Saggio storico e politico sulla costituzione del regno di Sicilia infino al 1816 con un appendice sulla rivoluzione del 1820: opera postuma

Copertina anteriore
publisher not identified, 1848 - 420 pagine
 

Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Nessuna recensione trovata nei soliti posti.

Pagine selezionate

Altre edizioni - Visualizza tutto

Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 282 - IV è ristabilito tanto per sè, che per i suoi eredi e successori sul trono di Napoli , e riconosciuto dalle potenze come re del regno delle Due Sicilie.
Pagina 297 - Infante di Spagna, Duca di Parma, Piacenza, Castro ec. ec. Gran Principe ereditario di Toscana ec. ec. ec.
Pagina 409 - Faro con la spedizione de' suoi deputati all'unico Parlamento nazionale : che infine è contrario alla gloria del Regno unito, alle sue convenienze politiche ed all'onore delle armi nazionali. Quindi il Parlamento del Regno unito delle Sicilie ha dichiarato essenzialmente nulla e come non avvenuta la convenzione militare conchiusa tra Sua Eccellenza il tenente generale Pepe ed il principe di Paterno nel giorno 5 ottobre 1820.
Pagina 125 - Sicilia come in allodi, conservando però nelle rispettive famiglie l'ordine di successione , che attualmente si gode. Cesseranno ancora le giurisdizioni Baronali ; e quindi i Baroni saranno esenti da tutti i pesi , a cui sinora sono stati soggetti per tali diritti feudali. Si aboliranno le investiture, rilevi, devoluzioni al Fisco, ed ogni altro peso inerente ai feudi , conservando però ogni famiglia i titoli, ed onorificenze.
Pagina 88 - Ed io asserisco, che allora, o coloro erano perfettissimi, e ben incalliti schiavi, o ch'io era in quel punto, e tuttavia sono, uno stupido. Quella naturale insofferenza del giogo : quel fremere sublime della oltraggiata, ed oppressa ragione : quel silenzio che parla, od accenna ; quel tacito sogguardarsi l'un l'altro, che tradisce il cor pregno di torbidi affetti, e feroci ; quella mal repressa bollente febbre dell'animo, il di cui impeto non mai pienamente domabile, se non iscoppia, minaccia ;...
Pagina 356 - ... imposti, facendo giornalmente passare in Napoli le ricchezze del paese, avean fatto da per tutto succedere alla prosperità, e all'opulenza la più squallida miseria. Una mania di sistemi, e di organizzazioni novelle manteneva la vertigine e il disordine in tutte le amministrazioni, la incertezza in tutti gli spiriti. Falangi d'impiegati, scelti da ciò che la Sicilia avea di più abietto in ogni classe, inondaron la Sicilia per esaurirne le ultime risorse. Il desiderio d...
Pagina 125 - Cesseranno ancora tutte le giurisdizioni baronali , e quindi i baroni saranno esenti da tutti i pesi a cui sinora sono stati soggetti per tali dritti feudali. Si aboliranno le investiture, rilevi, devoluzioni al fisco ed ogni altro peso inerente ai feudi, conservando però ogni famiglia i titoli e le onorificenze.
Pagina 298 - Se sarà un principe reale, avrà parimenti presso di sé uno de' nostri ministri di Stato, il quale terrà la corrispondenza co' ministeri e segreterie di Stato residenti presso di noi, ed avrà inoltre due o più direttori , che presederanno a quelle porzioni de' delti ministeri e segreterie di Stato , che giudicheremo necessario di far rimanere in Sicilia.
Pagina 357 - La irruenza , e violenza di un generale fu il segnale de' disordini, e della confusione. Il Luogotenente generale ondeggiando tra la imbecillità e il terrorismo, decise la fatale catastrofe. Fu ceduto alla plebe il Castello e le armi. I disordini non ebbero progresso. Si volle nella dite dulie guerriglit nell'interno del regno, p.ernhé in (spagna erano state guerriglie: senza calcolare la differenza enorme tra i paesi, tra i tem|ii, e tra le circonotte de-' 10, contro il parere della GiiHila ,...
Pagina 295 - I per la grazia di Dio Re del Regno delle due Sicilie, di Gerusalemme ecc. Infante di Spagna, Duca di Parma, Piacenza, Castro ecc. Gran Principe Ereditario di Toscana ec..

Informazioni bibliografiche