! Sì, possente signor! Viver che monta? Troppo insoffribil del servaggio è l'onta. Ma se giusto è il desio che qui ne aduna E giunga il fin, ch' ogni gran core anela, Danne vigor contro la rea fortuna, E sotto l' ale tue n
Pagina 257 - ... han mai voluto soffrire. Ma giunto in sua casa trovò un ordine di recarsi immediatamente a S. Lazzaro (l'ospedale de' matti) ov'era preparata una stanza per lui 83. Il lettore ha certo già compreso perché ho riportato queste linee. C...
Pagina 141 - Italia venuto Dove il chiama speranza ed amor : E fra tanti un sedile è sol voto, Per altezza di tutti il maggior. Ma nel mezzo del cerchio a un istante, Del dolor, della morte nell' atto Sovra il segno del nostro riscatto L' Uomo-Dio dalla terra apparì ; E su lui di gran luce fiammante Dalla volta una lampada usci.
Pagina 199 - Giauuone intrecciava dolorosamente !e personali reminiscenze e le altrui confessioni ; consapevole che si poteva desiderare una giustizia diversa da quella del suo Vendicatore, ma appunto per ciò esclamando: « Oh patria. - patria infelice! deplorabil terra, - caduta ornai d'ogni miseria al fondo ! - dove il suo ferro Temide, tradita - da color cui lo diede, ad altre mani - commette ». Facilmente dimostrabili , quanto ali...
Pagina 50 - SI bella a un tempo e sì infelice! Ahi, tutto Ti rapir gli stranieri ! oro, possanza E ardire e fama ; eppur sei grande ancora ! Grande ancor sei; chè la scintilla eterna Dell'ingegno rimanti : e invan rapirla Vorrian gli stolti della man di Dio, Che col tuo sole a te l'invia.
Pagina 101 - Ei che creò le cose , Ed equo i fati regola , Sovra le vostre spose Quel duolo che or me lacera , Un giorno verserà. Così ella dice : - Non vi scandalizzate , o Cristiani , se mentre la vergine invoca la clemenza divina , è inclemente verso gli autori della sua sciagura.
Pagina 148 - Italia amar d' un amor santo ; La comune viltà maladicendo Fra gemi ignotc e sotto cielo ingrato Erran di stento e di dolor morendo : O disdegnosi precorrendo il fato Spandono il sangue per la Grecia antica Che per la patria lor non han versato. Nè sperano al coraggio , alla fatica , Al valore , a' perigli ed alla morte , Nemmeno il suon d'una parola amica.

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