Gerusalemme liberata, Volume 1

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Luigi Sacchi editore, 1842
 

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Brani popolari

Pagina 234 - 1 Ciel benigno ascolta affettuoso alcun prego mortale, che venga in queste selve anco tal volta quegli a cui di me forse or nulla cale; e rivolgendo gli occhi ove sepolta giacerà questa spoglia inferma e frale, tardo premio conceda a...
Pagina 58 - Amico, altri pensieri, altri lamenti Per più alta cagione il tempo chiede. Che non pensi a tue colpe? e non rammenti Qual Dio prometta ai buoni ampia mercede? Soffri in suo nome , e fian dolci i tormenti ; E lieto aspira alla superna sede. Mira il ciel com' è bello, e mira il sole, Che a se par che n
Pagina 221 - Aura spira da voi che mi ricrea e mi conforta pur che m'awicine: così a mia vita combattuta e rea qualche onesto riposo il Ciel destine, come in voi solo il cerco, e solo parmi che trovar pace io possa in mezzo a l'armi.
Pagina 91 - Ferirsi a le visiere, ei tronchi in alto volaro e parte nuda ella ne resta; che, rotti i lacci a l'elmo suo, d'un salto (mirabil colpo!) ei le balzò di testa; e le chiome dorate al vento sparse, giovane donna in mezzo '1 campo apparse.
Pagina 227 - Cibo non prende già, che de' suoi mali solo si pasce e sol di pianto ha sete; ma '1 sonno, che de' miseri mortali è co '1 suo dolce oblio posa e quiete, sopì co...
Pagina 7 - Ma di celeste maestà il compose: Tra giovane e fanciullo età confine Prese, ed ornò di raggi il biondo crine. H Ali bianche vestì, c'han d'or le cime, Infaticabilmente agili e preste: Fende i venti e le nubi, e va sublime Sovra la terra e sovra il mar con queste.
Pagina 84 - Ma quando il sol gli aridi campi fiede Con raggi assai ferventi , e in alto sorge, Ecco apparir Gerusalem si vede, Ecco additar Gerusalem si scorge: Ecco da mille voci unitamente Gerusalemme salutar si sente.
Pagina 22 - Vien poi Tancredi, e non è alcun fra tanti, Tranne Rinaldo, o feritor maggiore, O più bel di maniere e di sembianti, O più eccelso ed intrepido di core. S...
Pagina 119 - Noi trarrem neghittosi i giorni e l'ore, né degna cur'a fia che '1 cor n'accenda? e soffrirem che forza ognor maggiore il suo popol fedele in Asia prenda? e che Giudea soggioghi? e che '1 suo onore, che '1 nome suo più si dilati e stenda? che suoni in altre lingue, e in altri carmi si scriva, e incida in novi bronzi e marmi?
Pagina 117 - Che meco già da i più felici regni Spinse il gran caso in questa orribil chiostra; Gli antichi altrui sospetti ei fieri sdegni Noti son troppo , e l

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